Secret Empire: la Recensione dell'evento Marvel con Capitan Hydra

L'Impero Segreto di Capitan Hydra ha tentato di rivoluzionare la Marvel Comics, ma le cupe premesse iniziali non hanno ripagato in pieno le aspettative.

recensione Secret Empire: la Recensione dell'evento Marvel con Capitan Hydra
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Il cambiamento è alla base dell'animo e dei rapporti umani. Il cambiamento regola qualunque tipo di forma vivente o istituzione, abbraccia la cultura e la politica, la società e i singoli individui. La Marvel è cambiata moltissimo negli ultimi anni: nel 2016, ormai due anni fa, la Casa delle Idee dava inizio a un nuovo e rivoluzionario ciclo editoriale chiamato All New All Different Marvel e arrivato in Italia con il nome ufficiale di Nuovissima Marvel. Il maxi crossover chiamato Secret Wars di Jonathan Hickman ha ridisegnato in toto lo status quo di tutto il pantheon della Marvel Comics, inglobando tutti gli universi paralleli in un'unica e gande Terra Prima, determinando una prima e importante coesistenza tra i personaggi appartenenti a realtà alternative: ci siamo ritrovati finalmente Miles Morales nell'Universo Marvel classico e il passaggio dal Nick Fury bianco e brizzolato a quello ormai ufficiale - grazie alla versione cinematografica, soprattutto - di colore, proveniente da Ultimate Comics. Il tutto non dimenticava certo l'eredità lasciata da ciò che è venuto prima: Steve Rogers era un vecchio decrepito, Tony Stark doveva fare i conti con la sua misteriosa eredità, Peter Parker ha ereditato le Parker Industries dalla gestione di Octopus in Superior Spider-Man e così via. Tra vecchi eroi e nuove leve, la Nuovissima Marvel ha vissuto cambiamenti e rivoluzioni sostanziali: un percorso iniziato con Standoff, che ha spianato la strada al crossover culminante di cui ci apprestiamo a parlare, e cioè Secret Empire. La gestione di Nick Spencer di Capitan America, probabilmente l'eroe Marvel più rappresentativo e sentito dal popolo americano per ovvi motivi, ha fatto ampiamente discutere i fan della Casa delle Idee. In ogni caso, l'impero segreto di un irriconoscibile e malvagio Steve Rogers, tra alti e bassi, ha certamente colto nel segno: tentare di rivoluzionare, in qualche modo, lo status quo della Casa delle Idee, con risultati purtroppo altalenanti e che non ripagano appieno le aspettative.

Heil Hydra

"Per dirla in breve, se decidi di far dire a Capitan America la frase ‘Hail Hydra', farai meglio ad avere un piano. E noi ne abbiamo uno". Axel Alonso è stato l'editor in chief della Marvel Comics dal 2011 al novembre del 2017, prima di lasciare il posto a C.B. Cebulski: la gestione di Alonso è stata tra le più criticate dai fan storici della Marvel, accusata di aver in qualche modo snaturato lo spirito originale degli eroi che compongono l'immaginario creato da Stan Lee e soci molti anni fa. Come già detto, la Casa delle Idee negli ultimi anni ha fatto del cambiamento la sua filosofia principale, amalgamandosi spesso e volentieri con l'attualità e concependo il fumetto americano come uno specchio riflesso della realtà sociale in cui versa il popolo americano, a prescindere da tutte le guerre cosmiche o le invasioni aliene del caso. Non per nulla, i tre maxi-eventi della gestione All New All Different sono stati principalmente politici: Pleasant Hill e Civil War II hanno giocato prevalentemente sulle mille possibilità che il caso offre e sulla dicotomia tra bene e male applicato al metodo della giustizia preventiva; Secret Empire, invece, ha nella politica il suo snodo centrale, giacché il perno principale del racconto prevede che un Capitan America - il cui animo è stato corrotto e il passato è stato riscritto da Kobik affinché diventi un agente segreto dell'Hydra - prenda il controllo del governo americano e lo assoggetti alla presa nazista.

Tutto inizia da quelle parole che tanto hanno fatto discutere, suscitando polemiche e scandalo nel ricco fandom della Marvel: Steve Rogers che pronuncia "Hail Hydra", il culmine di un piano imbastito dal Teschio Rosso che ha sfruttato i poteri del cubo cosmico per plasmare a suo piacimento il passato di Cap. Da quel momento in poi, durante Civil War II, Inumani vs X-Men e attraverso i numeri di preparazione al maxi-evento finale nel corso delle varie testate, l'Impero Segreto di Captain Hydra andava pian piano formandosi: uno Steve Rogers più spietato che mai, che a poco a poco s'è fatto strada facendo piazza pulita di avversari scomodi, ha stretto alleanze convenienti e ha preparato il lento ma inesorabile cammino verso il trono del mondo portando l'iconica egida del Teschio tentacolato. Tutto è poi esploso quando, a capo dello S.H.I.E.L.D., Steve ha chiuso gran parte degli eroi più potenti della Terra in una morsa senza via d'uscita: ha avallato il piano per lo scudo di difesa planetaria di Carol Danvers (Capitan Marvel) soltanto per far rimanere sia lei che moltissimi altri eroi cosmici bloccati nello spazio, alle prese con costanti e infinite invasioni Chitauri; non solo, ha sfruttato i poteri magici dei suoi alleati per chiudere il resto degli Avengers in una cupola oscura al centro di New York; ha poi radunato alcuni, fidati Avengers in versione Hydra (un sempre più indegno Thor Odinson, un clone di Spider-Man posseduto da Octopus e finanche Deadpool e il Punisher); e, infine, ha stretto il suo pugno di ferro sul governo degli Stati Uniti, facendo cadere la società americana in una morsa dispotica e fascista.

