Lupin III: L'amore da capo - L'uovo di Colombo, Recensione dell'11° special TV

Uno speciale televisivo incentrato su Fujiko e sul rapporto con Lupin, ma che al tempo stesso riqualifica la bella ladra manipolatrice.

recensione Lupin III: L'amore da capo - L'uovo di Colombo, Recensione dell'11° special TV
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Lupin III ormai è di casa sui canali Mediaset: ogni sabato, in seconda serata, Italia 1 dedica uno slot del suo palinsesto ai tanti special TV della serie animata ispirata al fumetto cult di Monkey Punch. Dopo aver visto, settimana scorsa, il 16° speciale televisivo, intitolato Tutti i tesori del mondo, questa settimana facciamo un salto indietro di qualche anno e passiamo direttamente all'11°, che porta il titolo di Lupin III: L'amore da capo - L'uovo di Colombo. La messa in onda della pellicola, diretta da Shin'ichi Watanabe, ci dà l'occasione per effettuare una delle nostre solite disamine sulla qualità del film.

Il valore dei ricordi

Intitolato in originale, Lupin III: L'amore da capo - Fujiko's Unlucky Days (FUJIKO's Unlucky Days? Rupan Sansei - Ai no da capo - Fujiko's Unlucky Days), lo special TV venne trasmesso nel 1999 sulle reti televisive giapponesi, mentre in Italia giunse soltanto l'8 marzo del 2003 per la prima TV assoluta su Italia 1, e il titolo fu tradotto con - semplicemente - Lupin III: L'uovo di Colombo. L'amore da capo rappresenta, in un certo qual modo, un'entrata per certi versi "storica" nel franchise di animazione, giacché riqualifica il personaggio di Fujiko Mine, ponendovi un'attenzione particolare in fase di scrittura - un focus che ritroveremo davvero soltanto nella miniserie spin-off intitolata La Donna Chiamata Fujiko Mine. Per compiacere la sua eterna amata, Lupin ha infatti rubato una serie di oggetti preziosi e, ovviamente, non vede l'ora di passare una serata da solo con lei per godere finalmente della sua "dolce" compagnia... ma la donna, com'è nelle sue corde di avvenente e subdola manipolatrice, che utilizza le sue curve sinuose per mandare in brodo di giuggiole l'animo del suo eccentrico spasimante, è in realtà interessata a un'unica reliquia.

Si tratta del Documento di Colombo, una mappa che condurrebbe al tesoro nascosto del leggendario esploratore e navigatore italiano e a un manufatto tanto antico quanto prezioso... l'Uovo di Colombo, appunto. Proprio quando i due si ritrovano da soli, tuttavia, vengono interrotti da un criminale chiamato Nazalloff, che intende recuperare la mappa e far suo l'uovo leggendario. Quando la carta, tuttavia, viene distrutta, l'unica che ha memorizzato le informazioni necessarie per trovare il tesoro è proprio Fujiko, la quale in seguito a un incidente perde la memoria, dimenticando anche ogni dettaglio della sua vita e modificando il proprio carattere. Lupin la ritrova, sperduta e impaurita, in casa di Rosaria, una ladra di reperti archeologici: ma Nazalloff, insieme al misterioso Dottor Burton, continua a essere sulle sue tracce, coinvolgendo Lupin III e i suoi amici - Daisuke Jigen e Goemon Ishikawa XIII - in una serie di battaglie senza precedenti.

Fujiko al centro

Lupin III: L'amore da capo - L'uovo di Colombo racconta una storia entusiasmante, mettendo al centro della propria narrazione il rapporto tra Lupin e Fujiko e dando all'avvenente femme fatale un ruolo di inaspettato e piacevole primo piano.

La sceneggiatura della pellicola è lungi dall'essere perfetta, soprattutto perché finisce con lo scadere in svariati cliché tipici delle produzioni animate di Lupin, dando l'impressione (soprattutto all'inizio) di essere il solito more of the same.

Quando, però, L'uovo di Colombo tenta di prendere una strada tutta propria, fa quel che deve fare nella parte centrale, mostra cose interessanti nel corso dello sviluppo della trama e poi esagera nel finale, restituendo alla pellicola un senso quasi straniante rispetto a ciò che siamo abituati a vedere di solito. Al centro di tutto, come già affermato, vi è il personaggio di Fujiko, protagonista nonostante la sua caratterizzazione assuma connotati incredibilmente diversi rispetto ai soliti: qui, anziché la solita, avvenente e sibillina ladra manipolatrice, la perdita di memoria rende Fujiko Mine una ragazza indifesa, insicura e fragile, una veste inedita che potrebbe spiazzare gran parte del pubblico ma che è in grado di riqualificare un personaggio che - molto più degli altri - negli anni si era fin troppo stereotipato.

Lupin III: L'amore da capo è anche il trionfo della sensualità: non mancano, più di altre occasioni, momenti e riferimenti piuttosto espliciti, sia nella parte iniziale ma soprattutto in quella centrale, in cui (in un mix tra comicità e ambiguità, dettato dalle movenze grottesche del nostro protagonista) più volte Lupin tenta di possedere fisicamente la bellissima Fujiko, approfittando del suo stato di confusione dovuta all'amnesia temporanea. Un che di ambiguo - voluto, cercato, sia nelle dinamiche tra i due protagonisti che persino tra i comprimari, come un'equivoca scena tra Jigen e Goemon, che quasi strizza l'occhio al fan service più becero - permea tutta la pellicola, a confermare quel senso di straniamento che pervade lo spettatore quando lo si guarda. L'11° special TV è una produzione vecchio stile anche in termini tecnici, in cui nei disegni e nelle animazioni si avvertiva ancora un retrogusto vintage che restituisce un'estetica piuttosto simile alle prime incarnazioni televisive del franchise.

Lupin III: L'amore da capo Tanto coraggioso quanto confusionario, Lupin III: L'amore da capo - L'uovo di Colombo mescola sapientemente le carte che ha a disposizione, riqualificando il personaggio di Fujiko e permeando la pellicola di una certa, ambigua sensualità su ogni fronte. Artisticamente ci troviamo di fronte a uno degli ultimi special TV che, a ridosso del nuovo millennio, sfoggiano un comparto estetico dal gusto retro, avvicinandosi in particolare ai disegni che caratterizzavano le prime serie animate di Lupin negli anni Settanta.

7.3