ONE PIECE: STAMPEDE, recensione del nuovo film sulla saga di Eiichiro Oda

Arriva in sala il nuovo film tratto dalle avventure dei pirati di Eiichiro Oda: Monkey D. Luffy affronterà un nemico mai visto prima, come se la caverà?

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Come ogni storia sulla pirateria che si rispetti, tutto comincia da un'evasione. Quella di Douglas Bullett, possente e bellicoso bucaniere che un tempo fu in grado di rivaleggiare con il mitico Gol D. Roger, tormentato da un passato burrascoso e in seguito imprigionato nel carcere di massima sicurezza riservato ai peggiori criminali della storia: Impel Down. Nel corso di un evento che tutti ben conosciamo, un certo pirata dalla risata graffiante ebbe accesso al Livello 6 della nota prigione, lasciando che alcuni reclusi riuscissero a vedere la libertà. Due anni dopo, Bullett è pronto a prendersi la sua agognata vendetta, sterminando tutti gli uomini che compongono la generazione che prese vita da quel fatidico giorno in cui Roger proclamò l'inizio dell'Era della Pirateria, dando inizio alla più grande caccia al tesoro mai vista.

ONE PIECE: STAMPEDE, il nuovo lungometraggio tratto dalle avventure ideate da Eiichiro Oda, sta per arrivare nelle sale cinematografiche italiane dopo soli due mesi dalla release nipponica: merito di Koch Media e Anime Factory, che sono riusciti a portarci in sala un altro dei grandi prezzi pregiati dell'animazione giapponese sul grande schermo dopo il successo di Dragon Ball Super: Broly. Stampede giunge sugli schermi in occasione del ventennale della serie animata di ONE PIECE, che debuttò il 20 ottobre 1999 sui canali del Sol Levante. Ed è proprio ciò che vuol essere il lungometraggio diretto da Takashi Otsuka: una festa tanto per i pirati quanto i fan, in un prodotto che sorprenderà tutti gli appassionati dell'opera originale.

Avventura sull'isola del Festival dei Pirati

I Pirati di Cappello di Paglia hanno ricevuto un invito suggestivo: lungo la rotta del Nuovo Mondo, nei pressi di un'isola sconosciuta, si tiene il Festival dei Pirati, un evento celebrativo che non si teneva da un ventennio e che raduna tutti coloro che conducono la propria esistenza sotto il vessillo di un jolly roger. C'è una sola regola: vietato entrare per i Marine.

Chiunque si renda partecipe di una soffiata o un'infiltrazione di un qualsiasi membro del Governo Mondiale sarà perseguitato per l'eternità, come da regolamento. Il Mecenate di questa festa sfarzosa è Buena Festa, capitano dei Pirati Festival: si tratta di un misterioso individuo che, ossessionato dall'isteria di massa provocata dalle ultime parole di Gol D. Roger, intende replicarne il successo radunando ogni singolo bucaniere che si è imbarcato nella pericolosa odissea in cerca del leggendario ONE PIECE. Ben presto, una volta solcate le acque in prossimità del festival, Monkey D. Luffy e i suoi compagni di viaggio si rendono conto che tutti i più grandi nomi della pirateria contemporanea si sono recati alla manifestazione con un solo scopo: mettere le mani sul premio messo in palio da Buena Festa al termine di una nuova caccia al tesoro. L'oggetto del desiderio è niente meno che un tesoro segreto appartenuto a Gol D. Roger in persona, un misterioso scrigno che conterrebbe un segreto importantissimo legato al ONE PIECE stesso. La festa si trasforma, ben presto, in una rocambolesca corsa contro il tempo a cui partecipano diversi personaggi che il protagonista ha incontrato nel corso del suo lungo cammino: a partire dai più recenti, come Eustass Kidd e gli altri membri della "peggiore generazione", passando dai membri della neonata Flotta di Cappello di Paglia (Bartolomeo e Cavendish) fino ad arrivare a vecchie e malsane conoscenze dei Mugiwara stessi, come Foxy la Volpe e Wapol, ex sovrano di Drum.

