Radiant: recensione della prima stagione dell'anime su Crunchyroll

Radiant è un'opera citazionista, che rievoca i valori dei battle shonen più iconici degli ultimi tempi, cercando di essere originale.

recensione Radiant: recensione della prima stagione dell'anime su Crunchyroll
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Radiant ci insegna a credere nei nostri sogni, perché con il duro lavoro si possono raggiungere vette inimmaginabili. Tony Valente è un giovane fumettista francese cresciuto con le opere di Toriyama, Oda, e Kishimoto. L'opera con cui il fumettista è riuscito a far convogliare la sua passione e la voglia di non arrendersi è Radiant. Dopo aver spopolato in Francia, il fumetto è arrivato in Italia grazie all'editore Mangasenpai; recentemente J-POP ha acquisito i diritti dell'opera ed ha continuato la distribuzione.

Tony Valente ha conquistato anche il Giappone, dove si dice che abbia ricevuto i favori di Yusuke Murata (One-Punch Man) e di Hiro Mashima (Fairy Tail). Come Tony Valente ha detto in una nostra intervista in occasione del Lucca Comics & Games, i ragazzi dello studio Lerche (Assassination Classroom) hanno rivisto in Radiant lo spirito degli shonen con cui sono cresciuti, motivo che li ha spinti a realizzare una trasposizione animata. La prima stagione ha debuttato in simulcast in Italia su Crunchyroll ad ottobre 2018, e noi l'abbiamo recuperata in attesa di scoprire cosa offrirà la seconda.

Il ragazzo che volle cambiare il mondo

Partendo da premesse basilari e non molto originali, Radiant cerca di offrire una trama il più coinvolgente possibile.
Il mondo di Pharenos è permeato da una sconosciuta energia chiamata Fantàsia.

Anni prima degli eventi narrati, il mondo subì l'attacco di misteriose creature piombate dal cielo: i Nemesis. Questi seminarono il panico tra gli umani, uccidendo chiunque toccassero. I pochi superstiti al tocco sono stati "maledetti", ottenendo la capacità di controllare la Fantàsia, motivo per cui vengono chiamati Stregoni. Sebbene siano gli unici in grado di affrontare i Nemesis, gli Stregoni non sono ben visti: gli esseri umani li considerano infetti e portatori di sciagura, e cercano di allontanarli o ucciderli. In un clima di odio crescente nei confronti di chi ha i poteri, è nata l'Inquisizione, un gruppo di soldati che dà la caccia a chi controlla la Fantàsia.
Il protagonista è l'apprendista Stregone Seth, un ragazzo irruento ed irresponsabile, ma allo stesso tempo determinato e con il sorriso sempre sul volto. Il giovane vive con Alma, la sua insegnante, una Cacciatrice di Nemesis, che lo aiuta a controllare il potere. All'inizio della serie, i due si trovano in una città dove non sono ben accolti, a causa anche del carattere scapestrato dell'apprendista. Dopo aver scampato l'ennesimo disastro, Seth si rende conto che i Nemesis sono il vero problema del mondo.

Se riuscisse ad eliminarli tutti, Stregoni ed esseri umani potrebbero convivere in serenità. Per sterminare le creature, deve trovare il Radiant, il loro nido. Purtroppo, nessuno lo ha mai raggiunto e le poche informazioni a disposizione sono solo delle leggende. Seth, però, è convinto che il nido esista: per questo vuole diventare il miglior Cacciatore di Nemesis e vuole intraprendere un viaggio per trovarlo.

