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Scissor Seven: recensione della serie umoristica cinese su Netflix

Un'irriverente e peculiare serie animata cinese capace di attirare l'attenzione al Festival di Annecy: andiamo alla scoperta di Scissor Seven.

recensione Scissor Seven: recensione della serie umoristica cinese su Netflix
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Nel 2018, AHA Entertainment e Sharefun Studio presentavano al pubblico cinese Killer Seven, serie animata destinata ad attirare rapidamente su di sé una grande attenzione. Dal cuore dell'Asia, la produzione raggiungeva infatti nello stesso anno i lidi del prestigioso Festival Internazionale del Film di Animazione di Annecy. Per l'occasione, la vetrina francese dedicata all'universo dell'animazione accoglieva così per la prima volta una produzione cinese tra i ranghi della categoria Film TV. Un traguardo di rilievo, che ha consentito a Killer Seven di farsi conoscere anche dal pubblico occidentale. Grazie ad una collaborazione tra i suoi creatori e Netflix, la serie animata approda ora nel catalogo virtuale del gigante dello streaming, parte delle novità anime in arrivo nel gennaio 2020.

La prima Stagione della serie asiatica è così approdata anche in Europa, sotto l'etichetta Netflix Original Anime Series e con un titolo leggermente differente: Scissor Seven. La produzione conta un totale di quattordici episodi, tutti di lunghezza piuttosto breve, mediamente compresa tra i dieci e i venti minuti. Il debutto nel Vecchio Continente della creazione AHA Entertainment e Sharefun Studio è stata accompagnata da un'operazione di doppiaggio, che non ha però coinvolto la nostra lingua madre. Le opzioni audio, oltre ovviamente all'originale cinese mandarino, includono dunque esclusivamente inglese, francese e spagnolo, mentre l'italiano figura esclusivamente nella sezione sottotitoli. Le pagine virtuali del catalogo Netflix si arricchiscono così di un'opera le cui fondamenta poggiano saldamente su di un umorismo surreale, ma la cui evoluzione è in grado di riservare allo spettatore sorprese decisamente inattese.

Seven: un sicario a buon mercato, tra amnesie, polli blu e telecinesi

Seven è un giovane che ha misteriosamente perso la memoria: ad inizio serie lo troviamo intento a gestire un chiosco alimentare, dove è solito dedicarsi alla preparazione delle pietanze comandando un paio di forbici tramite una sorta di telecinesi. Solo pochi minuti e la sua situazione cambia completamente dietro suggerimento del suo fedele compagno di avventure: un "pollo blu" di nome Dai Bo . Quest'ultimo lo convince infatti a canalizzare la propria peculiare abilità verso un altro obiettivo: diventare un sicario di successo e guadagnare il denaro necessario a recarsi nel regno di Stan, la cui tecnologia potrebbe curare l'amnesia del ragazzo. Ma come celare al pubblico la nuova, poco rispettabile, attività?

Ovviamente, aprendo un salone di bellezza presso il quale esercitare la professione di parrucchiere: le forbici di Seven diventano così una sorta di strumento multiuso, adatto tanto a creare acconciature quanto a duellare in combattimenti all'arma bianca. Peccato che il ragazzo ed il suo buon cuore non sembrino per nulla portati per la carriera di assassino su commissione. La nuova avventura professionale condurrà così il protagonista da una (dis)avventura all'altra, accentando incarichi per ricompense modeste che il più delle volte non saranno nemmeno incassate.

A supportare Seven nelle sue missioni non troviamo tuttavia il solo Dai Bo, ma anche il ben più innocente Xiao Fei, una sorta di piccolo pollo blu di forma sferica in grado di volare...e dotato all'occorrenza di possenti muscoli. Aggiungiamo alla ricetta flashback che sembrano aprire la porta ad un passato misterioso, un cast di committenti a dir poco peculiare, una misteriosa combattente mascherata di nome Thirteen ed una prodigiosa tecnica in grado di trasformare liberamente l'aspetto di Seven: abbiamo così le premesse essenziali per una serie animata assolutamente, e fieramente, sopra le righe.

Umorismo surreale, sequenze action e picchi emozionali

Attribuire un'etichetta univoca a Scissor Seven è meno immediato di quanto possa sembrare al primo sguardo. L'essenza principale della serie è certamente quella di una commedia che trova la propria linfa vitale in un umorismo irriverente e surreale, fondato sulla creazione di situazioni assurde e contesti nonsense. La serie cinese, tuttavia, non si risparmia nel tentativo di trascendere i generi, con sequenze che non è arduo definire come principalmente action e, soprattutto, con l'improvvisa comparsa di toni inaspettatamente drammatici.

In linea di massima, l'alternanza delle atmosfere presenta una struttura orizzontale: più che all'interno dei singoli episodi è infatti riscontrabile lungo l'incedere complessivo della serie. Nello specifico, la prima metà di Scissor Seven si concentra sull'aspetto umoristico: ogni puntata è sostanzialmente autoconclusiva ed ha per protagonista l'assegnazione di una missione omicida. Lungo un costante susseguirsi di gag, viene così progressivamente introdotta una nutrita schiera di bizzarri personaggi secondari. Successivamente, questa struttura standardizzata lascia maggiore spazio alla narrazione ed alla presentazione di alcuni basilari elementi che caratterizzano l'universo immaginato dagli animatori cinesi.

Le vicende raggiungono il proprio climax con una lunga sequenza di scontri, che vedono riunirsi il variegato cast di comparse e comprimari introdotto dagli episodi precedenti. In questa fase, trova spazio un accenno di worldbuilding e viene offerto un primo contesto ai flashback del protagonista, senza tuttavia mai mettere eccessivamente in secondo piano l'essenza umoristico-surreale della produzione.

A stupire sono invece gli ultimi episodi, che compiono un inaspettato passo indietro, andando a narrare le origini di alcuni dei personaggi principali: a sorpresa, i toni si fanno qui più seri, se non persino drammatici.

Si chiude così un percorso narrativo circolare, che porta a termine la prima stagione di Scissor Seven. Non tutto troverà una spiegazione: gli autori si sono infatti lasciati alle spalle uno spazio di manovra per la realizzazione di una seconda Stagione, la cui trasmissione ha preso il via in Cina lo scorso autunno.

Ad accompagnare quest'insolita ricetta, troviamo uno stile grafico che si prende tutte le libertà tipiche del genere umoristico ed una colonna sonora piacevole, capace di accompagnare i diversi toni della narrazione lungo l'intera serie. Da segnalare infine un piccolo dettaglio relativo all'ending dei singoli episodi di Scissor Seven, che suggeriamo di visionare per intero: quest'ultima ospita talvolta delle variazioni, oltre ad alcune immagini e scene aggiuntive che si mostrano durante o al termine dei titoli di coda.

Scissor Seven Scissor Seven si presenta come un'opera alquanto peculiare, dall'impianto essenzialmente umoristico, fondato su di una comicità surreale e nonsense. Nelle sue fasi iniziali, la serie si concentra sulla presentazione del bizzarro universo di personaggi che orbitano attorno al giovane Seven: tra cani e gatti che guidano gang cittadine, capitani di sottomarini e devote guardie del corpo, non esiteranno ad alternarsi a schermo personalità ampiamente sopra le righe. Nelle sue battute conclusive, tuttavia, la serie svela un'inaspettata natura multiforme, che si manifesta in una narrazione delle drammatiche origini di alcuni comprimari capace di sorprendere lo spettatore.

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