Osama Ranking Recensione: su Crunchyroll l'anime più sorprendente dell'anno

Ranking of Kings è uno dei migliori anime fantasy degli ultimi anni, realizzato da un WIT Studio mai in questo stato di grazia. Ecco la recensione!

Osama Ranking Recensione: su Crunchyroll l'anime più sorprendente dell'anno
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Quando si parla di anime fantasy è ormai impossibile non pensare alla netta predominanza - anzi, alla vera e propria saturazione - del filone degli isekai, nato inizialmente come sottogenere ma diffusosi a tal punto nei palinsesti stagionali da portare molti utenti ad associare automaticamente i due termini, con tutto l'impoverimento e le conseguenze negative del caso. Per fortuna si realizzano ancora numerose serie animate di genere fantasy puro, senza alcuna contaminazione legata alle mode del momento, e nel corso degli ultimi mesi il pubblico si è trovato di fronte a quello che per molti è diventato il miglior esponente della categoria da un bel po' di tempo a questa parte, un vero e proprio fulmine a ciel sereno il cui successo deve aver colto di sorpresa persino i lettori dell'opera da cui trae origine. Stiamo parlando di Ranking of Kings, anime di 23 episodi prodotto da WIT Studio e basato sull'omonimo manga di Sousuke Tooka.

Disponibile in streaming su Crunchyroll a partire da gennaio 2022, ecco a voi il nostro parere definitivo su una serie semplicemente incredibile, che si è meritata di diritto un posto tra i migliori anime del 2021 confermandosi nella sua seconda metà, e che testimonia lo stato di grazia di uno studio che sta vivendo una seconda giovinezza dopo essersi sganciato dall'ingombrante eredità de L'Attacco dei Giganti.

Non è mai troppo tardi

La storia di Osama Ranking - questo il titolo originale - inizia ufficialmente il 20 maggio 2017, quando il primo capitolo del web manga debutta sulle pagine virtuali del portale Manga Hack, di proprietà dell'editore Enterbrain.

L'autore è Sousuke Tooka, un impiegato quarantenne che ha sempre desiderato intraprendere la carriera di fumettista, e che finalmente riesce a coronare il suo sogno grazie alle possibilità e alla visibilità del mondo digitale. Le notevoli qualità dell'opera gli permettono di farsi notare e dopo poco meno di due anni, grazie a Kadokawa, Osama Ranking inizia a essere pubblicato anche in volumi cartacei - purtroppo ancora inediti in Italia - ma soprattutto alla fine del 2019 arriva l'annuncio dell'immancabile adattamento animato. L'anno successivo viene rivelato che sarà WIT Studio (L'Attacco dei Giganti, Vinland Saga) ad occuparsi del progetto, e che la serie debutterà nel periodo autunnale 2021 all'interno del noto contenitore Noitamina dell'emittente Fuji TV. Lo staff è di tutto rispetto e i nomi coinvolti sono sufficienti a far drizzare le antenne a ben più di un appassionato.

Se il regista Yusuke Hatta, precedentemente noto per aver diretto alcuni episodi della prima stagione di One-Punch Man, è qui al suo debutto, altrettanto non si può dire per l'assistant director Arifumi Imai, animatore leggendario a cui si devono (tra le altre cose) le migliori scene d'azione delle prime tre stagioni de L'Attacco dei Giganti.

Altri membri di rilievo dell'ensemble creativo di questa ambiziosa produzione sono l'art director Yuuji Kaneko (Kill La Kill, Madoka Magica) e l'esperto sceneggiatore Taku Kishimoto (Haikyuu!!, Fruits Basket), mentre Atsuko Nozaki ricopre il ruolo di character designer e direttrice generale delle animazioni.

Esattamente come accaduto per i giganti di Hajime Isayama, ci troviamo di fronte a un'altra produzione animata che migliora nettamente la resa visiva dell'opera originale, le cui tavole dimostrano in modo palese la genesi amatoriale del prodotto (non siamo sullo stesso livello di Mob Psycho 100 di ONE, ma poco ci manca). Prima di parlare degli aspetti meramente tecnici, però, concentriamoci su ciò che rende davvero speciale Ranking of Kings: la sua storia.