Nonostante i buoni propositi, l'eroe non può partire solo con determinazione e spirito di avventura, ma deve prima ottenere informazioni su dove andare: per questo Alma gli consiglia di dirigersi ad Artemis, la città-accademia dei maghi, e di parlare con Yaga.
La separazione tra Seth e Alma non è facile, poiché tra i due si è consolidato un rapporto madre-figlio, e in più occasioni lei lo ha protetto dall'odio delle persone nei confronti degli Stregoni. Durante la traversata in sella ad una scopa volante, Seth viene catturato da una nave dell'Inquisizione, a bordo della quale fa la conoscenza di Mélie e Doc, rispettivamente una strega ed un ricercatore di Artemis. Dopo essere riusciti a fuggire dalle grinfie degli Inquisitori, il trio si dirige verso la città degli Stregoni. Inizia così l'avventura che porterà Seth a cambiare definitivamente il mondo. Sebbene i primi episodi siano statici, senza particolari guizzi narrativi, a partire da circa metà stagione viene dipanato un ordito costellato da misteri e colpi di scena, che riescono ad invogliare a proseguire la narrazione.

Essere un mostro

È difficile parlare di Radiant: sebbene inizialmente possa sembrare che la serie non abbia una propria anima, risultando troppo simile ai manga shonen più influenti degli ultimi tempi, in realtà cerca poi di distaccarsi dalle fonti di ispirazione.

Per questo motivo consigliamo di approcciare l'anime come un gradevole omaggio a Dragon Ball, ONE PIECE, e Naruto, e non come un'opera originale che cerca di inserirsi tra i "big". Quando abbiamo iniziato a vedere Radiant, infatti, non neghiamo di aver avuto la sensazione di avere davanti un'opera molto simile a ONE PIECE: il protagonista e l'avventura che affronta, per certi aspetti, ci hanno ricordato quella imbastita da Oda; ma andando avanti con la visione, ci siamo resi conto di come la serie cerchi di distaccarsi dai manga più celebri, cercando comunque di omaggiarli. Questa scelta, però, potrebbe non piacere sin da subito, perché si potrebbe pensare che Radiant voglia seguire una strada già battuta e sicura. Ad aggravare il tutto è la gestione delle citazioni: sebbene alcune siano apprezzabili, come lo stile narrativo ispirato a ONE PIECE, altre sono troppo influenti nella trama, cadendo in banali cliché. Lo si nota soprattutto nelle prime puntante, che soffrono di una sceneggiatura poco convincente, e in cui spesso il desiderio di omaggiare sfocia in meccaniche già adoperate in altri titoli.

Nonostante in questi frangenti la sceneggiatura sia stereotipata, nella prima parte abbiamo modo di comprendere meglio come è organizzato il mondo, e di conoscere i vari attori. I personaggi che appaiono sulla scena sono costruiti in modo da essere piacevoli sin dalla loro introduzione: tutti con un carattere differente che mostra una natura eccentrica, così da renderli unici e facilmente riconoscibili.

Un esempio sono Mélie e Doc: la prima è bipolare, e quando è sottoposta ad un forte stress psicologico, il suo carattere allegro e solare viene sostituito da uno più cupo ed aggressivo; Doc sembra essere il più normale della brigata, ma a sua insaputa si è ritrovato indebitato fino al collo con l'Accademia Artemis, e vive un rapporto di amore/odio per Seth e il suo carattere irruento e sconsiderato.

Queste caratteristiche mettono in risalto le sfumature comiche tipiche dell'opera, che rendono ancora più gradevole la visione. Sebbene Seth sia il ruolo centrale, gli altri comprimari non risultano meno affascinanti, e sono ben delineati e caratterizzati in modo da riuscire ad inserirsi nella sceneggiatura senza troppe difficoltà.

Al termine del decimo episodio (un futile recap di metà stagione), veniamo buttati nell'azione, vedendo ciò che Radiant è in grado di fare, anche se è ancora persistente il vincolo con i titoli più importanti. L'arco mostratoci, ambientato nella città di Rumble Town, ci permette di avere ben chiara la direzione che vuole intraprendere la produzione: creare un soddisfacente worldbuilding.

