Lupin III: La lacrima della dea, Recensione: su Italia 1 il 18° special TV

Questa sera, a partire dalle 22:55, Italia 1 trasmetterà uno special TV in cui, per il nostro Lupin III, gli amici si trasformeranno in nemici.

recensione Lupin III: La lacrima della dea, Recensione: su Italia 1 il 18° special TV
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Torniamo al nostro solito appuntamento del sabato sera su Italia 1: il canale Mediaset, nella seconda serata di oggi, proporrà un nuovo special TV della serie animata di Lupin III. Nello specifico parliamo del 18°, intitolato "La lacrima della dea", che verrà trasmesso a partire dalle 22:55 di questa sera su Italia 1, dopo la consueta messa in onda del film in prima serata. Il ladro gentiluomo verrà messo nuovamente di fronte a eredità e antiche gemme preziose, ma questa volta dovrà fare i conti con avversari piuttosto ostici e inaspettati.

Rapsodia di sette giorni

Intitolato, in lingua originale, Lupin III: Rapsodia di sette giorni, il 18° special TV (noto in Italia come La lacrima della dea) fu rilasciato per la prima volta in Giappone nel settembre del 2006 sui piccoli schermi nipponici e fu diretto da Hajime Kamegaki - ovviamente, basato sul soggetto originale creato dal mangaka Monkey Punch. In Italia, invece, il film giunse soltanto nel 2008 in prima TV su Italia 1, ma la sua visione fu spezzata in quattro serata evento tra il 4 e il 9 luglio di quell'anno. Il titolo originale prende spunto, ovviamente, dal fulcro della trama della nuova avventura di Lupin, Jigen e Goemon: il ladro gentiluomo, infatti, intende rubare un antico e prezioso diamante dalle proprietà misteriose, tali per cui l'apparizione della gemma avviene soltanto per sette giorni. La Lacrima della Dea, come viene appunto chiamata nell'adattamento italiano a cura di Ludovica Bonanome per BI. G S.r.l., è però in possesso del nuovo presidente degli Stati Uniti d'America: sulle tracce del diamante, tuttavia, non è soltanto alla ricerca la banda di Lupin III - con annesso l'immancabile Keichi Zenigata, e tutto l'Interpol di cui è a capo, alle calcagna - ma anche una pericolosa organizzazione composta da trafficanti d'armi.

Obiettivo dei criminali è di impadronirsi del gioiello ma anche di ricattare il presidente USA, sostituendo la Lacrima della Dea con un pericoloso ordigno esplosivo. L'elemento di maggiore particolarità, oltre che di maggiore freschezza rispetto agli special TV anche successivi della serie, è che in Lupin III: La lacrima della dea vedremo Jigen Daisuke mettersi contro il nostro eroe: l'inseparabile compagno del protagonista, infatti, viene contattato da un suo vecchio socio, che appartiene alla banda dei trafficanti d'armi. La sua relazione con il gruppo, e in particolare la sua connessione con alcuni, dolorosi eventi passati, porteranno l'infallibile pistolero con la sigaretta a mettersi contro il suo amico, piuttosto che aiutarlo nella sua consueta, folle avventura.

Donne e pistole

Sullo sfondo di tutto questo ci sarà anche l'immancabile rapporto tra Lupin e una giovane donzella, che scatenerà - immancabili - tutte le perplessità e le gelosie della bella Fujiko Mine, la quale ogni volta non si fa scrupoli nel raggirare il suo amato ma che, allo stesso tempo, non riesce a stargli lontano troppo a lungo.

Insomma, ancora una volta - e andando sempre più a ritroso, ragion per cui alcuni elementi, che torneranno nelle produzioni successive che abbiamo analizzato, vanno valorizzati - uno special TV di Lupin III riesce a fondere vecchio e nuovo in un buon mix che, come sempre, non è un capolavoro e forse non si prefissa di esserlo, ma funziona grazie a una narrazione coerente, vivace e con personaggi carismatici.

La chiave di volta, l'elemento in più, il valore aggiunto della sceneggiatura di Lupin III: La lacrima della dea risulta proprio dai capovolgimenti di fronte operati sul personaggio di Jigen, il quale da sempre è considerato uno dei membri più carismatici nel cast imbastito dall'opera di Monkey Punch e che, in questa produzione, assume dei connotati più o meno nuovi. In tal senso la sceneggiatura pesca a piene mani dalle primissime avventure del ladro gentiluomo, quelle in cui l'amicizia tra i vari Lupin, Jigen, Goemon e Fujiko non era così marcata come oggi e in cui, per questo, si dava spesso vita a fraintendimenti, tradimenti, litigi e capovolgimenti di questo genere. Rivedere una proposta del genere dopo tanti anni (quasi quaranta, per l'epoca in cui uscì Rapsodia di sette giorni sul piccolo schermo) risulta ancora oggi piacevole e per certi versi innovativo rispetto a ciò cui siamo abituati ad assistere. Sull'altro piatto della bilancia, poi, c'è il comparto artistico, che trova innanzitutto nel solito, ottimo sonoro una vera e propria certezza in termini di godibilità della produzione e del fan service stesso, giacché l'inconfondibile tema di Lupin è ormai diventato essenza stessa di ogni singola produzione ad esso collegata.

Forse c'è da recriminare qualcosa sul character design di Satoshi Hirayama, senza infamia e senza lode in verità, incapace di dare a Lupin III: La lacrima della dea un tocco più autoriale in termini di disegni e animazioni, cosa che invece abbiamo riscontrato e ampiamente apprezzato in alcuni special TV successivi. Ancora una volta, poi, ci sembra che il design dei protagonisti - ancora legato agli stilemi del passato, seppur ammodernato in qualche modo - stoni eccessivamente con le fattezze dei comprimari, molto più vicine agli standard di disegno nipponici tipici di un prodotto animato qualsiasi, privo di una reale identità visiva. Un difetto che abbiamo denotato anche settimana scorsa, con Lupin III: La lampada di Aladino, e che evidentemente è da ricercarsi nell'incapacità, nell'arco di diverse annate, di fondere e amalgamare per bene lo stile in un unicum più coerente, oppure di operare un reboot grafico totale com'è avvenuto per la serie televisiva L'Avventura italiana e come avverrà per Lupin III - Part 5, in arrivo sugli schermi giapponesi il prossimo 3 aprile.

Lupin III: La lacrima della dea Seppur Lupin III: La lacrima della dea non sia un capolavoro di disegni, grafica o di narrazione, alcune soluzioni originali di sceneggiatura - che, in qualche modo, è come se volessero strizzare l'occhio ai fraintendimenti e capovolgimenti di fronte cui ci mettevano dinnanzi le primissime avventure del ladro gentiluomo - sono davvero apprezzabili. Nonostante avremmo preferito una maggiore attenzione in termini di character design, sia per i protagonisti che per i personaggi originali introdotti nel 18° special TV della serie, a conti fatti non possiamo che definire "Rapsodia di sette giorni" un prodotto discretamente godibile, la cui visione non dovrebbe mancare per gli appassionati della serie.

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