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Monster Hunter Legends of the Guild: recensione del film in CGI su Netflix

Monster Hunter: Legends of the Guild è il primo film animato in computer grafica basato sul franchise di successo di Capcom, ecco cosa ne pensiamo.

Monster Hunter Legends of the Guild: recensione del film in CGI su Netflix
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Dopo la sfortunata parentesi hollywoodiana rappresentata dal film diretto da Paul W. S. Anderson e con protagonista Milla Jovovich, Capcom ci riprova presentando al pubblico una nuova pellicola basata su uno dei suoi franchise di maggior successo. Stiamo parlando di Monster Hunter: Legends of the Guild, lungometraggio annunciato nel 2018 per sfruttare l'onda di Monster Hunter World ma rimandato a più riprese per motivi non precisati (tra i quali sicuramente la pandemia globale). L'opera nasce come coproduzione nippo-americana ed è realizzata in CGI da Pure Imagination Studios, azienda fondata nel 2012, per la regia di Steve Yamamoto e la sceneggiatura di Joshua Fine. Monster Hunter: Legends of the Guild è disponibile in streaming su Netflix a partire dal 12 agosto 2021.

A differenza del live action di Anderson, che sfrutta l'espediente del protagonista proveniente da un altro mondo, il lungometraggio in questione è ambientato nell'universo canonico della serie e ne espande la lore raccontando il passato di un personaggio che gli appassionati conoscono bene. Ecco la nostra recensione di un titolo innocuo e senza pretese che, pur rivolgendosi principalmente ai fan, risulta godibile anche da chi non si è mai approcciato al franchise Capcom.

La caccia ha inizio

Il protagonista di Legends of the Guild è Aiden, che molti di voi ricorderanno come il Grancadetto in Monster Hunter 4 - titolo in cui ha fatto la sua prima apparizione - e come lo Spavaldo di Classe-A in Monster Hunter World.

La pellicola approfondisce il suo passato, su cui non si sapeva molto, e gli eventi che lo hanno portato a unirsi agli Ace Hunters. Nel film infatti Aiden è ancora un adolescente che vive nel suo villaggio natale e che sogna di diventare un cacciatore provetto, incurante di tutti i rischi e le responsabilità di questo pericoloso mestiere. La sua vita spensierata è destinata a cambiare quando, durante uno dei suoi soliti lavoretti, incontra casualmente il cacciatore esperto Julius (altro personaggio noto ai fan), che lo mette di fronte alla dura realtà e che lo avvisa dell'imminente pericolo che corre il suo paese: un Drago Anziano, una Lunastra per la precisione, sta migrando dal suo territorio distruggendo qualunque cosa incontri sul proprio cammino.

Una volta vista questa minaccia coi propri occhi, invece di mettere in fuga sé stesso e i suoi concittadini, Aiden decide di combattere l'enorme mostro facendosi aiutare da Julius e da un gruppo di cacciatori incontrati strada facendo.

Nel corso dei suoi 58 minuti di durata, Monster Hunter: Legends of the Guild si rivela un discreto intrattenimento con una trama lineare e prevedibile, che alterna in modo bilanciato scene d'azione e momenti più tranquilli e introspettivi che sviluppano il contesto e le relazioni tra i personaggi.

Come dicevamo, la pellicola diretta da Steve Yamamoto, qui al suo debutto, si inserisce nella mitologia ufficiale della serie, rivolgendosi principalmente ai fan in grado di cogliere i numerosi riferimenti a oggetti, mostri e altri elementi della lore. Nonostante ciò, la sceneggiatura sfrutta queste citazioni in modo tale da non compromettere la comprensione del racconto, che grazie alla sua semplicità può essere usufruito anche da chi non ha mai preso in mano un videogioco di questa longeva e fortunata saga.

Il cast è caratterizzato sufficientemente bene e ogni personaggio possiede motivazioni e tratti ben definiti. Degni di menzione sono Julius, il più carismatico di tutti, e l'inedita Mae, giovane cacciatrice scienziata a cui Legends of the Guild dona un background molto interessante, mentre i fan saranno felici di rivedere anche Nadia, altro membro di spicco degli Ace Hunters.

