Search and Destroy Recensione: Atsushi Kaneko riscrive Osamu Tezuka

Il mangaka undergourn Atsushi Kaneko (Soil, Wet Moon) riscrive in chiave fantascientifica un classico di Osamu Tezuka.

recensione Search and Destroy Recensione: Atsushi Kaneko riscrive Osamu Tezuka
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Questa storia ha due autori. Uno lo conoscete: è Osamu Tezuka, il Dio dei Manga. L'altro è il mangaka underground Atsushi Kaneko e il suo nome potrebbe esservi nuovo, specie se non avete letto la lynchana Soil o l'altrettanto interessante Wet Moon. Se non le conoscete, sappiate che queste due miniserie sono tra i prodotti più interessanti usciti in Giappone nei primi anni duemila.

Di Tezuka, classe ‘28, di fatto l'inventore del manga come lo conosciamo oggi, sappiamo molto. Mentre Kaneko, classe '66, ha esordito da autodidatta a 22 anni e ha portato avanti una carriera da artista indie, underground, alternando successi editoriali a incursioni nel mondo del cinema, sua grande passione.

Cosa abbia portato proprio lui, notoriamente al di fuori delle logiche commerciali manga e altrettanto poco interessato all'opera dei colleghi connazionali, a realizzare un remake cyberpunk di Dororo non ci è dato saperlo. Search and Destroy edito in Italia da J-POP e pubblicato il 25 novembre in un box da collezione. Il mangaka punk di Sakata avrà vinto la sfida a distanza con il Dio dei Manga?

Cerca e distruggi

In un futuro imprecisato, nella città di Hachisuka, "hyu" (cioè "umani") e "creet" (i "robot", o meglio, "le creature") condividono il medesimo spazio vitale senza ricercare una impossibile coesistenza. Le creet vengono discriminate e usate per lo più come forza lavoro, sebbene molte di loro ricoprano posizioni sociali di rilievo ad esempio nel mondo della malavita organizzata. È proprio nel covo di un sicario creet, Kick, che si verifica l'incontro fra il ladruncolo Doro e un misterioso essere chiamato Hyaku. Doro è un bambino dai capelli lunghi, che vive nelle fogne e divide il letto con centinaia di topi; esperto nell'arte di arrangiarsi, dotato di cervello e grande forza di volontà, finirà con l'essere salvato ad Hyaku, protagonista del manga, un essere metà hyu e metà artificiale alla ricerca delle parti del corpo che le sono state espiantate e donate a un certo numero di creet.

Chiaramente, per una creet possedere parti umane è un tabù oltre che un crimine; essendo un'umana con parti robotiche, Hyaku è molto più vicina alle 48 creature che caccia che agli altri umani e solo un essere altrettanto outsider come Doro riesce in qualche modo a costruire un legame con lei. In un contesto sociale postbellico che ricorda molto da vicino l'ambientazione di No Guns Life di Tasuku Karasuma avrà luogo la corsa forsennata di Hyaku per riappropriarsi della propria umanità, della propria identità rubata.

Conosceremo il medico alcolizzato Tsukumo e le due assistenti robotiche Nar e Sur; scopriremo l'incredibile segreto di Doro; viaggeremo in un mondo in cui il sopruso e il dolore sono la norma, verso un finale inclusivo lontanissimo dalle intenzioni di Tezuka, ma perfetto per la storia oscura e "politica" - nel senso più ampio del termine - che Kaneko ha portato avanti, rubando al Dio dei Manga solo lo spunto e poco più.

La materia narrativa permette all'autore di affrontare diversi temi, come ad esempio nella sezione dedicata alla casa di piacere di Zaza in cui Kaneko effettua un interessante parallelo fra la vita servile delle creet e la situazione delle donne nella nostra società. La frase pronunciata da Hyaku, "Io appartengo a me stessa", richiama evidentemente lo slogan femminista "Io sono mia", celebre negli anni settanta.

