Ryuko: la Recensione del manga di Eldo Yoshimizu

Arriva a compimento l'opera indipendente di Eldo Yoshimizu, pubblicata nel nostro Paese grazie a BAO Publishing.

recensione Ryuko: la Recensione del manga di Eldo Yoshimizu
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Non molto tempo fa abbiamo volto un primo sguardo a Ryuko, l'opera più celebre e importante del mangaka indipendente Eldo Yoshimizu, artista nipponico a tutto tondo che soltanto negli ultimi anni ha deciso di approcciarsi al fumetto orientale: dopo aver svolto la professione di scultore, infatti, la sua mente ha partorito l'epopea di cui ci apprestiamo a tirare le somme conclusive. Il manga è giunto in Italia, dopo un release francese, grazie a BAO Publishing, che l'ha edito in due eleganti volumi da collezione. Il primo numero ci ha lasciato con impressioni del tutto positive, dettate da una narrazione avvincente seppur non lineare e da una pletora di suggestioni artistiche e visive che elevano Ryuko a vera e propria gemma del fumetto orientale. Al termine della lettura del Volume 2, che completa la trama portando a compimento il percorso di vendetta e redenzione della protagonista, non possiamo che confermare le ottime impressioni suscitateci in fase di First Look.

La giustizia va cacciata

Il primo numero si era concluso con un finale tutto aperto e tanti risvolti ancora da scrivere: la protagonista, in seguito a eventi che hanno sconvolto la vita che conduceva al comando della yakuza giapponese, ha iniziato ad apprendere una serie di verità sul suo passato. Ryuko ha scoperto che sua madre, che credeva morta quando era in tenera età, è ancora viva: per questo inizia una caccia spietata per scoprirne l'ubicazione e ritrovarla. Ma nel frattempo scopre che il suo destino è ben più segnato e tragico di quanto pensasse, ritrovandosi coinvolta nei segreti di un antico ordine cinese a cui la sua esistenza e quella di sua madre sono legate indissolubilmente, e le cui verità conducono direttamente alla sua infanzia e alle circostanze della morte di suo padre. Una spirale di sangue, violenza e fatalità che la porta dritta verso la battaglia conclusiva e verso un epilogo agrodolce che sa di lieto fine. La direzione del racconto, rispetto al primo volume dell'opera, si fa nel Volume 2 più lineare e meno confusa, scevra ormai da ogni necessità di raccontare eventuali retroscena utili a capire l'immaginario imbastito da Yoshimizu - non fosse per un'inevitabile digressione conclusiva e di ulteriori salti temporali nel passato per spiegare al meglio le origini della famiglia di Ryuko. La penna dell'autore ha comunque tessuto un intreccio che, seppur dal ritmo non sempre elevato, risulta avvincente dall'inizio alla fine, saltando da uno scenario all'altro e da un tempo all'altro con grande maestria e senza mai perdere la bussola della narrazione.

Quella di Ryuko è una storia infarcita di mille suggestioni culturali, come già detto, ma anche di temi importanti e toccanti quali il valore dell'appartenenza, il legame con la propria famiglia e la ricerca delle proprie radici. È una saga familiare, avvolta in un tessuto socio-culturale che ci porta nei bassifondi della malavita nipponica e denuncia temi attuali quali il capitalismo e il terrorismo: elementi che rientrano tutti nell'identità di un fumetto profondamente underground qual è la produzione targata BAO Publishing, degna delle migliori opere di questo genere.

L'onore sa aspettare

Sul piano stilistico, il secondo volume si pone sugli stessi binari del primo: se, dunque, la storia subisce una brusca inversione di rotta diventando più lineare e conducendo il lettore verso il rocambolesco finale, il tratto del sensei Yoshimizu resta profondamente autoriale per tutto il corso d'opera. Costantemente in bilico tra linee marcate e potenti splash page, confezionate in una vignettatura a dir poco esplosiva, sul versante visivo Ryuko è un gioiello splendente, un'opera che si lascia leggere e guardare con grande scorrevolezza e con un'estetica mozzafiato. In termini di disegni, insomma, l'estro dell'autore è indiscutibile, ma è forse sul piano della scrittura che l'opera presta il fianco a qualche piccola perplessità che, per fortuna, non ne compromette più di tanto il valore artistico: le linee di dialogo non brillano particolarmente per ritmo o profondità, così come la caratterizzazione del cast di personaggi non è particolarmente omogenea. Pur dando un ruolo specifico a ciascun comprimario, la cui storia ruota attorno alle vicende dell'avvenente e sinuosa Ryuko, non tutti ricevono l'introspezione che avrebbero meritato, relegando il fulcro di tutto il racconto alla psicologia di una protagonista divisa tra il suo tormento interiore e la rabbia profonda, un quadro estremamente umano rispetto alla vera e propria macchina da guerra che ci era stata presentata nel primo numero. Un piccolo neo su un'opera che rimarrà ugualmente impressa per il grande valore artistico che porta, attestandosi come una delle offerte più interessante targate BAO Publishing per questo 2018.

Ryuko Ryuko è un'opera profondamente autoriale, che si fa perdonare qualche linea di dialogo poco incisiva o un ritmo di scrittura a tratti un po' blando grazie a un'identità artistica del tutto superlativa. L'opera è stata confezionata da BAO Publishing in due eleganti volumi da collezione e rappresenta una lettura estremamente formativa per chi desidera approcciarsi a un prodotto in cui l'estro della narrativa a fumetti orientale incontra alcuni dei temi socio-culturali più attuali del panorama occidentale.

8.3