Senzombra, la Recensione: un'avventura YA ricca d'azione, citazioni e ironia

Edita dalla puntualissima Bao Publishing, l'opera tutta italiana di Michele Monteleone e Marco Matrone si dimostra ritmata, fresca e avvincente

recensione Senzombra, la Recensione: un'avventura YA ricca d'azione, citazioni e ironia
Articolo a cura di

Uno dei più grandi meriti che vanno riconosciuti alla Bao Publishing è quello di aver funto da vetrina per moltissimi fumettisti italiani fino a qualche anno fa ignorati. Non che altre case editrici non lo abbiano già fatto, perché partendo dalla Sergio Bonelli o dalla Coconico Press fino alla Cosmo sono tante le etichette che hanno dato spazio a piccoli autori, oggi magari anche importanti o semplicemente più conosciuti, ma sotto l'egida della Bao sono davvero tanti gli scrittori e disegnatori nostrani ad aver avuto un importante risalto agli occhi della critica e del grande pubblico. Pensiamo a Zerocalcare (scoperto comunque da Makkox, che gli ha "prestato" il suo blog), a Toni Bruno, Serena Radice e Stefano Turconi o a Lorenza Natarella: tutti autori oggi stimati di cui attendiamo con ansia il prossimo lavoro, e tra questi figurano adesso anche Michele Monteleone e Marco Matrone grazie al loro Senzombra.

A caccia di mostri

A dire la verità, questi due talentuosi fumettisti non sono per nulla dei novellini, anzi. Il primo collabora infatti da anni con la Bonelli su Dylan Dog e Orfani, è fondatore dell'etichetta Villain Comics e ha diversi lavori all'attivo con la Cosmo e Star Comics, mentre il secondo è il disegnatore del bel Nero Napoletano, del Commissario Ricciardi targato Bonelli e di Last Kaiju della Magic Press.

Artisti giovani ma ben più che rodati che affrontando a muso duro la sfida fantasi (quello italiano, senza y) hanno puntato tutto su una storia fresca, giovane e avvincente, disegnata splendidamente da Matrone e scritta con umorismo e fare citazionista (esclusivamente ironico, che se no "è fuori moda") da Monteleone, vincendo la sfida YA targata BaBao, etichetta dedicata ai più giovani -qui da leggere "livello adolescenza". Ed è importante sottolineare il target, perché altrimenti l'analisi dell'opera e il discorso annesso deraglierebbero dai giusti binari critici a causa di diverse semplicità narrative scelte appositamente per il pubblico a cui è maggiormente rivolto, anche se poi Senzombra si rivela adatto pure a lettori più maturi. Questo grazie a una storia ben articolata e genuina, senza troppi fronzoli stilistici o chissà quali virtuosismi ma proprio per questo discretamente incisiva e onesta, che di questi tempi è un valore aggiunto.
Non per forza, infatti, i fumetti devono essere innovativi, culturalmente rilevanti, di forte caratura fiosofica o intellettuale, perché il medium è anche grande mezzo di intrattenimento, dove le storie ricche d'azione e divertimento, con una morale ben chiara, trovano spazio e calda accoglienza. Ed è proprio questo il caso di Senzombra: un fumetto spensierato, da leggere tutto d'un fiato e con personaggi facili da amare, anche grazie alle loro contraddizioni.
Il mondo dove ci troviamo è simile al nostro, con una sola, grande differenza: qui ci sono i mostri - che sì, messa in questo modo è proprio una citazione al bel Dragon Trainer della Dreamworks. La storia è ambientata in questa città immaginaria chiamata Rocca Verde, proposta da matrone come fosse una cittadina sviluppatasi all'interno di uno dei borghi medievali umbro-toscani, con tanto di torre e qualche mura annesse. La presenza di mostri - ci rivela Tristan, protagonista e narratore della storia che rompe anche la quarta parete in stile Deadpool- è un bel problema nel suo mondo, perché questi sono arrivati dalle cosiddette Terre dell'Ombra, riversandosi in massa su quella che possiamo definire una Terra alternativa, "distruggendo ponti e rovinando campi e città".

E allora c'è bisogno di qualcuno che li tenga a bada, e questi sono proprio i Senzombra, nient'altro che ragazzini orfani scelti dai cosiddetti Collezionisti per combattere streghe, troll o sirene, incassando le anigemme necessarie a riscattare la propria ombra, la possibilità di esprimere un solo e unico desiderio (che non sia riportare qualcuno in vita) e tornare a essere normali adolescenti. E Tristan è proprio un Senzombra, molto agile e preparato tra l'altro, una sorta di ramingo solitario, tanto per tirare in ballo Il Signore degli Anelli come fa Monteleone. Il ragazzo ha accetto il patto con il Collezionista Yaman per rimediare a un errore del suo passato, ma in città non è visto assolutamente di buon occhio a causa della sua natura, tanto da essere un emarginato e addirittura scansato dagli abitanti di Rocca Verde.

Mix pop

Il mondo e i personaggi ideati da Michele Monteleone e trasposti su tavola con disegni dal tratto pastoso e ondulato da Matrone sono affascinanti ed estremamente godibili, eppure quasi in ogni riga di dialogo e anche in alcune scelte cromatiche si avvertono dei forti richiami a nomi importanti della cultura pop. Il fatto che Tristan, ad esempio, sia un adolescente emarginato il cui cibo preferito è il ramen non è soltanto una sorta di nippo-omaggio al manga, ma anche un chiaro rimando a Naruto, che si fa poi assolutamente più marcato con l'entrata in scena di Rita, una sorta di Sakura nostrana anche'essa fortemente caratterizzata dal colore rosa dei capelli. Ma dentro c'è anche la magia applicabile con il deck alla Magic o Yu-Gi-Oh!, un pizzico di Harry Potter e forse persino qualcosa di Scott Pilgrim vs the World, per tacere poi dell'utilizzo di catchphrase prese direttamente da una canzone di Elio e le Storie Tese o, come dicevamo, dal romanzo magno di J.R.R. Tolkien. E sapete cosa? La conoscenza della cultura popolare di Monteleone è così ampia e stratificata che ogni suo utilizzo in Senzombra appare giustificato e al posto giusto, senza mai stonare più del dovuto.
In aggiunta a questo, infine, mettiamoci anche la chiave di lettura dell'emarginato nerd preso di mira da bulli, la discreta evoluzione del rapporto tra Tristan e Rita e un villain e alcune soluzioni che sembrano direttamente uscite dalla serie Netflix Trollhunters, tutto per consigliarvi caldamente un'opera che, senza prendersi troppo sul serio, riesce a divertire e intrattenere in modo sano, con tatto, sarcasmo e gusto.

Senzombra Forte del bel tratto e delle soluzioni grafiche di Marco Matrone e della scrittura leggera, citazionista e divertente di Michele Monteleone, Senzombra si può dire tranquillamente un'opera riuscita, adatta in particolar modo a un pubblico adolescente ma che siamo certi saprà soddisfare anche palati più maturi grazie al suo elaborato mix pop che tira dentro di tutto, con onesta e ironica rielaborazione. Ma anche e soprattutto nella sua forma originale, Senombra si dimostra un'avventura YA di lettura veloce e avvincente, un fantasy italiano a fumetti di tutto rispetto, che sa intrattenere col sorriso senza però dimenticarsi morale e contenuto. Un lavoro che ci sentiamo di consigliare caldamente.

7.5