Made in Abyss 2 Recensione: l'anime diventa sempre più crudo

Si conclude, su Prime Video, la seconda stagione di Made in Abyss. L'anime, sempre più crudo e violento, regala un'avventura dai risvolti incredibili.

Made in Abyss 2 Recensione: l'anime diventa sempre più crudo
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Il male non risparmia proprio nessuno, neanche i bambini. Questa è la più grande consapevolezza che Made in Abyss, ancora una volta, lascia al proprio pubblico. Si è da poco conclusa la seconda stagione su Prime Video, cominciata lo scorso luglio con un episodio alla settimana. Un appuntamento quasi doloroso, perché ormai l'adattamento animato dell'opera di Akihito Tsukushi prende una piega assai cruda, davvero difficile da metabolizzare. Il prodotto di Kinema Citrus diviene sempre più impegnativo, sotto diverse prospettive.

L'anime, diretto da Masayuki Kojima, è tramesso la prima volta nel 2017, per poi approdare in Italia nel 2021, su VVVVID e su Prime Video. La seconda stagione, dal titolo Made in Abyss - La città del sole ardente, è composta da 12 episodi privi, per ora, di doppiaggio in italiano. Ricordiamo che Made in Abyss si arricchirà con un OVA a partire dal 26 ottobre in Giappone.

Verso un mondo cristallizzato

Vueko, orfana continuamente abusata, un giorno è presa in custodia per essere addestrata per diventare un'esploratrice. Entra a far parte della Ganja, squadra suicida con l'obiettivo di trovare la Capitale Dorata solcando le acque, grazie alla misteriosa Bussola Celeste che Vueko ha con sé. Dopo una forte tempesta, la flotta trova un luogo dalle sorprese inimmaginabili. Ben presto si intuisce che queste premesse appartengono ad un tempo passato.

Cosa succede dunque nell'era corrente? Riko, Reg e Nanachi arrivano al sesto strato dove sorge il cosiddetto Villaggio dei Residui. Privo di esseri umani, il luogo è abitato da creature che ricordano molto Mitty, amica di Nanachi brutalmente trasformata da Bondrewd. Qui vigono crudeli leggi, dalle origini misteriose. Cosa nasconde questo posto così angusto quanto familiare? I segreti che i tre protagonisti scopriranno saranno a dir poco inimmaginabili.

La seconda stagione si arricchisce di nuovi personaggi davvero interessanti: Vueko, sin dal primo episodio, è affiancata dal giovane Belafu, saggio e sensibile, dallo sguardo malinconico. C'è poi Wazukyan, comandante della Ganja, un uomo maturo dai pensieri spesso impenetrabili. Allo stesso modo, Riko, Reg e Nanachi conoscono gli abitanti del villaggio, imparano la loro lingua, e trascorrono lì più tempo di quanto si possa immaginare.

Made in Abyss 2, a tal proposito, compie un solo piccolo errore: quello di focalizzarsi su un unico ambiente, narrando gli avvenimenti del medesimo strato. Rispetto alla forte dinamicità della prima stagione, questi capitoli sono spesso statici, lenti. Un'occasione mancata per il magnifico world building, variegato di volta in volta, di cui la serie ha sempre fatto un vanto. Benché ci sia effettivamente tanto da raccontare del Villaggio dei Residui, l'intreccio trova per molto tempo un punto di stasi. Non è una novità incentrare intere stagioni su lunghe parentesi di trama, ma è pur vero che siamo abituati ad un Made in Abyss più flessibile e meno monotematico. Per tale motivo, la narrazione può risultare lenta, con una sceneggiatura prolissa, indispensabile tuttavia per introdurre e, in seguito, sviscerare questo nuovo mondo che il Villaggio costituisce, come un piccolo universo cristallizzato. Nonostante il ritmo poco incalzante, non mancano colpi di scena in grado di appagare la curiosità. Alcuni misteri nati in precedenza sono svelati, altri restano tuttora irrisolti. Le vicende, finora, coprono i primi 10 volumi del manga, ancora in corso.

Una violenza efferata

Da quando il lungometraggio del 2020 (qui la nostra recensione di Made in Abyss: Dawn of the Deep Soul) ha dato sfogo alla violenza più esplicita e disturbante, la seconda stagione segue con raccapricciante entusiasmo questa linea, portando sullo schermo scenari agghiaccianti, difficili da digerire. L'opera di Tsukushi si è sempre fatta simbolo della realtà più spietata, celata dietro uno stile dolce, morbido e armonioso.

