Ride Your Wave: recensione del film di Masaaki Yuasa su Prime Video

Dopo aver saltato l'uscita al cinema, Ride your Wave arriva su Amazon Prime Video. Ecco la nostra recensione dell'ultimo film di Masaaki Yuasa.

recensione Ride Your Wave: recensione del film di Masaaki Yuasa su Prime Video
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In questi mesi i cinema nostrani sono stati costretti alla chiusura per un lungo periodo di tempo, tutte le pellicole previste hanno visto rimandata la loro data d'uscita, se non addirittura cancellato del tutto il passaggio nelle sale. È la sorte che è toccata anche agli anime al cinema distribuiti da Koch Media (Lupin III The First, Hello World) e Dynit (My Hero Academia: Heroes Rising). Nella sfortuna tuttavia, alcuni di questi lavori sono stati dirottati verso il mercato home video o verso lo streaming sulle principali piattaforme disponibili nel nostro paese.

È proprio quello che è accaduto a Ride your Wave, ultima pellicola diretta dal geniale regista Masaaki Yuasa, una delle stelle dell'attuale panorama dell'animazione giapponese e autore davvero prolifico negli ultimi mesi, come testimoniano gli anime Keep Your Hands Off Eizouken! e Japan Sinks. Previsto inizialmente come evento speciale al cinema dal 20 al 22 aprile 2020 e rimandato per le ragioni sopra citate, Ride your Wave arriva grazie a Dynit su Amazon Prime Video, dove è disponibile dallo scorso 8 luglio. Ecco la nostra recensione di quello che Hideo Kojima ha definito il miglior anime del 2019.

Cavalcare le onde dell'amore

Ride your Wave, a differenza della maggior parte dei lavori del regista, non è scritto dallo stesso Yuasa bensì da Reiko Yoshida, mangaka e sceneggiatrice veterana dell'industria a cui dobbiamo grandi successi come Tokyo Mew Mew, K-On! e Liz and the Blue Bird. Non basato su opere precedentemente pubblicate, il film è stato distribuito nei cinema giapponesi a partire dal 21 giugno 2019, dopo essere stato presentato in anteprima al Festival internazionale del film d'animazione di Annecy il 10 giugno dello stesso anno.

Lunga 1 ora e 34 minuti e realizzata presso lo studio Science Saru, la pellicola vede come protagonista la diciannovenne Hinako Mukaimizu, una ragazza appassionata di mare e surf che si trasferisce in una città costiera per frequentare il college.

La vita di Hinako è destinata a cambiare quando, intrappolata nell'edificio dove abita a causa di un incendio provocato dal lancio di fuochi d'artificio illegali, viene soccorsa dal giovane e affabile pompiere Minato Hinageshi, di due anni più grande di lei.

A seguito di questo incontro i due iniziano a frequentarsi e Hinako, affascinata dai modi gentili e cortesi del ragazzo e dalla sua volontà di aiutare il prossimo, si innamora di Minato venendo ricambiata. Una tragedia improvvisa, purtroppo, è destinata a sconvolgere la felicità della protagonista, ma come lei stessa scoprirà nel tempo avrà anche lo scopo di farle prendere coscienza sulla sua vita e sul suo futuro.

Dopo lo spettacolare I Figli del Mare e Lu e la città delle sirene (diretto sempre da Yuasa), ecco un'altra pellicola d'animazione nipponico avente al suo centro il mare, l'acqua e i sempre affascinanti simbolismi da essi rappresentati. Ride your Wave è tuttavia un lavoro abbastanza inusuale per il regista di Fukuoka.

Stavolta abbiamo infatti una classica storia d'amore a tinte drammatiche e con un pizzico di sovrannaturale, un leitmotiv che il pubblico giapponese (e non solo) sembra apprezzare parecchio negli ultimi anni come testimoniato dal grandissimo successo di lavori quali Your Name. e Weathering with you. Purtroppo, il fatto che Yuasa a questo giro non abbia firmato anche la sceneggiatura incide non poco sulla qualità finale del prodotto.

Se cadi, l'importante è sapersi rialzare

Nei primi 30-40 minuti, Ride your Wave ci racconta la storia d'amore fra Hinako e Minato. Questa parte è senza dubbio la più riuscita dell'intero film, perché lo sviluppo del rapporto fra i due personaggi avviene in maniera credibile e genuina, senza alcuno spunto particolarmente originale (ma la storia non ne ha bisogno, dopotutto), mostrandoci le scene di vita quotidiana della tenera coppia e caratterizzando in maniera adeguata Hinako e Minato, in quelle che costituiscono le basi per il cambio di registro che la pellicola attuerà nella seconda parte. La tragedia che irrompe nella vita della protagonista ci viene presentata senza particolare enfasi o drammaticità, una scelta che abbiamo apprezzato parecchio e in linea con l'atmosfera sincera e schietta della pellicola. A partire da quel momento, come già accennato, Ride your Wave vira verso il dramma raccontando la crisi e le difficoltà della protagonista Hinako, incapace di accettare quanto accaduto e di dare una svolta alla sua vita.