Affinità e divergenze

Come avrete intuito, il gender-swap del protagonista è una delle grandi differenze con l'originale. Differenza da poco, considerando che l'ambiguità di genere è già presente in Dororo, e comunque prevedibile da chiunque conosca l'opera di Kaneko: i suoi protagonisti sono sempre donne forti, da Bambi a Deathco, e Hyaku rappresenta solo l'ennesima variazione sul tema, meno ironica di Bambi, meno algida di Deathco, ma comunque riconoscibilmente kanekiana. La differenza reale fra il freddo e determinato Hyakkimaru (protagonista di Dororo) e Hyaku si trova più che altro nel carattere: la seconda infatti, come rivelato dall'autore stesso, è spinta da una furia che non conosce confini.

Ma questa furia è parente stretta della brama di vivere, di affermare la propria unicità e identità. Come detto, la figura di Doro (al netto della storia personale, diversissima per ovvie ragioni da quella del Dororo originale) è caratterialmente simile al modello.

Diverso è il caso di Tsukumo, che sostituisce il medico-guaritore Jukai: questi risulta più simile al dottor Zetman, e il suo tormento ci verrà spiegato nella sezione finale del manga. Invece che un Daimyo, il padre di Hyaku è il sindaco della città, Daigo, la cui sete di potere è inestinguibile ma le cui motivazioni non completamente spiegate sono uno dei (piccoli) difetti di quest'interessantissima opera.
L'ambientazione futuristica consente a Kaneko di giocare con il narrato flirtando con il grottesco, come ha sempre amato fare sin dai tempi di Bambi: le creet sono spesso grottesche, viziose, d'aspetto incredibilmente variegato. Dal punto di vista tematico Kaneko punta tutto sull'inclusione, sui temi sociali, sui corpi menomati e sfruttati sino alla dissoluzione. Opportunamente inserisce il movimento religioso/rivoluzionario Search and Destroy che avrà un gran peso nella risoluzione della vicenda: nel frattempo l'autore non risparmia frecciate contro la religione cattolica e in generale contro l'ipocrisia dei potenti, contro i Padroni, gli sfruttatori, gli avidi.

Per concentrarsi su questo, Kaneko accantona il dilemma morale di Dororo legato alla maledizione demoniaca, forse una delle ragioni che crearono il "blocco" creativo di Tezuka, e in questo modo sviluppa la storia secondo il proprio gusto e la propria sensibilità.

Search and Destroy è una storia sul valore della vita e dell'umanità, disegnata meravigliosamente, dallo splendido ritmo narrativo, e al netto di qualche piccolo intoppo scorre liscia e appassiona. Consigliata ai fan dell'autore e ai seguaci del Dio dei Manga, o perlomeno a coloro fra questi che sapranno passar sopra al "tradimento" del materiale originario e a riconoscere una storia ben scritta adatta ai tempi in cui stiamo vivendo.

Search and Destroy Dororo, la serie di Osamu Tezuka che il mangaka punk Atsushi Kaneko ha deciso di rifare, ricostruendola secondo la propria personale sensibilità autoriale, contiene in nuce molte delle riflessioni che Kaneko fa proprie in questo Search and Destroy. Il paradosso del personaggio che, man mano che sconfigge i propri nemici, diventa via via più debole e fragile, viene ben espresso in questo remake. L'inerme Hyaku è cresciuta, è diventata una guerriera furiosa e la sua è la rabbia di tutte le creature (donne, in particolar modo) la cui esistenza è subordinata a una volontà superiore, altra, predatrice. Ma riacquistare la propria umanità servirà davvero a qualcosa? Con la consueta abilità narrativa e con la propria matita inconfondibile (eccezionali i design di alcune creet, strepitosi gli scorci della città di Hachisuka) Kaneko tradisce Tezuka quel tanto che basta a rendere Search and Destroy un'opera-omaggio e al tempo stesso intimamente kanekiana. Questa curatissima miniserie non potrà mancare nelle case di tutti gli appassionati, anche grazie agli ottimi disegni.

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