Pokémon: L'ascesa di Darkrai Recensione, il primo film di Diamante e Perla

Riscopriamo Pokémon: L'ascesa di Darkrai, primo titolo della trilogia di Diamante e Perla che ci ha fatto conoscere Arceus, mascotte di Leggende Pokémon.

Pokémon: L'ascesa di Darkrai Recensione, il primo film di Diamante e Perla
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Sono trascorsi 25 anni da quando sono apparsi per la prima volta sul mercato Pokémon Rosso e Pokémon Verde: due titoli nati dal desiderio di Satoshi Tajiri di condividere la sua passione di collezionare insetti. Lo sviluppatore creò un mondo nuovo popolato da piccole creaturine, in cui le persone potessero catturarle e prendersene cura. Il resto è storia. Dopo l'uscita dei primi due capitoli di Pokémon, milioni di persone in tutto il globo divennero allenatori virtuali. Il successo del franchise crebbe al punto che lo studio d'animazione OLM realizzò una serie animata che ha portato alla nascita di una coppia di protagonisti ormai indimenticabili: Ash (Satoshi, nella versione giapponese) e Pikachu.

Per celebrare i 25 anni dei Pokémon, la software house Game Freak, nel corso dell'ultimo Pokémon Presents, ha annunciato Pokémon Diamante Lucente e Perla Splendente (remake dei titoli del 2006), ma quello che ha scosso i fan dei mostriciattoli è stato Leggende Pokémon: Arceus (ecco le nostre impressioni su Leggende Pokémon: Arceus), ambientato nel passato, nella regione di Sinnoh con un'atmosfera che rievoca il Giappone Feudale. Il nuovo capitolo potrebbe approfondire le origini delle creaturine e sarà incentrato su Arceus, il Pokémon Primevo. Per l'occasione, abbiamo rispolverato la trilogia cinematografica di Diamante e Perla, che introduce il leggendario dio dei Pokémon: iniziamo con Pokémon: L'ascesa di Darkrai.

Saremo eroi

Dopo un breve incipit sul mondo dei Pokémon e sul giovane protagonista che vuole realizzare il suo sogno, mentre ci vengono mostrate sequenze delle avventure passate, scopriamo cosa dovranno affrontare questa volta Ash e Pikachu: il varco spazio-tempo.

Il film si apre mostrandoci uno scontro senza eguali nel confine tra lo spazio e il tempo tra due Pokémon non ben identificati, almeno all'inizio, ma gli appassionati saranno in grado di riconoscerli anche solo vedendo le loro sagome: Dialga e Palkia. Nel frattempo, un uomo, che solo in seguito scopriremo essere lo scienziato Tonio, legge come le scontro tra le due creature abbia portato alla distruzione di una città. Successivamente, la scena si sposta su Ash, Brock e Lucinda che stanno per raggiungere la città di Alamos, dove sperano di partecipare alla Gara Pokémon, ed incontrano Alice, la quale li porta a visitare le meraviglie della città: le Torri Spazio-Tempo, costruite 100 anni prima dall'architetto Godey e che sono il più grande strumento musicale al mondo, poiché, similmente ad un carillon, sono in grado di riprodurre alcuni brani incisi in particolari dischi. Come ultima meta del tour, Alice porta i suoi ospiti in un giardino costruito da Godey, come simbolo dell'armonia tra i mostriciattoli e gli esseri umani: un luogo ideale dove far giocare gli animaletti da compagnia, i quali, però, iniziano a litigare tra di loro per colpa del cibo. La guida intona una particolare melodia suonando una foglia, che fa calmare i Pokémon.

Poco dopo, i protagonisti incontrano Tonio che sta analizzando un'anomalia spazio-tempo, e il barone Alberto, un uomo che vorrebbe eliminare Darkrai, un Pokémon che vive nel giardino e che è noto per il disordine che crea in città. Improvvisamente appare proprio Darkrai: la creatura è in grado di comunicare usando la telepatia ed invita Ash e gli altri ad allontanarsi, ma nel momento in cui Alberto prova ad attaccarlo con il suo Lickilicky risponde colpendo per sbaglio Ash.

