My Hero Academia 4x12 Recensione: un destino ineluttabile?

Disponibile su VVVVID dal 4 gennaio, il nuovo episodio di My Hero Academia 4 getta le basi per la battaglia finale contro Overhaul.

recensione My Hero Academia 4x12 Recensione: un destino ineluttabile?
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LeMillion ha sacrificato se stesso per proteggere Eri. Non ha perso la vita, ma forse qualcosa di peggio: la sua Unicità. Che per un eroe in rampa di lancio è come annullare la propria esistenza. L'episodio 4x11 di My Hero Academia, uno dei più drammatici e intensi di sempre, ci aveva però convinto poco sul versante tecnico. La dodicesima puntata, disponibile su VVVVID in simulcast dalla sera del 4 gennaio 2020, ha invece rialzato un po' l'asticella del comparto visivo dell'anime di Studio BONES. Non siamo ancora ai livelli delle stagioni precedenti (è chiaro che lo staff di animazione risente dei lavori sul film Heroes Rising), ma il livello è quanto meno tornato soddisfacente: anzi, dal punto di vista del design questo episodio ci ha dato alcuni primi piani di grande impatto. E la solita, ormai consueta, drammaturgia che l'arco narrativo in corso sembra ormai destinata ad amplificare sempre di più.

Arriva Deku

La scena dopo i titoli di coda di My Hero Academia 4x11 ci aveva lasciato con Deku che, dopo aver sfondato un muro, fa il suo ingresso sul campo di battaglia frapponendosi tra Milio e Overhaul. Ormai in preda ad una incontrollabile smania omicida, Kai Chisaki era pronto a dare il colpo di grazia a Toogata, privato del suo Quirk e colpito all'addome dagli spuntoni di cemento generati dal potere del suo nemico (che può distruggere e riplasmare la materia a suo piacimento, è doveroso ricordarlo). Prima di buttarci a capofitto nel combattimento finale, però, l'anime fa un passo indietro di qualche minuto, mostrandoci come ha fatto il gruppo di Izuku a raggiungere infine l'area in cui combatteva LeMillion. Lasciando indietro un ferito Lock Rock, che ha dato tutto se stesso per fermare Irinaka dell'Hassaikai, Deku ha promesso all'eroe che avrebbe portato a compimento la missione e, affiancato da Eraserhead e Nighteye, irrompe di fronte al vice-leader degli Otto Precetti di Morte. Dopo un paio di colpi, però, Midoriya è chiamato a difendere Toogata ed Eri mentre i suoi due mentori si occupano dei nemici: Aizawa, tuttavia, viene catturato da Chronostasis, che può utilizzare il suo Quirk per rallentare i movimenti dell'avversario per il tempo scandito dalle lancette che scaglia lui stesso. Rimane l'ex assistente di Allmight a fronteggiare Overhaul: un vero e proprio duello col destino visto che, come avremo modo di scoprire, la Preveggenza di Nighteye ha svelato all'uomo che da quella battaglia non c'è via d'uscita.

La scelta di Nighteye

Ma le grandi storie di formazione ci insegnano che si può lottare contro il destino, a volte sconfiggendolo. Nighteye, uno che col destino ha sempre avuto un rapporto basato sul timore, lo ha capito solo dopo aver conosciuto e combattuto al fianco di Deku.

Un giovane che il destino l'ha piegato a suo piacimento, realizzando il suo sogno di diventare un eroe pur non possedendo alcuna Unicità, con una determinazione tale da convincere Allmight a designarlo come suo successore. Il destino vuole che gli eroi preposti al salvataggio di Eri venissero uccisi da Overhaul nell'assalto alla base degli Otto Precetti.

Sempre il destino ha voluto che la chiave di volta per il successo dell'operazione fosse il sacrificio di Nighteye: e mentre Eri, decisa a non fuggire più dal suo aguzzino, sceglie di tornare indietro e rimanere al fianco dei suoi salvatori, Midoriya e Toogata assistono impotenti alla sconfitta di Nighteye, che sembra trafitto mortalmente dagli spuntoni creati da Chisaki.

La resa dei conti è vicina: ferito a sua volta, ma furente, Izuku è pronto a scambiare i colpi finali con Overhaul: riuscirà a salvare Eri e non far morire più nessuno?

My Hero Academia Stagione 4 L'episodio 4x12 di My Hero Academia rialza l'asticella del comparto tecnico. Pur non facendo un lavoro eccelso con le animazioni, ci regala tuttavia un design di grande impatto, soprattutto sul versante delle espressioni. La carica emotiva della puntata è, quasi al pari della precedente, potentissima: l'arco narrativo dedicato alla guerra con la yakuza è agli sgoccioli, ma promette di regalarci tante lacrime in vista del finale.