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Pioggia di Ricordi: Recensione del film Ghibli di Isao Takahata, su Netflix

Pioggia di ricordi è un film dello studio Ghibli del 1991 diretto da Isao Takahata, disponibile dal 1 febbraio su Netflix

recensione Pioggia di Ricordi: Recensione del film Ghibli di Isao Takahata, su Netflix
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Se vi si ponesse la domanda "qual è il film dello studio Ghibli più sottovalutato?", probabilmente la risposta giusta sarebbe Pioggia di Ricordi. Uscito nel 1991, questo film, è il lavoro che impegnò Isao Takahata, autore di sceneggiatura e regia, dopo La tomba delle lucciole, opera che sconvolse il pubblico per la durezza delle sue immagini. In questo caso ci troviamo difronte ad un prodotto ben diverso, certamente più leggero, ma allo stesso tempo assolutamente fedele allo "stile" Takahata. La pellicola è disponibile dal primo febbraio su Netflix con il primo doppiaggio italiano, ad opera di Gualtiero Cannarsi, che tanto fece discutere all'epoca per il suo stile desueto.

Un uomo fedele ai propri principi

Takahata è sempre stato un regista molto sottovalutato e, per certi versi, offuscato dell'incredibile fama di Miyazaki, co-fondatore, amico e collega di lavoro allo Studio Ghibli. Takahata condivide pensieri, tematiche e idee politiche con Miyazaki, elementi che nei suoi lavori in sviluppa modo del tutto differente. La maggior parte delle opere curate dal maestro, scomparso nel 2018, hanno un tono tutt'altro che allegro e scanzonato, sono di stampo neorealista e ci sbattono in faccia la cruda realtà nel tentativo di inviare allo spettatore un messaggio potente ed incisivo.

Inoltre, nonostante una carriera durata più di 40 anni, i lavori di Takahata non sono in realtà poi molti ed il periodo più prolifico fu dalla fine degli anni 80 fino a metà anni 90. Pioggia di ricordi venne "concepito" proprio in questo periodo, nel 1991, e venne tratto dal manga omonimo (Omohide Poro Poro in giapponese) di Hotaru Okamoto e Yoko Tone.

Vacanze riflessive

Ci troviamo nel 1982 a Tokyo in pieno sviluppo economico. Taeko è una Office Lady di 27 anni completamente dedita al suo lavoro, tanto da non poter dedicare tempo alla ricerca di un uomo con cui poter passare la vita. Come fece l'anno precedente, decide di trascorrere l'ennesima estatein campagna nell'azienda agricola del cognato, raccogliendo fiori di cartamo, dai quali vengono estratti pigmenti per produrre rossetti e coloranti per vestiti.

La giovane donna sembra allegra e spensierata, elettrizzata dall'idea di andare in campagna e tuffarsi in un mondo completamente diverso e più "calmo" rispetto al frenetico ritmo alla quale è costantemente sottoposta in città. Ma c'è qualcosa in lei che sta maturando, delle emozioni, o forse un sentimento, che non riesce a controllare né tanto meno a decifrare.

All'improvviso nella sua mente balenano vividi ricordi di quando aveva 10 anni e frequentava la quinta elementare, periodo che per lei fu il più importante della sua vita. Il film si divide fondamentalmente in due parti, la prima dove vedremo Taeko da bambina e capiremo i passi fondamentali della maturazione del suo carattere, mentre nella seconda parte dovrà scontrarsi dapprima con la realtà odierna, e in un secondo momento capire cosa è meglio per lei, per la sua vita e per il suo futuro.

Una maturazione lenta ma improvvisa

Pioggia di ricordi è un film che tratta diverse tematiche ed analizza un periodo storico, per il Giappone, di grandi cambiamenti sociali i quali sembravano potessero portare il Paese ad una piccola rivoluzione. Soprattutto in quegli anni la società giapponese era piuttosto maschilista, ed il ruolo della donna era fondamentalmente relegato a quello di tutrice del nucleo familiare. Inoltre le antiche usanze provenienti dal periodo pre-industrializzazione rimasero ancorate alla cultura nipponica e molti sposalizi venivano ancora combinati dalle famiglie. Gli anni 80 furono un periodo molto fiorente sotto l'aspetto economico. Le grandi aziende fiorivano e l'economia prosperava. La popolazione si spostava in massa dalle campagne alle città, creando così vere e proprie metropoli sempre più grandi e frenetiche.

In questo scenario la donna era più socialmente coinvolta e stava per nascere la figura della impiegata, detta Office Lady. Pioggia di Ricordi non è un film che vuole schierarsi dalla parte dei conservatori delle tradizioni o da quella dell'emancipazione femminile. Il problema che affligge l'animo di Taeko è ben diverso. La ragazza è letteralmente travolta da un fiume di emozioni che la riporterà coi ricordi ad un tempo in cui fece esperienze che segnarono profondamente il suo animo e ne scolpirono il suo carattere.

La protagonista non sembra rendersene conto e non riesce ben a spiegarsi il perché di quei flashback. Il film sembra quasi una seduta psicanalitica che si immerge nel profondo del suo animo, portandola non ad una lenta presa di coscienza di sé, ma ad un'improvvisa rivelazione finale, veicolata dallo scenario principale, cioè la campagna. Le memorie che affiorano nella sua mente le fanno lentamente capire che i problemi di quel tempo erano, in realtà, dei vizi indotti dall'educazione ricevuta dalla sua famiglia.

Takahata Vuol farci intendere che l'agiata vita cittadina tende a distaccare l'essere umano da ciò che è veramente importante, e ci rende asettici nei confronti degli altri, oltre che egoisti. Tutto ciò rende Pioggia di Ricordi un film un po' diverso dallo stile Ghibli, non tanto per le tematiche, quanto per i ritmi ed i toni usati.

L'acquerello del passato

Tecnicamente parlando Pioggia di Ricordi non può essere di certo annoverato tra i migliori film dello studio Ghibli. Questo perché probabilmente fu prodotto con un budget inferiore, rispetto a lavori precedenti, risentendone sia sotto l'aspetto qualitativo dei disegni ma anche da quello delle animazioni. La qualità visiva della produzione, complice il talento dello studio di animazione, rimane però piuttosto alta.

Takahata scelse di realizzare in modo differente i due piani temporali. Infatti tutte le scene ambientate nel passato di Taeko hanno degli sfondi poco più che accennati, potremmo dire in acquerello, questo forse per rendere meglio il formato "etereo" dei ricordi d'infanzia della ragazza. Una scelta molto funzionale soprattutto per il contrasto con le parti ambientate nel presente: al contrario delle sequenze dedicate ai ricordi, infatti, fu data particolare attenzione allo scenario, , arricchendola di dettagli e di colori vividi e sgargianti.

pioggia di ricordi Se ancora non avete visto Pioggia di Ricordi, è il momento di rimediare. Il film diretto e sceneggiato dal compianto Isao Takahata è una pellicola introspettiva che ci porterà, assieme alla protagonista, nel viaggio al cui termine troverà finalmente la vera se stessa. La visione potrebbe risultare più "pesante" rispetto agli altri film Ghibli, ma pur sempre in linea con lo stile neorealista di Takahata, soprattutto per via di una narrazione un po' lenta. Tuttavia, vi affezionerete molto al destino di Taeko, curiosi di scoprire quale scelta farà per il proprio futuro.

8.2