La scommessa di Spencer

Secret Empire, così come in generale tutto il recente corso narrativo dedicato a Capitan America, tra Steve Rogers e Sam Wilson, è stato imbastito da Nick Spencer. Per l'occasione, lo sceneggiatore è stato coadiuvato da alcuni dei disegnatori più stimati e apprezzati in forza alla Marvel: i 12 numeri complessivi dell'opera (dieci "canonici", più un prologo e un epilogo intitolato "Omega") hanno permesso alle matite dei superbi Rod Reis, Daniel Acuna, Andrea "Oldman" Sorrentino e Steve "Civil War" McNiven di sbizzarrirsi in una saga che ha fatto del comparto visivo uno dei suoi pregi di punta, grazie a tavole semplicemente mirabolanti e mai banali realizzate dai quattro artisti che si sono alternati al fianco di Spencer nella serializzazione di Secret Empire.

Le composizioni mozzafiato di Sorrentino si alternano con quelle pragmatica ma quanto mai dettagliate di McNiven, coadiuvate in sequenze specifiche dalle belissime pennellate di Reis e Acuna. Come già detto, c'è una forte componente politica nell'evento culminante della Nuovissima Marvel: quasi a voler rappresentare l'attuale assetto politico statunitense, Spencer, Alonso e soci hanno imbastito un crudele e distopico ritratto di una realtà che si è volontariamente piegata al suo aguzzino, la cui identità corrisponde al più grande paladino che la storia abbia mai conosciuto.

Terribili e oscure le premesse iniziali, Secret Empire è partito forte con dei primi numeri da capogiro: la nuova realtà in cui viene calato Captain America è un mondo fittizio ma che strizza cupamente l'occhio all'attualità reale, tratteggiando un popolo senza più punti di riferimento, senza più eroi, asservito alla crudeltà e alla follia di un uomo che ha piegato il mondo al suo volere. Insomma, le premesse iniziali di Secret Empire erano davvero quelle di un crossover diverso dagli altri, il culmine di una rivoluzione potente e coraggiosa che eventi come Standoff o Civil War II avevano lasciato soltanto subodorare. La narrazione, purtroppo, inizia a risentire di qualche flessione già nello snodo centrale, quando lentamente il racconto inizia a distaccarsi dalla figura tormentata di uno Steve più interessante e introspettivo che mai, focalizzandosi in larga parte sugli eroi che oppongono resistenza al regime di ferro di Captain Hydra. Secret Empire resta un progetto solido e coraggioso, che non teme di uccidere alcuni dei più rappresentativi eroi ed eroine Marvel (e non solo) come agnelli sacrificali asserviti alla salvezza del mondo.

Senza dubbio l'opera di Spencer, Reis, Acuna, Sorrentino e McNiven ha intenzioni sontuose, ma piuttosto che rivoluzionare davvero lo status quo della Casa delle Idee finisce con l'essere un crossover come tanti, di quelli che hanno un inizio e una fine ben specifici e che lasciano il posto al nuovo ciclo di turno senza un sostanziale cambiamento - che dovrebbe rappresentare il fulcro della Nuovissima Marvel, come spiegato in precedenza. Resta indubbiamente l'immaginario altamente suggestivo, resta una riscrittura quanto mai lodevole e segnante di un nuovo Capitan America di cui, adesso, abbiamo due versioni differenti: quella buona, classica, riportata indietro da Bucky e Kobik dai recessi dell'anima di Captain Hydra; e quella cattiva, rinchiusa in una prigione che a quanto pare non lo conterrà molto a lungo.

Resta un'opera che ci ha deliziato con tavole, disegni e colori di altissimo livello, ma nulla di più: la rivoluzione promessa da Alonso prima di dire addio alla Casa delle Idee non si è davvero compiuta, Secret Empire non ha lasciato un segno sostanziale nell'Universo Marvel se non delle profonde cicatrici nell'animo del suo protagonista/antagonista principale. Insomma, la Marvel non ha osato davvero come aveva promesso di fare e come aveva già fatto in passato, durante lo scorso decennio, con opere dal coraggio immenso del calibro di Civil War, Secret Invasion o Fear Itself.

Secret Empire Secret Empire doveva rivoluzionare e scuotere prepotentemente l'Universo Marvel, ma le premesse iniziali - cupe, oscure e terribili - non sono riuscite a mantenere un ritmo costante per tutta la durata del racconto. Più e più volte la trama si è distaccata troppo dall'unico, vero protagonista/antagonista: Steve Rogers e i suoi demoni. La saga imbastita da Nick Spencer rappresenta il culmine della Nuovissima Marvel, un ciclo editoriale che con Axel Alonso a provato a farsi specchio dell'attualità raccontando storie calate in realtà distopiche e decadenti: Secret Empire confeziona un'opera visivamente splendida, condita da tavole semplicemente mozzafiato, e una storia che lascia delle profonde cicatrici sulla versione classica e buona di Capitan America. Per il resto, nonostante sia stato palese il tentativo di osare, non c'è stato sufficiente coraggio com'è accaduto, invece, nel corso del decennio scorso nell'Universo Marvel Comics.

7.5