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Memorie di Idhun Recensione: un anime fantasy spagnolo su Netflix

La nostra recensione dell'anime di produzione spagnola tratto dal romanzo " La Resistenza. Memorie di Idhun" di Laura Gallego Garcia

recensione Memorie di Idhun Recensione: un anime fantasy spagnolo su Netflix
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L'impegno profuso da Netflix nel settore dell'animazione è già da qualche anno rilevante. Come è noto, gli investimenti operati della celebre piattaforma di streaming non riguardano esclusivamente l'acquisizione di anime ma anche la produzione di opere originali, spesso con il coinvolgimento di grandi nomi dell'industria dell'animazione giapponese, come nel caso del celebre Devilman Crybaby diretto da Masaaki Yuasa o del recente Great Pretender, del quale sono attualmente disponibili in Italia soltanto i primi 14 episodi, comunque in grado di mostrare le ottime potenzialità di un'opera che ha ampiamente meritato gli elogi espressi nella nostra recensione di Great Pretender.

Dopo l'arrivo del già citato Great pretender e della terza stagione di Aggretsuko, anche le uscite del mese corrente risultano all'insegna delle produzioni originali con la trasposizione animata dell'universo di Dragon's Dogma ma anche grazie all'arrivo di Memorie di Idhun, che potrebbe potenzialmente configurarsi come un'opera meritevole di pari attenzioni.

Innanzitutto, il fatto che, nonostante lo stile grafico sia chiaramente ispirato a quello tipico delle produzioni giapponesi, l'opera sia stata prodotta in Spagna, a riprova del crescente interesse del mercato Europeo nei confronti dell'animazione del sol levante. Degno di menzione risulta anche il fatto che l'anime sia tratto dal primo volume di una trilogia fantasy della scrittrice spagnola Laura Gallego Garcia, al cui notevole successo in madre patria è conseguita la traduzione dell'opera anche in italiano con il titolo di Memorie di Idhun- La Resistenza.

Il battesimo del prescelto

Il primo episodio dell'anime prodotto da Zeppelin Tv si apre con una serie di fotogrammi che mostrano senza troppi preamboli il tredicenne Jack mentre percorrere la strada che lo condurrà nella sua abitazione, ancora del tutto ignaro di ciò che sta accadendo in sua assenza. Varcata la soglia di casa, una più che amara sorpresa accoglie infatti l'incredulo ragazzo, che subito dopo aver constatato la morte di entrambi i genitori, subisce l'aggressione da parte dei due individui responsabili dell'accaduto e chiaramente intenzionati a ad agire affinché anche Jack subisca il medesimo trattamento riservato al padre e della madre.

Il protagonista dell'anime risulta del tutto inerme al cospetto dei poteri magici posseduti da quelli che si riveleranno in seguito Kirtash e Elrion, ovvero le due principali nemesi di fronte alle quali Jack sembra inevitabilmente destinato a soccombere. Soltanto l'intervento del mago Shain e del prode guerriero Alsain riesce a scongiurare in compiersi dell'atroce destino di jack, il quale si risveglia successivamente in un palazzo caratterizzato da un insolito connubio tra oggetti di uso comune ed amuleti magici.

Superato l'inevitabile shock iniziale e dopo aver incontrato la coetanea Victoria, il protagonista dell'anime apprenderà di possedere a sua volta dei poteri magici e di essere stato attaccato da Kirtash ed Elrion in quanto figlio di due esuli provenienti dal regno di Idhun, un luogo intriso di magia e popolato da creature fantastiche, ma caduto sotto il governo di un malvagio negromante.

Un unico flebile bagliore di speranza continua tuttavia a risplendere grazie alla strenua opposizione che la resistenza, composta da Shain, Alsain e Victoria, attua contro la tirannia del negromante e la perfidia di Kirtash ed Elrion , con l'intento di salvare quanti più idunesi sia possibile e ristabilire un giorno la pace del regno. Senza più un luogo dove fare ritorno e mosso da un acceso desiderio di vendetta, Jack decide di unirsi alla resistenza per combattere le forze del male.

Spade, magie e poca personalità

Come si evince da quanto fin ora esposto, la trama alla base di le memorie di Idhun, almeno per quel che concerne i 5 episodi che costituiscono la prima stagione dell'anime, non risalta per originalità, adagiandosi spesso nella riproposizione piuttosto poco ispirata di una serie di stereotipi e cliché tipici del genere fantasy, rinunciando ad attuare una rielaborazione di tali elementi e senza riuscire a infondere alla storia la freschezza e l'incisività necessarie a convogliare l'attenzione dello spettatore.

