Megalo Box: Recensione dell'anime disponibile su VVVVID

In occasione del 50° anniversario della pubblicazione di Rocky Joe, la TMS Entertainment realizza un anime per ricordarlo.

recensione Megalo Box: Recensione dell'anime disponibile su VVVVID
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Nobile arte: questo è il nome con cui è anche noto il pugilato. Uno dei pochi sport in cui a salire sul quadrato non sono solo due lottatori, ma il coraggio, l'intelligenza, e la determinazione. Pervasi dall'adrenalina, i contendenti si studiano, si conoscono, si affrontano un pugno dietro l'altro, ma solo le loro capacità li porteranno a sopraffare l'avversario ed ottenere così la vittoria. Quella stessa adrenalina pervade tanto gli spettatori all'arena, quanto quelli da casa. È difficile descrivere esattamente cosa si prova nel momento in cui due boxer si affrontano, ma forse è ancora più difficile trasmettere queste sensazioni attraverso un media, perché si potrebbe correre il rischio di non riuscire ad entrare nei cuori del pubblico; soprattutto se si tratta di un'opera scritta come un fumetto. Chi è riuscito a superare questo arduo ostacolo sono stati Asao Takamori e Tetsuya Chiba quando nel 1968 pubblicarono lo spokon (un genere di manga ed anime incentrati sul mondo dello sport) Ashita no Joe, noto qui da noi con il nome Rocky Joe, diventato una pietra miliare perché non era una semplice storia di un ragazzo che boxa, ma un lungo viaggio per raggiungere la redenzione. Sono passati ben 50 anni da quando è stato pubblicato il manga sulla rivista Kodansha, lasciando un segno indelebile non soltanto nei media nipponici, ma anche nella cultura Occidentale: per omaggiare questo capolavoro senza tempo, la TMS Entertainment, che ha prodotto la seconda serie animata di Rocky Joe, ha portato alla luce Megalo Box, che cerca di riproporre al vecchio e al nuovo pubblico le idee di Takamori e Chiba: il riscatto del meno abbiente. La serie ha debuttato il 5 aprile sulla piattaforma VVVVID, in simulcast con la messa in onda giapponese, con un episodio a settimana. Cerchiamo di capire se può essere un erede di Ashita no Joe.

Per un domani migliore

In un futuro non molto lontano, uno degli sport più antichi al mondo qual è la box ha subito un notevole cambiamento: i pugili ora indossano degli esoscheletri alle braccia, chiamati Gear, che potenziano i loro pugni, superando anche il limite umano, portando la specialità a livelli più alti ed estremi tanto da spingere la gente a soprannominarla Megalo Box. Non tutti, però, approvano questo tipo di sport perché è troppo cruento. Queste critiche non hanno certo fermato Yukiko Shirato, imprenditrice che ha preso le redini dell'azienda Shirato alla morte del nonno, e che ha indetto il primo grande torneo di Megalo Box: il Megalonia. Tutti possono partecipare alla competizione, purché abbiano un ID di cittadinanza che li riconosce come abitanti del Administrative District, un'area in cui vivono i più abbienti. Oltre le rive del fiume che divide la città, vi è la polverosa Restricted Area, dove vivono coloro che non sono in possesso del riconoscimento, in case diroccate, quasi fuori dal mondo civilizzato; qui i cittadini spesso si dedicano alla criminalità, compresi i bambini che sono soliti derubare i commercianti. Nei bassifondi viene praticata una Megalo Box illegale, più grezza, utilizzando attrezzature obsolete ma perfettamente funzionanti. Tra i pugili del ghetto ve n'è uno senza nome, un cane randagio, che sul ring si fa chiamare Jnk.Dog, il quale è sempre pronto a superare i propri limiti, tanto che spesso vaga a tutta velocità in sella alla sua moto senza protezioni, nelle lande desolate, e vuole sempre confrontarsi con i più forti. Come atleta si può dire che sia una testa calda, che non dà quasi mai retta al proprio allenatore Nanbu, anche perché si sente vittima della criminalità organizzata: prende parte a incontri truccati in cui viene sempre sconfitto, limitando così tutte le sue capacità sul quadrato. Jnk. Dog è stanco di questa vita, vuole qualcosa di più estremo: vorrebbe partecipare al Megalonia, anche se lo nega ai conoscenti e a se stesso, convincendosi che sia un obiettivo troppo lontano per una persona che non ha un ID di cittadinanza. L'occasione arriva come una manna dal cielo, quando in uno degli incontri affronta Yuri, pupillo di Yukiko e campione in carica che utilizza l'ultimo modello di esoscheletro. Come prevedibile, il boxeur della zona povera perde l'incontro, ma questa per lui non rappresenta una sconfitta: anzi, il protagonista si sente spronato a perseguire il suo sogno e desidera affrontare nuovamente Yuri, questa volta sul ring del Megalonia

