Secret Empire: recensione del secondo volume dell'evento Marvel

Nick Spencer e Andrea Sorrentino confezionano un secondo numero con poca azione, ma condito da ottimi sviluppi e tavole antologiche.

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Come accade ogni quindici giorni, eccoci con un nuovo appuntamento con Secret Empire: per chi non lo sapesse, da qualche settimana ha finalmente debuttato in Italia l'oscuro maxi evento targato Marvel, nel quale gli Avengers e i gruppi ad essi associati dovranno fare i conti con il nemico più implacabile e spietato di sempre. Parliamo di Capitan America, il nostro amato Steve Rogers il cui passato è stato manipolato da Kobik, la manifestazione antropomorfa del cubo cosmico, in modo di farlo diventare un crudele agente dell'Hydra sotto copertura. Nel corso dei vari numeri di alcune testate Marvel, compreso anche un interessante volume prologo, abbiamo assistito alle sibilline macchinazioni dell'ormai ex Sentinella della Libertà, una serie di piani e complotti che hanno portato all'instaurazione di un vero e proprio stato dittatoriale che parte da New York e si estende negli USA, con gran parte dei paladini bloccati su tre differenti fronti: abbiamo una corposa fazione capeggiata da Capitan Marvel, bloccata da settimane nello spazio in orbita terrestre con viveri e provviste ridotti all'osso, mentre gran parte degli eroi di strada sono rimasti intrappolati in una cupola oscura nel centro di New York. L'unico fronte sopravvissuto è uno sparuto gruppo di giovani e qualche veterano, riuscito a scampare alle grinfie di Cap e rifugiatosi in attesa di dar vita a una resistenza. Scopriamo dunque insieme come procede la narrazione del maxi evento targato Marvel Comics e che si protrarrà fino alla primavera del 2018, prima di dare spazio al nuovo rilancio editoriale intitolato "Legacy

Resistere

È proprio a questo gruppetto che è dedicato larga parte del secondovolume, disponibile in edicola e fumetteria dal 7 dicembre e che ci apprestiamo ad analizzare. I ribelli sopravvissuti sono i Champions - costituiti da Ironheart, Miles Morales, Nova, Ms. Marvel, Viv e Amadeus Cho - e alcuni ex Avengers come Occhio di Falco (reduce dall'omicidio di Bruce Banner, come i lettori di Civil War II avranno potuto apprendere dalle pagine dello scorso evento Marvel), Ercole e Vedova Nera. A supportare questo improbabile team, dal punto di vista logistico e ingegneristico, c'è l'IA di Tony Stark, che guida la giovane Riri Williams e che in questa occasione aiuterà l'intero gruppo. Ricordiamo che Iron Man è stata una delle grandi vittime di Civil War II: il miliardario è infatti caduto in un profondo stato comatoso, simile alla morte, in seguito a un furioso scontro con Carol Danvers. Tra i tanti motivi di scontro della seconda guerra civile dei superumani c'è stata una delle varie visioni di Ulysses, ovvero quella in cui il giovane Spider-Man uccideva Steve Rogers: la profezia potrebbe avverarsi proprio al termine di Secret Empire e questo Miles Morales lo sa. È per questo motivo, dunque, che l'arrampicamuri si interrogherà costantemente sul suo destino in questo impero segreto e che, nel corso della storia sceneggiata da Nick Spencer e disegnata dal grande Andrea Sorrentino, prenderà una decisione piuttosto drastica le cui conseguenze saranno interessanti da scoprire.

È il caso di dire, infatti, che gli Avengers non sono mai stati così disuniti: al di là della dislocazione di ogni eroe, il gruppo ribelle protagonista di questo albo non riesce proprio ad andare d'accordo, né tanto meno a raggiungere un punto di incontro nel decidere il da farsi. Finalmente, infatti, ci si trova al dilemma principale di questo Secret Empire: Capitan America va eliminato? O c'è possibilità di redenzione per colui che era considerato il più grande eroe americano? Saranno questi i temi che divideranno principalmente i protagonisti, e probabilmente anche i lettori, mentre assistiamo a continui soprusi effettuati dal governo di Cap sui più deboli e al propagarsi del suo impero.