Un principe speciale

La trama è ambientata in un mondo fantastico suddiviso in regni classificati con un sistema denominato per l'appunto Ranking of Kings, che stabilisce di anno in anno una graduatoria di ciascun sovrano in base a parametri come la forza fisica, l'intelletto, la lungimiranza del suo governo e la prosperità del suo popolo.

Chi riesce a ottenere il primo posto ha la possibilità di accedere a un forziere che si racconta possa esaudire qualsiasi desiderio. Ci troviamo nel regno di Bosse, che prende il nome dal re al suo comando, e il protagonista è il giovane figlio di costui, il principe Bojji (gioco di parole con il termine giapponese "bocchi" che significa "solitario, senza amici"). Nonostante Bosse appartenga al popolo dei giganti e per questo motivo si contraddistingue per l'enorme stazza e per la forza fuori dal comune, Bojji è un bambino minuscolo privo di qualsiasi abilità combattiva, e come se non bastasse è nato pure sordo. Per questo motivo lo sfortunato principe non riesce a parlare correttamente - dalla sua bocca escono solo dei versi senza alcun significato - e l'unico modo con cui può comunicare è attraverso la lingua dei segni e la lettura del labiale. Inoltre, a causa della sua condizione fisica Bojji è costantemente oggetto di scherno da parte della corte e del popolo.

Pur trattandosi del primogenito e dunque legittimo erede al trono, nessuno lo ritiene meritevole di diventare il nuovo re, preferendogli di gran lunga il fratellastro minore Daida avuto da Bosse con la seconda moglie Hilling (l'attuale regina). Quest'ultimo rappresenta infatti tutto ciò a cui Bojji non potrà mai ambire: bello, intelligente e dotato di eccellenti doti di combattimento. Il destino del principe e dell'intero regno è destinato tuttavia a cambiare a seguito del fortuito incontro con Kage.

Come dice il suo nome ("ombra" in giapponese), Kage è forse l'unico sopravvissuto rimasto del clan delle ombre, una razza di esseri impiegati prevalentemente come ladri e assassini per via delle loro abilità fisiche. Dopo aver visto la sua intera famiglia sterminata senza alcuna pietà, compresa l'amorevole madre, Kage vive alla giornata rubando vestiti e altri oggetti di valore ai poveri malcapitati tra cui lo stesso Bojji, di cui inizialmente ignora la vera identità.

Ma resasi conto del pesante handicap e dell'ingombrante eredità del principe, che a dispetto di ciò affronta ogni giornata con spensieratezza e positività, l'ombra vede riscoprire in sé sentimenti da tempo sopiti. Decide quindi di stringere amicizia con Bojji e di dargli il suo supporto incondizionato a partire da quel momento. L'improbabile coppia si ritroverà presto coinvolta in un intrigo che minaccia di far collassare il regno di Bosse sin dalle sue fondamenta, e nel corso di questa rocambolesca avventura entrambi scopriranno di essere tutt'altro che inutili e incapaci.

L'anime fantasy che non ti aspetti

Già da queste righe vi sarete resi conto che Ranking of Kings non è esattamente un'opera fantasy generica, e il motivo è legato alla disabilità del suo protagonista.

Laddove non ci troviamo certamente di fronte al primo anime che vede tra i personaggi principali un portatore di handicap - pensiamo ai lungometraggi La forma della voce e Josée, la tigre e i pesci, o allo splendido Komi can't communicate - il contesto in cui questo elemento viene calato rende le premesse di un'originalità più unica che rara, un motivo che da solo è sufficiente per dare una possibilità alla serie. Ma i pregi ovviamente non finiscono qui. Sotto alla deliziosa cornice estetica messa in piedi da WIT Studio, che accentua ulteriormente l'atmosfera fiabesca dell'opera originale, e andando oltre il ricorso ad alcuni topoi dello shonen manga come il percorso di crescita dell'inizialmente imbranato protagonista, Ranking of Kings narra una storia semplice nell'intreccio e nell'esecuzione ma appassionante e ricca di colpi di scena, che tiene lo spettatore incollato allo schermo per la sua imprevedibilità e per la voglia di scoprire cosa succede nella puntata successiva, e che alterna abilmente dramma e commedia, introspezione e combattimenti.

