Mononoke: recensione dell'anime di Toei Animation, ora su VVVVID

Mononoke, anime di culto degli anni 2000 realizzato da Toei Animation, sbarca finalmente su VVVVID. Venite a scoprirlo nella nostra recensione.

recensione Mononoke: recensione dell'anime di Toei Animation, ora su VVVVID
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Il folklore, oltre a costituire una parte fondamentale e integrante della cultura e della società giapponesi, è da sempre una grande fonte di ispirazione per il mondo dell'intrattenimento di provenienza nipponica, in particolare manga e anime (ma non solo). Così come le fiabe di grandi autori del passato quali i fratelli Grimm o Hans Christian Andersen hanno posto le basi per moltissime produzioni occidentali, per esempio i classici Disney, le tradizioni e le mitologie giapponesi continuano a ispirare mangaka, artisti, registi e sceneggiatori nella genesi delle loro opere. Pensiamo a Kitaro dei Cimiteri, il celebre personaggio creato nel 1959 da Shigeru Mizuki, conosciuto per aver reso famosi gli yokai, le leggendarie creature della mitologia nipponica. Oppure al meraviglioso La storia della principessa splendente, il capolavoro assoluto di Isao Takahata basato sull'antico racconto popolare Storia di un tagliatore di bambù (in originale Taketori monogatari), che costituisce il più antico esempio di narrativa del paese del Sol Levante.

Un'altra serie animata che sfrutta in maniera evidente e magistrale tutte le suggestioni del folclore giapponese è Mononoke di Toei Animation disponibile in streaming su VVVVID, per la prima volta legalmente e con sottotitoli in italiano. Andiamo a scoprire i punti di forza e il fascino di un prodotto originale e innovativo, di grande successo in patria, un'opera stupenda e ancora valida nonostante i suoi 13 anni di età.

Esorcisti made in Japan

Mononoke è una serie animata prodotta e realizzata nel 2007 da Toei Animation. Si tratta di uno spin-off/sequel di un'altra serie dello studio d'animazione, Ayakashi: Samurai Horror Tales (conosciuta anche come Ayakashi: Japanese Classic Horror), rilasciata l'anno prima e costituita da tre distinte storie sviluppate in 11 episodi. In particolare, Mononoke si riallaccia all'ultima di queste, Bakeneko, nella quale vengono introdotti il contesto generale e il protagonista.

Diretta da Kenji Nakamura, la serie è andata in onda dal 12 luglio al 27 settembre 2007 per un totale di 12 episodi, trasmessa nel blocco Noitamina di Fuji Television. Grazie al successo ottenuto, Mononoke ha ispirato due manga, adattamenti di due archi narrativi dell'opera originale, pubblicati rispettivamente nel 2007-2008 e nel 2014.

Vero e proprio classico dell'animazione giapponese degli anni 2000, Mononoke è rimasto inedito nel nostro paese fino a pochi giorni fa, quando Dynit ha distribuito l'intera serie sul portale di streaming VVVVID sottotitolata in italiano, dopo averla annunciata il 9 gennaio 2020. Rimane ancora disponibile solo amatorialmente il prequel Ayakashi: Samurai Horror Tales.

Ambientato nel Giappone feudale dell'epoca Edo, ad eccezione degli ultimi tre episodi, Mononoke vede come protagonista un misterioso e affascinante venditore di medicine (kusuriuri in originale), ribattezzato "speziale" nella traduzione italiana, la cui vera identità è quella di esorcista degli spiriti maligni denominati Mononoke.

Armato di una serie di strumenti, fra cui una spada in grado di smascherare la vera identità di questi spiriti, e della sua profonda conoscenza del mondo sovrannaturale, lo speziale vaga per tutta Edo per combattere i Mononoke e donare la pace spirituale agli esseri umani che li hanno generati, all'interno di cinque storie separate che compongono i 12 episodi della serie.

Forma, verità e rimpianto

Caratterizzato da una struttura episodica, Mononoke vede il protagonista alle prese con le situazioni più disparate: si va da una ragazza incinta in fuga da un misterioso assalitore che, ospitata in una locanda, finisce vittima di uno Zashiki-warashi (spirito giapponese dall'aspetto di un bambino con i capelli raccolti e il volto paonazzo), ai passeggeri di una nave attaccati in mare aperto da un Umibozu (mostro marino). Fino ad arrivare alla storia finale che richiama sotto molti aspetti, fra cui il titolo Bakeneko, quella originale da cui l'intera serie ha preso ispirazione, ma cambiandone completamente il contesto e il periodo storico (che non vi riveliamo). Mononoke è una serie horror-mystery di stampo sovrannaturale che, come nella tradizione dei più grandi maestri dell'horror giapponese (Junji Ito, Kazuo Umezu, Suehiro Maruo), basa tutto sull'inquietudine e il turbamento psicologico dello spettatore piuttosto che sull'efferatezza e sulla violenza di ciò che viene mostrato a schermo, aspetti che comunque non mancano pure qui.

Nel corso degli episodi lo speziale, unica figura ricorrente della serie (insieme a un altro caso), si troverà di fronte a numerosi personaggi all'apparenza onesti e moralmente integri, ma che in realtà nascondono sentimenti e intenzioni tutt'altro che nobili. Scheletri nell'armadio che hanno permesso agli spiriti maligni di nutrirsi dell'oscurità del loro animo e di ottenere una forma concreta, infestando la realtà e coinvolgendo anche le persone innocenti.

Mononoke è dunque un'analisi potente ed efficace degli abissi più profondi dell'animo umano, un horror psicologico che, attraverso un ritmo narrativo dilatato, caratterizzato da continue pause e silenzi intervallate da momenti più tesi e incalzanti, riesce a rendere alla perfezione il terrore che provano tutti i presenti durante le manifestazioni sovrannaturali degli spiriti maligni, restituendo allo spettatore una sensazione di disagio e turbamento raramente riscontrata in opere dal taglio simile.

