Record of Grancrest War Recensione: il manga nato dall'opera di Ryo Mizuno

Tratto dalla serie di light novel di Ryo Mizuno, Record of Grancrest War è ambientato in un mondo fantasy costantemente turbato dalla guerra.

recensione Record of Grancrest War Recensione: il manga nato dall'opera di Ryo Mizuno
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Autore di romanzi e di giochi da tavolo di stampo RPG, Ryo Mizuno è noto principalmente per aver ideato, tra gli altri, il fortunato franchise crossmediale di Record of Lodoss War, il quale, oltre ad aver recentemente compiuto trentaquattro anni, annovera ormai diversi anime e manga, dozzine di videogiochi e svariate espansioni del gioco originale. Nel corso dei decenni, Mizuno ha scritto molti altri racconti ambientati in universi dalla squisita impronta fantasy medivale, tra il quali il più recente è Record of Grancrest War. Nonostante l'assonanza, quest'ultimo non ha nulla a che vedere con l'opera più famosa e longeva opera dello scrittore nipponico, se non l'aver già ispirato una trasposizione animata, un manga e persino un paio di videogiochi per PlayStation 4 e dispositivi mobile.

Sfortunatamente la serie televisiva e il titolo PS4 di Bandai Namco risultano ancora inediti nel Bel Paese (e al momento sembra proprio che non vi arriveranno mai), ma in compenso Planet Manga ha da poco pubblicato il settimo ed ultimo volume del manga scritto da Makoto Yotsuba e illustrato da Miyuu, offrendoci un primo e sostanzioso boccone della deliziosa opera concepita dalla mente di Mizuno.

Un cavaliere con un nobile sogno

Un tempo il mondo era governato dal Caos e dai demoni, ma quando questi ultimi vennero scacciati da un potente condottiero in possesso di un portentoso Crest - un sigillo in grado di conferirgli dei poteri sovrumani -, l'umanità iniziò a contendersi il possesso dei vari territori. Con l'abbassamento del livello di Caos, i Crest divennero infatti gli strumenti utilizzati dagli esseri umani nella lotta per il dominio e scatenarono numerose guerre. Dopo oltre mille anni di conflitti e spargimenti di sangue, il matrimonio combinato fra i giovani principi della Fantasia Union e della Factory Alliance - le due principali fazioni che controllano il continente - dovrebbe portare all'unificazione dei Crest dei due arciduchi più potenti e alla successiva creazione del cosiddetto Grancrest: un simbolo di pace in grado di annientare in via definitiva il Caos dal pianeta. Tuttavia, l'evocazione di un Demon Lord nel bel mezzo della cerimonia porta non solo all'interruzione delle nozze, ma soprattutto alla morte dei due leader, "scongiurando" l'avvento di un'epoca di pace e armonia.

Un mese più tardi, Siluca Meletes, neo-diplomata presso l'accademia della magia e detentrice di uno straordinario talento per le arti magiche, è costretta a partire per mettersi al servizio Villair di Artuk, il quale si dice stipuli dei contratti soltanto con fanciulle molto giovani e di bell'aspetto. Inizialmente decisa a non impegnarsi con alcun feudatario, Siluca è l'unica persona che, nel mezzo della mancata unione tra la principessa Marrine Kreische ed il principe Alexis Deux, si sia accorta della presenza di un Demon Lord e, sebbene abbia dovuto assistere impotente alla tragedia descritta poc'anzi, la sua prontezza ha fatto sì che il conte Villair la notasse.

Consapevole che il suo futuro signore potrebbe non essere alla ricerca di poteri magici, l'affascinante Siluca vorrebbe sottrarsi all'incarico che le è stato assegnato, ma le regole dell'accademia della magia le impediscono categoricamente di tirarsi indietro. Durante il viaggio verso il ducato di Artuk, la sua carrozza viene però attaccata da un gruppo di soldati appartenenti alla Factory Alliance ed il giovane Theo Cornaro, avendo saputo del piano orchestrato ai danni della maga prossima a stipulare un contratto, decide di intervenire per salvare la vita della fanciulla. Protagonista maschile della vicenda, Theo è infatti un cavaliere errante che, dopo aver sconfitto un mostro, è entrato in possesso di un piccolo Crest. Da allora, il ragazzo continua a viaggiare per accumulare esperienza e potenziare il proprio sigillo, affinché un giorno possa tornare a casa e liberare la propria isola dalla tirannia della famiglia Rossini, che si mormora disponga di un Crest di livello visconte.

Il casuale incontro fra Theo e Siluca sconvolge profondamente le vite di entrambi, anche perché la ragazza, condividendo il desiderio di pace del giovane e inesperto cavaliere, decide di stipulare un contratto con lui e di mettersi al suo servizio. Probabilmente voluta dal destino, l'alleanza fra i due provoca la nascita e progressiva espansione di una nuova nazione, che tuttavia potrebbe non essere sufficientemente preparata per sopravvivere ai continui attacchi da parte di entrambe le vicine superpotenze militari.