Con l'aiuto della malavita e dell'allenatore, il quale lo usa per saldare un debito, ottiene una falsa identità per partecipare al torneo. Al pugile e al coach si unisce anche il piccolo Sachio, un esperto di tecnologia e di Gear che si rivela essere un valido membro del team. Unico ostacolo è che l'attrezzatura a disposizione di Jnk.Dog non è all'altezza dei grandi lottatori, ma non avendo i mezzi per acquistarne una di qualità il protagonista partecipa al campionato solo con i guantoni e un forte desiderio di vittoria: insomma, un vero suicidio. I lottatori più esperti sono incuriositi e allo stesso tempo impauriti da questo ragazzo che combatte solo con i propri pugni, senza alcun tipo di aiuto, riportando alla luce i valori perduti della boxe. Gli avversari che dovrà affrontare sono virtualmente più forti di lui, potrebbero metterlo K.O. sin dal primo round, ma la determinazione di arrivare in cima alla classifica e diventare campione è più forte di qualunque jab, montante, o gancio.

Vola come una farfalla

È facile pensare che Megalo Box possa essere rivolto unicamente ai fan di Rocky Joe e non a chi non dovesse conoscerlo, soprattutto se si è consapevoli del progetto iniziale. In realtà, questo è vero solo in parte: la TMS Entertainment è riuscita a partorire una produzione che non vuole rivolgersi unicamente a coloro che hanno amato il capolavoro di Takamori, ma che potesse essere apprezzata anche da chi non ha potuto conoscere Joe Yabuki - aka Rocky Joe. Megalo Box, com'è giusto che sia, ha alcuni tratti in comune con il suo predecessore spirituale, ma questi non sono troppo invadenti e non inficiano la visione. Le somiglianze con Ashita no Joe, infatti, si concentrano prevalentemente sul design di alcuni personaggi, e in parte della sceneggiatura. Saltano subito all'occhio molte similitudini tra i protagonisti delle due opere: il design di Nanbu, allenatore di Jnk.Dog, è un più che chiaro rimando a quello di Danpei, coach di Joe, ma anche il loro modo di approcciarsi ai propri allievi è simile; entrambi fungono da figure paterne, spronandoli a dare il massimo di sé e a non arrendersi mai davanti alle prime difficoltà, al fine di lottare per i propri sogni. Allo stesso modo, la giovane ereditiera Yukiko è paragonabile alla sua "antenata" Yoko Shiraki, la quale ricopre un ruolo fondamentale nella vita e nella crescita di Joe; non si può dire, invece, la stessa cosa di Yukiko, che non ci è sembrata essere una presenza rilevante nella nuova serie, e riteniamo che una strutturazione maggiore avrebbe potuto evitare di renderla una figura di poco spessore. Gli autori hanno pensato di mostrare anche qualcosa di più gradevole che strappasse qualche sorriso nostalgico: il piccolo Sachio indossa un cappello arancione, che i fan potrebbero associare all'indimenticabile berretto dello stesso colore indossato da Joe Yabuki. La più grande similitudine tra i due lavori la si nota proprio nella rivalità tra Jnk.Dog e Yuri e quindi nelle meccaniche che danno il via agli eventi: la tematica principale è la rivalsa della classe povera, che cerca di riscattarsi e di migliorare la propria vita, facendo affidamento solo sulle proprie forze, rappresentata da Jnk.Dog e da Joe. Sebbene i rispettivi protagonisti di Megalo Box e Ashita no Joe siano stilisticamente e caratterialmente differenti, se non per il desiderio di fare sempre a pugni, hanno in comune la determinazione che arde nei loro occhi, tipica di chi non vuole fermarsi mai e cerca di andare lontano a tutti i costi. Questa motivazione li spinge a lottare non solo per loro stessi, ma anche per tutti coloro che vivono nelle stesse condizioni, spinti dal desiderio di cambiare qualcosa, e di rialzarsi ogni volta, soprattutto quando affrontano i loro rivali: Yuri per Jnk.Dog, e Tooru Rikishi per Joe.

