Lupin III: Ishikawa Goemon getto di sangue, la recensione

Abbiamo visto e analizzato il secondo film di Koike del franchising di Lupin III, stavolta il protagonista è Goemon Ishikawa.

recensione Lupin III: Ishikawa Goemon getto di sangue, la recensione
Articolo a cura di

Taciturno e schivo, ma spesso determinante nella riuscita delle imprese di Lupin III per il quale nutre una profonda stima. Integerrimo nel rispetto dei suoi principi morali, ma letale quando necessario. Accompagnato dall'inconfondibile vestiario tradizionale e della celebre spada Zantetsu-ken, Goemon è uno dei personaggi più affascinante di Lupin III, un samurai prestato al mondo contemporaneo la cui natura abbastanza stereotipata non scade in quella che potrebbe facilmente trasformarsi in una parodia, grazie alla dose di follia che permea l'universo di Lupin III del quale Goemon e il suo anacronismo sono solo una della molte manifestazioni.

Non in tutte le interazioni animate del manga di Kazuhiko Kato, più noto con lo pseudonimo di Monkey unch, la figura di Goemon è stata adeguatamente valorizzata, limitandosi a rivestire un ruolo talvolta marginale. Per tale ragione l'idea di un film interamente dedicato al personaggio apparso nel quinto episodio della prima serie anime, non può che incontrare il favore dei fan di Lupin III e di tutti coloro che siano affezionati ad uno dei samurai più iconici dell'animazione, specialmente se il mediometraggio in questione sia diretto da Takeshi Koike.

Dopo avere visionato il film disponibile su Amazon Prime Video, siamo pronti a svelarvi se il sequel de "Una Lapide per Daisuke Jigen", sia all'altezza del suo predecessore (qui la nostra recensione di Lupin III Una lapide per Daisuke Jigen.

La strada del samurai

Contrariamente a come avviene di solito, dei simboli ornano l'Haori che Goemon indossa nel momento della sua prima comparsa nel film a lui dedicato: si tratta dei vessilli del clan Tsuro, una famiglia della Yakuza il cui capo, Makio Inaniwa, ha deciso di ingaggiare il samurai come guardia del corpo.

Quest'ultimo ed i restanti protagonisti del mediometraggio si ritrovano presso la lussuosa nave casino gestita dalla famiglia malavitosa, ciascuno spinto da interessi diversi e fra loro confliggenti: Jigen e Lupin, come è facile intuire, sono giunti sul posto con l'intento di svaligiare le ricchezze custodite a bordo da Makio e anche Fujiko, come i due avranno modo di scoprire, si trova sulla nave con il medesimo obiettivo.

Tutto ciò farebbe supporre uno scontro imminente tra Goemon e i tre ladri, che nel frattempo hanno unito le forze nonostante le ritrosie di Jigen, ma un ulteriore e minacciosa presenza è destinata a sconvolgere gli equilibri.

L'individuo in questione è Hawk, un uomo dalla forza e dai riflessi sovraumani, al quale all'inizio del film viene assegnato l'incarico di uccidere proprio Lupin e Jigen, e che per tale motivo ha seguito i due nella nave casino, che non esita a mettere a ferro e fuoco per raggiungere il suo scopo.

Mentre l'imbarcazione è sul punto di affondare a causa dei violenti colpi inferti da Hawk e dalle sue scuri, Goemon affronta la minaccia per assolvere i suoi doveri, ma contro ogni aspettativa non riesce a fermare la furia del suo avversario, il tutto mentre Makio resta vittima delle esplosioni e del comportamento egoistico dei suo compagni, che riversano tutta la colpa dell'accaduto proprio su Goemon. Ferito nell'orgoglio, il leggendario samurai ha solo una strada davanti a sé per recuperare l'onore perduto: uccidere Hawk e vendicare Makio.

Il secondo mediometraggio su Lupin III, il terzo diretto da Koike, ricalca il precedente nella durata, che si attesta ancora una volta intorno ai 50 minuti, e nella struttura dell'intreccio, che prevede la messa in scena dello scontro tra uno dei componenti della banda di Lupin III e un nemico che ne rappresenta una sorta di contraltare, offrendo l'occasione per delineare un breve ritratto del personaggio a cui l'opera è dedicata e tracciare una parabola di maturazione dello stesso.

Oltre che su una simile premessa, l'intreccio prende forma dall'originale intuizione di mettere in discussione la proverbiale invincibilità di Goemon, un personaggio che nel corso delle varie trasposizioni animate trova ben pochi nemici in grado di tenergli testa, e che spesso svolge la funzione di vero e proprio deus ex machina.

