No Guns Life, recensione dell'anime noir sci-fi su VVVVID

Concluso il simulcast di No Guns Life, ultimo lavoro dello studio Madhouse, vediamo più nel dettaglio di cosa si tratta.

recensione No Guns Life, recensione dell'anime noir sci-fi su VVVVID
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Nel panorama di manga e anime sono forse pochi i titoli che rientrano nel genere del noir, e proprio per questo Madhouse è riuscita a conquistare le nostre attenzioni quando ha annunciato di essere al lavoro su No Guns Life, anime sci-fi dalle tinte noir tratto dal manga di Tasuku Karasuma (pubblicato in Italia da Edizioni Star Comics). Un'opera promettente che persino nel sottotitolo "SF hard-boiled the gun smoke drifters muzzle talks" fa riferimento all'hard-boiled, sottogenere del "nero".

Da queste premesse non potevamo certo lasciarci sfuggire l'occasione di vedere la nuova serie targata Madhouse, e quando lo scorso ottobre ha debuttato in simulcast su VVVVID No Guns Life siamo rimasti particolarmente colpiti (qui le nostre prime impressioni su No Guns Life): il primo episodio non ha disatteso le nostre aspettative di vedere un anime dalle tinte "nere". Ora che si è conclusa la prima stagione divisa in due parti di 12 episodi l'una, con rammarico dobbiamo ammettere che il fascino del noir non è bastato a farci chiudere un occhio sui problemi che affliggono la trama.

Pistola fumante

Il futuro di No Guns Life non è quello che ci si potrebbe aspettare. Il Paese non ben specificato dove si svolgono gli eventi è stato devastato da una grande guerra di cui non si conoscono le motivazioni; nel corso degli scontri ha visto la ribalta l'azienda Beruhren, la quale ha sviluppato estensioni meccaniche che sostituiscono parti del corpo.

Con questa nuova tecnologia la guerra è giunta a termine, e con il tempo l'azienda è riuscita ad ingrandirsi e ad ottenere notorietà, grazie anche ad un numero sempre più crescente di cittadini che ha installato le estensioni: queste persone vengono chiamate Extend. Le protesi meccaniche di ultima generazione hanno indubbiamente migliorato la qualità della vita ed hanno portato ad un costante sviluppo economico del Paese. Se da un lato alcuni vedono gli Extend come un'evoluzione del genere umano, dall'altro c'è chi li considera una minaccia, come il gruppo terroristico Spitzbergen. In questo scenario vive Juzo Inui, il quale ha partecipato alla grande guerra come arma bellica, in quanto Extend dalla testa a forma di revolver. Ora è un risolutore, il cui compito è quello di risolvere i problemi di altri Extend. Un giorno accetta un incarico all'apparenza semplice: deve proteggere il giovane Tetsuro. Il ragazzo è stato sottoposto ad una serie di esperimenti della Berhuren per ultimare l'Harmony, un'estensione sperimentale che permette di controllare a distanza altre protesi meccaniche; grazie al nuovo impianto, Tetsuro è riuscito a scappare dai laboratori e a trovare la protezione del risolutore.

Questo ha attirato le attenzioni della compagnia che vuole evitare che venga rivelato un dispositivo del genere, mettendo così a rischio l'affidabilità degli Extend, e che possa essere scoperto che usano gli orfani come cavie per sviluppare e testare nuove estensioni.

Con gli uomini della Berhuren alle calcagna, il Nostro trova rifugio da Mary, una riparatrice esperta di estensioni. Il lavoro da portare a termine risulta più difficile del previsto, perché Juzo sarà invischiato in una fitta rete di intrighi e corruzione, che lo porterà a scoprire che la Berhuren ha il pieno controllo sulla città e sul Paese, e a fare i conti con il suo passato sotto le armi, che pensava di aver dimenticato.

Nonostante le premesse riescano a proiettarci gradualmente in un mondo corrotto, i buoni spunti iniziali si perdono nel corso della visione, a causa di una sceneggiatura che non procede in maniera lineare e che in più momenti sbanda, non permettendoci di apprezzare le sfumature della trama ed i vari personaggi.

