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Sfondamento dei cieli Gurren Lagann: Recensione dell'anime di Gainax e Konami

Gurren Lagann irrompe prepotentemente sul catalogo di Netflix. Quì di seguito la recensione del pazzesco prodotto Gainax.

recensione Sfondamento dei cieli Gurren Lagann: Recensione dell'anime di Gainax e Konami
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Il genere mecha negli anime esplode durante gli anni '70/'80, con prodotti di alta caratura che hanno fatto la storia dell'animazione giapponese. Autorevoli rappresentanti come Gundam, Mazinga e Goldrake hanno contribuito alla diffusione in Italia di un'arte che soltanto oggigiorno inizia a trovare una propria dimensione, al di fuori di stereotipi e luoghi comuni. Da Go Nagai (Mazinga, Getter Robot, Devilman) a Hideaki Anno (Nadia - Il mistero della pietra azzurra, Neon Genesis Evangelion, Shin Gojira), il genere mecha si è evoluto sempre più, imponendo degli standard da cui ancora oggi, tra mangaka e animatori, si trae ispirazione. Nel 2007, la Gainax (Neon Genesis Evangelion), cambia le carte in tavola e realizza Sfondamento dei cieli Gurren Lagann (in originale, Tengen toppa Gurren Ragann), affidando la regia a Hiroyuki Imaishi. Animatore chiave dello studio, Imaishi ottiene così la sua prima regia e lo fa in grande stile, tanto da decidere più avanti di co-fondare la Trigger, producendo opere come Kill la Kill e il più discusso Darling in the Franxx. Sono passati molti anni dalla prima volta che Gurren Lagann è apparso sui nostri schermi, quindi Netflix ha pensato bene di riproporre l'intera serie animata, con tanto di doppiaggio italiano.

Con chi credete di avere a che fare?

L'universo di Gurren Lagann è ambientato in un futuro immaginario, dove l'umanità è sottomessa al volere del Re Spirale Lordgenome, forzata a vivere sottoterra in villaggi isolati senza alcun contatto con la superficie. La storia parte dal villaggio di Jiiha, luogo che dà i natali ai nostri due protagonisti: Simon e Kamina. I due sognano di raggiungere la superficie e, dopo aver trovato un piccolo oggetto a forma di trivella chiamato Core Drille un'enorme faccia sepolta nel terreno (il Gunmen che Kamina rinominerà Lagann), una serie di eventi si susseguono, portando i due giovani a confrontarsi con il proprio destino. Dopo l'ennesimo tentativo di fuga (più per volere di Kamina che di Simon), un enorme mostro distrugge il soffitto di pietra del villaggio, seguito da una misteriosa ragazza armata di fucile di nome Yoko Littner. I due protagonisti restano coinvolti ma, incuriositi dalla ragazza dagli abiti succinti, invece di scappare la aiutano a battersi contro il nemico riuscendo a contrattaccare per merito del Lagann, tramite l'utilizzo del Core Drill come chiave d'avviamento. Sconfitto il nemico e raggiunta finalmente la superficie, i ragazzi iniziano un'avventura durante la quale stringeranno alleanze e si batteranno contro uomini-bestia, fino ad arrivare allo scontro contro i Quattro Re Celesti e Lordgenome stesso; verranno quindi messi a conoscenza dell'esistenza della forza spirituale, percorrendo un cammino costellato di avvenimenti pazzeschi che ci renderà partecipi dei più grandi segreti dell'universo.

Kamina, Simon e Yoko sono i perni principali di questa folle opera, fatta di ironia demenziale e intenso pathos, colpi di scena e siparietti spinti. Un'opera volutamente esaltata, che strizza l'occhio al passato mettendo sullo stesso piatto gag e simbolismi. La serie è suddivisa in due parti, divise da un salto temporale di sette anni, in seguito al quale gli eventi accantonano uno stile inizialmente minimalista per poi giungere a scontri di proporzioni cosmiche, che vedono come elemento principale della narrazione la spirale, fonte di coscienza che spinge il genere umano a progredire costantemente.

