ONE PIECE: Gold, la Recensione completa dell'anime comics del film

È uscito finalmente in fumetteria, sotto l'etichetta di Edizioni Star Comics, l'ultimo volume che conclude l'anime comics ONE PIECE Gold: Il Film.

recensione ONE PIECE: Gold, la Recensione completa dell'anime comics del film
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ONE PIECE è il manga dei record: nel 2015 è stato insignito del Guinness World Record per aver pubblicato oltre 320 milioni di copie. L'anno scorso l'opera creata da Eiichiro Oda ha compiuto 20 anni: in questi due decenni di serializzazione il mangaka è riuscito a farci vivere emozionanti avventure e a farci sentire parte di una grande famiglia, che comprende non solo tutta la scalmanata Ciurma di Cappello di Paglia, ma anche la pletora di personaggi secondari. Tuttora il manga è ancora in fase di serializzazione, e a breve in Giappone uscirà uno spin-off apocrifo: Chin Piece. Il successo del franchise ha raggiunto proporzioni inimmaginabili, e può essere paragonato soltanto a quello di Naruto e di Dragon Ball. La fama del "figlio" di Oda è stata decretata anche dall'anime realizzato dalla Toei Animation, trasmesso a partire dal 1999 (2001 in Italia). La popolarità del manga e della serie portò alla realizzazione di ben 13 film: l'ultimo di questi, ONE PIECE Gold: il Film, è uscito nel 2016e per l'occasione venne distribuito, almeno in patria, un anime comics diviso in due parti. Edizioni Star Comics ha pubblicato di recente entrambi i volumi, a distanza di circa un mese l'uno dall'altro. Dopo aver analizzato il primo numero, siamo pronti a tirare le somme sull'opera completa.

It's entertainment

All'interno del primo volume è possibile trovare Episode 0 - 711 ver: l'episodio speciale rilasciato per smartphone, che introduce agli eventi narrati nel film, in modo simile a come avvenne con ONE PIECE Film Z; nel secondo, invece, vi è un recap di quanto accaduto precedentemente.
La Thousand Sunny avanza trasportata dal vento. Nami aggiorna i compagni sulla prossima destinazione: Gran Tesoro, la nave più grande al mondo, la cui notorietà è dovuta soprattutto ai casinò a bordo. Finalmente giunti sull'isola-nave, i Mugiwara rimangono estasiati dalla maestosità del posto: una città che ricorda molto Las Vegas, colorata, illuminata, viva, pulsante e interamente rivestita di oro, dai palazzi all'acqua che scorre nei canali. A fare loro da cicerone c'è Baccarat, la concierge dell'albergo/casinò Re Oro, il più grande hotel del mondo. La guida mostra loro la magnificenza del posto e gli svaghi del posto, ma c'è un lato della medaglia che non è mai venuto a galla: la povertà. Molti vivono in miseria e, a causa degli elevati debiti contratti, sono costretti a lavorare come schiavi. Al termine del tour, Baccarat accompagna la ciurma al prestigiosissimo hotel e gli presta del denaro per dilettarsi con uno dei tanti giochi. Il gruppo vince una considerevole somma di berry, al che la guida li invita a raggiungere la Sala VIP dell'albergo, dove potrebbero moltiplicare la vincita. Qui facciamo la conoscenza del re di Gran Tesoro, nonché antagonista principale del film: Gild Tesoro, un uomo arrogante che dà più importanza ai soldi che al genere umano. In sintonia con altre nemesi della serie e delle pellicole, ha avuto un trascorso non molto gioioso: povero sin dalla nascita, si dedica alla criminalità per guadagnarsi da vivere. Un giorno fa la conoscenza di Stella, che sta per essere venduta come schiava, e se ne innamora, promettendole che le comprerà la libertà. Successivamente anche lui viene catturato e venduto come schiavo; purtroppo Stella muore ed il fragile cuore del giovane s'infrange. Con l'assalto di Fisher Tiger, Tesoro fugge dalla prigionia; negli anni successivi s'impossessa del frutto Gold Gold, si allea con Do Flamingo, e fonda Gran Tesoro. In tutti questi anni non ha mai dimenticato Stella.

Il proprietario del casinò invita Rufy a giocare contro di lui, offrendogli dieci volte il piatto, qualora dovesse vincere. Rufy non sa però che è destinato a perdere: Baccarat è infatti in possesso del frutto Lucky Lucky, con il quale priva della fortuna chiunque tocchi. Al termine della giocata, che vede Cappello di Paglia sconfitto, Tesoro esige che gli venga pagato quanto di diritto, ma la ciurma rifiuta. A questo punto il proprietario sfrutta il frutto Gold Gold, con cui può modellare l'oro a proprio piacimento, e rapisce Zoro; allora la ciurma di Rufy accetta le condizioni, pur di salvare il compagno. Tuttavia non vogliono farla passare liscia al tiranno, per cui organizzano un piano volto a ribaltare la situazione, grazie anche all'aiuto di una vecchia conoscenza della gatta ladra: Carina.

