Saint Seiya: Time Odyssey recensione: l'ottimo spinoff sui Cavalieri

Abbiamo esaminato il primo numero di Saint Seiya: Time Odyssey, spin-off transalpino edito da Star Comics in edizione regolare e per collezionisti.

Saint Seiya: Time Odyssey recensione: l'ottimo spinoff sui Cavalieri
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Quello di Saint Seiya / I Cavalieri dello Zodiaco è un fenomeno inarrestabile. A dimostrazione di ciò, l'universo immaginato da Masami Kurumada nel lontano 1986 continua a espandersi tuttora a una velocità incredibile, come del resto ha sempre fatto il Cosmo dei Sacri Guerrieri di Athena. Approdato in Italia soltanto negli ultimi mesi, Saint Seiya: Time Odyssey è lo spin-off realizzato da due artisti francesi e supervisionato dallo stesso Kurumada, al fine di narrare una storia inedita e colmare qualche "buco" del racconto originale (per maggiori dettagli consultate l'intervista agli autori di Saint Seiya: Time Odyssey). Avendo approfittato delle festività natalizie per sviscerare il primo volume dell'opera, ve ne proponiamo di seguito le nostre consolidate impressioni.

Il destino del Sacro Guerriero di Phoenix

Uno degli aspetti più interessanti di questa nuova produzione legata al marchio di Saint Seiya è appunto la collocazione temporale: laddove gli altri spin-off (sia d'animazione che a fumetti) del franchise ci hanno proposto principalmente lontani prequel, veri e propri sequel, e storie parallele aventi nella maggior parte dei casi dei protagonisti differenti da Seiya, Hyoga e compagni, Saint Seiya: Time Odyssey si incastra discretamente all'interno dell'arco narrativo dei Silver Saint del manga originale. E sebbene i cinque volumi della miniserie andranno a comporre una storia unica, ogni albo è assolutamente autoconclusivo, motivo per cui gli autori, Arnaud Dollen (scrittore) e Jérôme Alquié (illustratore), hanno per giunta deciso di dedicare un volume a ciascuno dei cinque Bronze Saint protagonisti del brand.

Ambientato subito dopo l'attacco sferrato da Misty di Lizard, Algol di Perseus e gli altri Sacri Guerrieri di Argento incaricati dal Grande Sacerdote di recuperare il Gold Cloth di Sagittarius, ma prima della comparsa di Aiolia di Leo, il volume intitolato "Ikki tra le fiamme del Destino" si apre con un breve quanto efficace riassunto volto a reintrodurre la mitologia di Saint Seiya e i suoi personaggi principali, nonché gli eventi verificatisi sino a quel momento.

Mentre i Sacri Guerrieri di Bronzo, reduci dalle Galaxian Wars e dalla violenta battaglia coi già menzionati Silver Saint, stanno recuperando le forze, una Saori Kido perplessa circa le più recenti scoperte e sui doveri derivanti dall'essere la reincarnazione di Athena, dea protettrice della Terra, viene improvvisamente circondata da una manciata di individui in armatura, che tuttavia si dimostrano interessati unicamente a Ikki. Dal momento che il Saint di Phoenix - che dopo essere tornato a nuova vita si è unito ai loro ranghi — non si trova in Giappone, sono Seiya, Shun, Shiryu e Hyoga a battersi con Drachma e gli altri Lepta al servizio di Arctos del Kelpie, che nel mezzo dello scontro interviene personalmente per richiamare i propri sottoposti e, appurata l'assenza di Ikki, scusarsi con Athena per l'accaduto. Come spiegato dallo stesso Arctos, il futuro dei Saint di Phoenix minaccia infatti la divinità che questi serve, ragion per cui il fratello maggiore di Shun è il loro unico obiettivo e dovrà essere eliminato a qualsiasi costo.

In seguito, mentre l'anziano maestro di Shiryu intuisce immediatamente l'identità del nuovo nemico, che si rivela essere il dio del tempo Chronos (da non confondersi con l'omonimo Titano antagonista di Episode G), la divinità redarguisce Arctos del Kelpie per l'errore commesso dai suoi Lepta, per poi rivelare che Ikki diverrà la nuova reincarnazione di Hades, primordiale dio degli Inferi.

Preoccupato dall'eventualità che il fratello maggiore riesca a portare a termine la Greatest Eclipse, oscurando di conseguenza la Terra e persino l'Olimpo, Zeus in persona ha incaricato Chronos di eliminare la sua impietosa reincarnazione, promettendogli, in caso di successo, di fare di lui un Olimpico. Giunto sull'isola di Kanon per riprendere le forze e prepararsi alla battaglia successiva, il redivivo Ikki si ritrova ben presto chiamato ad affrontare le tre Moire, ignorando che l'incontro con le tessitrici del destino porterà alla luce degli insospettabili segreti circa il suo turbolento passato e soprattutto impatterà sul suo fato e quello del fratello Shun. Una nuova Guerra Sacra è alle porte, e proprio il Saint di Phoenix sembrerebbe destinato a giocarvi un ruolo chiave.

Epico e rispettoso

Saremo sinceri. Ancora scottati dal disastroso (per non dire dissacrante) remake animato di Saint Seiya prodotto solo qualche anno fa da Netflix, avevamo non poche riserve su questo spin-off non realizzato in Giappone. Accantonato qualsiasi pregiudizio iniziale, però, sono bastate poche pagine perché Saint Seiya: Time Odyssey ci conquistasse tanto dal punto di vista narrativo che per quel concerne la componente artistica. A dispetto dei pronostici, la penna di Arnaud Dollen ha dato vita a un racconto intrigante e sconvolgente, dimostrando una grande conoscenza dell'universo Kurumadiano. Avendo scelto di collocare il primo volume dell'opera in una finestra temporale molto ristretta, non tutto si incastra perfettamente, ma nel complesso la storia funziona dannatamente bene e risulta piuttosto rispettosa nei confronti del materiale originale.

