Samuel Stern 3 Recensione: la serie in edicola continua a sorprendere

Samuel Stern si ritrova ad affrontare un caso di possessione semplice solo in apparenza, attraverso una storia dalla forte componente introspettiva.

recensione Samuel Stern 3 Recensione: la serie in edicola continua a sorprendere
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Il terzo numero di Samuel Stern, la nuova serie creata da Gianmarco Fumasoli e Massimiliano Filadoro, è da poco disponibile in tutte le edicole. Dopo aver analizzato il primo numero di Samuel Sterne in seguito Samuel Stern Volume 2, vogliamo oggi concentrarci sull'analisi della storia Legione, capace per certi versi di spiazzare il lettore grazie a una serie di nuovi elementi narrativi molto interessanti. L'opera risulta un tassello molto importante anche per quanto riguarda il concetto di world building, dimostrandosi, nonostante la già notevole qualità delle avventure precedenti, la storia migliore tra quelle finora proposte nell'economia della serie.

Un demone diverso

La peculiarità dell'opera presa in esame è quella di essere improntata su una struttura narrativa minimale; gli autori, giocando per sottrazione, hanno deciso di focalizzarsi su un "banale" caso di possessione demoniaca, trovando però una chiave di lettura molto ispirata e originale per far funzionare al meglio l'incedere narrativo. Il protagonista Samuel Stern, in questa nuova avventura, deve fare i conti con William Peter Chamber, una persona come tante che in realtà nasconde uno strano segreto. Nonostante l'intero fumetto sia improntato su una scrittura molto discorsiva - lasciando da parte l'action - non si ha mai l'impressione di trovarsi davanti una narrazione lenta o pesante; al contrario, la strana vicenda che ruota attorno al coprotagonista dell'albo riesce invece a suscitare una grande curiosità. Con questo terzo numero si è deciso di scardinare coraggiosamente alcune certezze date per scontate in precedenza, puntando a far evolvere lo stesso Samuel da un punto di vista introspettivo, arrivando addirittura a mettere in discussione la sua stessa crociata contro il male.

L'albo infatti si prefigge l'obiettivo di uscire da una visione a tratti netta e didascalica del concetto di buono/cattivo, sviluppando una trama piena di riflessioni interessanti capaci di porre le stesse azioni di Samuel sotto una luce diversa. Il mondo in cui si muove il protagonista non appare più nettamente diviso tra luce e ombra, andando invece a intersecarsi in una sorta di zona grigia il cui confine tra bene e male diventa - pagina dopo pagina - sempre più labile.

Molta importanza è stata riservata proprio alla caratterizzazione dei personaggi, con un William Peter Chamber capace di catalizzare le attenzioni su di sé ogni volta che entra in scena, soprattutto in rapporto al legame simbiotico con il proprio "demone custode". Oltre alla notevole caratterizzazione dei personaggi, la storia è anche dotata di un ritmo soddisfacente, grazie a una progressione in crescendo capace inserire sempre nuovi elementi senza però risultare confusionaria o dispersiva.

Questo terzo volume svolge infatti molto bene la propria funzione di espansione dell'universo narrativo, fornendo al lettore numerosi elementi inediti che con ogni probabilità ritroveremo più avanti nel corso della serie. Seppur l'albo segua una direzione autoconclusiva, soprattutto verso il finale si è cercato di puntare molto sul processo di costruzione del worldbuilding, mettendo sul piatto numerose variabili tra cui una dimensione alternativa, complementare ma al tempo stesso opposta a quella terrena. Molto marcata poi la componente introspettiva, ancora una volta vicina (probabilmente più che in passato) alle influenze tipiche del thriller psicologico, grazie a un sapiente utilizzo della componente orrorifica, qui utilizzata non tanto nella sua accezione più viscerale e splatter - che comunque in alcuni casi compare - quanto nella sua dimensione più morbosa e suggestiva.

Cuore nero

Tra i temi principali dell'albo possiamo annoverare quello del doppio, rappresentato da William Peter Chamber, un uomo mite e socievole al cui interno alberga un pericoloso demone. L'abilità degli autori è stata però quella di analizzare il tema della possessione attraverso un punto di vista originale, mediante vari colpi di scena ben orchestrati capaci di coinvolgere pienamente il lettore all'interno degli eventi narrati.

Grande importanza assume anche la tematica della solitudine, sviscerata nel corso del volume in maniera accattivante senza sfociare mai nel vittimismo. Il pericolo più grande per la serie era quello di scivolare troppo presto all'interno dei binari della ripetitività, attraverso storie sì ben realizzate ma troppo vicine a una progressione degli eventi standardizzata, fatta di semplici casi da risolvere ogni volta allo stesso modo.

Fortunatamente ciò non è successo, grazie a un terzo numero in grado di giocarsi al meglio le proprie carte. Buono il comparto tecnico, grazie ai disegni di Marco Perugini, incentrati su un tratto sicuramente meno oscuro rispetto agli albi precedenti ma comunque adatto nel supportare al meglio la storia. Ben realizzati anche i volti dei personaggi, dotati di una grande espressività; peccato solo per gli sfondi, in alcuni casi un po' poveri di dettagli.

Samuel Stern Questo terzo numero di Samuel Stern è, probabilmente, il miglior albo finora pubblicato, nonostante la già elevata qualità delle storie precedenti. Un volume capace di scardinare qualsiasi certezza del lettore grazie a colpi di scena ben dosati e a una trama avvincente e originale. Se la serie riuscirà a mantenere questi standard qualitativi anche riguardo i prossimi numeri, potremmo trovarci davanti a una delle più gradite novità editoriali da edicola degli ultimi anni.