It's show time

Forse l'errore più comune che si potrebbe commettere approcciandosi all'anime comics è quello di pensare che possa essere una "trasposizione manga" del film, disegnata da Oda stesso; in realtà, il mangaka ha curato solo le copertine dei due albi (che è possibile unire per formare un'immagine che ricorda quelle della serie originale), alcuni disegni presenti all'interno e il background di Gild Tesoro, nascosto al di sotto delle copertine. Al posto del classico disegno a mano, nell'anime comics sono stati utilizzati gli stessi fotogrammi della pellicola, quindi a colori, magistralmente riadattati con necessari tagli di scene. In sostanza, a livello visivo c'è poca differenza con la pellicola, anzi inizialmente l'opera può apparire poco convincente; proseguendo nella lettura, tuttavia si rimane meravigliati da come l'ottimo utilizzo dei colori sgargianti e la riorganizzazione dei frame riesca a dare la sensazione di vivere gli eventi da un'altra prospettiva e a trasmettere la lucentezza dell'oro. La massima espressione dei disegni viene però raggiunta soprattutto nel corso degli scontri finali, che sono gestiti in modo tale da essere il più chiari possibile, anche nelle situazioni più movimentate. Tuttavia si perde gran parte del duello decisivo tra Rufy e Tesoro: uno scontro che nel film risulta imponente, trasferito su "carta" non riesce a far provare le stesse emozioni a causa del necessario ridimensionamento. A livello narrativo l'anime comics non si allontana drasticamente dal "fratello maggiore", ma in parte ne arricchisce il contenuto, con l'aggiunta di un fattore determinante: sotto la sovracopertina dei due albi, Oda in persona ha abbozzato il passato dell'antagonista principale: lo sketch, sebbene non entri mai troppo nello specifico, riesce a fornire informazioni utili, delineando anche l'aspetto psicologico del villain elencando gli eventi che lo hanno portato ad essere Gild Tesoro. Si assiste in questo modo ad una graduale evoluzione interiore che giustifica i comportamenti dell'antagonista, in armonia con ciò con cui siamo stati abituati da anni di serializzazione nell'opera cartacea: una figura che in passato ha odiato la ricchezza e il denaro, perché gli ha portato via la libertà e la donna che più amava al mondo, ora ne è più ossessionata che mai, proprio perché non è riuscita a liberare l'amata Stella.

Tutto ciò che ha subito da schiavo lo ha marchiato a vita, trasformandolo in un uomo avido e crudele; la sua passione, però, lo ha fatto deviare dalla retta via, fino al punto di non avere più il controllo e di cercare di sottomettere chiunque, persino i Draghi Celesti, portandolo alla follia più totale - come se cercasse di "vendicarsi" e di far provare a tutti ciò che ha dovuto patire, o come se stesse agendo per redimersi per il suo fallimento. Grazie all'impronta di Oda, non si può non provare compassione per un personaggio segnato tragicamente dalla vita e che cercava solamente la felicità. Questi accenni al trascorso di Tesoro riescono a rendere giustizia ad un nemico che, visionando il film, ci era sembrato piuttosto carismatico ma non degno di essere ricordato, se non per la sua crudeltà. Se da un lato abbiamo un'analisi più approfondita della nemesi di turno, dall'altro non ci siamo sentiti pienamente coinvolti dalle condizioni dei cittadini costretti a vivere in povertà e dagli altri personaggi secondari, che sono solo di mero contorno. Come nella pellicola, questi elementi sono poco sviluppati, a scapito di quella che avrebbe potuto essere una riflessione su come l'avidità prenda il sopravvento sull'uomo e come la bramosia di ricchezza lo corrompa lentamente, fino al punto da rendere impossibile rinsavire. Essendo questo un lavoro incentrato sul continuo contrasto tra ricchezza e povertà, e avendo scandagliato più a fondo il trascorso di Tesoro, forse l'ideale sarebbe stato dedicare qualche pagina in più ai temi fin qui delineati. Come accaduto con il re della nave, un breve excursus, anche negli intermezzi tra un capitolo e l'altro come le amate mini avventure in testa a ogni capitolo del manga, avrebbe potuto approfondire l'intero background della sceneggiatura.

Approcciando l'anime comics di Gold, non abbiamo potuto fare a meno di verificare se ci fossero effettive divergenze rispetto al film. Se dal lato tecnico non abbiamo trovato sostanziali differenze, non possiamo dire la stessa cosa per quanto concerne l'adattamento italiano. Edizioni Star Comics, ancora una volta, ci offre un lavoro che è il più vicino possibile all'originale, alzando l'asticella di gradimento del prodotto, diversamente dalla versione cinematografica giunta nel nostro Paese. A causa di una probabile traduzione erronea, nella versione italiana del film alcuni termini e nomi sono stati omessi o modificati, inficiando in modo significativo il risultato finale. Un esempio di questo cambiamento ci viene dato sin dalle pagine iniziali: si scopre che Tesoro, in realtà, è in grado di utilizzare il Risveglio del suo frutto (elemento completamente assente nella pellicola italiana), il che lo rende un nemico potente e temibile a pari livello con Do Flamingo, nemico della saga di Dressrosa. Così facendo, l'editore italiano ha dimostrato grande rispetto per la base originale del film, e ha mantenuto un senso di continuità con la serie, mostrando i progressi fatti dai Mugiwara e quanto essi siano diventati potenti.

ONE PIECE Gold: Il Film L’anime comics di ONE PIECE Gold: Il Film riesce ad essere migliore del film da cui è tratto - almeno per quanto riguarda l’aspetto narrativo, visto che sul lato tecnico non abbiamo notato cambiamenti rimarchevoli. Le brevi ma esaustive informazioni fornite su Gold Tesoro rendono il lavoro finale molto più apprezzabile, in piena sintonia con lo spirito di Oda, volto ad ampliare l’universo da lui creato e di offrire al suo pubblico ruoli e personaggi il più sfaccettati possibile, che non sono mai uguali tra di loro. A coronare il tutto, c’è un lavoro di adattamento impeccabile da parte di Edizioni Star Comics, che riesce a soddisfare tutti i lettori e i fan di lunga data del capolavoro di Eiichiro Oda.

7.6