Sing Yesterday for Me: recensione dell'anime disponibile su Crunchyroll

La nostra analisi di uno slice of life sentimentale delicato e maturo caratterizzato da un eccelente comporto tecnico e artistico

recensione Sing Yesterday for Me: recensione dell'anime disponibile su Crunchyroll
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L'amore nelle sue diverse sfumature o declinazioni è uno dei temi più frequentemente affrontati dalle diverse forme d'arte o mezzi d'espressione ed anche l'animazione giapponese non fa eccezione. Nonostante il modo in cui il mondo dell'animazione descriva le dinamiche relative ai rapporti d'amore sia talvolta prigioniero di una certa ridondanza di schemi e stereotipi cristallizzati afferenti alle interazioni e alla caratterizzazione dei personaggi o allo sviluppo della trama, molte opere hanno dimostrato come sia possibile riproporre tali elementi per dare vita a prodotti comunque meritevoli di attenzione o riuscire nell'impresa di elaborare, anche se parzialmente, un linguaggio differente.

Dopo aver visionato i 12 episodi di Sing "Yesterday" for Me (in originale Yesterday o Utatte ), possiamo affermare con una certa sicurezza che fosse proprio quest'ultimo uno degli obiettivi preposti all'adattamento animato del manga di Kei Toume, uno tra gli ultimi anime trasmessi in simulcast da Crunchyroll, recentemente giunto a conclusione.

La poesia di un amore ordinario

La narrazione distesa e i toni dimessi che accompagnano la rappresentazione della vita quotidiana di protagonisti e comprimari sin dalle prime puntate sono chiari indicatori dell'appartenenza dell'anime al genere slice of life, che in tal caso si caratterizza per la presenza tematiche sentimentali fortemente preponderanti.

Al centro della trama vi sono infatti l'inconfessato sentimento d'amore che Rikuo Uozumi nutre sin dai tempi dell'università nei confronti di Shinako Morinome e il casuale riavvicinamento dei due giovani adulti, che offre a Rikuo l'occasione perfetta per rimediare all'atteggiamento attendista del passato e scoprire se l'affascinante Shinako ricambi o abbia mai ricambiato i suoi sentimenti. A complicare la questione è l'introduzione del personaggio dell'eccentrica e apparentemente misteriosa Haru Nonaka, una ragazza che improvvisamente irrompe nella vita di Rikuo, non celando l'attrazione che prova nei suoi confronti nata nel passato da un fugace incontro tra i due.

Le premesse iniziali sono insomma quelle del più classico dei triangoli amorosi che sembra suggerire uno sviluppo dell'opera non particolarmente originale. Seppure l'incipit di Sing "Yesterday" For Me non possa di certo considerarsi particolarmente innovativo, il modo in cui una storia, volutamente ordinaria, è narrata ha pochi eguali. Nonostante infatti le caratteristiche generali di Sing "Yesterday" For Me siano riconducibili, come già accennato, ad uno specifico genere di anime ben codificato, l'opera ne perfeziona o approfondisce alcuni aspetti e caratteristiche, introducendo al contempo elementi inediti e viceversa evita il ricorso ad alcuni stereotipi e schemi ricorrenti trasversali o tipici del genere.

Se gli anime slice of life si propongono di mostrare una rappresentazione poco idealizzata della vita quotidiana, Sing "Yesterday" for Me può definirsi come una vera e propria celebrazione della quotidianità, dipingendone un lirismo che non è frutto dell'idealizzazione degli eventi ma viceversa di una rappresentazione di questi quanto più realistica e scevra da sublimazioni o elementi poco verosimili, nonché da una gestione alquanto dilatata dei tempi del racconto e dalla scelta di riprodurre a schermo quei "momenti morti" che tradizionalmente trovano poco spazio non soltanto nell'animazione ma anche nel cinema o nella letteratura.

Sing "Yesterday" for Me sussurra piuttosto che affermare ad alta voce, gioca con la penombra reale e figurata, sceglie spesso di fare ricorso al silenzio anziché evidenziare i momenti topici con l'ausilio della colonna sonora dipingendo una quadro che non teme di includere una certa dose di ripetitività ( presente nonostante l'opera di sintesi effettuata nell'adattare gli eventi descritti nel manga) tanto nella reiterazione di alcune delle situazioni quanto nel rinnovarsi degli errori e autoinganni di cui sono vittima i personaggi.

Ne risulta una narrazione asciutta ma mai prosaica, che al contrario di come si potrebbe evincere, piuttosto che annullare la magia di alcuni momenti, ne amplifica la forza, come quando il suono prodotto dallo sfregare di una matita su un foglio di carta risuona nella scena in maniera prolungata o nella descrizione accurata delle più semplici interazioni tra personaggi quali uno scambio di sguardi o il timido sfiorarsi di due mani.

