Pokémon Arceus e il Gioiello della Vita Recensione: ecco il Dio dei Pokémon

Con Pokémon: Arceus e il Gioiello della Vita si conclude la trilogia di Diamante e Perla: scopriamo come se la cava il terzo capitolo.

Pokémon Arceus e il Gioiello della Vita Recensione: ecco il Dio dei Pokémon
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Dopo un primo capitolo incerto ed un secondo più convincente, con una sottotrama ambientalista (ecco la nostra recensione di Pokémon: Giratina e il Guerriero dei Cieli), siamo arrivati al finale della trilogia di Diamante e Perla: finalmente fa la sua apparizione Arceus, la Creatura Originaria. Il Pokémon, che sarà al centro di Pokémon Leggende: Arceus in uscita per Nintendo Switch nel 2022, è noto per essere il creatore dei mondi e delle varie creaturine. Non neghiamo, però, che le aspettative per questo film vanno abbastanza ridimensionate, perché se eravate speranzosi di scoprire qualche interessante retroscena sui Pokémon, arrivati ai titoli di coda non potrete ritenervi del tutto soddisfatti.

Viaggi temporali

Il film si apre con un'enigmatica sequenza ambientata nel passato, in cui si vede Arceus arrivare sulla Terra e chiedere ad un uomo non ben identificato di restituirgli il Gioiello della Vita, ma viene attaccato a tradimento: a seguito di ciò, il Pokémon misterioso decide di vendicarsi sul genere umano.

Dopo i titoli di testa, ritroviamo Ash, Lucinda e Brock alle porte della città di Michina. Qui incontrano due giovani allenatori che li invitano a visitare le antiche rovine della città, risalenti ad almeno 1000 anni prima. Il gruppo di amici raggiunge le vestigia, quando in cielo si apre un varco, che genera colonne d'acqua che mettono in difficoltà Ash ed i suoi amici. In loro soccorso arrivano Kevin e Sheena, una ragazza in grado di connettere il proprio cuore a quello dei Pokémon, che riesce così ad evocare Dialga, affinché salvi i viaggiatori. Tuttavia, in seguito appare anche Giratina, che sta ancora dando la caccia al Pokémon leggendario per aver provocato delle alterazioni nel Mondo Inverso durante lo scontro con Palkia. Sheena prova a fermare Giratina con il suo dono, ma la creatura è fuori controllo; solo l'intervento di Ash riesce a calmare il Pokémon. La quiete è destinata a durare poco, perché si apre un nuovo varco che porta distruzione e mette in pericolo Dialga: questa volta sopraggiunge Palkia. In seguito, Sheena e Kevin invitano Ash ed i suoi amici a visitare il tempio all'interno delle rovine. In questo frangente ci viene fornito un importante tassello per la lore di Pokémon: viene rivelato che Arceus ha creato il mondo terreno, il Mondo Inverso, le dimensioni di Dialga e di Palkia, ed il suo regno, che è al di sopra di tutto.

Al momento il Pokémon Leggendario si sta per svegliare per vendicarsi e questo ha portato alla formazione di vortici di energia che provocano distorsioni spazio-temporali. Anni prima, il Pokémon ha salvato Michina ed i mostriciattoli da un meteorite che avrebbe distrutto tutto.

Arceus sacrificò le Placche della Vita, morendo; ma Damos, antenato di Sheena, le raccolse e gliele restituì, riportandolo in vita. La creatura, come segno di gratitudine sacrificò alcune delle sue Lastre, anche a costo di indebolirsi, per creare il Gioiello della Vita, che donò a Damos per rendere rigogliosa l'arida Michina, ma un giorno sarebbe ritornato per riprenderselo. Tuttavia, quel giorno Damos non gli restituì il Gioiello della Vita, temendo che la città potesse ritornare in rovina.

Sentendosi tradito dal genere umano, Arceus sprofondò in un lungo sonno, dal quale si sarebbe risvegliato solo per portare distruzione. Al momento la pietra preziosa è custodita da Sheena.