Un racconto che, nonostante alcuni sviluppi abbastanza crudi e maturi che contrastano meravigliosamente con il delicato stile grafico, vede come temi portanti l'amore, l'amicizia, la determinazione e soprattutto il non giudicare il prossimo dalle semplici apparenze.

I personaggi rappresentano il vero valore aggiunto dell'opera ed è difficile trovarne qualcuno che non rimane impresso al termine della visione. A dominare la scena, inutile dirlo, è il duo Bojji-Kage, che si è già prenotato un posto tra le coppie anime più indimenticabili di tutti i tempi. Impossibile non adorare questi due personaggi così diversi eppure così simili per via del loro passato tragico, due autentici reietti le cui azioni cambieranno completamente il destino del regno di Bosse.

Se Bojji riesce ad essere carismatico e adorabile senza che la sua disabilità venga ribadita con troppa enfasi risultando così stucchevole, è stata l'ombra ad averci davvero sorpreso, grazie anche alla spettacolare performance vocale di un irriconoscibile Ayumu Murase (Shoyo Hinata in Haikyuu!!, Venti in Genshin Impact), che qui abbandona il suo tipico timbro da ragazzino.

Il resto del cast compone un delizioso insieme di figure che, al netto di qualche stereotipo, in alcune circostanze riesce a mettere in ombra perfino i due protagonisti. È questo il caso dell'eccentrico messer Despa, a nostro parere il miglior comprimario di Ranking of Kings, il cui ruolo nella storia è assimilabile a tutti gli effetti a quello del maestro. A renderlo ancora più memorabile è il doppiaggio originale di un Takahiro Sakurai mai così convinto e che un anno prima aveva prestato la sua voce a un personaggio molto simile, Avan nel remake di Dragon Quest Dai (il che probabilmente non è un caso).

Degna di menzione è anche la regina Hilling, che non si rivela affatto la matrigna cattiva che potrebbe apparire a un primo sguardo, e che si rende protagonista di alcuni dei momenti più teneri ed esilaranti dell'intera serie. Per quanto riguarda i cattivi, sui quali non possiamo dire molto onde evitare spoiler, citiamo anche il gran maestro Ouken, un villain efficace e minaccioso grazie principalmente al suo peculiare aspetto.

La trama di Ranking of Kings scorre bene e senza particolari problemi per tutti e 23 gli episodi di cui si compone, ma sfortunatamente non è priva di difetti.

Nello specifico, dopo una prima metà pressoché perfetta o quasi, la seconda parte non riesce a reggere appieno le aspettative rivelandosi inferiore per qualità della scrittura e gestione dei tempi. Alcuni momenti risultano eccessivamente dilatati mentre altri di contro sviluppati in maniera alquanto frettolosa, e molti aspetti dell'affascinante contesto rimangono a malapena accennati (anche se ciò al tempo stesso contribuisce ancora di più all'alone di mistero). Piccole macchie che non compromettono la grandiosità dell'opera, ma che le impediscono di raggiungere quelle vette di eccellenza che dopo i primi 11 episodi sembravano quasi a portata di mano. Trattandosi di un anime basato su un manga ancora in corso - nel momento in cui pubblichiamo questo articolo sono usciti 12 volumi in patria e il 13° è previsto per i prossimi mesi - molti di voi potrebbero temere che si tratti dell'ennesima serie senza un vero e proprio finale.

Ebbene, senza rivelare troppi dettagli, vi possiamo tranquillizzare dicendo che questo adattamento copre la prima parte della storia ideata da Sousuke Tooka (che termina proprio con il volume 12) e che il finale, pur lasciando alcune domande ancora senza risposta, chiude il cerchio degli eventi narrati in modo assolutamente soddisfacente. Un motivo in più per buttarsi a capofitto nelle avventure di Bojji e compagnia senza alcun timore.

