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Neo Yokio: Un Natale in rosa, la recensione dello speciale su Netflix

Il rampollo dell'alta società di Neo Yokio, Kaz Kaan, è tornato in tutta la sua infinita eleganza per festeggiare il Natale.

recensione Neo Yokio: Un Natale in rosa, la recensione dello speciale su Netflix
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Nel corso del 2017 è approdato su Netflix Neo Yokio, serie realizzata dal cantante dei Vampire Weekend Ezra Koeing, con la collaborazione degli studi d'animazione Production I.G e Studio Deen; alla produzione hanno partecipato anche star del calibro di Jude Law, Jaden Smith, Susan Sarandon, e Jason Schwartzman, prestando le loro voci. La serie segue le vicende di Kaz Kaan, giovane nobile cacciatore di demoni, che vive a Neo Yokio (liberamente ispirata a New York), la più grande città al mondo, in cui si fondono culture differenti. Tuttavia, il risultato dell'opera è risultato essere mediocre, mettendo in secondo piano il lato "demoniaco" della produzione, e focalizzandosi troppo sul lato "sociale" del protagonista. Nonostante ciò, Ezra Koeing ha fatto sapere nel corso di un'intervista che Neo Yokio sarebbe ritornato, facendo credere che fosse a lavoro su una seconda stagione. Attualmente non si hanno conferme di questa seconda serie, ma su Netflix è da poco sbarcato Neo Yokio: Un Natale in rosa, speciale natalizio di 65 minuti, disponibile solo in lingua originale e con sottotitoli in italiano. Ancora una volta Neo Yokio delude su più fronti, dimostrandosi un prodotto da vedere solo per trascorrere il tempo a cervello spento. Vediamo il perché.

Canto di Natale

È la viglia di Natale. Kaz Kaan è nel suo lussuoso attico, costretto a letto perché influenzato, quando invece vorrebbe trascorrere il tempo con gli amici. L'unico a fargli compagnia è il suo fedele mecha-maggiordomo Charles, con lo stesso aspetto che ha assunto al termine della prima stagione. Il protagonista chiede al suo assistente di tenergli compagnia raccontandogli una storia natalizia, con lui protagonista. Così Charles inizia a narrare la sua storia.

In questo racconto Kaz è in una grave situazione: in quanto Babbo Natale Segreto di Arcangelo Corelli, suo acerrimo rivale, deve fargli un regalo non banale. Il Babbo Natale Segreto è un evento che si svolge ogni anno, con tanto di diretta televisiva, la sera prima della Vigilia: i 10 scapoli più ambiti di Neo Yokio (la cui classifica è possibile vedere sulla vetta del grattacielo più alto della città) si devono scambiare costosi regali; quest'anno il budget a disposizione è aumentato. Il protagonista viene a sapere che Arcangelo ha corrotto il commissario del commercio per essere sicuro di essere il suo Babbo Natale Segreto, per risanare i rapporti. Qualora Kaz non riuscisse a comprare il regalo idoneo, ne andrebbe della sua reputazione. Poiché non sa bene cosa acquistare, viene in suo soccorso Herbert Sims, il commesso apparso nella stagione precedente e grande fan del protagonista, che si offre di comprare al posto suo il presente più spettacolare che esista, da lasciare a bocca aperta Arcangelo. Kaz accetta l'aiuto, senza pensarci su troppo.
Nel frattempo in città arriva zia Angelique, direttamente da Parigi, sorella gemella di zia Agatha, ed il protagonista la va a prendere all'aereoporto per portarla a casa. Sebbene Agatha e Angelique siano sorelle, c'è dell'odio tra le due: la prima è snob, apprezza ogni tipo di comodità, e non vorrebbe avere ospiti indesiderati a casa; la seconda, invece, è una scrittrice, preferisce spostarsi con i mezzi pubblici, si rende utile quando possibile, non abusa della servitù, e vorrebbe che il nipote si divertisse di più. Oltre a dover pensare a cosa regalare al suo rivale, a dover andare ad una festa di Freddie Miles, il povero Kaz è costretto a passare il periodo natalizio con due parenti serpenti. Un periodo non proprio agevole per il giovane rampollo.

Intanto, Lexy e Gottlieb, i migliori amici dell'ereditiero, stanno cercando di lanciare un nuovo prodotto: le lattine del cocktail Caprese Martini, e vorrebbero sfruttare la festa per pubblicizzarlo, senza avere ottimi risultati.
La situazione degenera ulteriormente quando Arcangelo, nel corso dello scambio dei regali, invoglia la massa a non comprare più nulla, creando disagio; inoltre un demone minaccia la tranquillità di Neo Yokio, proprio durante la Vigilia. Chi deve risolvere questa situazione è proprio Kaz Kaan, in quanto Magistocratico, cacciatore di demoni.

Un buon Toblerone

Sin dall'inizio di questo speciale natalizio si ha la sensazione che voglia migliorare ciò che ha deluso nella prima stagione. Neo Yokio continua ad essere una serie sulla lotta contro i demoni, incentrata sin troppo sull'aspetto aristocratico del protagonista e di tutti i comprimari: i personaggi principali, anche in questo special, sono ricchi e presuntuosi, che danno troppo peso al loro modo di vestirsi e a quanto sia importante essere belli ed influenti in quella società.