Andrea Sorrentino

Ancora una volta, la sensazione è che ci troviamo di fronte a uno Steve Rogers meno sicuro di quel che ci si aspettava, con un peso sempre minore sulla sua dittatura. L'impero segreto infatti, come abbiamo evidenziato nella recensione degli scorsi numeri, sembra essere destinato a essere maggiormente vittima dei complotti a opera dei membri del consiglio dell'Hydra piuttosto che dell'artefice di una delle ere più oscure che la Marvel abbia conosciuto. La sceneggiatura di Nick Spencer, impreziosita da dialoghi serrati, sembra aver delineato una strada che porta a un profondo purgatorio interiore per Capitan America, che nel corso dei vari numeri dell'evento inizierà ad avvertire il peso delle sue tremende decisioni, nonché ad interrogarsi sull'effettiva giustizia di ciò che sta facendo.

La trama di Secret Empire, pur impelagandosi in allegorie politiche che permeano costantemente il racconto, ha però bisogno di una svolta: a partire dallo scoppiettante prologo e dalle prime, terrificanti battute, ci si aspetta una maggiore componente d'azione e più scontri sul vero fronte di battaglia, piuttosto che altre side stories come quelle presenti nella parte conclusiva del volumetto. La mini-serie, che si compone di una decina di numeri, è ovviamente ancora ai suoi esordi, e ci auguriamo che già dal prossimo numero continueremo ad assistere ad eventi sconvolgenti come quelli accaduti nel primo numero. A tenere vivo l'interesse, però, giungono nel corso della narrazione alcuni, piccoli colpi di scena che coinvolgeranno la resistenza capeggiata da Clint Barton, incluso un momento di inattesa dolcezza che di sicuro farà gongolare i fan Marvel di vecchia data.

A dare il "la" a questo terzo numero di Secret Empire ci pensa tutto l'estro e il talento della matita di Andrea Sorrentino: abbiamo già ammirato l'artista italiano sulle pagine di Old Man Logan, nella testata dedicata ai due Wolverine attualmente in circolazione nell'universo Marvel (ovvero Laura "X-23" Kinney e il Vecchio Logan proveniente dal futuro alternativo narrato da Millar e McNiven nel 2007). Old Man Logan è senza ombra di dubbio la punta di diamante della testata dedicata ai due mutanti artigliati, nonché uno dei migliori archi narrativi che possiate leggere attualmente tra i fumetti Marvel, sia in termini narrativi che artistici. Lo stile di Sorrentino rientra in tutto quel che possiamo definire autoriale, dai modelli dei personaggi al tratto decisamente ‘old school', il tutto arricchito da un uso eccezionale della colorazione e da una composizione artistica ben al di sopra della media. Ciò lo si evince soprattutto dalle splash page, che in Secret Empire 3 non sono tantissime, ma quando ci sono fanno sentire tutto il loro peso nella godibilità dell'albo. Non siamo ai livelli di quanto visto in Old Man Logan, ma tutto ciò che viene disegnato da Sorrentino è semplicemente delizia per gli occhi.

Secret Empire Pur non proponendo particolari colpi di scena, eccetto un paio di momenti che faranno gongolare i Marvel fan, il numero 2 di Secret Empire è soprattutto una delizia per gli occhi. Nei prossimi volumetti, in cui tornerà la splendida matita di Andrea Sorrentino, ci aspettiamo che la trama decolli definitivamente, portandoci a vivere le battaglie nei vari fronti in cui sono impegnati gli Avengers, i ribelli e l'esercito di Steve Rogers. La narrazione un po' lenta e una side story che, nell'economia di quel che vogliono leggere i fan, potrebbe interessare di meno sono gli unici difetti di un albo che vale la pena acquistare soltanto per ammirare le tavole antologiche del suo disegnatore.

7.9