Un'avventura indimenticabile

Intricata e caratterizzata da trame politiche profonde e vagamente paragonabili a quelle di Game of Thrones, la trama di Record of Grancrest War, soprattutto nelle battute iniziali, può apparire alquanto confusionaria, anche perché il fumetto fornisce al lettore un numero esorbitante di informazioni, senza però lasciargli il tempo necessario per assimilarle tutte. Capitolo dopo capitolo, però, la nebbia e i dubbi si diradano a poco a poco, installando nel lettore una curiosità insaziabile circa le sorti di tutti i protagonisti del manga, indipendentemente dalla rispettiva fazione di appartenenza. Questo perché, sebbene Record of Grancrest War si concentri principalmente sulla convincente caratterizzazione di Siluca, Theo e di tutti i loro alleati, i numerosi avversari hanno comunque ricevuto il giusto spazio per mettere in mostra sia le proprie doti sul campo di battaglia, che delle personalità sfaccettate. Tra epici scontri campali, spaccati di vita quotidiana tra le mura del castello e i siparietti comici dovuti ai continui battibecchi tra i due assoluti protagonisti, Record of Grancrest War è insomma una lettura piacevole e appassionante, anche grazie al livello di complessità che caratterizza le discussioni tra i vari personaggi coinvolti nella vicenda e spinge inevitabilmente il lettore ad innamorarsene.

Rispetto al frettoloso anime trasmesso in Giappone nella prima metà del 2018, che tra le altre cose destinava pochissimo spazio ai comprimari, il manga di Makoto Yotsuba si è preso anche il tempo necessario per esplorare con grande dedizione ogni singolo elemento del racconto. In particolare, se nell'anime omonimo i personaggi erano soliti scendere direttamente in campo e conquistare un feudo dopo l'altro, il manga tiene sempre conto della natura prettamente politica della vicenda e non manca di proporre al lettore delle riunioni strategiche atte a spiegare in maniera dettagliata sia le mosse da compiere sul fronte militare che quelle da attuare sul piano politico.

L'adattamento curato da Makoto Yotsuba ha un unico difetto, anche piuttosto grave: i sette volumetti che lo compongono corrispondo esclusivamente ai primi due volumi dell'omonima serie di light novel di Ryo Mizuno, che nel marzo 2018 si è conclusa con l'uscita del decimo ed ultimo numero. Questo significa che il racconto, per quanto intrigante e ricco di colpi di scena, talvolta anche imprevedibili, risulta purtroppo incompleto e si chiude nel preciso punto in cui la storia si apre per davvero. Sfortunatamente non è ancora chiaro se, similmente a quanto accaduto alla trasposizioni a fumetti di altre light novel - come ad esempio Re:Zero - Starting Life in Another World o Sword Art Online - Record of Grancrest War riceverà mai un seguito che possa riprenderne gli ultimi sviluppi.

Brutalità da vendere

Dal punto di vista prettamente artistico, il manga di Record of Grancrest War vanta un character design sublime e molto attento ai particolari: che si tratti di un primo piano, di un'armatura piena di fronzoli o di un paesaggio rurale, le tavole disegnate da Miyuu presentano infatti un sorprendente numero di dettagli, soprattutto nelle sanguinose e mai censurate sequenze di battaglia, dove l'intensità e la brutalità della guerra vengono puntualmente catturate e sottolineate in maniera assai esplicita.

Se i combattimenti a fil di spada o i semplici allenamenti sono sempre accompagnati da bagliori, i volti dei soldati trasmettono in maniera efficace il dolore provocato in seguito alle ferite ricevute, anche perché le sequenze in cui il sangue schizza in ogni dove sono all'ordine del giorno. Altrettanto esplicite (e quindi destinate ad un pubblico maturo) sono le scene che vedono per protagonista la diabolica e seducente maga Jana, che in più occasioni non esiterà ad utilizzare il suo corpo perfetto per manipolare gli uomini come se fossero dei meri fantocci tra le sue mani e raggiungere i propri scopi perversi.

Record of Grancrest War (manga) Tratto dall’omonima serie di light novel di Ryo Mizuno, che negli anni ha conquistato la fama di massimo esperto nipponico in fatto di fantasy medievale, il manga di Makoto Yotsuba e Miyuu è una piccola perla. Sorretto da una storia avvincente e da un character design dettagliato e capace di riprodurre con estrema efficacia le sanguinose sequenze di battaglia, Record of Grancrest War è un coinvolgente seinen indicato sia agli appassionati di combattimenti che a chiunque sia a ricerca di una trama politica complessa, ricca di colpi di scena e continuamente turbata dalla tragedia. L’unico vero difetto del manga è che sfortunatamente adatta soltanto un quinto della storia originale e purtroppo si chiude quando la vicenda, dopo un lungo prologo iniziale atto a caratterizzare sia i suoi protagonisti che l’affascinante immaginario di Mizuno, si appresta a entrare finalmente nel vivo del racconto. Augurandoci che il progetto riceva quanto prima un prosieguo, ne consigliamo la lettura agli appassionati di intrighi politici e sensazionali scontri campali.

7.3