Un coinvolgimento totale che permette alla serie di superare qualche piccolo limite come la struttura abbastanza ripetitiva degli episodi e la caratterizzazione dei personaggi secondari non sempre sopraffina. Da questo punto di vista è però impossibile non rimanere colpiti dal carisma e dal richiamo del protagonista, figura dall'appeal indiscutibile il cui fascino tenebroso viene ulteriormente enfatizzato dalla prova del suo doppiatore giapponese Takahiro Sakurai, un nome famosissimo nel mondo dell'intrattenimento nipponico noto per essere la voce ufficiale di Cloud Strife in Final Fantasy VII.

Come già detto, a livello culturale Mononoke è pregno di richiami e ispirazioni al mondo del folclore giapponese, evidenti già dalla natura dei nemici del protagonista. La traduzione italiana ha scelto di preservare nei sottotitoli i nomi originali degli spiriti vendicativi che compaiono nella serie, Mononoke e Ayakashi: una scelta a nostro parere azzeccata in quanto si tratta di termini difficili da rendere bene in lingua italiana, e sulla cui distinzione sembra esserci tuttora parecchio dibattito fra gli studiosi della cultura giapponese.

Un altro esempio molto affascinante di questo aspetto, vero e proprio leitmotiv che funge da base per gli sviluppi di ogni episodio, è il particolare metodo di esorcismo messo in atto dal protagonista. Per poter attivare la sua spada, e sconfiggere così i Mononoke, lo speziale avrà bisogno di conoscere tre elementi essenziali della loro natura: la forma, la verità e il rimpianto, dove quest'ultimo corrisponde sostanzialmente alle ragioni dietro al comportamento e ai sentimenti vendicativi messi in atto dallo spirito. Solo così il protagonista riuscirà a estrarre la spada dal suo fodero e a scatenare la sua vera forma, necessari per poter sigillare e uccidere definitivamente i Mononoke.

Un dipinto in movimento

Mononoke è un'opera che propone contenuti di indubbio valore, ma ciò che ha contribuito maggiormente al suo successo in patria e al suo status di anime cult del decennio 2001-2010, è senza alcun dubbio l'aspetto visivo. Come vi sarete già accorti dalle immagini presenti in questo articolo, Mononoke è una serie che fa del suo comparto artistico un marchio di fabbrica, e una componente essenziale della narrazione.

Ci troviamo di fronte a un vero e proprio capolavoro visivo che mescola alla perfezione disegni e animazioni di stampo tradizionale con tecniche digitali, qui integrate benissimo e mai troppo invadenti, proponendo uno stile molto lontano da quello tipico degli anime dei giorni nostri. Il risultato è un'incredibile meraviglia che ha pochi eguali e che rende Mononoke simile a un dipinto ukiyo-e in movimento.

Sono numerosi infatti i richiami e gli omaggi alla celebre corrente pittorica del XVIII-XIX secolo resa famosa dai lavori di artisti quali Hokusai, Utamaro, Hiroshige e molti altri, e che tanta influenza ha esercitato anche nell'arte occidentale. Un virtuosismo al quale contribuiscono i colori, usati magistralmente e i cui accostamenti arditi restituiscono spesso la sensazione di trovarsi in una sorta di trip acido che ben si adatta all'atmosfera malsana della serie, e l'aspetto "ruvido" di ogni frame, ulteriore stratagemma che valorizza la resa pittorica dell'anime.

Mononoke era una produzione estremamente innovativa all'epoca, ma anche a 13 anni di distanza dimostra di essere invecchiata benissimo, e può essere considerata quasi un unicum irripetibile nell'animazione giapponese.

Una magnificenza visiva che viene preservata nella riproduzione in streaming su VVVVID, disponibile anche in alta definizione. A questo proposito dobbiamo far notare che, a causa sicuramente dell'età dell'opera, quella presente sulla piattaforma ci è apparsa una semplice versione upscalata in alta definizione del materiale originale, di cui con tutta probabilità non esiste un master in HD. Tutto questo per sottolineare che dal punto di vista della resa visiva Mononoke non può competere con gli standard attuali dell'industria, ma non si tratta assolutamente di un difetto. Anzi, è a tutti gli effetti una caratteristica che accresce ancora di più il fascino vintage dell'opera in questione.

Altrettante parole di elogio vanno spese per le musiche composte da Yasuharu Takanashi, che accompagnano benissimo ogni singolo momento ed enfatizzano ancora di più le sequenze più tese e disturbanti dell'opera, fra melodie ispirate alla tradizione e composizioni di stampo più moderno. Ottima la sigla di apertura Last quarter moon, cantata da Ryota Komatsu e Charlie Kosei, che con le sue immagini introduce in maniera sublime le meravigliose suggestioni della serie.

Mononoke Mononoke non è un anime per tutti. La sua struttura e i suoi ritmi narrativi, gli argomenti trattati ma soprattutto il peculiare e virtuoso stile grafico, distante anni luce da quello tipico dell’animazione nipponica moderna, potrebbero allontanare gran parte del pubblico abituato a lavori decisamente più canonici. Tutti quelli che sono disposti a investire il proprio tempo nella visione di questa serie, per interesse nei confronti del folklore giapponese, dell’animazione innovativa o per pura e semplice curiosità, si troveranno di fronte tuttavia a un vero capolavoro. Una piccola perla di assoluto valore, un horror psicologico di stampo sovrannaturale che trasuda orientalità da tutti i pori, e una visione obbligatoria per qualsiasi appassionato. Soprattutto adesso che si può recuperare senza problemi in streaming su VVVVID.

8.8