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Memorie di Idhun: recensione della seconda stagione dell'anime spagnolo

Dopo solo quattro mesi dal rilascio della prima parte, è disponibile su Netflix il seguito dell'anime tratto dalla trilogia di Laura Gallego Garcia

Memorie di Idhun: recensione della seconda stagione dell'anime spagnolo
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Quello che sussiste tra animazione e letteratura occidentale è un legame piuttosto consolidato dal quale sono scaturite un buon numero di produzioni di alto livello. È il caso del filone del World Masterpiece Teather o il celebre "Nadia: Il Mistero della Pietra Azzurra", ispirato ai romanzi di Jules Verne e da poco disponibile su Prime Video. Seppure le opere citate siano tutte di origine nipponica, esistono anche produzioni occidentali che sfruttano questo particolare connubio, spesso adattando classici della letteratura ma anche opere letterarie più recenti come nel caso della saga "Memorias de Idhun" della quale è stato recentemente reso disponibile su Netflix anche l'adattamento del secondo volume.

Durante la nostra recensione della prima parte di Memorie di Idhun, abbiamo evidenziato la presenza di alcuni difetti che affliggono l'anime prodotto da Zeppelin Tv, ma anche la presenza del potenziale per proporre un seguito più curato e avvincente. Auspicando che l'opera si rivelasse tale, pur senza attenderci grossi stravolgimenti rispetto alla prima parte, abbiamo visionato il nuovo blocco di episodi dell'anime di produzione spagnola e siamo pronti a rivelarvi se le imperfezioni riscontrante durante il nostro primo viaggio a Idhun siano state adeguatamente colmate.

Dove eravamo rimasti

Il passato di un ragazzo apparentemente comune dal nome altrettanto comune di Jack, riemerse in modo tanto traumatico quanto repentino a causa dell'attacco condotto ai suoi danni da parte di Kirtash ed Elrion, un giovane guerriero ed un mago resisi responsabili della morte dei genitori del ragazzo su ordine del perfido negromante Alshran, che dopo essersi impossessato del regno magico di Idhun iniziò a perseguitare gli abitanti del regno esuli sulla terra. Jack decise dunque di unirsi alla resistenza composta dalla coetanea Victoria e da Shain ed Alsan, senza l'intervento dei quali sarebbe andato incontro alla stessa sorte dei genitori.

Mentre la resistenza tentava invano di salvare quanti più idunesi possibili, un azione avventata di Jack, smanioso di contribuire alla causa e di vendicare la morte dei genitori, mise ancora una volta in pericolo la sua vita ma permise in compenso di anticipare le mosse di Kirtash e del mago. Entrambi erano sulle tracce del leggendario libro della terza era, tra le cui pagine si celava la soluzione all'enigma della posizione dello scettro Ayshel. L'oggetto in questione non è soltanto una potente arma magica, ma anche la chiave per risalire alla posizione di Lumnaris, l'unico unicorno sopravvissuto allo sterminio condotto da Alshran per evitare il compiersi della profezia secondo la quale il suo regno di terrore sarebbe giunto al termine grazie all'intervento di un drago e di un unicorno.

La resistenza riuscì a recuperare una copia dell'antico manoscritto e a decifrarne il contenuto, cadendo però vittime dell'agguato di Kirtash ed Elrion, proprio nel luogo dove veniva custodita da millenni l'arma leggendaria. Durante tale occasione Victoria prese possesso dello scettro ma nonostante ciò ne lei ne i suoi compagni riuscirono a impedire che Alsan fosse rapito.

Con l'intento di salvare l'amico, la resistenza si infiltrò dunque nella fortezza dei loro nemici, riuscendo nell'impresa di liberare Alsan che nel frattempo cadde vittima dell'influsso di una negromanzia grazie alla quale Elrion riuscì a innestare nel suo corpo lo spirito di un lupo, trasformandolo in una bestia antropomorfa preda della propria rabbia. Consapevole delle propria pericolosità lo stesso Elrion decise di abbandonare Limbad per raggiungere la terra, scatenando l'immediata reazione di Jack che partì immediatamente per cercarlo, abbandonando Viktoria a sé stessa e alle mire di Kirtash.

Nuovo inizio, vecchi difetti

La prima puntata dell'anime si apre operando un salto temporale di due anni rispetto agli eventi poco prima riassunti, al termine dei quali Jack aveva intrapreso un lungo viaggio alla ricerca di Alsain, isolatosi spontaneamente sulla terra per proteggere gli amici dalla furia dello spirito ferino che era stato innestato nel suo corpo.