Questi cade in un profondo sonno e vive un incubo realistico e premonitore, ma fortunatamente viene risvegliato dal suo fedele Pikachu. Nel frattempo, anche il Team Rocket è arrivato ad Alamos per cercare di rubare (come sempre) qualche ignaro mostriciattolo: questa volta, però, Jessie, James e Meowth si sono travestiti da troupe televisiva e con la scusa di intervistare Alberto vogliono catturare Darkrai.

Mentre i nostri protagonisti cercano di capire perché il Pokémon misterioso agisca in quel modo, la battaglia tra Dialga e Palkia sul confine tra spazio e tempo prosegue inesorabilmente senza un vincitore, ma provocando continue anomalie spazio-temporali nel mondo terreno. Una di queste è talmente forte da avvolgere Alamos con una strana atmosfera che rende reali gli incubi generati da Darkrai: ora molte creature sono cadute in un sonno profondo, mentre i loro sogni prendono vita. Come se la situazione non fosse abbastanza complicata, la città viene isolata dal resto del mondo: chiunque provi ad uscire ritorna inevitabilmente indietro. Ash, Brock, Lucinda ed i nuovi amici dovranno capire cosa si cela dietro agli strani avvenimenti che si stanno verificando.

Un nuovo alleato

Pokémon: L'ascesa di Darkrai si presenta come un film dall'impostazione molto semplice, ma in compenso è fruibile anche da chi non ha seguito con costanza la serie principale, perché non ci sono molti riferimenti alle avventure precedenti di Ash e Pikachu.

Il lungometraggio prosegue in maniera abbastanza lineare senza particolari colpi di scena; anzi, sembra quasi che non ne ricerchi affatto, perché vengono proposte situazioni prive di pathos e prevedibili, che non permettono di apprezzare del tutto i pochi plot twist presenti, sia per chi è un fan accanito della produzione animata di Pokémon, sia per chi l'ha seguita occasionalmente, ma è comunque avvezzo a dinamiche simili. Gli autori non sono riusciti a proporre una trama in grado di sorprendere con i vari colpi di scena presenti. Eppure, crediamo che avrebbe aiutato notevolmente modificare gli stilemi narrativi, anche solo per il film, e creare un'atmosfera ricca di mistero che potesse invogliarci a scoprire di più cosa stesse accadendo: gli elementi per essere un film diverso dalla serie principale ci sono tutti, ma a causa di una sensazione di prevedibilità, molto perde di fascino. In compenso, la sceneggiatura non presenta punti morti, perché tutto ciò che ci viene mostrato è utile proprio per comprendere come si sviluppa l'avventura. La narrazione, inoltre, non è riuscita a convincerci a causa di alcune scelte narrative non sempre azzeccate.

Quando nell'incipit ci viene detto che L'ascesa di Darkrai sarebbe ruotato attorno al concetto di varco spazio-temporale, le nostre aspettative erano alte perché ci saremmo aspettati di vedere un film dei Pokémon con qualche paradosso temporale, disposti ad accettare compromessi come la mancanza di originalità.

Purtroppo, una volta arrivati verso metà film ci siamo resi conto come non venisse trattato in alcun modo il tema dello spazio-tempo, neanche in forma semplice come viaggi nel tempo o loop basilari, limitandosi solo a mostrare come lo scontro tra Dialga e Palkia stia provocando delle semplici alterazioni spazio-temporali, che rischiano solo di far sparire per sempre Alamos. In aggiunta a ciò, gli autori, oltre ad offrire una breve infarinatura sul mondo delle creaturine, avrebbero potuto sfruttare i primi minuti per presentare meglio il setting principale degli eventi.