A poco serve la tenerezza che i nostri protagonisti suscitano nello spettatore se, nella narrazione e senza alcun preavviso, immagini dolorose dominano spesso la scena, lasciando tutti senza parole. I disegni di Tsukushi, e di conseguenza lo stile simile dell'anime, costituiscono un perfetto inganno per lettori e spettatori, i quali si avvicinano a Made in Abyss ignari della piega turbolenta e toccante che prenderà di lì a poco. La nuova stagione ormai ha ben poco da nascondere: la cruda realtà è mostrata senza filtri.

Ma cos'è che genera violenza in Made in Abyss? La sete di potere, la vendetta, persino l'amore più profondo per qualcuno che ha subito ingiustizie e soprusi. I sentimenti più viscerali del genere umano qui stimolano gli impeti più cruenti. Talvolta le vittime di questi impulsi primordiali, però, sono creature innocenti, discendenti di popoli, capri espiatori; anche la ragione più valida può colpire il bersaglio sbagliato, illegittimo.

Così come in Dawn of the Deep Soul la sperimentazione e la conoscenza si tramutano in distruzione, in Made in Abyss 2 è l'istinto di sopravvivenza, insieme alla voglia di dominio, a costruire una lunga strada che, per un fine più grande, sparge sangue innocente. Prima o poi, c'è sempre da fare i conti con qualcosa o qualcuno. A volte, però, il troppo storpia. Non manca occasione di mostrare alcune brutalità gratuite, dettagli sanguinolenti che spesso cadono nel disgusto.

Le novità del comparto artistico

I primi episodi sono spesso ambientati nel passato, e si collegano al tempo presente attraverso sapienti parallelismi. Con giochi di inquadrature, simili frame si sovrappongono l'un l'altro, creando un filo conduttore tra due epoche ormai lontane. Le due linee temporali scorrono parallele fino ad un certo punto, e l'espediente che le unisce dà prova di una struttura narrativa geniale, arricchita da un ottimo lavoro di regia, fotografia e montaggio. Non è difficile intuire subito che si tratta di due periodi differenti posti a confronto: le tinte luminose tipiche di Made in Abyss si alternano ad altre più sbiadite, pronte a suggerire un'era remota.

È evidente una forte passione per i primi e primissimi piani, concentrati spesso sullo sguardo dei personaggi. Occhi pieni di lacrime, o di speranza, oppure di rancore.

La sottigliezza con cui un tratto o una luminescenza possono mutare la percezione dei sentimenti dei protagonisti è sicuramente uno dei punti di forza dell'anime, così come del manga, di cui si riprendono fedelmente moltissimi disegni, riproposti allo stesso modo. Made in Abyss 2 possiede quindi una fortissima carica emozionale, forse ancor più che nella prima stagione, in cui a prevalere erano invece le scene di combattimento, qui riservate quasi unicamente agli ultimi episodi. Questi, infatti, sono più movimentati e l'azione precipita vorticosamente. Talvolta l'utilizzo della CGI è visibile su alcuni personaggi, mancando di fluidità.
La nuova sigla d'apertura, sulle note di Katachi di Riko Azuna, stimola la curiosità dello spettatore con i numerosi segreti nascosti e con immagini che suggeriscono curiosi ritorni. Endless Embrace, brano di MYTH & ROID, lo congeda invece attraverso un vortice di sensazion. Le nuove OST convivono con le musiche di Kevin Penkin, le medesime incontrate finora, a testimonianza di un'opera che, ricca di novità, resta omogenea e coesa, con quelle atmosfere ormai care al pubblico.

Made in Abyss (Anime) Made in Abyss - La città dorata del sole ardente, pur essendo una stagione cristallizzata entro certi limiti narrativi, dimostra di essere un prodotto impegnativo, ricco di quei punti di forza che da sempre hanno contraddistinto l'anime, così come l'opera primaria di Akihito Tsukushi. In 12 episodi la storia prosegue, con un ritmo più lento del solito ma anche con una maggiore profondità. L'anime mette alla prova i suoi spettatori, proponendo un tenore ancor più crudo e violento, a tratti difficile da digerire. Eppure chi ama Made in Abyss continua a guardare, nella speranza di venire a capo dei grandi misteri che accompagnano Riko, Reg, Nanachi e - adesso - i nuovi personaggi. Con uno stile arricchito di espedienti funzionali alla narrazione, la serie di Kinema Citrus si conferma uno degli anime più interessanti degli ultimi tempi.

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