Uno studio che si supera

Ranking of Kings è diventato uno degli anime più visti degli ultimi mesi non solo per le sue innegabili qualità narrative, ma soprattutto per il suo stile grafico unico e inconfondibile, che ha attirato l'attenzione di pubblico e critica già dal rilascio dei primi artwork e video promozionali poco meno di un anno fa.

Senza alcuna esagerazione, il lavoro svolto con questa serie conferma l'ottimo momento di WIT Studio, un'azienda che dopo essersi sganciata dalla creazione che lo ha reso celebre sta dimostrando di sapersi cimentare con differenti generi e materiali, siano essi originali o adattamenti. Visivamente parlando Ranking of Kings è un piccolo capolavoro, una preziosa gemma destinata a fare scuola e a rimanere scolpita nella mente degli appassionati per molti anni a venire. La direzione artistica di Yuuji Kaneko, il character design di Atsuko Nozaki, la supervisione di Arifumi Imai e il contributo di ogni singolo membro dello staff si amalgamano alla perfezione guidati dalla visione del regista Yusuke Hatta - trattandosi del suo debutto in questo ruolo, è proprio il caso di dire "Buona la prima!" - dando vita al miglior adattamento su schermo che il manga originale di Sousuke Tooka potesse ricevere. Una trasposizione che, come abbiamo già fatto notare, prende solamente i punti di forza del materiale di partenza come lo stile minimale e squisitamente retrò (omaggio evidente a capisaldi del fantasy giapponese come Dragon Quest), mentre il tratto goffo, imperfetto e spesso sproporzionato dell'autore è solo un lontano ricordo.

In un arco temporale che ha visto la trasmissione in simulcast di anime eccellenti dal punto di vista tecnico come L'Attacco dei Giganti e le seconde stagioni di Demon Slayer e Mushoku Tensei, la stella di Ranking of Kings ha sempre brillato di luce propria distinguendosi da qualsiasi altro titolo, raggiungendo infine l'apice della sua intensità nell'incredibile episodio 21 (diretto da Shouta Goshozono) che contiene una delle sequenze d'azione più spettacolari e meglio animate dell'ultimo decennio.

Anche qui non manca qualche incidente di percorso: le puntate subito dopo il giro di boa esibiscono un calo abbastanza netto nella qualità delle animazioni e della messa in scena, abbastanza fisiologico in una serie di questa lunghezza con un budget non stellare, ma dalla collocazione purtroppo maldestra in quanto è proprio a partire da quel momento che la narrazione, per motivi di trama, inizia a diventare più movimentata.

Molto buono, infine, anche l'accompagnamento musicale firmato dalla compositrice Mayuko, ma in questo frangente sono le sigle di apertura e di chiusura a lasciare il segno. Entrambe le opening - BOY di King Gnu e Hadaka no Yuusha di Vaundy - fanno immediatamente colpo sullo spettatore, la prima per l'irresistibile ritornello della canzone e la seconda per le spettacolari sequenze mostrate. Non a caso quest'ultima porta la firma di Shingo Yamashita, il geniale animatore dietro ad alcune delle sequenze più belle degli ultimi anni. Insomma, Ranking of Kings è una serie che a conti fatti rappresenta un caso di studio esemplare di cosa vuol dire fare animazione come si deve nell'attuale panorama di questo affascinante ma caotico settore.

Osama Ranking Ranking of Kings è un anime difficile da descrivere in poche parole, perché va vissuto sulla propria pelle. Solo così si possono comprendere le incredibili qualità di un prodotto che, al netto di qualche inciampo, rappresenta una delle esperienze più memorabili del recente corso dell’animazione giapponese. Sotto lo stile artistico grazioso e squisitamente retrò - simbolo evidente dell’omaggio ai classici del passato messo in atto con la sensibilità dei nostri tempi - si nasconde una bellissima storia di crescita, amicizia e amore destinata a sciogliere anche il più freddo dei cuori. Non recuperare questa serie disponibile su Crunchyroll è semplicemente un crimine nei confronti del medium audiovisivo.

8.5