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Psycho-Pass: la Recensione dell'anime di Gen Urobuchi disponibile su Netflix

Una storia cruda e matura dagli autori che hanno realizzato Ghost in the Shell, disponibile allo streaming per gli abbonati Netflix

recensione Psycho-Pass: la Recensione dell'anime di Gen Urobuchi disponibile su Netflix
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Immaginate un futuro non troppo lontano, nel quale un super computer governativo chiamato Sybil System consente di misurare e monitorare con precisione assoluta le predisposizioni, le inclinazioni e le tendenze psicologiche di ogni individuo: un criterio chiamato Psycho-Pass, in base al quale i cittadini vengono tenuti costantemente sotto controllo e persino, nel caso il cosiddetto "coefficiente di criminalità" si elevi al di sopra di una determinata soglia, allontanati dalla società prima ancora di aver avuto la possibilità di commettere qualunque crimine. Se l'idea vi sembra in qualche modo "già sentita" potreste aver letto qualcosa di William Gibson o Philip K. Dick, esplicitamente citati da due dei personaggi principali di questa splendida serie anime sceneggiata dal celebre Gen "Urobutcher" Urobuchi e realizzata dallo studio Production I.G, disponibile peraltro per lo streaming su Netflix per tutti gli abonati al servizio.


Un thriller futuristico


La prima stagione di Psycho-Pass si compone di 22 episodi da 24 minuti (ne esistono anche una seconda stagione e un film, graziosi ma non all'altezza e che ben poco aggiungono alla trama principale): la storia è ambientata nella Tokyo del 2112 e segue le vicende della volenterosa ispettrice Akane Tsunemori, ragazza all'apparenza fragile che, nonostante i propri brillanti risultati nei test psicoattitudinali e il proprio Psycho-Pass cristallino le consentano ben più allettanti alternative, sceglie una carriera scomoda nella Pubblica Sicurezza e si unisce all'Unità 1 agli ordini del rigido Nobuchika Ginoza. Qui viene a contatto con gli Esecutori, criminali latenti dotati di uno Psycho-Pass torbido che il Sybil System ha destinato all'ingrato compito di prevenire i crimini altrui. L'impulsivo Shinya Kogami, un ex ispettore che si è bruciato indagando sui crimini di un serial killer inafferrabile; il saggio e nostalgico Tomomi Masaoka; Shusei Kagari, che ha trascorso quasi tutta la vita da criminale latente; le bellissime Yayoi Kunizuka (al cui passato è dedicato un episodio intero, a metà della prima stagione) e Shion Karanomori, scienziata e medico legale. La società li teme e li discrimina, ma non può fare a meno di loro. Nel corso della serie gli Esecutori vengono definiti più volte cani da caccia: il loro destino è amaro, segnato da pulsioni che non possono essere represse o controllate e rappresentano l'intuizione più interessante della serie.

Un'opera appassionante

Dopo alcuni episodi di introduzione la trama si concentra sulla ricerca, da parte dei membri dell'Unità 1, di un pericolosissimo criminale, l'inquietante Shoko Makishima, un anarchico che pare trarre divertimento dal fornire assistenza e sostegno a criminali latenti o effettivi. La serie segue la progressiva maturazione dell'ispettrice Tsunemori e il rapporto profondo che riesce a stabilire, pur tra qualche incertezza, con gli Esecutori al suo comando, specialmente Shinya Kogami (vero coprotagonista di Psycho-Pass). Fra una prova e l'altra questi personaggi, tratteggiati con cura certosina da Urobuchi, riusciranno a scoprire la vera natura del Sybil System, giungendo a mettere in dubbio le fondamenta stesse della loro Utopia. Le animazioni e il character design di Psycho-Pass sono eccezionali, come è giusto attendersi dai professionisti che hanno realizzato prodotti come Ghost in the Shell e Jin-Roh.

I personaggi sono gestiti con abilità impeccabile, tanto che lo spettatore giunge senza sforzo a empatizzare con ognuno di essi (persino con il "cattivo", le cui ragioni in fondo risulteranno meno gratuitamente perverse di quanto immaginabile all'inizio della storia) ma il grande punto di forza di questa serie su Netflix è di certo la trama, solida, appassionante e impreziosita da un paio di dolorosi colpi di scena che non possono lasciare indifferenti. Psycho-Pass è una storia cruda e amara, in cui la fantascienza paranoica anni '80 si mescola con sapienza a quel soffocante senso di predestinazione che abbiamo imparato a riconoscere anche nella narrativa nipponica meno impegnata e che così tanto ci racconta di noi stessi e del nostro mondo di oggi.

Psycho-Pass (Anime) Psycho-Pass è un prodotto che convince grazie ad una trama appassionante e a una manciata di personaggi ben costruiti, che giungono a un percorso di maturazione pienamente coerente con la loro caratterizzazione. L'autore Gen Urobuchi e lo studio Production I.G hanno confezionato un piccolo gioiello, cupo e intrigante, che non lascia indifferenti.

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