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Seis Manos: Recensione della serie Netflix dai creatori di Castlevania

Dopo il nostro first look, è ora disponibile la recensione della prima stagione di Seis Manos, una serie che mescola arti marziali, mostri e magia nera.

recensione Seis Manos: Recensione della serie Netflix dai creatori di Castlevania
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Dopo aver analizzato il primo episodio di Seis Manos nel nostro first look, torniamo a parlare della serie anime americana dai creatori di Castlevania, per esaminare anche tutti gli episodi successivi. L'opera, composta in tutto da otto puntate, si pone a metà strada tra il cinema d'arti marziali orientale e le pellicole di genere exploitation tanto in voga in America negli anni '70.

La serie originale Netflix, diretta dal regista Willis Bulliner e scritta da Brad Graeber, Alvaro Rodríguez e Dan Dominguez, è stata realizzata anche grazie al contributo dello studio Powerhouse Animation Studios, che recentemente si è occupato della trasposizione animata del celebre videogioco Castlevania.
Per comprendere al meglio tutti i punti di forza dell'anime non resta quindi che addentrarci nel pericoloso mondo di Seis Manos, così da scoprire nel dettaglio cosa ha funzionato e cosa no all'interno della serie.

Allievi e maestri

La storia si svolge durante gli anni '70 in una ridente cittadina immaginaria del Messico, San Simon, in cui vivono anche tre brillanti esperti di arti marziali taoisti che si allenano sotto l'attenta guida del loro maestro Chiu.
Purtroppo però, la tranquillità del luogo viene minata dalla presenza di El Balde, un sanguinario boss criminale che utilizza dei particolari riti esoterici - legati in maniera indissolubile alla magia nera - capaci di potenziare sia lui che la sua nutrita schiera di sottoposti.

In breve tempo, la vita dei tre giovani allievi cambia drasticamente, dato che uno dei mostruosi servi di El Balde riesce a uccidere il povero maestro Chiu.
Inizia così una vera e propria lotta disperata tra i mostri e gli allievi, con quest'ultimi intenzionati a vendicare la morte del proprio maestro sconfiggendo il villain principale una volta per tutte.
A supportare i tre protagonisti nella loro difficile impresa ci sono anche Brister, un agente speciale della DEA e Garcia, un'agente federale messicana; entrambi i poliziotti risultano però non molto caratterizzati a livello introspettivo, particolare che li fa apparire in più di un'occasione semplicemente superflui.

I tre protagonisti, anche se incapaci di catturare totalmente l'attenzione dello spettatore per il loro carisma o la loro personalità, sono stati un minimo diversificati a livello caratteriale, andando così a scongiurare il pericolo legato alla loro potenziale apatia introspettiva, soprattutto nel caso di Silencio. Quest'ultimo, visto il suo mutismo, poteva davvero trasformarsi in breve tempo nel personaggio meno interessante dei tre (un dubbio che abbiamo segnalato anche nel first look); invece, paradossalmente, alla fine risulta essere uno dei personaggi meglio approfonditi.

Il suo carattere irruento lo porta a prendere decisioni avventate, talvolta arrivando anche a uccidere potenziali bersagli chiave; il suo modo di fare diventa quindi uno degli aspetti più interessanti dell'intera serie, dato che fornisce quel tocco di imprevedibilità non riscontrabile negli altri protagonisti.
Il ritmo della narrazione risulta soddisfacente, grazie a un elevato numero di sequenze action incentrate su combattimenti corpo a corpo soddisfacenti e ben coreografati.

Peccato invece per la poca valorizzazione della componente esoterica all'interno della serie, dato che in molti frangenti risulta quasi come un semplice surplus parecchio prevedibile. L'intero anime avrebbe infatti potuto reggersi benissimo da solo puntando semplicemente sulle arti marziali; il voler invece mettere insieme molti elementi diversi ha portato in alcuni punti a forzare la mano sotto diversi aspetti, come ad esempio nel caso di Garcia e dei suoi poteri.
A livello generale, comunque, l'anime riesce a intrattenere dall'inizio alla fine seppur non si presentino chissà quante variazioni alla formula eroi vs mostri.

Fratelli e finali

Uno degli aspetti più controversi dell'anime è però il modo in cui è stato gestito Lo, il fratello del maestro Chiu.
Utilizzato quasi come un palliativo per sopperire alla figura del maestro saggio e responsabile, Lo viene impiegato ai fini narrativi in modo a tratti bizzarro, quasi come se fosse un personaggio jolly da sfruttare in qualsiasi momento per far prendere alla trama direzioni inaspettate.

Per quanto infatti il suo cambio di personalità sia in realtà gestito in maniera funzionale, a non risultare molto bilanciato è il finale dell'opera, in cui si susseguono davvero troppi eventi in poco tempo.

El Balde, presentato fin dall'inizio come il nemico principale, viene a tratti depotenziato (non a livello fisico ma narrativo) per far spazio ad altri villain che appaiono in modo a tratti improvviso e forzato - come ad esempio nel caso di sua madre - facendo perdere un po' la bussola allo spettatore.
A un certo punto, la sensazione è quella di trovarsi davanti a numerosi cambi di fronte in cui la minaccia principale cambia continuamente, espediente che da un lato dona un minimo di varietà al tutto ma che dall'altro ammanta l'intera opera di un tono a tratti confusionario e un po' raffazzonato.

Questo aspetto non pregiudica comunque la buona qualità dell'anime, che fa dei combattimenti corpo a corpo il suo cuore pulsante.
Sul versante tecnico l'anime, pur senza eccellere in nessun aspetto, riesce a difendersi bene, nonostante qualche animazione un po' troppo legnosa durante le scene più statiche. Peccato anche per la realizzazione degli ambienti, molto spesso spogli e poco definiti, vero e proprio punto debole dell'intera produzione.
Ottime invece le coreografie dei combattimenti, con una nota di merito per quello finale, in cui elementi quali il dinamismo e la fisicità degli impatti diventano predominanti.

Seis Manos-original netflix Seis Manos è senza dubbio una serie originale e intrattenente, lodevole nelle intenzioni quanto nella messa in scena. Seppur minata qua e là da alcuni difetti, tra cui la non eccelsa caratterizzazione dei personaggi e la gestione a tratti confusionaria delle sequenze finali, l'opera risulta godibile, soprattutto per gli amanti dei combattimenti a mani nude.

6.8

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