La pallottola e il desiderio

Sin dai primi minuti di No Guns Life si respira il clima tipico dei noir dato da una città scura e sporca, illuminata dalle sole luci dei neon, e dalla voce fuori campo del protagonista che ci introduce al mondo sci-fi e spiega in maniera rapida ma esaustiva cosa sia accaduto e cosa siano estensioni ed Extend.

Inoltre, negli episodi introduttivi si ha un'infarinatura sul cast di personaggi, anche se non spicca certo per originalità: Tetsuro, ad esempio, viene presentato come il classico ragazzo che non pensa prima di agire ed il suo unico scopo è quello di aiutare le persone in difficoltà, prime tra tutti gli orfani vittime degli esperimenti della Berhuren; il suo desiderio lo porta persino a prendere il controllo di Juzo per raggiungere il suo obiettivo, ma proprio con il suo gesto ha messo in pericolo chi sta cercando di aiutarlo. Questo evento ed altri avvenimenti futuri avranno un forte impatto sul ragazzo, portandolo ad una crescita emotiva e a rendersi conto di essere ancora impotente e a cambiare atteggiamento. Mary, invece, è spigliata, determinata e forte, ma in alcune circostanze si dimostra anche fragile ed indifesa; il lavoro ed il carattere della riparatrice di Extend ci ha ricordato per certi aspetti Winry Rockbell di Fullmetal Alchemist, ma non escludiamo che possa essere un piacevole omaggio, perché disseminate nelle puntate ci sono altre varie citazioni. Tetsuro e Mary nella prima tornata hanno un ruolo poco più che marginale, eccezion fatta per alcuni episodi, ma nella seconda parte riescono a ritagliarsi uno spazio maggiore: si ha infatti modo di conoscere aspetti del loro passato non ancora rivelati.

Questo è forse una delle pecche principali di No Guns Life: dopo i primi quattro episodi incentrati sulla protezione di Tetsuro da parte di Juzo, il focus si sposta drasticamente, per introdurre nuovi personaggi e mostrate situazioni all'apparenza scollegate; allo stesso tempo, l'atmosfera noir diminuisce sempre di più, e a volte cede il passo alla natura più action.

Il tutto è contornato da brevi intermezzi comici e da frivoli elementi ecchi soft. Da quanto si vede, dunque, sembra che il canovaccio sia solo un fase preparatoria che ci permetta di avere un primo approccio con i personaggi e il mondo di No Guns Life.

Una volta iniziata la seconda metà del racconto, ci siamo resi conto come parte di ciò che ci viene mostrato nei primi 12 episodi in realtà ritorni, ricollegandosi alla trama principale in quanto conseguenza della difesa del ragazzo, prosegua le vicende e si soffermi su ciò che è già stato presentato, con l'aggiunta di alcune new entry, che portano con sé nuove domande.

Le varie risposte si intrecciano tra di loro per creare nuovi colpi di scena e per presentare un mondo cinico e corrotto, in cui la Berhuren ha il pieno controllo sulla città grazie alla corruzione sia delle forze dell'ordine che delle alte cariche del governo. Le numerose risposte ci permettono anche di avere almeno un'idea generale su cosa sia accaduto durante la guerra. Inoltre, nell'arco delle 24 puntate viene ben delineato il risolutore: in perfetto stile hard-boiled, Juzo è distaccato, duro e scorbutico, finge di non affezionarsi alle persone che lo circondano, per proteggerle e per non metterle in pericolo a causa del suo lavoro; l'indole fredda entra in contrasto con una più "tranquilla", che lo porta ad arrossire quando una bella donna gli fa dei complimenti o quando sente una storia romantica.

Il protagonista è tormentato dal suo passato, ma sebbene all'inizio possa apparire poco chiaro cosa sia accaduto, in seguito si comprende ciò che ha dovuto vivere e subire sotto le armi e le motivazioni che lo hanno portato ad intraprendere la carriera da risolutore.