Ricevuto il benestare del sensei Kurumada, che come scoperto durante lo scorso Lucca Comics & Games ha vidimato ogni singola decisione legata alla sfera narrativa, non solo Arnaud Dollen ha introdotto e caratterizzato a dovere dei personaggi finora inediti come le diaboliche Moire, ma assieme al collega Jérôme Alquié, autore di una storia extra contenuta unicamente nella prestigiosa Collector Edition dell'albo, ha persino esplorato il background di Guilty, rivelando le origini e le terribili circostanze in cui il maestro della Death Queen Island venne privato della propria umanità.

A distanza di 37 anni dal primo incontro con Guilty, l'operato dei due artisti transalpini ci ha dunque permesso di vedere da una prospettiva assolutamente inedita (e convincente) il misterioso personaggio che tanto influenzò la formazione e l'indole dell'impetuoso Ikki, e che lo stesso Kurumada non volle mai approfondire.

Certo, occorrerà attendere i prossimi quattro numeri per capire come si svilupperà la trama principale della miniserie e soprattutto comprendere le ragioni per cui un dio primordiale quale Chronos possa desiderare di unirsi ai ranghi degli Olimpici (qualcosa che l'ultima tavola del volume potrebbe averci suggerito), ma quantomeno questo primo episodio incentrato sul giovane Ikki ci è parso ben scritto, ricco di dettagli e sempre attento a porre in risalto la caratterizzazione dei personaggi coinvolti.

In bilico tra anime e manga

Come spiegatoci dallo stesso Alquié nel corso della conferenza stampa tenuta lo scorso ottobre dall'editore italiano Star Comics, il contratto stipulato con Akita Shoten imponeva ai due artisti francesi di attenersi il più possibile al fumetto originale di Kurumada, che come ben sappiamo presenta non poche differenze rispetto al proprio adattamento animato. A ragion veduta, l'illustratore cresciuto guardando l'anime di Saint Seiya si è visto costretto ad adottare il sintetico e meno appariscente design delle armature che contraddistingue l'opera cartacea di Kurumada, che tuttavia ha saputo valorizzare attraverso un utilizzo magistrale della colorazione digitale ed effetti speciali di altissimo livello.

Come risultato, le dettagliatissime splash di cui l'albo trabocca e in generale i combattimenti tra i Sacri Guerrieri di Athena e i soldati al servizio di Chronos eguagliano il dinamismo tipico degli adattamenti animati di Saint Seiya, proponendo quella che Alquié descrive come una sorta di "ibridazione tra anime e manga". È però il design delle armature degli Stigma, Lepta e Aura ad aver colto la nostra attenzione: tanto le protezioni indossate dai soldati semplici quanto quelle sfoggiate dai guerrieri scelti del dio del tempio ci sono parse estremamente fantasiose e curate. Altro plauso va fatto alla regia di Alquié, che impiega espressivi primi piani, figure sbordate e coraggiose sovrapposizioni per confezionare tavole di grande impatto e straripanti di particolari.

È fondamentalmente questo il motivo per cui abbiamo apprezzato non poco la decisione di Star Comics di proporre il volume in due diverse edizioni: quella regolare, di dimensioni contenute (21x28 cm), e una lussuosa Collector Edition in formato "Absolute" (25.5x33.8 cm) che valorizza maggiormente la resa delle splendide tavole di Alquié.

I due cartonati si differenziano non solo per le dimensioni, ma anche dal punto di vista contenutistico, in quanto la Collector Edition include più di venti pagine di editoriali con cui gli ideatori di Saint Seiya: Time Odyssey raccontano la genesi dell'opera italiano-giapponese, la collaborazione e il contribuito di Kurumada, spiegando nel dettaglio le scelte compiute al momento di creare personaggi inediti e reintrodurre alcuni volti storici. Se a questi aggiungiamo pure la già menzionata side story intitolata "La leggenda del figlio della Fenice", che esplora minuziosamente il passato di Guilty e il suo legame con il Cloth di Phoenix, il Santuario, Esmeralda e l'allievo Ikki, la Collector Edition di Time Odyssey non può che rappresentare una tappa obbligatoria per chiunque si consideri un vero fan di Saint Seiya.

Saint Seiya: Time Odyssey Avevamo non poche riserve su questo primo spin-off di Saint Seiya prodotto al di fuori del Giappone, eppure Time Odyssey ci ha conquistati senza riserve. Anziché limitarsi a raccontare semplicemente una nuova storia legata ai cinque Bronze Saint protagonisti del franchise, lo scrittore francese Arnaud Dollen ha voluto espandere l’universo (e la lore) del brand, cercando ove possibile di rispondere a domande che persino Kurumada aveva lasciano irrisolte per decenni. Senza nulla togliere all’intreccio, è però l’impianto grafico il piatto forte di Saint Seiya: Time Odyssey, poiché quello realizzato da Jérôme Alquié è a conti fatti un anime comics estremamente dinamico e colorato. Se amate i Bronze Saint di Athena e in particolare il personaggio di Ikki, il fumetto transalpino vi soggiogherà dunque con atmosfere tipicamente “Kurumadiane”, una storia accattivante e un comparto visivo semplicemente irresistibile. Nonostante il prezzo maggiorato, consigliamo quanto prima il recupero della Collector Edition, che coi suoi inserti speciali e le tavole in formato “Absolute” valorizza non poco il lavoro svolto dal connubio francese.

8.3