I due antagonisti hanno un design molto simile, particolarmente evidente in alcune inquadrature, ed entrambi possono essere intesi come quell'obiettivo che sembra essere troppo difficile da raggiungere; ma nella vita nulla è irraggiungibile con dedizione e sudore. Gli autori dell'anime hanno cercato di riproporre gli stessi spunti di narrazione dell'opera originale: quel tipo di rivalità/rispetto reciproco che spinge i protagonisti a non arrendersi mai davanti al primo ostacolo e a continuare a lottare per i propri ideali. Di punti d'incontro tra le due produzioni ce ne sono tanti, e quelli qui elencati sono solo alcuni; molti di essi passano inosservati ad un occhio inesperto, ma i fan più acuti potranno dilettarsi a riconoscerli tutti.

Come dicevamo, Megalo Box è un prodotto pienamente apprezzabile anche da chi non ha seguito Rocky Joe: eliminando tutti gli elementi estetici, la casa di produzione nipponica ha portato alla luce uno spokon capace di intrattenere sin da subito, raccontando una storia sul lottare per i propri sogni ed obiettivi, superando ogni difficoltà. D'altronde, se si prende l'anime come un prodotto a sé e non come parte di un progetto, potrebbe dare l'impressione che non introduca nulla di puramente innovativo: si fa uso di scelte registiche già sfruttate anche in altre produzioni, come il veder realizzati i propri ideali, sebbene siano più attuali che mai, perché lottiamo quotidianamente per non rimanere delusi dalla vita. La serie riesce ad intrattenere con colpi di scena non eclatanti, alcuni anche prevedibili che sono in linea con l'anime, e con incontri avvincenti scanditi da una tensione palpabile, che ci fa inevitabilmente tifare per il protagonista affinché possa veder realizzato il suo sogno. Riteniamo, d'altro canto, una più approfondita introspezione dell'intero cast sarebbe stata gradita e avrebbe migliorato il prodotto finale, seppur di poco.
D'altra parte, Megalo Box è riuscito a portare a termine l'impresa affidatagli: far riscoprire a tutti un grande capolavoro qè stato Ashita no Joe.

Punge come un'ape

Una pecca in cui ci siamo imbattuti è la resa grafica. I disegnatori potrebbero aver usato uno stile moderno, che riuscisse a trasmettere una sensazione di retrò, con immagini "polverose" e con un buon utilizzo dell'illuminazione, in modo da rievocare l'anime degli anni ‘70, ma forse avrebbero potuto rendere gli scontri diversamente. I match riescono a tenere incollati allo schermo con una buona fluidità delle animazioni, in modo da trasportare al meglio le agili movenze dei pugili e da far sentire ogni singolo cazzotto tirato. In questi momenti, però, sarebbe stata più apprezzabile una cura maggiore nei dettagli, mostrando contusioni, ferite, o gonfiori più rimarchevoli, che dessero la sensazione che i colpi siano stati inferti con forza e cattiveria, come se si stesse assistendo ad un vero incontro di pugilato. Anche perché si sa: la boxe è uno sport violento.

Megalo Box Megalo Box è una serie che accoglie sia i fan del manga di Ashita no Joe, con un semplice citazionismo estetico e morale, sia i neofiti, che possono approfittare di questa occasione per recuperare un classico dell’intrattenimento nipponico e non solo. La TMS Entertainment ha lottato per il proprio domani e ha riportato alla luce una vecchia gloria che ancora oggi riesce ad attirare un pubblico maggiore e che non ha ancora appeso i guantoni al chiodo.

7.7