È evidente che Juzo Inui è il vero perno attorno cui ruota la serie, risultando un personaggio affascinante per il suo carattere e per il suo oscuro passato. Proprio per i motivi sopra elencati, la seconda parte dell'avventura ci è sembrata più coesa, anche se sono presenti alcune situazioni che spezzano lievemente il ritmo della narrazione.

Nonostante vengano fornite informazioni che permettono di apprezzare ancora di più la serie, si percepisce che sia stata grattata solo la superficie, e molte rivelazioni risiedono negli strati più inferiori di un canovaccio fitto ed intricato; basti pensare che l'episodio finale non conclude affatto il racconto, ma ci lascia con più domande che risposte.

Al netto di quanto visto, avremmo preferito però che la narrazione proseguisse in maniera lineare, senza deviazioni che distogliessero l'attenzione dalla trama, e che attraverso le varie spiegazioni si scoprisse poco alla volta la verità sulla Berhuren, sulla città, sulla grande guerra, e su Juzo Inui.

Colpo in canna

Come abbiamo detto, No Guns Life è uno sci-fi noir e questo lo si può percepire anche grazie al lavoro svolto da Madhouse. Un'immagine cupa, rischiarata dalle fievoli luci della città, riesce a dare vita ad un'atmosfera noir e ben si accosta ad un comparto grafico che vanta disegni curati, anche se con qualche anomalia quando la ripresa si allarga per mettere al centro più di un personaggio. A completare il clima che aleggia nelle scene, alcune sequenze sono accompagnate da musica jazz.

Se lo stile dei disegni può risultare convenzionale e semplice per la resa di alcuni personaggi umani, si dimostra, invece, originale e vario per la rappresentazione degli Extend, con dettagli ben curati, che li rendono ancora più affascinanti: un esempio di ciò lo si può notare in Juzo, di cui salta subito all'occhio la particolare cura riposta nella resa della massiccia testa, che mette in risalto i singoli componenti, dalla canna al caricatore a tamburo, sempre ben visibili e chiari. L'ambientazione e alcuni elementi in CG sono realizzati con il motore grafico Unreal Engine 4, che si sposano con il tratto manuale, anche se in alcuni frangenti si evidenzia una sgradevole legnosità. Benché No Guns Life non sia da considerarsi un anime d'azione, i pochi combattimenti sono realizzati con animazioni fluide, anche se in alcuni momenti abbiamo notato espedienti, come movimenti fulminei dei personaggi, che non ci hanno permesso di apprezzarli in tutta la loro complessità. Gli scontri non sono imponenti e a volte non durano più di una puntata, se non quelli più importanti, proprio per rispettare la natura "pacata" della produzione, ma riescono comunque a trasmettere la giusta dose di adrenalina, basati sulla forza fisica e sull'astuzia del risolutore Juzo Inui.

No Guns Life No Guns Life non vanta una sceneggiatura coinvolgente, poiché in più momenti devia e si ha la sensazione che ciò che viene mostrato non abbia un nesso con la storia principale. D’altronde, nella seconda metà, molto di quello che viene detto si scopre essere collegato, portando avanti la narrazione ed approfondendo i personaggi. Questi, tuttavia, non spiccano per originalità, anche se vengono ben approfonditi nell’arco delle puntate; unica eccezione è Juzo, che si impara a conoscere nel corso della serie. Il tutto è sorretto da un comparto grafico ben curato, anche se presenta alcune imperfezioni, con animazioni fluide, pure nelle poche contese presenti, e una CGI in Unreal Engine 4 per gli ambienti e per qualche altro piccolo particolare, che si amalgama al tratto manuale. La massima espressione dell’impianto visivo la si nota quando l'atmosfera cambia, l’immagine diventa scura e l’unica fonte di luce è data dai lampioni e dalla sigaretta accesa da Juzo Inui, mentre commenta cosa sta accadendo alla città: in perfetto stile noir.

7.7