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Sailor Moon Eternal Recensione, le Guerriere arrivano su Netflix

Sailor Moon Eternal - Il Film ci riporta nel mondo ideato da Naoko Takeuchi, tra scontri cosmici, tinte pastello e un inevitabile senso di nostalgia.

Sailor Moon Eternal Recensione, le Guerriere arrivano su Netflix
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Sono passati ormai diversi anni da quando la terza stagione di Pretty Guardian Sailor Moon Crystal, il nuovo e più fedele adattamento animato dell'opera di Naoko Takeuchi, faceva il suo debutto sugli schermi televisivi giapponesi e si concludeva lasciando in sospeso il destino delle Guerriere Sailor. Un destino che si volle poi riprendere non sotto forma di nuovo blocco di episodi da 24 minuti, ma di lungometraggio animato di Sailor Moon diviso in due parti con il titolo di Pretty Guardian Sailor Moon Eternal, che arrivò nei cinema nipponici nel 2020, e che il 3 giugno 2021 è finalmente approdato anche in Italia grazie alla piattaforma streaming Netflix.

È dunque giunto il momento di tornare a casa per i tanti millennial che hanno avuto modo di crescere leggendo e guardando le avventure di Usagi Tsukino (Bunny nell'anime storico anni degli '90) e le sue amiche Sailor Senshi Rei (Rea), Amy (Ami), Makoto (Morea) e Minako (Marta), di Mamoru (Marzio), Luna, Artemis e Chibiusa, tutti presenti all'appello anche in questo caso, assieme alle Outer Senshi, le Guerriere del Sistema Solare Esterno, Haruka (Heles), Michiru (Milena), Setsuna (Sidia) e Hotaru (Ottavia). Ed è giunto il momento per gli spettatori più giovani, che probabilmente si approcceranno per la prima volta al mondo di Sailor Moon (o forse seconda, per chi ha già visto Crystal, come d'altronde sarebbe consigliabile fare prima della visione del film) di dare un'occhiata a come se la passava la generazione precedente in fatto di anime.

Sailor Moon Eternal, la storia

Come anticipato, il film Sailor Moon Eternal racchiude in 160 minuti il quarto arco narrativo del manga, quello relativo al Dead Moon Circus (Circo della Luna Spenta), un misterioso circo che compare dal nulla in quel di Tokyo in un periodo di rara pace e tranquillità per le nostre protagoniste, ora studentesse del liceo (mentre Mamoru è al primo anno di Università).

L'apparizione di questa nuova entità, che si rivelerà presto essere la base nemica del gruppo Dead Moon, provocherà non pochi guai: la cellula nemica è infatti composta dall'Amazon Trio, tre creature al servizio dell'Amazoness Quartet, quattro giovani combattenti che a loro volta rispondono agli ordini di Zirconia, subordinata della vera leader del Dead Moon Circus, la Regina Nehellenia, che nutre un particolare rancore nei confronti di coloro che hanno un legame con il Silver Millennium (Regno Argentato).
Il Dead Moon Circus, infatti, sfrutta i sogni e i timori delle persone per cospargere il mondo di oscurità, con l'intento di farlo calare nelle più profonde tenebre.

Spetterà, ovviamente, alle Guerriere Sailor il compito di salvare non solo il resto del mondo, ma anche sé stesse, dalle grinfie di un avversario che, invece della pura forza bruta, combatte utilizzando mezzi ancor più insidiosi e difficili da combattere. Come verrà mostrato principalmente nella prima parte del film, Usagi e le altre dovranno confrontarsi prima con il loro cuore e ciò che vi alberga per poter trovare la forza di andare avanti e ottenere le abilità necessarie per essere in grado di sconfiggere il nemico.

Similmente, nella seconda parte tocca alle Outer Senshi fare i conti con la realtà dei propri sogni e il loro posto nel mondo, e naturalmente alla coppia protagonista, Usagi e Mamoru, che nel frattempo, grazie a un nuovo alleato di nome Helios (con cui Chibiusa svilupperà un particolare legame), scopriranno qualcosa in più sul loro passato e sulla loro identità. Una volta stabilito il ruolo di ognuno dei "giocatori in campo", la grande battaglia può avere inizio.

Tra nostalgia e modernità, quanto è efficace l'operazione Eternal

Sailor Moon è uno dei titoli più popolari nel mondo dei manga e degli anime, tra i capostipiti dello shojo, anche grazie alla non certo comune combinazione del genere majokko (ragazze dotate di poteri magici) con quello sentai mono (in cui un gruppo di eroi deve sconfiggere le forze del male, come accade ad esempio con i Power Ranger), ma come è "invecchiato" negli anni? Come ha resistito alla prova del tempo?