Il secondo blocco di episodi di Memorie di Idhun ripropone le medesime atmosfere e scelte stilistiche osservate nel corso della prima parte dell'anime sia in termini grafici che narrativi. Più che come una seconda stagione vera propria, le nuove puntate si configurano ad uno sguardo poco attento come la naturale continuazione di quanto osservato in precedenza, riproponendone non soltanto le caratteristiche distintive ma anche i difetti intrinseci da noi segnali nel corso della nostra recensione. Ritornano dunque i problemi relativi alla caratterizzazione di alcuni personaggi ed in special modo della figura di Jack , per il quale non sono bastati due anni e una chioma più folta per acquistare il carisma o quantomeno la tridimensionalità che sarebbe stata adeguata al suo ruolo di protagonista.

Abbiamo anche riscontrato ancora una volta un bilanciamento problematico del ritmo della narrazione, che alterna ora scene apparentemente riempitive o mal gestite ora sequenze che avrebbero viceversa meritato un minutaggio maggiore. Il difetto maggiore è ancora una volta nella scarsa cura riposta nella resa di alcuni dialoghi, apparentemente poco naturali, che nel quadro di insieme restituiscono una sensazione di superficialità generale che non consente all'anime di centrare il target più adulto verso il quale l'opera sembrerebbe volersi rivolgere, come sembrerebbero dimostrare un tasso di violenza persino più elevato di quello che caratterizza la prima parte dell'anime tratto dai romanzi da Laura Gallego Garcia.

Novità nel regno di Idhun?

Nonostante quanto finora riferito sulle similitudini tra le due stagioni, ad un attenta visione è possibile riscontrare la presenza di alcune novità tra le quali la più palese è senz'altro rappresentata dalla scelta di esplorare la tematica amorosa. Purtroppo la decisione di dedicare ampio spazio a motivi sentimentali non contribuisce a rendere l'anime un prodotto più maturo e sfaccettato, ma viceversa finisce per evidenziare maggiormente la resa poco convincente delle interazioni tra i personaggi. L'opera continua infatti a mostrare il suo lato migliore quando la narrazione si focalizza sull'azione o sulla parte più strettamente fantasy, anche grazie ad un worldbulding abbastanza efficace.

Osservando l'anime da un punto di vista maggiormente tecnico si riscontra una certa attenzione riposta nella predisposizione dell'OST, che riutilizza non soltanto le tracce e i suoni di buon livello che abbiamo già apprezzato in precedenza ma aggiunge al contempo un brano del gruppo Paranoid Fish. La soundtrack riesce a trasporre efficacemente in musica i pensieri e la personalità di un certo personaggio, oltre a restituire un pezzo che probabilmente risuonerà nella mente degli spettatori anche dopo i titoli di coda. Riallacciandoci al discorso sui personaggi, occorre poi sottolineare che considerazioni opposte rispetto a quelle espresse nei confronti della resa della figura di Jack possono essere riferite al personaggio di Kirtash. Quest'ultimo, già inizialmente ben più interessante del rivale, subisce infatti un percorso di evoluzione che riesce a restituire il ritratto di un personaggio in grado di controbilanciare la quasi totale staticità e mancanza di carisma di Jack.

Staccandoci dall'osservazione dei singoli dettagli in favore di una visione d'insieme dell'opera, è possibile notare come sussista la volontà di proporre un tema di riflessione ben preciso, purtroppo soltanto accennato senza sfruttarne il notevole potenziale per la cui valorizzazione sarebbe stato necessario un aumento del minutaggio complessivo dell'anime, ancora una volta limitato dalla presenza di sole cinque puntate.

Il sottile filo conduttore a cui si fa riferimento si riferisce alla figura dell'ibrido e ad una concezione della dualità che non si configura come presenza di due metà incomplete che formano un tutt'uno, ma viceversa come coesistenza di due medesime nature, tracciando un parallelismo non troppo velato con l'evoluzione delle vicende sentimentali vissute dai personaggi. In ultimo, per concludere la nostra disamina sottolineiamo come lo studio Zeppelin TV sia riuscito a mantenere, al netto di qualche eccezione, un buon livello nelle animazioni mentre la varietà ed il livello dei fondali, appare leggermente meno elevata rispetto a quanto osservato nel corso della prima stagione dell'anime.

Memorie di Idhun La seconda parte di Memorie di Idhun, nonostante l’introduzione di alcune novità, alcune delle quali ben integrate, fallisce nell’intento di migliorare i difetti della prima stagione dell’anime, avvalendosi ancora una volta del medesimo numero di puntate afflitte dagli stessi problemi di sempre. Seppure non si possa certo affermare che l’opera abbia raggiunto la maturità, e benché vi sia ancora la sensazione di una generale mancanza di cura nei dettagli, la nuova stagione dell'anime spagnolo saprà comunque intrattenere gli amanti del genere di riferimento in grado di soprassedere su alcune mancanze e alla ricerca di un’opera breve, pensata per il binge watching e comunque con pochi termini di paragone in campo europeo.

6.3