Nelle poche battute di cui si compone la prima vera avventura, abbiamo capito come in alcune città di Pharenos non vi sia solo la paura nei confronti degli Stregoni, ma anche per altri esseri umani, considerati alla stregua degli "infetti". Non possiamo ancora dire in che modo si svolgeranno gli eventi futuri, ma crediamo che le avventure di Seth lo porteranno a scoprire come il mondo sia più marcio di quanto appaia, a causa anche della forte presenza dell'Inquisizione.

A tal proposito, in una puntata ci viene offerta l'occasione di approfondire meglio le abitudini dei cacciatori di Stregoni, seguendo le vicende della "ciurma" del capitano Dragunov. In questa circostanza, oltre a mettere in evidenza il rapporto fraterno tra il capitano ed i suoi uomini, abbiamo modo di vedere il comportamento di altri Inquisitori, e di renderci conto di come alcuni sfruttino il proprio rango per apparire ancora più importanti e coraggiosi agli occhi degli indifesi. A Rumble Town il protagonista affronta il suo primo avversario, ma la serie non ci lascia certo delusi: il villain viene presentato con un background molto esaustivo, che dà una spiegazione al suo comportamento e alle sue azioni, senza però giustificarli. La prima missione intrapresa da Seth porta l'eroe ad un'evoluzione psicologica: se inizialmente l'apprendista voleva solo trovare il Radiant, per raggiungere la pace tra umani e Stregoni, dopo aver lasciato Rumble Town comprende che la sua impresa non è limitata solo alla distruzione del nido, ma è anche cambiare e unificare il mondo. La prima stagione ci lascia con una serie di domande e colpi di scena che rendono ancora più grande il fantastico mondo di Radiant, ma siamo consapevoli che ciò che abbiamo visto è solo l'inizio del viaggio.

Il vero coraggio

Lo staff creativo di Lerche è riuscito a confezionare un anime visivamente buono. I disegni sono ben realizzati, con sporadiche sbavature, e all'occorrenza sono piacevolmente deformati, in modo da enfatizzare il lato comico della produzione. L'unico problema imputabile al comparto grafico è un'immagine eccessivamente luminosa, soprattutto nei momenti di quiete; ma è ben controbilanciata da intermezzi con una fotografia più scura, soprattutto nelle occasioni più cupe.

La qualità dei disegni mette in risalto un character design colorato e sfaccettato almeno per quanto riguarda gli Stregoni e gli Inquisitori di rango alto, che si contrappone ad uno stile più semplice e basilare per la resa degli esseri umani. Il design dei Nemesis si presenta con forme e dimensioni diversi, motivo che ci ha spinto a voler scoprire l'aspetto delle creature che potrebbero apparire in futuro.

Benché i combattimenti non possano vantare la stessa epicità ed imponenza dei battle shonen più celebri, cercano comunque di riprenderne lo spirito, sfruttando un tratto ben curato ed animazioni fluide che mantengono viva l'azione, grazie anche ad una telecamera coinvolgente e al buon effetto di luci utilizzato per la resa delle magie lanciate dagli Stregoni.

Radiant Radiant va approcciato come una celebrazione dei tre manga e anime più acclamati degli ultimi tempi: Dragon Ball, ONE PIECE e Naruto. Infatti la serie è caratterizzata da numerosi rimandi, alcuni gradevoli, altri meno apprezzabili perché potrebbero risultare una semplice copia di quanto visto altrove. Fortunatamente, dalla seconda metà della prima stagione l’anime si risolleva e cerca di distaccarsi dalle fonti d’ispirazione, anche se di poco. Lodevole il lavoro svolto nella costruzione dell’universo fantastico e dei personaggi, sufficiente a spingerci a voler scoprire cosa abbia in serbo la seconda stagione. Sul versante tecnico Radiant mostra disegni ben realizzati, con poche sbavature, e con animazioni che riescono a rendere giustizia agli scontri, anche se un po’ sottotono. A fronte di quanto visto finora, siamo desiderosi di vedere cosa potrebbe offrire in futuro, con la speranza che Radiant possa viaggiare in solitaria.

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