Lupin III: Il Castello di Cagliostro, la Recensione del film di Hayao Miyazaki

Il film che ha segnato l'esordio sul grande schermo di Hayao Miyazaki e ha cambiato per sempre la direzione artistica del franchise di Lupin.

recensione Lupin III: Il Castello di Cagliostro, la Recensione del film di Hayao Miyazaki
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Possiamo dire che Lupin III sia il franchise che ha lanciato un maestro come Hayao Miyazaki nel mondo dell'animazione: il sensei, infatti, diresse gli ultimi 15 episodi della prima, storica serie televisiva intitolata Le avventure di Lupin III, subentrando all'allora director insieme al suo socio e amico di una vita Isao Takahata, oltre a produrre due dei 155 episodi che compongono la seconda serie. Nel 1979, però, il regista e fondatore dello Studio Ghibli firmò un importantissimo esordio alla regia in un lungometraggio con il secondo film dedicato al ladro gentiluomo: parliamo del celebre e immortale Lupin III: Il Castello di Cagliostro, che oggi (sabato 9 giugno) rappresenta il nuovo appunto che Mediaset dedica allo slot della seconda serata nel palinsesto di Italia 1. Gettiamoci alla scoperta di un vero e proprio cult non solo per la serie, ma anche per l'animazione nipponica.

Avventura in un Regno lontano

Rupan Sansei - Kariosutoro no shiro fu trasmesso in prima TV su Italia 1 nel 1984, ma il suo esordio sul grande schermo nipponico avvenne, come già detto, nel 1979. Diretto da Miyazaki per la TMS Entertainment, il film propone una delle sceneggiature più interessanti nell'intera filmografia di Lupin III: il ladro gentiluomo sta fuggendo insieme al suo compagno Jigen Daisuke dall'ennesimo colpo andato a segno, il furto di un'ingente somma di denaro dal Casino di Monte Carlo. Durante il tragitto, tuttavia, i due furfanti si rendono conto che i soldi sono falsi, appartenenti a una celebre valuta chiamata Denaro del Capro. Il nostro eroe decide quindi di recarsi nell'Arciducato di Cagliostro, un piccolo Stato indipendente che produrrebbe la moneta che Lupin si è ritrovato tra le mani. Giunti nel Regno, i protagonisti si ritrovano a salvare una giovane ragazza braccata da un gruppo di malviventi: dopo essere caduti in un dirupo, la ragazza fugge lasciando a Lupin un anello con inciso un simbolo argentato.

Così Lupin III scopre che si tratta di Clarisse, ultima discendente del casato dei Cagliostro giunta nel Paese perché costretta a sposare il Conte di Cagliostro, un suo lontanissimo parente che intende unirsi a lei apparentemente per preservare la discendenza purissima dell'antica famiglia. Resosi conto della malvagità del Conte, Lupin decide di salvare Clarisse (che è una sua vecchia conoscenza) dalle grinfie del suo futuro e malvagio sposo, e per farlo si avvale della banda al gran completo: a Jigen Daisuke si aggiungono il flemmatico Goemon Ishikawa XIII e persino Fujiko Mine è della partita, poiché è stata assunta come damigella di corte per la giovane Clarisse ma (ovviamente) in realtà intende rubare il patrimonio del Capro. Dal canto suo, il Conte potrà contare sulla propria guardia personale e sulle forze dell'Interpol, che collaboreranno con lo Stato indipendente per assicurarsi la protezione del villain. Keichi Zenigata è ovviamente a capo della divisione, ma decide poi di allearsi con il suo nemico di sempre, il ladro gentiluomo, quando scopre la vera natura del Conte di Cagliostro.

Un'opera immortale

La corsa per salvare Clarisse dalle grinfie del perfido Conte si tradurrà in una rocambolesca battaglia finale tra i corridoi del Castello di Cagliostro fino alle sue mura, sulle quali toccherà al prode Lupin III lottare per la vita della giovane. Le avventure e gli intrighi che si presentano di fronte ai protagonisti porteranno alla scoperta del vero tesoro di Cagliostro e della consapevolezza di Clarisse sulle proprie origini.

Il Castello di Cagliostro è una fiaba senza tempo, una storia che riesce a unire tutti gli elementi tipici dell'universo di Lupin con un'avventura fatta di mistero e fascino alla scoperta di mondi e regni incredibili com'è nello stile che animerà - negli anni successivi, con la creazione dei grandi capolavori della Ghibli - i futuri lavori di Hayao Miyazaki.

Dietro il character design - soprattutto quello dei comprimari, poiché i protagonisti ricalcano più o meno le sembianze che assumono nella prima serie del 1971 - ma anche dietro la scrittura e la regia si intravede la mano di un maestro come Miyazaki, capace di portare lo spettatore in un tripudio filmico in cui l'attenzione alla forma trova piena simbiosi anche con la sostanza garantita dalla caratterizzazione consolidata di personaggi storici e ben rodati. Il Castello di Cagliostro ispirerà, negli anni a venire, numerose avventure del ladro gentiluomo, sarà citato in occasione di film che fungeranno da omaggi alla figura di Lupin (vedere l'OVA Green vs Red) ma soprattutto resta una delle rappresentazioni più vivide e indimenticabili dell'iconografia del personaggio creato da Monkey Punch, estremamente rispettosa dei canoni imposti dalla prima serie animata del '71 - che, a sua volta, rappresenta forse l'esempio più vicino di adattamento al particolare fumetto di riferimento, un'opera cult dai toni e dai caratteri tutt'oggi unici.

Lupin ha ancora il volto "pulito", non troppo caricaturale, indossa la storica giacca verde, i suoi compagni sono tutto fuorché macchiette comiche; il Castello di Cagliostro, inoltre, porta fermamente in auge la figura di Lupin come eroe e non come semplice ladro, aprendo la strada a una rappresentazione del protagonista che (nella filmografia successiva, fino ai giorni nostri) è rimasta imponente e utilizzata nella grande maggioranza dei casi.
Grazie al suo disegno così squisitamente miyazakiano, all'ottima regia e all'eccezionale direzione artistica, ma anche grazie alle animazioni fluide che rendono Lupin III: Il Castello di Cagliostro un film senza tempo e ancora oggi quanto mai godibile e attuale, il secondo film del franchise diretto dal grande Hayao Miyazaki è uno di quei titoli che non può mancare al bagaglio culturale di ogni appassionato, in quanto capostipite eccelso e virtuoso di un'eredità filmica, scenica e televisiva che continua anche dopo 50 anni.

Lupin III - Il castello di Cagliostro Precursore sacro e prezioso dell'iconografia filmica e televisiva di un'icona pop come Lupin, fautore di una messa in scena condita da una direzione artistica eccelsa e memorabile, Il Castello di Cagliostro ha anche un'importanza storico-culturale preponderante: il film del 1979 consacra il maestro Miyazaki alla regia di un lungometraggio e lo fa con il franchise che, di fatto, lo lanciò nel mondo dell'animazione già con la prima serie televisiva del 1971. Ancora oggi, grazie a un comparto visivo che è riuscito a invecchiare pochissimo, Il Castello di Cagliostro è una visione fondamentale per i fan del leggendario ladro creato da Monkey Punch.

8.3