Senza riservarvi troppi spoiler sulla trama del film, vi basti sapere che prima o poi il clima di festa viene interrotto da una serie di complotti e giochi di potere che coinvolgono gli organizzatori del Festival dei Pirati, con l'ingresso in scena delle principali forze del Governo Mondiale che minacciano di sterminare una volta per tutte i principali esponenti della pirateria. In tal senso, ONE PIECE: STAMPEDE mette in scena un cast a dir poco impressionate: in appena 100 minuti, la nuova avventura di Luffy, Zoro, Nami e soci si trasforma in una battaglia all'insegna della nostalgia, tra volti noti e grandi ritorni, ma anche di novità sorprendenti.

Merito, a tal proposito, della penna di Eiichiro Oda (autore del manga), che ha curato personalmente il soggetto del film e ne ha elaborato il character design. Stampede, però, non brilla particolarmente dal punto di vista della scrittura. Piuttosto, la trama si trasforma in un escamotage costante volto a introdurre il più improbabile dei ritorni, ingressi in scena spettacolari e situazioni al limite dell'assurdo: caratteristiche, d'altronde, riscontrabili nell'opera originale stessa a tal punto che il rocambolesco showdown imbastito dal film potrebbe ricordare a molti la caotica guerra per la supremazia giocatasi sui terreni (e sulle acque) di Marineford.

Nonostante il livello di pathos e drammaturgia di Stampede non raggiungano le vette presenti nell'opera cartacea, pare evidente che in questo soggetto Oda ci abbia messo tutto se stesso: ONE PIECE: STAMPEDE è il frutto della mente del suo stesso creatore, è Eiichiro Oda alla massima potenza, è un treno di epicità ma soprattutto ricordi, all'insegna di una nostalgia visiva ma soprattutto sonora (noterete alcuni riferimenti, in tal senso, che vi faranno scendere più di qualche lacrimuccia).

È un film che riuscirà persino a stupirvi, poiché ci saranno alcuni elementi direttamente connessi alla trama principale della serie che vi faranno riflettere e, addirittura, rivalutare ciò che finora sapevamo sul mito di Gol D. Roger. Ogni altra speculazione, che rischierebbe di svelarvi alcuni passaggi chiave della pellicola, è però rimandata a un secondo momento, quando potremo tirare le somme sul futuro del franchise parlando liberamente del finale del film.

Tanti (e troppi) pirati?

ONE PIECE: STAMPEDE è una vera e propria festa, tanto per i pirati del film quanto per i fan che potranno goderselo in sala. Tuttavia, ed è proprio il caso di dirlo su un'opera che parla di un tesoro da braccare, non è propriamente oro quel che luccica, in particolare a riguardo della trama e di alcune dinamiche di scrittura. Nonostante la mole di personaggi risulti davvero spropositata, e strizzi così l'occhio a una quantità smisurata di fanservice (elemento essenziale in un prodotto che vuol essere celebrativo) la sensazione è che parte del cast sia stata scomodata davvero eccessivamente. Come avrete potuto notare, se avete seguito con attenzione la campagna promozionale del film, in Stampede convergeranno tutti (ma proprio tutti) i principali attori delle maggiori forze in gioco nel panorama geopolitico di ONE PIECE: i normali pirati, le Supernove, la Flotta dei Sette, l'Armata Rivoluzionaria e il Governo Mondiale, dai comuni Marine fino ai vice-ammiragli e agli ammiragli stessi, passando finanche per il CP0. All'appello sono mancati i veri pezzi grossi del Nuovo Mondo, ovvero gli Imperatori, i Draghi Celesti e gli Astri di Saggezza, ma già così la sensazione è che la gestione dell'intero cast non sia stata ottimale.

Alcuni personaggi compaiono su schermo il tempo sufficiente di un cameo o di un fugace dialogo, viene dato spazio più o meno a tutti in fase di combattimento ma sono davvero in pochi a venire approfonditi. In questo marasma è probabile che Oda-sensei abbia voluto replicare il caos che governa le pagine più roboanti del suo manga, ma comprimendo il tutto in poco più di un'ora e mezza il risultato non è stato del tutto efficace: se, da un lato, è apprezzabilissimo il ruolo di peso affidato a figure come Smoker e Trafalgar Law, dall'altro è stato davvero un peccato assistere ad apparizioni fugaci come quelle di Rob Lucci o Crocodile.

