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Magi: The Adventures of Sinbad, la recensione dell'anime disponibile su Netflix

La seria tratta dall'opera di Shinobou Otaka e Yoshifumi Otera è disponibile per lo streaming per tutti gli abbonati alla piattaforma...

recensione Magi: The Adventures of Sinbad, la recensione dell'anime disponibile su Netflix
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Magi: The Labyrinth of Magic, manga di Shinobu Otaka (edito in Italia da Star Comics), ha magistralmente reinterpretato uno dei personaggi de Le Mille e Una Notte più amato da tutti, Aladino, immaginando una versione alternativa del Vecchio Mondo. L'opera ha appassionato milioni di fan, tanto da generare due serie animate (tuttora inedite in Italia) e uno spin-off che funge da prequel, ambientato circa quattordici anni prima dell'opera principale. Magi: Adventure of Sinbad, ispirato all'omonimo personaggio dell'antica raccolta di favole, è stato originariamente pubblicato come un unico volume di 70 pagine, in bundle con il primo cofanetto dell'edizione home video della serie principale. Nel 2013 ne è stata annunciata la serializzazione, per la penna di Ohtaka stessa, ma disegnato da Yoshifumi Otera - pubblicato nel nostro paese sempre da Star Comics. Il manga di Magi: Adventure of Sinbad ha riscosso un discreto successo, sufficiente a farne una trasposizione animata, sebbene purtroppo di una singola stagione di 13 episodidisponibile su Netflix, che ci lascia in qualche modo insoddisfatti.

Il potere di cambiare il mondo

Sinbad è un giovane determinato e spavaldo, originario di Sindria, nel regno di Parthevia. Sin da piccolo è sempre riuscito a trovare una via di fuga dalle situazioni più difficili.
Rimasto orfano di padre in giovane età a causa della guerra tra l'impero di Parthevia e quello di Reim, cresce con le affettuose cure della madre e circondato dai cittadini della piccola città natale, che cerca di proteggere in tutti i modi possibili. Due singolari eventi stravolgono la sua vita: l'incontro con un misterioso figuro di nome Yunan e la notizia che è apparsa una misteriosa torre, chiamata Dungeon, al cui interno è custodito il potere di un re. L'esercito di Parthevia ambisce a quel potere per vincere la guerra, e costringe i giovani ad arruolarsi e cercare di ottenerlo. Sinbad viene convinto da Yunan, che con quel potere può aiutare sua madre e tutti i cittadini, divenendo un sovrano migliore: il protagonista parte così per conquistare il Dungeon. All'interno della torre, tra uno scontro e un altro, ottiene le capacità di un Djinn e riesce ad acquisire il famigerato "potere di un re". Così ha inizio l'avventura del giovane Sinbad, spinto anche dal desiderio di aiutare i più bisognosi e di esplorare il mondo intero.

Le mille e una notte

Magi: Adventure of Sinbad si ispira ai racconti de Le Mille e Una Notte, ma non si limita solo a riprendere i nomi di alcuni personaggi e alcuni elementi della trama. L'opera cerca di cogliere anche le tematiche presenti all'interno della raccolta: una miscela di culture e di tradizioni provenienti da tutto l'Oriente. Magi: Adventure of Sinbad osa di più e riesce a trovare un punto d'incontro tra la mitologia araba e dell'Asia tutta, senza che risulti affatto ambiguo vedere affiancate creature come i Djinn, tipiche della cultura araba, a figure mitologiche giapponesi come la volpe a nove code ( Kyubi no Kitsune).
Benché le premesse per un interessante shonen ci siano tutte, Magi: Adventure of Sinbad non riesce a svilupparsi del tutto, anche a causa dell'incompiutezza della serie. I pochi episodi che compongo l'anime sono a stento sufficienti a conoscere i protagonisti di questa avventura. L'attenzione si concentra quasi esclusivamente sul protagonista e sulla sua evoluzione: un carattere serio nei momenti più drammatici, in grado di ottenere la fiducia dei personaggi che incontra nel corso viaggio, e a tratti più ilare, evidenziato soprattutto da un'alternanza di disegni spigolosi e tondeggianti, chibi e anche parodistici. Purtroppo non viene dato sufficiente spazio ai comprimari, sebbene questi non siano meno importanti del protagonista: nel loro piccolo, infatti, i co-protagonisti sono ben pensati, ed ognuno ha una propria storia da narrare, se ricevesse lo giusto spazio per i propri tormenti e desideri.

La serie ricalca molti stilemi di opere simili, ritagliandosi a stento un piccolo spazio tra i grandi del genere, ma finendo col passare in sordina. Forse proprio per questo motivo l'anime appare incompleto, concludendosi con un interessante cliffhanger, lasciando una sensazione amara. I più appassionati potranno cercare di collegare i puntini e ricoprire i quattordici anni di vuoto, recuperando i manga di Magi: Adventure of Sinbad e Magi: The Labyrinth of Magic e cercando i riferimenti tra le due serie, che condividono gli stessi personaggi.

Magi: The Adventures of Sinbad Magi: Adventure of Sinbad offre una valida reinterpretazione del racconto di Sinbad il marinaio, riuscendo ad equilibrare il dramma alla commedia, senza eccedere in nessuno dei due e senza stancare. Purtroppo, nonostante i pregevoli disegni, anche negli scontri, non riesce a proporre nulla di diverso da altri shonen, pur cercando di eguagliare la concorrenza, e per questo non riesce a convincere. Nei pochi episodi offerti è ben evidente un desiderio di voler raccontare una storia interessante con tematiche mature, e al tempo spensierata. Il risultato è che Magi: Adventure of Sinbad manca il bersaglio, seppur di poco. Il finale sospeso taglia purtroppo le gambe a questa minuscola perla, che avrebbe potuto dire ed offrire molto di più.

6.5