Il protagonista Aiden è invece una delle figure più deboli, intrappolata nell'archetipo del classico protagonista shonen allegro e fin troppo loquace che inizia un percorso di crescita e maturazione. Non aiutano le battute imbarazzanti appioppategli dalla sceneggiatura e i dialoghi molto poveri, che al di là di qualche momento riuscito non riescono a risultare incisivi e a generare il giusto pathos.

Oltre a ciò, a causa della lunghezza ridotta, l'intera pellicola è percorsa da un'evidente sensazione di frettolosità che impedisce di sviluppare al meglio i punti cardine della storia e che fa assomigliare Legends of the Guild più a un episodio allungato di un'ipotetica serie animata di Monster Hunter (chissà se sulla scia di questo possa essere davvero annunciata) che a un lungometraggio vero e proprio. Siamo su ben altri livelli, in senso positivo, rispetto al mediocre adattamento hollywoodiano con attori in carne e ossa, ma si poteva comunque fare di meglio. Anche solo con un mezz'ora di minutaggio in più.

Cutscene videoludiche

Un aspetto dove, senza troppe sorprese, Legends of the Guild si rivela carente, a cominciare dal poster tutt'altro che accattivante, è il comparto grafico.

Senza girarci troppo attorno, ci troviamo di fronte a un'altra produzione realizzata con una CGI degna, per livello di dettaglio, di un film dei colossi dell'animazione statunitense dei primi anni 2000. Un problema che affligge, seppur in misura minore, un'altra recente esclusiva della scuderia Netflix come Resident Evil: Infinite Darkness (leggete la nostra recensione di Resident Evil: Infinite Darkness), e che rende il film distante anni luce da apici tecnici quali Dragon Quest: Your Story e Lupin III: The First. Se si mettono da parte le animazioni molto fluide, le scene d'azione quasi sempre ben dirette e coreografate e il design di alcuni mostri, tutto il resto dimostra lo scarso budget con cui deve essere stata realizzata la pellicola. A farne le spese sono soprattutto i modelli dei personaggi e le loro espressioni facciali goffe, sgraziate e poco naturali, che acuiscono i problemi già messi in evidenza della scruttura.

E a proposito di mostri, il campionario scelto per Legends of the Guild si rivela abbastanza ridotto e deludente, senza dubbio l'aspetto meno riuscito del fanservice rivolto ai fan della saga. Con tutta probabilità la breve durata del film ha costretto lo staff a operare delle scelte, ma rimane l'amaro in bocca per l'enorme potenziale non sfruttato.

Ai limiti della sufficienza le musiche e gli effetti sonori, che accompagnano i vari momenti della narrazione in modo abbastanza generico e privo di particolari picchi. Per quanto riguarda il doppiaggio, vi consigliamo la traccia audio in italiano in quanto tutte le voci scelte si rivelano adatte ai relativi personaggi, e in generale la resa ci è parsa ottima, sicuramente superiore alla controparte inglese che invece ci è sembrata un po' piatta. In maniera alquanto curiosa, è assente su Netflix il doppiaggio giapponese, quasi a voler testimoniare la natura maggiormente occidentale di questa produzione.

Monster Hunter: Legends of the Guild Monster Hunter: Legends of the Guild è un film che coglie lo spirito e l’essenza del franchise di Capcom, a differenza del disastroso live action di Paul W. S. Anderson, e che farà felici molti fan grazie al numero spropositato di riferimenti e citazioni. Sfortunatamente ci risulta impossibile negare gli evidenti limiti tecnici e di scrittura di una produzione a basso budget, che impediscono alla pellicola di sfruttare appieno l’incredibile potenziale della longeva saga. Ciò nonostante, Legends of the Guild è un intrattenimento appetibile anche ai neofiti che scorre bene per i suoi 58 minuti di durata e che saprà accontentare chi è alla ricerca di un fantasy d’azione senza troppe pretese. Non possiamo che augurarci che un’eventuale nuova iterazione sfoggi valori produttivi ben più elevati.

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