La nuova linfa di ONE PIECE

La vera gemma di ONE PIECE: STAMPEDE sta probabilmente nella messinscena e nel comparto visivo in generale. In tal senso è quasi impossibile non operare un parallelo con Dragon Ball Super: Broly, altra grande master piece dell'offerta di animazione targata Toei Animation della stagione 2018/2019.

Stampede, su questo fronte, si è rivelato del tutto complementare al ventesimo lungometraggio di Dragon Ball: computer grafica meno invasiva (tranne che nello scontro finale) e un tratto a mano decisamente più artigianale, in grado di dar vita perfettamente ai disegni sontuosi del sensei Oda con uno stile morbido ma dettagliato come mai prima d'ora (neanche nei migliori episodi dell'anime in TV). Per contro, la regia di Otsuka ci è parsa più scolastica e meno coraggiosa rispetto alle folli coreografie saiyan di Tatsuya Nagamine, seppur sul fronte dei combattimenti e delle animazioni ONE PIECE: STAMPEDE sembra aver seguito parecchio la lezione di Dragon Ball Super.

In alcune fasi della battaglia, soprattutto in quelle conclusive dello scontro tra Luffy e Bullett, la messinscena assume toni decisamente esagerati e poco consoni, forse, allo spirito di ONE PIECE, in cui solitamente sono le contrapposizioni tra frutti e Ambizione a fare la differenza nel combattimento. Inoltre, come già asserito, alcuni momenti che coinvolgono il villain hanno messo in evidenza un abuso eccessivo di computer grafica, seppur in linea generale riteniamo che il tratto grafico si sia rivelato incredibilmente piacevole nel suo essere del tutto amanuense e poco digitale, scongiurando quel fastidioso "effetto videogioco" che in DB Super: Broly si era reso evidente in alcuni passaggi.

Sul fronte sonoro ci limiteremo a spendere qualche parola senza scendere, per adesso, nel dettaglio, poiché approfondiremo più avanti l'adattamento italiano di ONE PIECE: STAMPEDE in un articolo dedicato. Basti sapere che, sul fronte delle musiche, il lavoro svolto dal compositore Yuki Hayashi rende giustizia ad ogni singolo momento della pellicola: la OST di Stampede propone brani originali, ma ripesca e riarrangia anche alcune tracce presenti nella colonna sonora classica della serie televisiva, con un paio di brani in particolare che rievocheranno nei fan più nostalgici una marea di ricordi.

Koch Media ha ovviamente localizzato, adattato e doppiato in italiano il lungometraggio, affidandone la direzione a Gigi Rosa: nel cast nostrano ritroviamo tutte le voci che abbiamo ascoltato in TV negli ultimi anni, impreziosito da qualche new entry (ad esempio Mosé Singh nei panni di Bartolomeo, non ancora apparso sui canali Mediaset) e da un adattamento che potremmo definire davvero coraggioso. Senza scendere nel dettaglio, noterete che alcune terminologie hanno ricevuto una traduzione più precisa e letterale rispetto all'edizione italiana dell'anime e del manga. Elemento, questo, che potrebbe spiazzare più di qualche appassionato, ma che invitiamo ad analizzare con attenzione durante la visione del film.

ONE PIECE: Stampede ONE PIECE: STAMPEDE è una grande festa, dentro e fuori dal film. Nel nuovo lungometraggio targato Koch Media ritroverete Eiichiro Oda alla massima potenza, per messinscena e plot twist, seppur la gestione dei personaggi e un eccesso di computer grafica sul finale della pellicola non ci abbiano fatto impazzire. L’arrivo in sala del film celebrativo dei vent’anni della serie anime, però, festeggia l’opera del sensei Oda come dovrebbe: ne omaggia i fasti e ne stuzzica il futuro, portandoci a vivere l’ennesimo, colorato e indimenticabile viaggio dei Pirati di Cappello di Paglia.

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