Gurren Lagann porta avanti una trama non molto articolata, ma che riesce a rendere una sceneggiatura apparentemente semplice un'opera rifinita. Gli omaggi a produzioni come Rocky joe e ai mostri sacri del genere mecha, ad esempio, vengono citati non troppo velatamente al pubblico più attento. Le scene di "agganciamento dei robot" sono estremizzate, messe quasi in ridicolo dai personaggi, che sono deliberatamente sopra le righe: Kamina, che pur di realizzare un'agganciamento sincronizzato e coreografico tra il suo Gurren e il Lagann di Simon, rischia persino di uccidere il fratellino. Le situazioni bizzarre non si sprecano, alleggerendo un'atmosfera che con il passare degli episodi si fa via via più cupa, basando l'intera stagione su concetti importanti abilmente mascherati dallo sceneggiatore Kazuki Nakashima: la razza umana viene cacciata per essere venduta come schiavi costretti a vivere in condizioni primitive, una vera e propria segregazione razziale. Lo studio riesce a trasmettere tutto ciò grazie alla sapiente guida di Imaishi, che riesce ad imbastire uno stile di disegno incredibile: l'impatto visivo è mozzafiato e raramente si denota una tale dedizione in un prodotto televisivo; il regista propone uno stile dinamico e incredibilmente colorato, un tratto ruvido, grezzo, che dà il meglio di sé durante gli scontri tra i robot, incredibilmente vivi e sentiti. Si alternano quindi scene drammatiche a momenti sopra le righe, riuscendo a creare una dicotomia equilibrata, impreziosita da un virtuosismo registico che sarà, poi, ripreso e migliorato dallo stesso Imaishi con il progetto di Kill la Kill, lavoro del futuro studio Trigger.

Do the impossibile, see the invisible

Anche se l'animazione è senza dubbio incredibile, non si può non notare una certa discontinuità, pur sempre ben celata dalle capacità tecniche che Imaishi offre allo studio Gainax: grazie ad ottime scelte di regia, si riesce a sopperire a un budget non all'altezza - inferiore a quanto ci si aspetterebbe vedendo il prodotto completo - portando così a degli espedienti narrativi discutibili che rischiano di minare la buona riuscita dell'anime (la morte forzata di alcuni personaggi, o anche la decisione di affidare l'episodio 4 alla regia di Osamu Kobayashi). Al contempo, il magistrale lavoro svolto nell'episodio 15 è strabiliante: è stato infatti composto da una moltitudine di fotogrammi, di gran lunga superiori di numero rispetto alle altre puntate, una scelta finalizzata ad arricchire un'animazione che, fino a quel momento, raramente aveva mostrato il fianco a dei difetti. Eclettico e visionario, l'anime di Gainax vanta un tratto riconoscibile sin dalle prime puntate, che evolve intenzionalmente nelle fasi finali della storia, seguendo il leitmotiv della spirale come simbolo di continua progressione.

Il character design ricalca volutamente quegli stereotipi degli anime mecha, esaltandone i pregi ma anche i difetti: Kamina eterno sognatore istintivo, ragazzo dal carisma magnetico, amato e rispettato da tutti (amici e nemici), nonché classico stereotipo testardo e sbruffone del pilota ‘nagaiano' (classico protagonista dei prodotti di Go Nagai), ed eccellente esempio ‘dell' eroe per caso'; Yoko ideale di ragazza degli anime di tipo ‘Ecchi' (distinto da vaghi contenuti erotici), coinvolta spesso in siparietti comici ed equivoci, che sfociano il più delle volte in pose piuttosto spinte. Persino i personaggi secondari sono tipici esempi di cliché, riusciendo comunque a ribaltare completamente la concezione negativa degli stessi risultando originali e mai banali, complice di un buon doppiaggio che riesce a evidenziare senza sforzo le caratteristiche principali di tutti quanti.

Tengen Toppa Gurren Lagann I ventisette episodi di Sfondamento dei cieli Gurren Lagann sono un escalation di azione, colori e botte da orbi, con un tratto grezzo ma elegante e una storia originale ma indissolubilmente legata ai canoni classici dei mecha e degli shonen. L'opera di Gainax è un anime assolutamente da non perdere, una perla che ha impresso la propria impronta nella storia dell'animazione nipponica degli ultimi vent’anni ; un prodotto che si diverte prendendosi in giro senza paura delle ripercussioni. Un lavoro coraggioso che tutti dovrebbero vedere almeno una volta nella vita, appassionati e non.

8.5