Lupin III: La Lampada di Aladino, la Recensione del 20° special TV

Stasera, su Italia 1 a partire dalle 22:55, il ladri gentiluomo sarà coinvolto in una bizzarra avventura in stile Le Mille e una Notte.

recensione Lupin III: La Lampada di Aladino, la Recensione del 20° special TV
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Lo slot in seconda serata di questa settimana su Mediaset Italia 1 è dedicato al 20° special TV della serie di Lupin III, manga creato dalla mente del geniale Monkey Punch: parliamo di La Lampada di Aladino, pellicola diretta da Tetsuro Amino e trasmessa per la prima volta sulle reti televisive giapponesi il 15 luglio del 2008. In Italia arrivò in prima assoluta l'anno dopo, trasmesso sul canale Hiro, ed è lo special che precedette Lupin III vs Detective Conan del 2009, il celebre crossover in cui per la prima volta il ladro gentiluomo incontrava il piccolo e infallibile investigatore privato creato da Gosho Aoyama. Lo special diretto da Amino verrà mandato in onda questa sera (sabato 17 marzo) alle ore 22:55 su Italia 1, seguito come sempre da un nuovo episodio della miniserie spin-off La Donna Chiamata Fujiko Mine: vi consigliamo di non perderlo, poiché si tratta di un OVA piuttosto interessante, seppur al netto di qualche piccola perplessità.

Le Mille e un Furto

Lupin si trova nel deserto, da solo e alla ricerca della Lampada magica di Aladino, la leggendaria reliquia che - secondo miti e favole - è in grado di evocare un Genio che esaudirà i desideri di chi la possiede. Neanche a dirlo, il principe dei ladri (appellativo usato non a caso, poiché nella "mitologia" imbastita nelle fiabe d'oriente de Le Mille e una Notte, connesse ad Aladino, vi è anche la storica figura di Ali Baba, il Re dei Ladri, con i suoi 40 sgherri) è alla ricerca della Lampada su commissione di Fujiko. L'avvenente ladra imbrogliona ha raggirato ancora una volta il nostro eroe, convincendolo a recuperare il cimelio per lei con il suo solito charme e le sue forme sensuali e, come il solito cascamorto che è, il protagonista si lancerà in un'avventata spedizione in Medio Oriente per trovarlo. In realtà, come di consueto, dietro Fujiko si nascondono uomini senza scrupoli a capo di organizzazioni militari con scopi ben precisi - progetti che Fujiko stessa, ammaliata dalla possibilità di esprimere un desiderio grazie al leggendario artefatto magico, inizialmente ignora - che non si faranno troppi problemi nel mettere a repentaglio la vita di Lupin.

Se c'è un cosa in cui il ladro gentiluomo è infallibile, quella cosa è proprio il trafugare o recuperare antichi oggetti preziosi, ed ecco che - dopo il solito inseguimento al cardiopalma con il buon vecchio Zenigata, che accompagna i minuti iniziali di Lupin III: La Lampada di Aladino, estendendosi per i titoli di coda - il discendente di Arsenio Lupin I, lo storico ladro franchise creato dal romanziere Maurice Leblanc a cui Monkey Punch si è ispirato per la sua opera, ottiene infine il bottino che ha promesso di riportare a Fujiko Mine, scatenando la solita disapprovazione da parte dei suoi due compagni di avventure Jigen Daisuke e Goemon Ishikawa XIII. Ma, una volta provato a evocare il leggendario Genio della Lampada, si renderà che nulla è come si pensava che fosse e, in seguito a misteriosi eventi, il nostro eroe si risveglia il giorno dopo, in un luogo estremamente lontano da quello in cui si trovava inizialmente e con un vuoto di memoria che gli impedisce di ricordare cosa sia successo: il gap, nel suo caso, è di poche ore, ma il fenomeno ha colpito anche il povero Keichi Zenigata, che ha perso completamente ogni ricordo e che da qui in poi verrà relegato e ridimensionato rispetto al solito ruolo che ricopre nelle avventure di Lupin. I protagonisti avranno modo di scoprire i segreti dietro il misterioso potere della Lampada, che sarà ovviamente collegato alle perdite di memoria del nostro eroe, che aumenteranno a ogni scoccare delle ore 19:00; e intanto, il malvagio colonnello Garlic e i suoi sgherri continuano a braccare Lupin, Jigen e Goemon...

Uno special diverso?

Nella trama di Lupin III: La Lampada di Aladino ritroverete, in egual misura, tanto elementi di novità quando cliché già visti e stravisti sia nelle avventure classiche del ladro gentiluomo che in altri special TV che avete avuto modo di seguire nelle settimane scorse su Italia 1. Ora, bisogna considerare che questa produzione fu realizzata e rilasciata ben prima di tutti quelli che avete visto finora, e che per questo la sceneggiatura dello speciale televisivo di Tetsuro Amino va tenuta in considerazione proprio per questo, seppur rimanga qualche elemento di perplessità come - ancora - la gestione dei cari, vecchi Jigen e Goemon, il cui ruolo col tempo è stato leggermente ridimensionato a comprimari più comici che altro, e un comparto tecnico buono, di certo, ma neanche particolarmente eccezionale o memorabile; vero è, però, che questa volta i personaggi originali dell'anime - quelli al di fuori dei nostri protagonisti - risultano piuttosto interessanti e ben caratterizzati.

Un elemento, questo, da non sottovalutare in una produzione che fonda quasi sempre le sue storie sul carisma dei soliti protagonisti e che, superata la ventina di prodotti televisivi, potrebbe rischiare con lo scadere nel banale o già visto come accaduto con altri, precedenti speciali. A tutto ciò si aggiunge anche un buon comparto estetico, che trova nel character design dei protagonisti uno stile piuttosto consueto agli standard moderni, anche se ci sembra che questa volta le fattezze dei personaggi originali (omologate ai classici canoni del disegno nipponico) stridano leggermente con quelle decisamente più particolari e "grottesche" di quelli creati dalla mente di Monkey Punch. In generale, però, Lupin III: La Lampada di Aladino si lascia guardare piuttosto piacevolmente, sia sotto il profilo narrativo che artistico, e la visione di questo special TV chiaramente non può mancare dal bagaglio culturale di tutti gli appassionati della serie.

Lupin III - La lampada di Aladino Lupin III: La Lampada di Aladino non sarà forse tra i migliori special TV della serie, ma cerca di raccontare una storia originale e infarcita di personaggi interessanti. Il comparto artistico, così come la trama, si lasciano guardare piuttosto piacevolmente, ma rimane qualche problema legato alla gestione di tutti gli attori in gioco - su tutti, i ruoli diJigen e Goemon, sempre più relegati a macchiette comiche - e a un character design che evince, in alcuni frangenti, una differenza troppo netta tra le fattezze prominenti dei personaggi storici principali e quelle più delicate di quelli originali. In generale si tratta di una produzione buona e che supera ampiamente la sufficienza, che non può di certo mancare al bagaglio culturale di ogni appassionato.

6.8