Dal punto di vista grafico, non si può davvero dir nulla al character design del film, che anche grazie al ritorno di Kazuko Tadano (character designer dell'anime anni '90), ha saputo combinare in maniera armoniosa entrambi gli stili appartenenti ai precedenti adattamenti, con buona pace di chi non aveva particolarmente gradito l'uno o l'altro (quello di Pretty Guardian Sailor Moon Crystal in particolare, pur essendo più simile al manga, aveva fatto discutere non poco, anche per via dell'introduzione delle trasformazioni in CGI). Aggiungendovi poi le tinte pastello ancor più prominenti di quanto non si fosse visto in Crystal, e c la pellicola diretta da Chiaki Kon (che avevamo già visto al timone della terza stagione del nuovo adattamento) è un vero e proprio banchetto per gli occhi. In termini di scrittura, la sceneggiatura di Kazuyuki Fudeyasu rispetta l'andamento originale del manga, non perdendosi in filler e modifiche o aggiunte tipiche dell'anime storico (come d'altronde il formato scelto non avrebbe potuto permettere), e vediamo come ai vari personaggi venga dato a ciascuno il giusto spazio, garantendo uno sviluppo per lo più organico non solo per Usagi e Chibiusa (che nell'anime classico arrivava ad avere una quantità di screen time davvero elevata rispetto allo spazio occupato nel manga in questo arco narrativo), ma anche per Mamoru e le altre Guerriere, oltre ad offrirci qualche retroscena in più sulla caduta del Silver Millennium. E poi, ora possiamo finalmente goderci un adattamento di questa parte della storia senza le fastidiose censure dei tempi andati (a partire dalla relazione tra Haruka e Michiru).

In quanto all'azione, c'è forse da riflettere un pochino sull'attualità del power system e i metodi di risoluzione a cui un'opera come Sailor Moon ci ha sì abituati, ma che oggi come oggi possono risultare un po' ingenui.
In una società dalla mentalità certamente più aperta per certi versi, ma decisamente più cinica per altri, viene da pensare che possa essere legittimo obiettare come ogni power up o sconfitta degli avversari in Sailor Moon possa derivare dal potere dell'amicizia e dell'amore, e nel quale sembrano bastare questi sentimenti per risollevare utopisticamente le sorti dell'universo.

E forse, da un lato, è davvero così: forse determinati momenti chiave della saga meritavano un ulteriore sviluppo, meno sbrigativo da questo punto di vista, che potessero risultare più "guadagnati" soprattutto per quanto concerne l'aspetto prettamente fisico della battaglia, tramite uno scambio di colpi e strategie, non solo di parole e ed emozioni (e attacchi dai nomi tanto pittoreschi quanto improbabili, specialmente nella traduzione italiana), la cui mancanza si fa maggiormente sentire in un racconto che si estende per un minutaggio ininterrotto superiore rispetto a quello che riscontriamo in un episodio o in un tankobon.

Ma d'altronde, è anche questa una caratteristica intrinseca di Sailor Moon, e non sarebbe probabilmente corretto sovrapporre una simile lente a un'opera che si è sempre fatta portatrice sia di stereotipi che di rivoluzione degli stessi, e che per l'epoca in cui venne ideata, ha dato davvero tanto all'industria e alla cultura di appartenenza. Tanto più per un prodotto come Eternal, che come obiettivo non si pone il voler trasformare il contenuto per attirare a tutti i costi un pubblico differente, ma semplicemente di rinnovare la forma che accompagna quello preesistente, in modo tale da fare appello alla nostalgia dei fan di lunga data e offrire al contempo, a loro e ai neofiti della serie, un'esperienza familiare ma comunque inedita e innovativa, dal sapore più moderno.

Pretty Guardian Sailor Moon Crystal Pretty Guardian Sailor Moon Eternal è un prodotto coerente al progetto iniziato già con la serie animata Pretty Guardian Sailor Moon Crystal, e porta in scena un quarto arco narrativo molto più fedele all'opera di Naoko Takeuchi di quanto sia stato fatto in precedenza con l'anime storico. Il format scelto per l'adattamento, che limita la possibilità di perdersi in aggiunte non necessarie, e l'accattivante design che amalgama felicemente lo stile di un tempo a uno più moderno, rimanendo tuttavia vicino a quello del manga (e di Crystal), permettono ad Eternal di oltrepassare la soglia del "soddisfacente", e lasciano lo spettatore con l'augurio che anche il quinto e ultimo arco narrativo possa trovare nuova vita sullo schermo.

7.5