La svolta soprannaturale che si inserisce nella storia, e che non risulta per nulla fuori luogo anche se non viene mai giustificata, oltre a donare una piacevole leggerezza diventa quindi un ottimo espediente per trattare tematiche importanti come l'elaborazione del lutto, la crescita e il superamento delle difficoltà.

Difficoltà che Hinako dovrà imparare a domare, proprio come le sue amate onde, per potersi gettare alle spalle un passato doloroso e vedere risplendere nuovamente un futuro radioso di fronte a sé.

Purtroppo i buoni propositi di questa seconda metà si scontrano con una scrittura piuttosto approssimativa che impedisce al film di esprimere appieno tutto il suo potenziale. Nonostante la coerenza di fondo del messaggio che l'opera vuole esprimere, l'ultimo atto di Ride your Wave si dimostra piuttosto disorganico ed incoerente con il resto della sceneggiatura.

Momenti efficaci se presi da soli ma gestiti in maniera maldestra nell'economia generale del racconto. Non aiutano inoltre alcuni passaggi abbastanza forzati, come quello in cui si scopre l'origine del vero legame che unisce Hinako e Minato oppure la sequenza finale, un mero pretesto per concludere le vicende con un climax che in tutta onestà non era necessario.

Il fascino e i colori del mare

Se dal punto di vista narrativo Ride your Wave rappresenta la produzione di Masaaki Yuasa e Science Saru che non ti aspetti, da quello visivo invece ci troviamo in linea con gli standard a cui lo studio di animazione, fondato nel 2013 dallo stesso regista, ci ha abituato negli ultimi anni. Il character design di Mari Motohashi si ispira in maniera evidente a quello di Kiyotaka Oshiyama presente in Devilman: Crybaby, distante ma non troppo dal canone odierno del settore e privo di qualsiasi orpello non necessario (leggasi: fanservice). Uno stile che brilla nelle espressioni facciali e nelle animazioni, che qui danno il loro meglio nelle scene più dinamiche e nella splendida rappresentazione dell'acqua e della sua interazione con le superfici, e non poteva essere altrimenti in un'opera in cui il mare è quasi il secondo protagonista. Non siamo ai livelli stellari di Ponyo sulla Scogliera o il già citato I Figli del Mare, ma Ride your Wave testimonia ancora una volta il grande talento di uno studio che, in pochi anni, si è già guadagnato una posizione di spicco nel panorama dell'animazione giapponese.

Grazie anche alla palette cromatica che vede all'opera colori sia caldi che freddi, con i primi in lieve maggioranza, la pellicola è dunque un ottimo spettacolo visivo, che pecca unicamente nella sporadica inconsistenza di alcuni disegni.

A livello sonoro, le musiche di Michiru Oshima accompagnano egregiamente ogni momento della storia, mentre la canzone Brand New Story, vero e proprio simbolo dell'unione di Hinako e Minato, e il suo motivetto orecchiabile vi entreranno presto in testa.

Ride your Wave è disponibile su Prime Video anche con le voci in italiano, che vedono Jacopo Calatroni e Giulia Bersani nei panni dei due protagonisti. Un doppiaggio di buonissima fattura, che rende giustizia ai personaggi e alla loro caratterizzazione, ma vi consigliamo anche quello giapponese con sottotitoli per l'esperienza più vicina a quella originale.

Ride Your Wave Tirando le somme, Ride your Wave non è certamente uno dei lavori più memorabili di Masaaki Yuasa ma non ha nemmeno la pretesa di esserlo, portando su schermo una piacevole storia romantica con un tocco sovrannaturale che farà felici tutti coloro che hanno apprezzato opere come Your Name. e Weathering with you, capace anche di riflettere su temi importanti come l’accettazione del dolore e la coscienza di sé stessi e del proprio futuro. In particolare, si sente l’assenza del virtuoso regista anche alla sceneggiatura, che presenta qualche cliché e forzatura di troppo, mentre lo studio Science Saru riesce a rendere ottima ma non indimenticabile la pellicola a livello visivo. Nonostante questo, Ride your Wave scorre bene per tutti i suoi 94 minuti e rappresenta un prodotto decisamente consigliato, a patto di non aspettarsi un capolavoro. Rimane solo il rammarico di non averne potuto godere al cinema.

7.3