Viceversa, qui il samurai pare addirittura destinato a perire per mano di un avversario tanto rozzo nello stile di combattimento quanto potente ed inscalfibile. Le ferite fisiche e morali subite da Goemon rappresentano il segno tangibile del ribaltamento del paradigma poco prima citato ed offrono al samurai un pretesto per spingersi oltre i propri limiti.

Un degno seguito?

Nonostante, come già accennato, sia possibile tracciare un chiaro parallelismo tra le vicende narrate dal primo film della trilogia ed il mediometraggio dedicato a Goemon, è possibile scorgere altresì alcune differenze più o meno sostanziali fra le due opere. Il primo elemento a saltare all'occhio è il ritorno di Zenigata, qui nel ruolo di agente coriaceo e vagamente hard boiled, mosso da un'irreprensibile senso del dovere e sete di giustizia.

Un'altra importante differenza è ravvisabile nel ruolo di Lupin III. il cui carisma e intelletto, finiscono per rubare la scena a Jigen nel mediometraggio del 2014, mentre qui riveste un ruolo eccessivamente passivo, che poco si confà al personaggio che abbiamo imparato a conoscere e ancor meno alla versione rivisitata da Koike. Ciò permette di offrire maggiore risalto alla figura di Goemon, ma non si può di certo affermare che nella prima uscita in giacca nera il ladro gentiluomo sia riuscito nell'intento di lasciare il segno.

Fortunatamente il modo in cui Koike tratteggia il ritratto del ladro-samurai protagonista dell'opera riesce, almeno in minima parte, a controbilanciare l'assenza di una versione adeguatamente carismatica di Lupin III. Sia chiaro, nemmeno la figura di Goemon regala in fondo grandi sorprese, limitandosi a recitare un ruolo stereotipato che non si discosta dai cliché che la trama abbraccia consapevolmente. Eppure, il climax fatto di silenzi e azioni, più che di parole proferite dal personaggio, accompagna adeguatamente lo spettatore sino ad una conclusione che rende giustizia al personaggio e ne sugella il desiderio di superare i propri limiti e la natura quasi superomistica.

Se dunque nell'importanza assegnata a Lupin III, e di riflesso a Goemon, si potrebbe ravvisare per i motivi sopracitati più una scelta ben precisa, lo stesso non si può dire per la figura di Hawk, altrimenti conosciuto con il nome di Fantasma delle Bermuda, la cui caratterizzazione appare più debole rispetto a quella dell'antagonista visto in "Lupin III - una Lapide per Jigen Daisuke" , restituendo l'impressione di un personaggio dal potenziale in parte inespresso.

Ad accomunare i due film è invece l'atmosfera pulp e cupa, ed una violenza che in questo caso appare persino più esasperata, sconfinando talvolta nello splatter. Una simile operazione, oltre ad essere una delle varie manifestazioni della volontà di recuperare lo spirito del manga e di parte della prima serie, regala alcune sequenze dal forte impatto stilistico , in un film in cui le scene d'azione sono protagoniste lasciando spazio anche per ritmi più distesi e riflessivi.

Oltre al minutaggio esiguo, Lupin the 3rd - Ishikawa Goemon getto di sangue eredita dal film precedente anche un comparto artistico caratterizzato da disegni che recuperano ed estremizzano l'essenza del manga, proponendo un tratto sporco, duro ma comunque non avaro di dettagli, accompagnato da colori dalle tonalità spesso tendenti al grigio, che ben si adattano alla brutalità e al velo di malinconia del film.

Ottime, ancora una volta, anche le animazioni realizzate dallo studio Telecom Animation Film, che permettono di valorizzare le sequenze durante le quali Goemon si esibisce in una vera e propria danza di morte con la fidata spada Zantetsu-ken, accompagnato dalle musiche di James Shimoji.

Lupin III: uno schizzo di sangue per Goemon Ishikawa "Lupin the 3rd - Ishikawa Goemon getto di sangue" si distingue per la scelta di mostrare un Goemon inizialmente più vulnerabile, ma non riesce a sfruttare pienamente tale premessa proponendo una storia più prevedibile e un antagonista più anonimo rispetto a quanto visto nel precedente film di Koike. L’impatto delle sequenze d’azione, condite da un alto tasso di violenza, insieme ad un aspetto tecnico ed artistico ancora una volta ottimo, contribuiscono ad intrattenere lo spettatore nonostante il ruolo marginale rivestito da Lupin III, rendendo il film più che discreto, nonostante i difetti citati.

7.3