Al termine del racconto, arriva Arceus, ma quando la ragazza prova a rendergli il Gioiello della Vita, lo distrugge dimostrando che è un'imitazione. A salvare i protagonisti arriva il Trio Drago (Dialga, Palkia e Giratina), per la prima volta riunito, che però non riesce a fermare il potente Pokémon: Dialga usa tutte le sue energie per spedire indietro nel tempo Ash, Brock, Lucinda, Sheena ed i loro piccoli compagni, all'epoca in cui Damos avrebbe dovuto restituire il Gioiello della Vita. Il gruppo dovrà rimediare agli errori del passato per salvare il futuro.

Da queste premesse senza dubbio interessanti, Pokémon: Arceus e il Gioiello della Vita si prospetta essere il capitolo migliore della trilogia, tra viaggi nel tempo, paradossi temporali, distorsioni spazio-temporali, e un approfondimento generale sul mondo dei Pokémon. Eppure, è bastato veramente poco per renderci conto che tutti gli elementi a favore del racconto sono trattati con estrema semplicità e non tutti gli interrogativi sorti nel corso delle avventure vengono risolti: questo è sufficiente per rendere il lungometraggio il meno ispirato e convincente dell'intera trilogia, nonostante avrebbe potuto essere un degno finale.

Un'avventura poco avvincente

Pokémon: Arceus e il Gioiello della Vita avrebbe potuto rispondere a molte domande che sono sorte nel corso dei film precedenti, ma lo fa solo in parte. Da un lato il racconto riesce a dare spiegazioni soddisfacenti del perché Dialga e Palkia si siano scontrati, continuando a provocare distorsioni spazio-temporali, ma dall'altro non viene affatto approfondito il Mondo Inverso, elemento che ci aveva particolarmente incuriosito nel secondo lungometraggio; al contempo non vengono chiariti gli interrogativi che sorgono nel corso della nuova avventura. Questo non riesce a dare alla trilogia un degno finale, soprattutto se si pensa che l'ultima pellicola è strettamente collegata alle precedenti, e che avrebbe potuto essere sfruttata per conoscere di più il Mondo dei Pokémon. Il problema principale è una sceneggiatura che è sicuramente intrigante, come dimostrato nei minuti introduttivi in cui sorgono domande che si aggiungono a quelle preesistenti, ma che viene gestita male e con estrema superficialità per non renderla troppo complessa, a causa del suo essere rivolta prevalentemente a dei bambini: il criptico incipit è stato sufficiente ad invgoliarci a scoprire di più, ma non è riuscito a soddisfare le nostre aspettative, a causa di una trama troppo semplice e che procede a rilento, intervallata da intermezzi che dilatano eccessivamente l'avventura e che avrebbero potuto essere utilizzati per soffermarsi di più sulle varie informazioni date.

Lo stesso concetto del viaggio del tempo è estremamente basilare; su questo fronte avremmo preferito che il racconto fosse più elaborato, con un lieve senso di disorientamento iniziale, che sarebbe svanito poco alla volta con le giuste spiegazioni.

Pokémon: Arceus e il Gioiello della Vita non si dilunga molto sulla risoluzione dei quesiti: non viene mai chiarito come Sheena e Damos riescano a comunicare con le creature, oppure non spiega la leggenda su una Creatura di Tuono ed il Maestro della Creatura, introdotta nei primi istanti. Il mito lascia presagire che possano essere Ash e Pikachu dopo aver viaggiato indietro nel tempo ed aver salvato l'umanità, ma il mistero rimane irrisolto.

Su questo fronte, il finale avrebbe potuto essere una sorta di reset che potesse giustificare come alcuni dettagli presenti nei film siano assenti nella serie principale, tra cui il Mondo Inverso. Inoltre, lo script soffre di un cast di personaggi non ben delineato e di colpi di scena sin troppo prevedibili.

Le new entry, anche se temporanee, sono poco centralizzate all'interno del racconto e risultano poco originali: Sheena, ad esempio, è una ragazza che è disposta a placare l'ira di Arceus, ma a volte è troppo incauta, tanto da cadere facilmente nei tranelli di Marcus.

