ONE PIECE Gold: Il Film, la recensione del 13° film della serie

La 13° pellicola di ONE PIECE ci trasporta a bordo della nave più grande al mondo, ma non è priva di falle che la potrebbero far affondare.

recensione ONE PIECE Gold: Il Film, la recensione del 13° film della serie
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ONE PIECE non ha certo bisogno di presentazioni: è uno dei manga più amati e letti in tutto il mondo, nato nel 1997 dalla mente di Eiichiro Oda e tuttora in fase di serializzazione su Weekly Shonen Jump. Conosciamo ormai tutti il capitano della ciurma di Cappello di Paglia, Monkey D. Luffy (o Rufy), il cui sogno è di diventare il Re dei Pirati, così come conosciamo gli immancabili compagni, su cui può fare sempre affidamento, e una nave scenario di tante avventure e prodezze. Al momento le peripezie dei mugiwara (per i profani la ciurma di Cappello di Paglia) hanno superato i 900 capitoli e si è da poco conclusa la saga di Whole Cake, con un immancabile colpo di scena, che apre le porte alla nuova saga del Reverie. Il successo delle avventure dei pirati più scalmanati dei mari è stato tale da portare alla nascita di un franchise: una serie tv, numerosi videogiochi per varie console, action figures, spin-off, romanzi, film, e da qualche tempo circola anche la voce di una probabile trasposizione live action di produzione americana. I film finora distribuiti nei cinema sono 13. In vista dell'imminente rilascio dell'anime comics di ONE PIECE Gold: Il Film, da parte di Edizioni Star Comics, abbiamo approfittato dell'occasione per recuperare l'ultima pellicola, arrivata in Italia nel 2016, introducendo una vera e propria novità che ha accontentato numerosi fan: finalmente, il doppiaggio rispetta i nomi della versione giapponese.

Il gioco dei furfanti

Questo film si colloca dopo le vicende della saga di Dressrosa, dopo che Luffy ha sconfitto il membro della Flotta dei Sette Donquijote Doflamingo. Nel corso del viaggio per approdare sulla prossima isola, la ciurma decide di fare una sosta per godersi un momento di relax a Gran Tesoro: la più grande e sfarzosa nave del mondo, dalle dimensioni di una città, su cui sorgono hotel, ristoranti e soprattutto casinò. Eppure, a bordo di questa fantastica nave ricoperta di oro da cima a fondo, nulla è perfetto come sembra: Gran Tesoro nasconde un vasto strato della popolazione che versa in condizioni di estrema povertà, al punto che molti sono costretti alla schiavitù. Qui i mugiwara sono accolti dalla bella e sensuale Baccarat, che li accompagna in un tour della mastodontica nave. La guida li scorta al prestigiosissimo hotel Re Oro, al cui interno si trova uno dei casinò più importanti del mondo. La fortuna sembra girare a favore della ciurma di pirati, che vincono ad ogni gioco a cui prendono parte. Baccarat invita il gruppo ad accedere alla sala VIP, dove si gioca d'azzardo ad alto rischio: Nami di certo non può permettere alla banda di pirati di farsi scappare l'occasione per poter racimolare qualche soldo in più. Qui Luffy e i suoi compagni fanno la conoscenza del proprietario, nonché re della nave, Gild Tesoro, apparso nella scena bonus dello speciale Heart of Gold, mai arrivato in Italia. Luffy scommette al gioco dei dadi, ma la fortuna che aveva avuto finora viene misteriosamente meno e perde tutte le vincite precedenti. Tesoro mostra le carte in tavola, svelando il piano di imbrogliare i pirati più noti: Baccarat in realtà li ha attirati in una trappola e con il suo potere Lucky Lucky, con il quale priva della fortuna chiunque tocchi, ha fatto perdere il capitano. Al termine della breve partita Gild Tesoro esige che gli vengano restituiti i soldi, altrimenti la ciurma sarà costretta alla schiavitù. La banda rifiuta e il capitano della nave/casinò rapisce Zoro utilizzando il potere del Frutto del Diavolo Gold Gold, con il quale riesce a controllare a proprio piacimento l'oro a disposizione. La ciurma di Cappello di Paglia è disposta a rendere il debito il prima possibile al folle comandante. Questi dà loro un giorno di tempo, al termine del quale l'amico verrà giustiziato pubblicamente.

