Remember My Love, recensione del terzo film di Lamù

Lamù - Remember My Love è un'opera divertente e gradevole, con ottime animazioni e qualche momento toccante sul finale.

Remember My Love, recensione del terzo film di Lamù
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Dato il successo immediato di una serie che sapientemente univa le suggestioni della fantascienza più scalcinata ai miti giapponesi, mescolando il tutto con abbondanti dosi di umorismo e romanticismo giovanile, non sorprende che dal manga di Lamù: La ragazza dello spazio, serializzato dal 1978 al 1987 sulla rivista Shonen Sunday, sia stata tratta una serie anime in 195 episodi, dei quali i primi 106 diretti nientemeno che dal pluripremiato regista Mamoru Oshii, autore anche dei primi due lungometraggi intitolati Only You e Beautiful Dreamer.

Oggi la realizzazione di film (perlopiù storie originali, indipendenti rispetto alla narrazione principale) a partire da serie anime di grande successo è una prassi consolidata. È anche noto, però, che nella maggior parte dei casi questi risultano essere dei meri filler rispetto alla trama del manga o dell'anime di base, spesso gradevoli, talvolta meno. I sei lungometraggi di Lamù rappresentano una parziale eccezione a questo assunto, non solo perché due di essi - Beautiful Dreamer e Boy Meets Girl - sono tratti dal manga, ma anche per la loro capacità di andare oltre il mero compitino, aggiungendo davvero qualcosa di sostanziale alla saga. Realizzato nel 1985 da Kitty Film e studio DEEN, diretto dal successore di Oshii in capo alla serie animata, Kazuo Yamazaki, Lamù - Remember My Love è il terzo film del franchise. Vediamo insieme di che cosa si tratta.

Ataru Moroboshi si ritrovò trasformato in un immenso ippopotamo

Il film si apre con due prologhi, uno ambientato nel passato e uno nel futuro. Nel primo, una lunga citazione alla fiaba La bella addormentata nel bosco, una strega che vive in una casupola diroccata che sorge su uno scoglio in mezzo a un mare in tempesta decide di vendicarsi per non essere stata invitata alla festa dei genitori di Lamù per la nascita della piccola. La maledizione viene "sigillata" all'interno di una sfera di cristallo che verrà ritrovata nel 2267 da un ragazzino dai capelli blu scuro. A questo punto la storia può cominciare. In un raro momento di pace nella classe 2-4 del liceo di Tomobiki, Shinobu sta parlando alle compagne della leggenda giapponese secondo cui le anime gemelle sarebbero legate da un filo rosso del destino, che nessuna forza al mondo è in grado di spezzare.

Lamù decide poi di invitare Ataru all'inaugurazione di un nuovo parco dei divertimenti, Tomobiki Märchenland: riluttante, il ragazzo accetta. Li seguirà tutto il corposo gruppo di compagni della 2-4. I ragazzi finiranno col perdersi in un ben strano luna park, crocevia fra diversi mondi in cui è possibile incontrare la propria versione infantile e persino parlare con i polpi morti. Nel corso di uno spettacolo di magia tuttavia, Ataru Moroboshi viene tramutato in un grosso ippopotamo rosa.

Il mago Luu sparisce poco dopo e Ataru si ritrova trasformato in un animale apparentemente per sempre, impossibilitato a perseguire i propri "interessi", fra parenti che studiano come sfruttare la situazione a proprio vantaggio e gli amici e i nemici che lo compatiscono. Lamù, come prevedibile, dichiara di avere intenzione di restare con lui per sempre, ma proprio a questo punto del film accade qualcosa di inaspettato.

Darling!

Cominciamo subito dicendo che questo Lamù - Remember My Love non è un film di Mamoru Oshii - e si vede. Non possiede la divertita leggerezza di Only You né l'onirismo splendente e problematico di Beautiful Dreamer. Non è neppure però l'innocuo filler o il prodotto furbesco ricco di fan service che ci potrebbe attendere.

Fin dal primo capitolo del manga, la "fantascienza" di Urusei Yatsura è apparsa un chiaro pretesto per raccontare storie folli perennemente al limite fra la commedia adolescenziale e il fantasy. La razza di alieni cui appartiene Lamù ha pesanti debiti, quanto a carattere e design, nei confronti degli oni, i diavoli tradizionali giapponesi; in Urusei Yatsura troviamo fantasmi, diavoli, tengu e altre creature del folclore nipponico mescolati ad alieni, macchine del tempo ed esperimenti scientifici fuori controllo. Il team produttivo di Lamù - Remember My Love tiene ben presenti questi fatti nel confezionare il terzo lungometraggio di una serie che alla prova del botteghino non è sempre uscita vincitrice. Dal punto di vista tecnico la regia di Yamazaki è eccellente, le animazioni sono sorprendentemente fluide tenendo conto dell'anno di realizzazione e il film inanella una serie di trovate visivamente interessanti (le allucinazioni del luna park, quasi "lynchane" in vari punti; lo spettacolare inseguimento aereo) a sostegno di una sceneggiatura, firmata da Tomoko Konparu, non sempre brillante ma di sicuro funzionale.

La trasformazione di Ataru in ippopotamo (della quale gli stessi personaggi del film si domandano a più riprese il senso, e in più momenti anche noi spettatori) non è altro che un escamotage, un "MacGuffin" per introdurre quello che è il vero tema centrale della storia: l'importanza che Lamù ha assunto nelle vite di coloro che la conoscono, la amano o la odiano e che non riescono a fare a meno di lei. Parte migliore del film è il terzo atto, in cui l'atmosfera passa dal grottesco al malinconico, con un Ataru apparentemente condannato alla solitudine e il chiassoso cast di Tomobiki che si sfascia venendo meno il collante rappresentato da quella che Yamazaki e la Konparu vedono chiaramente come la protagonista assoluta della serie.

Al netto di qualche lungaggine e del ruolo defilato di Ataru nella narrazione, Lamù - Remember My Love è un prodotto ben realizzato. Ricchissimo di citazioni, fra cui una pregevole lunga sequenza ispirata ad Alice nel Paese delle Meraviglie (mentre l'ambientazione dell'ultimo terzo del lungometraggio è un luogo magico che si trova "Al di là dello specchio") il terzo lungometraggio della serie, il primo senza giovarsi della ispirata regia di Mamoru Oshii, convince nonostante qualche difetto per una tecnica sorprendente e una narrazione, pur eccessivamente lenta nella parte centrale, "di cuore" che indugia con generosità nelle gioie e nei dolori tipici dell'adolescenza. Remember My Love è una lettera d'amore per Lamù, personaggio entrato nelle simpatie di milioni di appassionati.

Lamù - Remember My Love Lungi dall'essere un capolavoro, Lamù - Remember My Love non è un lungometraggio filler di quelli cui ormai siamo abituati, ma un'opera con una propria dignità autoriale, arricchita da animazioni eccellenti per l'epoca, un buon occhio registico (cinque anni dopo il regista Kazuo Yamazaki avrebbe firmato Il vento dell'amnesia, suo capolavoro e film che consigliamo a tutti di recuperare) una sceneggiatura non povera di colpi di scena nonostante qualche lungaggine nella parte centrale e un paio di elementi forse non troppo necessari alla trama, oltre alle gradevoli musiche di Michy Yoshino. Non un film perfetto, ma un vero e proprio atto d'amore per il personaggio di Lamù, che da oltre quarant'anni fa battere il cuore di generazioni di lettori.

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