La carrellata iniziale in cui ci viene mostrata la metropoli non permette di conoscerla a sufficienza: vedendo le Torri Spazio-Tempo si percepisce subito come Alamos sia liberamente ispirata alla Spagna, più precisamente a Granada e Barcellona, siccome le torri rievocano le guglie della Sagrada Familia, così come il nome di Godey ha un'assonanza con quello dell'architetto Gaudì; allo stesso modo, anche il giardino dove gli allenatori incontrano Darkrai ricorda lo stile architettonico dell'artista spagnolo.

Eppure, l'ambientazione fortemente ispirata alla penisola iberica ci è sembrata poco rimarchevole e non affascinante come avremmo voluto, perché non ci sono molti momenti in cui il racconto si fermi per mostrare di più la vita degli abitanti di Alamos: tutti dettagli all'apparenza insignificanti, ma che avrebbero potuto rendere la metropoli più "viva". Questo sarebbe stato sufficiente per farci provare empatia nelle battute finali, quando il destino di Alamos e dei suoi cittadini viene messo in pericolo ed Ash e gli altri fanno di tutto per salvarli. Gli unici elementi effettivamente fondamentali di Alamos sono le Torri Spazio-Tempo ed il giardino, entrambi collegati al tema ricorrente della pellicola: il legame tra passato e presente, anche se trattato con estrema semplicità. La maggior parte degli eventi si svolgono proprio tra i giardini e le torri, e nel corso della visione viene mostrato o viene accennato il passato di quei luoghi, in modo da comprendere come mai siano importanti a livello narrativo; inoltre, viene spiegato il rapporto che unisce Tonio ed Alice, ma questi specifici intermezzi sono veramente pochi che non ci permettono di apprezzare i nuovi personaggi introdotti. A tal proposito, vorremmo spendere qualche parola sui compagni che affiancano Ash nella nuova avventura: Alice, Tonio ed il barone Alberto ci sono sembrati poco interessanti e poco centralizzati all'interno delle vicende, nonostante sia evidente come i primi due ricoprano ruoli fondamentali nel racconto.

Alberto, invece, non può essere considerato né un eroe, né un antagonista, ridotto ad essere un personaggio aggiunto solo per arricchire il cast. Sicuramente avrebbe aiutato conoscerli meglio nel corso dei 90 minuti complessivi, anche solo fornendo pochi dettagli che li rendessero una parte più influente della storia, spostando momentaneamente il focus dell'attenzione su di loro e non solo su Ash e Pikachu.

Un comparto artistico splendente

Diversamente, Pokémon: L'ascesa di Darkrai si fregia di una componente grafica di alto livello. Il film è del 2007, ma grazie ad animazioni fluide e ad un disegno certosino, ben più accurato di quello utilizzato nella serie, gli anni non gravano sul titolo. Persino la CGI è piacevole e ben si amalgama al tratto manuale, anche se in diverse situazioni si nota la differenza tra i due stili.

Nel complesso, l'impianto artistico riesce a valorizzare il variegato character design dei numerosi Pokémon che appaiono nel corso della pellicola, tra cui i tre principali (Darkrai, Dialga e Palkia), alcuni dettagli dell'ambientazione e gli scorci paesaggistici, che vantano una minuziosa attenzione, anche nei particolari all'apparenza secondari: tutti elementi che in diverse situazioni ci hanno fatto capire come la pellicola non sia affatto invecchiata, tanto da essere convinti che fosse una produzione più recente.

Pokémon: L'ascesa di Darkrai Pokémon: L’ascesa di Darkrai non ha una trama con particolari sviluppi narrativi, nonostante abbia degli interessanti spunti. Sono vari i fattori che gravano maggiormente sul titolo: la presenza di alcune situazioni prevedibili che non permettono di apprezzare appieno quelli che dovrebbero essere colpi di scena; la gestione dell’ambientazione principale e dei nuovi interpreti un po’ altalenante, benché ricoprano ruoli fondamentali nelle fasi più avanzate del racconto. D’altro canto, il lato tecnico è la parte più riuscita: un film che, nonostante sia del 2007, vanta uno stile artistico curato al punto da renderlo piacevole alla visione oggi come allora.

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