Vero intrattenimento

Le due ore di svolgimento ci mostrano una narrazione poco ispirata e innovativa, nella quale l'elemento maggiormente caratterizzante è costituito forse dalla forte critica al gioco d'azzardo e all'avidità umana. Mettendo in scena una sorta di legge del contrappasso, l'opera ci mostra giocatori non più in grado di ripagare i propri debiti ridotti in schiavitù e ladri rinchiusi in celle dorate, circondati da oro di cui non possono godere. La cupidigia si incarna alla perfezione in Gild Tesoro, che rispetta il punto di forza di ONE PIECE di offrire un character design tanto variegato da rendere impossibile trovare due figure uguali sia tra la serie che tra i film: otteniamo così un secondario originale e psicologicamente ben caratterizzato, sebbene non esente da difetti. L'antagonista principale è per l'appunto molto carismatico, e delineato in modo tale da raffigurare l'estremizzazione dell'avidità dell'uomo, che è sempre più bramoso di ricchezze e che è convinto che i meno abbienti debbano sottomettersi ai ricchi in uno stato di schiavitù, oltre al fatto che i soldi riescano a controllare tutto e tutti. Purtroppo siamo obbligati a sottolineare qualche dolorosa pecca che abbiamo riscontrato in questa produzione. Gild Tesoro è l'emblema di un calo dell'attenzione che si percepisce in ONE PIECE Gold: chi è Tesoro? Perché ha costruito quella nave? Quali sono i suoi veri intenti? Il franchise ci ha abituato, negli anni, a lasciarci una scia di briciole per ricostruire la storia di tutti i personaggi, inclusi i "cattivi", mostrandone un lato umano che riusciva in qualche modo a farli sembrare meno condannabili. Questo per Gild Tesoro non accade: siamo lasciati solo con qualche breve scorcio, che non contribuisce affatto a costruire la psicologia di un antagonista che avrebbe potuto essere tra i più complessi e interessanti, soprattutto per alcuni elementi particolarmente intriganti del suo passato, tra cui un misterioso legame con Doflamingo. I pochi elementi che ci sono stati svelati non sono sembrati sufficienti a rendere giustizia ad una figura che ha tutte le carte in regola per essere una degna nemesi: ONE PIECE Gold ci lascia in bocca l'amaro di domande irrisolte e motivazioni non chiare, quasi gettando al vento anni di lavoro sull'introspezione del cast. Tesoro è completamente diverso dai ben più noti nemici incontrati in manga, anime o altri film, e costituisce un passo indietro da parte degli autori, soprattutto se si ripensa al magnifico lavoro svolto sulla realizzazione del capo della Neo Marina Zephyr, rivale dei mugiwara nella pellicola ONE PIECE Film: Z.

Nonostante ciò, Gild Tesoro è comunque condito da quella follia e brama di potere che lo accomuna agli altri suoi "colleghi" e lo rende una minaccia per chiunque osi ostacolarlo. Questa mancanza di introspezione, che forse potrebbe non accontentare tutti i fan abituati a conoscere ogni singolo aspetto anche dei secondari, impedisce di creare un legame con lo spettatore, che avrebbe potuto farsi coinvolgere appieno dalla situazione, oltre che di empatizzare di più con il personaggio. In base a quanto detto, la rilevanza di Tesoro è prevalentemente dovuta alla sua pericolosità e all'essere in possesso di un potere che lo rende a dir poco inarrestabile: se non fosse per questi elementi rischierebbe di essere paragonato ai suoi sgherri. Purtroppo, non abbiamo riscontrato neanche una particolare attenzione nei confronti di alcuni comprimari fondamentali, che portano avanti la narrazione, ma su cui ci vengono fornite solo scarse informazioni, risultando essere comunque poco più di comparse. Inoltre non sono analizzate le situazioni in cui vivono i poveri: questo preclude ogni tentativo di mettersi nei loro panni e di sentirsi pienamente coinvolti, soprattutto quando sono bistrattati. Piacevoli, invece, sono i cameo di volti noti: alcuni sono presentati come easter eggs, altri ci sono apparsi alquanto casuali, utilizzati come un pretesto per allungare la narrazione.

A risollevare la situazione c'è un comparto visivo di tutto rispetto, che è un piacere per gli occhi e da cui non si può non rimanere ammaliati. La perfetta fusione di animazioni in 2D e in 3D l'ottimo utilizzo del gioco luci-ombre rendono Gran Tesoro una metropoli viva, e non più una semplice nave pirata. La particolare illuminazione di alcune inquadrature, le sgargianti slot machine e i tappeti di velluto, trasportano lo spettatore all'interno delle sale da gioco, ricreando in questo modo un particolare ambiente che risulta molto realistico. Le immagini vivide fanno risaltare meglio la brillantezza dell'oro con cui l'intera struttura è costruita, come se gli autori avessero trovato un modo per poter rispecchiare il desiderio di Gild Tesoro di ostentare le sue infinite ricchezze e di fare sfoggio della sconfinata passione per questo metallo prezioso. Ovviamente non potevamo non menzionare i combattimenti, sebbene siano esigui e si concentrino solo nelle fasi finali. Lo scontro conclusivo tra Luffy e Tesoro, così come anche tutti gli altri presenti, è una scarica di adrenalina: duelli a dir poco epici, movimentati, travolgenti e in alcune fasi tattici (proprio nello stile di ONE PIECE), resi ancor più spettacolari grazie a riprese che non si lasciano scappare una singola azione e ad animazioni fluide e pulite che rendono più impattanti i confront. Il tutto è coronato dal forte desiderio del nostro pirata e dei suoi compagni di non arrendersi mai dinanzi alle difficoltà e di essere disposti a tutto pur di fermare chiunque gli sbarri la strada.

ONE PIECE Gold: Il Film One Piece Gold: Il Film è una pellicola molto sottotono che avrebbe dovuto sfruttare meglio le due ore a disposizione: forse l’ideale sarebbe stato approfondire principalmente la figura di Tesoro, in modo da renderlo una nemesi ancora più temibile e da fargli avere il giusto spazio all'interno del pantheon dei grandi antagonisti dell’epopea. Purtroppo, queste mancanze fanno di lui uno dei personaggi peggio sfruttati tra tutti quelli presentatici sino ad ora e lo rendono facilmente dimenticabile. La trama, benché presenti un’interessante critica su un particolare lato della natura umana, non è originale, incentrata unicamente sul tentativo della ciurma di salvare un compagno imprigionato: un topos già sfruttato anche nell'opera principale, oltre che in precedenti (e recenti) pellicole di animazione.

7.4