Questi è il vero antagonista, ma essendo poco presente sulle scene risulta essere un semplice secondario, benché le motivazioni dietro le sue azioni siano comprensibili. L'unico attore che è riuscito a convincerci è Damos, benché sia poco sviluppato anche lui: presentato inizialmente come un personaggio negativo, risulta essere in realtà amico dei Pokémon, pronto ad aiutarli quando sono in difficoltà, e disposto a rispettare gli accordi con Arceus, anche rischiando di mettere in pericolo la città di Michina. Negativo è il giudizio anche sui tentati colpi di scena, che avrebbero potuto stimolare nuovamente l'interesse, ma non riescono a farlo, poiché sono prevedibili. In questo caso, emerge la natura più infantile del titolo, che sicuramente potrebbe riuscire a trarre in inganno il pubblico a cui si rivolge, ma non chi ha visto varie produzioni nel corso degli anni ed è avvezzo a certe situazioni: una singola inquadratura è sufficiente per rendersi conto in cosa consiste il plot twist, compromettendo così il resto della visione. Per riuscire a mantenere viva l'attenzione, gli autori avrebbero potuto gestire diversamente alcune situazioni giocando sul mistero e sulla curiosità, senza rovinare subito le rivelazioni.

La mancanza dell'effetto sorpresa e di emozioni che potessero coinvolgere lo spettatore non permette di apprezzare le poche situazioni veramente interessanti che ha da offrire il lungometraggio. Una scrittura poco convincente si riflette anche sull'approfondimento del Mondo dei Pokémon.

Quando abbiamo iniziato la visione di Arceus e il Gioiello della Vita eravamo convinti di scoprire qualche dettaglio in più sul mondo, sulla dimensione parallela e sui Pokémon, consapevoli che Arceus è noto come la Creatura Originaria, ma salvo un lieve accenno nelle battute introduttive, la trama non si sofferma affatto sulle origini delle creaturine.

Purtroppo, anche se viene rivelato che è in grado di creare interi mondi, di tenere testa a Dialga, Palkia, e Giratina e di fermare un meteorite, abbiamo avuto la sensazione che Arceus non fosse caratterizzato a sufficienza, non apparendoci come una sorta di "divinità" dei Pokémon, anzi, un mostriciattolo più potente degli altri. Ciò non riesce a dare il giusto rilievo, almeno nell'universo animato, ad Arceus, una delle creature più importanti per la storia dei Pokémon.

Uno stile lucente

Similmente ai capitoli precedenti, Pokémon: Arceus e il Gioiello della Vita è caratterizzato da un impianto tecnico di ottima fattura. Le animazioni sono ben curate, in modo da rendere le lotte Pokémon emozionanti e senza cali di qualità; questo è dovuto anche a disegni certosini, tanto nelle riprese ravvicinate, quanto in quelle più ampie, e che riescono a rendere affascinante un colorato character design.

La CGI è ottima, tanto da adattarsi bene al tratto manuale predominante e passare per la maggior parte del tempo inosservata; nelle situazioni in cui lo stile di stampo classico e la computer grafica si "incontrano", quest'ultima salta particolarmente all'occhio, benché ci sia armonia tra i disegni, anche a causa di animazioni non propriamente fluide.

Pokémon: Arceus e il Gioiello della Vita Pokémon: Arceus e il Gioiello della Vita avrebbe potuto essere un finale soddisfacente della trilogia di Diamante e Perla, rispondendo alle numerose domande che sono sorte nelle precedenti avventure. L’unico punto a favore del film è una componente grafica solida ed affascinante, ma la sceneggiatura soffre di numerosi problemi di scrittura: solo alcuni enigmi vengono risolti, mentre altri rimangono aperti, tra cui quelli introdotti nel film stesso. Similmente, non vi sono situazioni per conoscere meglio le origini dei Pokémon, perché Arceus viene sfruttato poco e non lascia certo soddisfatti, nonostante sia il Pokémon Primevo, il creatore di tutti i Pokémon.

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