Si arriva ad un punto in cui si prova un po' di odio nei confronti degli attori, proprio per il loro continuo ostentare ricchezza, trovando difficile riuscire ad immedesimarsi in protagonisti ricchi e comprenderne le motivazioni. Gli unici che possono essere salvati sono Angelique ed il commesso, i quali sono i più con i piedi per terra e per questo i più apprezzabili, anche se a stento si riesce ad instaurare un qualche tipo di rapporto con loro, perché sono troppo di poco conto. Insolita la scelta degli autori di dare uno spazio maggiore a Herbert Sims, il commesso: nella prima stagione aveva un semplice ruolo di contorno, meno che secondario, faceva solo qualche fugace apparizione; in questo special, invece, cerca di essere più rimarchevole, appare di più nella scena, e parte degli eventi lo coinvolgono attivamente; ma anche in questo caso è sfruttato superficialmente, poco indagato e non degno di nota, anche se vorrebbe essere più importante.

Lo speciale targato Netflix cerca anche di portare avanti una critica su come siamo troppo influenzati dall'apparenza, piuttosto che dall'essere, e su quanto diamo peso alle cose materiali e costose, invece di apprezzare ciò che si ha già e ciò che ci viene donato con il cuore; però, per riuscire a scovare questo concetto bisogna scavare molto in profondità, perché lo si vive sempre dal punto di vista di persone che sono disposte a tutto pur di essere più famosi e importanti degli altri. Eppure, nonostante questi difetti di costruzione dell'intero cast, abbiamo detto che Un Natale in Rosa ha apportato alcune modifiche sostanziali: infatti in alcuni momenti si nota un lato psicologico, e s'indaga nell'intimo di Kaz, scoprendo interessanti dettagli su di lui, ma comunque non utili per riuscire ad apprezzarlo del tutto. Inoltre, non possiamo non citare l'intento degli sceneggiatori di voler approfondire alcuni aspetti sia di Kaz, che di Neo Yokio: vengono fatte interessanti scoperte sia sul passato della città, mai sviluppato a dovere, sia sulle origini del protagonista. Queste rivelazioni sono degli inaspettati colpi di scena, che possono portare il pubblico che ha seguito questa serie a chiedersi come mai non siano stati sfruttati sin da subito, per rendere il prodotto più apprezzabile.

Tuttavia, questo castello, seppur instabile, è costretto a crollare irrimediabilmente e drasticamente: tutti questi aspetti che potrebbero migliorare leggermente il prodotto vengono rovinati se ci si sofferma a pensare che i 65 minuti dello speciale, in realtà, sono un racconto inventato da Charles (ci viene ricordato anche nel finale), andando così a vanificare quel poco che aveva di interessante. Non si può fare a meno di pensare che sia stato tutto una finzione, e non ci sia nulla di reale; questo rende ancora una volta Neo Yokio un prodotto mediocre.
Il comparto visivo ci è sembrato aver subito qualche leggera miglioria. Sebbene i disegni siano ancora poco calcati e superficiali, sono più apprezzabili: hanno qualche dettaglio più curato, soprattutto nei primi piani, si nota anche una differenza nel design dei personaggi, apparendo quasi più "maturi"; Kaz stesso ci è sembrato più "adulto" rispetto alla precedente versione, ma i cambiamenti visivi sono appena percettibili. Lo stile abbonda, comunque, di errori grossolani in più riprese.

Un'attenzione maggiore sembra essere stata riposta nella resa sia dei grattacieli della città, che degli ambienti interni, ora più dettagliati e visivamente più interessanti. Notevole anche quell'estro artistico utilizzato durante un'allucinazione onirica di Kaz: il protagonista è completamente bianco, sembra quasi essere venuto fuori da un fumetto, spiccando su uno sfondo interamente rosa. Le animazioni, invece, sono rigide in più momenti, e non riescono neanche a far apprezzare quei pochi combattimenti mostrati, che avrebbero potuto essere molto più interessanti e coinvolgenti.Note positive, che caratterizzavano anche l'intera serie, sono le musiche, che alternano il pop alla classica e che calzano a pennello ad ogni situazione; le innumerevoli citazioni di marchi noti dell'alta moda, della cultura contemporanea, e anche alcuni rimandi alla precedente stagione, che possono essere carpiti solo da chi l'ha seguita. Il doppiaggio inglese (su Netflix è disponibile solo in lingua originale con i sottotitoli), sebbene a volte ci abbia dato l'impressione di non essere del tutto perfetto, potrebbe essere, invece, apprezzato ancora una volta, da chi ha un orecchio più allenato, che riconosce il numeroso cast stellare che ha prestato la voce, a cui si sono aggiunti la cantante Angélique Kidjo e l'attore Jamie Foxx.

Neo Yokio Neo Yokio: Un Natale in rosa era partito con interessanti premesse: avrebbe potuto ribaltare la situazione, riuscendo anche a migliorare l’intero prodotto, introducendo interessanti elementi narrativi che avrebbero potuto sorprendere, facendo anche chiudere un occhio su personaggi sin troppo snob e di poco conto. Il pensiero di cosa si rivela essere il prodotto finale, però, distrugge tutto l’interessante lavoro svolto, rovinandolo, e lascia del tutto amareggiati. La componente tecnica, invece, è migliorata, anche se poco: si nota qualche attenzione maggiore, ma abbonda di errori in più sezioni, con animazioni rigide che non fanno apprezzare le scene più dinamiche. Nonostante tutti questi errori, ci sono alcune cose che si possono salvare: una buona musica da accompagnamento, le citazioni, e il cast di doppiatori che permette di godere un po’ di più della serie.

5.4