Entrando più nel dettaglio, è possibile constatare uno sviluppo abbastanza serrato degli eventi, nel susseguirsi repentino dei quali si intrecciano il motivo della quest, tipico del fantasy occidentale e in tal caso relativo alla ricerca di un particolare oggetto ed il ricorrente parallelismo tra il percorso di riscoperta delle proprie origini e dei propri poteri che l'eroe protagonista si ritrova a dover affrontare a quello più intimo di crescita personale, in tal caso traumaticamente avviato dalla separazione violenta dal nucleo familiare. Nonostante la trama non punti certo a rivoluzionare il genere di appartenenza, riesce pur senza particolari guizzi ad assolvere alla funzione, e persino a far intravedere il potenziale per sviluppi futuri della stessa ben più interessanti.

Analoghe considerazioni possono essere formulate in riferimento alla descrizione del mondo magico che fa da sfondo alle vicende narrate da memorie di Idhun, descritto tramite un world building che restituisce un mondo ancorato ai canoni del fantasy e poco approfondito in molte delle sue dinamiche, ma suscitando la contemporanea sensazione che vi sia ancora molto da rilevare sui suoi segreti e che eventuali successive stagioni dell'anime possano provvedere ad assolvere a tale funzione.

A destare maggiore perplessità è tuttavia la scialba caratterizzazione con la quale vengono rappresentati i personaggi, la maggior parte dei quali risultano quasi del tutto privi di un adeguato background e danno vita a dialoghi e interazioni prevedibili e poco ispirate. La questione riguarda sia protagonisti che gli antagonisti, nonostante verso la fine, proprio il personaggio di Kirtash, forse il peggiore da questo punto di vista, getti le basi per mettere quantomeno in discussione la rigida dicotomia tra bene e male che caratterizza l'anime.

La generale superficialità riscontrata nello sviluppo della trama e dei personaggi, potrebbe indurre ad immaginare che il target al quale l'opera si rivolge sia particolarmente giovane, ma la presenza del rating VM14 confuta questa ipotesi, benché l'unico elemento che giustifichi una simile etichetta sia rappresentato da una violenza non particolarmente brutale che non cela però la presenza del sangue in alcuni combattimenti. Nemmeno questi ultimi appaiono particolarmente interessanti o avvincenti, limitandosi a svolgere il proprio compito ma risultando nel complesso perlopiù dimenticabili.

Nelle circa due ore necessarie a completare la visione dell'anime non sembra inoltre emergere alcun accenno di un messaggio, anche banale o di un tema dominante che caratterizzi l'opera contribuendone a controbilanciare la generale sensazione di impersonalità che i difetti finora citati contribuiscono a suscitare nello spettatore, senza che questa sia comunque giustificabile nemmeno nel caso di un'opera che punta semplicemente ad intrattenere.

Sul medesimo livello della trama e dei personaggi si assestano anche il comparto tecnico e artistico dell'opera, con animazioni di qualità altalenante ma nel complesso discrete, specie per quel che riguarda i combattimenti. Lo stile visivo generale ricalca quello degli anime giapponesi e propone dei personaggi visivamente più discreti che su muovono su sfondi forse troppo sfogli ma mai del tutto asettici, con la sensazione che riponendo maggiore cura si sarebbe potuto valorizzare un aspetto che comunque non sfigura del tutto. Più che adeguata alle atmosfere dell'opera risulta infine la colonna sonora dell'anime.

Memorie di Idhun Memorie di Idhun è un’anime fantasy che punta esclusivamente ad intrattenere lo spettatore, riuscendo a raggiungere tale obiettivo soltanto parzialmente, senza riuscire a scongiurare del tutto il rischio che la noia possa prendere il sopravvento a causa di una certa superficialità e apparente mancanza di originalità che attanaglia la trama e i personaggi dell’opera. Occorre comunque sottolineare che molti dei difetti rilevati risultano direttamente o indirettamente influenzati dall’esiguo numero di puntate che costituiscono la prima stagione. Non escludiamo, e anzi auspichiamo, che una seconda tranche di episodi, magari in numero maggiore in modo tale da donare più ampio respiro alla narrazione, possa consentire all’anime di Zeppelin tv di esprimere tutto il potenziale racchiuso tra le pagine dei romanzi di Laura Gallego Garcia, valorizzando quanto intravisto fin ora e donando maggiore personalità all’anime.

6.2