Quattro personaggi in precario equilibrio tra passato e futuro

Alla creazione di questa particolare atmosfera ovattata quasi di sospensione, quanto alla verosimiglianza con i cui si dipana lo sviluppo della trama, contribuiscono certamente personaggi e la scelta di evitare la classica ambientazione scolastica rendendo protagonisti della vicenda individui alle soglie dell'età adulta e non soltanto adolescenti. Ciò consente di trattare la tematica amorosa in maniera matura evitando però di complicare o appesantire eccessivamente tanto il ritratto quanto le interazioni tra i personaggi, che appaiono piuttosto realistiche e ben contestualizzate oltre che avere il merito di trasformarsi ben presto nel pretesto perfetto per effettuare un introspezione graduale e delicata che contribuisce a delineare il ritratto di personaggi a tutto tondo.

Rikuo è un personaggio caratterizzato da una forte ma celata insicurezza e da una certa difficolta nel comprendere e nell'esprimere emozioni e sentimenti. Anche Shinako mostra non poche incertezze ma a differenza di Rikuo palesa, almeno nelle intenzioni, una maggiore capacità di empatia che la conduce spesso a preoccuparsi, talvolta eccessivamente ma in maniera a volte sterile, dei sentimenti di chi le sta di fronte e una certa tendenza a colpevolizzare sé stessa. Pur essendo i due i protagonisti dall'età anagrafica maggiore, dalla visione dell'anime risulta chiaro fin dall'inizio che si tratti in entrambi i casi di personaggi immaturi, accomunati dalla difficoltà di inaugurare una nuova fase della loro esistenza, per il peso ingombrante del passato o per un futuro che appare loro nebuloso e incerto.

Il motivo amoroso diventa dunque anche un pretesto per esplorare diverse tematiche complesse come la crescita, il rapporto con il passato o l'accettazione del lutto, la cui presenza emerge in maniera piuttosto chiara già dalle prime puntate dell'anime. Purtroppo, le dissertazioni esistenziali e l'approfondimento psicologico dei personaggi sembrano talvolta eclissarsi nel corso della narrazione per poi ricomparire chiaramente solo nel finale. Far intravedere ma non mostrare, è forse una scelta ben precisa di Sing "Yesterday" for Me, ma non possiamo negare che avremmo auspicato che alcuni problemi fossero trattati in maniera più diretta e sopratutto approfondita .

Medesime considerazioni possono del resto essere riferite alla ripetitività generale che attanaglia l'opera, una caratteristica da contestualizzare nella poetica globale dell'anime ma comunque imputabile alla stregua di un difetto e forse facilmente accettabile solo dal pubblico avvezzo al genere. Ma il problema maggiore dell'anime è forse nella puntata che affretta l'epilogo delle vicende.

Una conclusione che certamente non mancherà di suscitare opinioni contrastanti e divisive ma che giudichiamo coerente con il messaggio dell'opera e che ci limitiamo a criticare solo per il fatto che giunga in maniera alquanto brusca rispetto ai tempi narrativi delle puntate a questa precedenti.

L'incantesimo del canto del passato


La particolare atmosfera dimessa precedentemente descritta, nonché la generale sensazione di sospensione e melanconia trasmessa dall'anime, è il risultato, oltre che degli elementi descritti, di particolari scelte registiche e di un comparto artistico estremamente curato e perfettamente integrato nel disegno complessivo dell'opera. Le tinte pastello utilizzate catturano alla perfezione i toni dell'opera, trasmettendo un sentore di indefinita nostalgia e malinconia. Il tratto con il quale sono resi i personaggi dona all'anime un aspetto vagamente vintage che si sposa alla perfezione con l'ambientazione di una Tokyo dei primi anni duemila riprodotta fin nel più piccolo dettaglio con una cura maniacale.

A fare da sfondo alle vicende non è però la caotica metropoli che abbiamo imparato a conoscere e ad apprezzare in altri anime con i suoi grandi edifici o gli scorci più iconici ma una parte della città popolata da vicoli solitari, piccoli konbini, zone in penombra e parchi intrisi di quiete. A tutto ciò si aggiunge un comparto tecnico di pregio, con animazioni che talvolta sfiorano l'eccellenza e una OST coerente alle atmosfere dell'opera e abbastanza incisiva, specie nel caso dell'ultima delle ending che si susseguono nel concludere gli episodi.

Sing Yesterday for Me Sing "Yesterday" For me è un’intensa e compiaciuta esaltazione delle caratteristiche del genere slice of life, nonché uno dei più interessanti esempi di tale genere, in grado di evolverne le dinamiche ed il linguaggio. Si tratta di un anime minimalista nei contenuti, eppure al contempo quasi barocco nella cura riservata ai dettagli e allo splendido comparto artistico, che mette in scena una storia ordinaria con personaggi ordinari, accantonando alcuni degli stereotipi e degli elementi con i quali l’animazione giapponese ha da sempre trattato il tema amoroso. Il risultato è un racconto delicato, maturo, a tratti poetico ma a volte troppo frettoloso, che ha nelle caratteristiche che lo rendono unico anche i suoi maggiori limiti. Un prodotto ineccepibile dal punto di vista stilistico in cui il confine tra forma e sostanza è talmente sfumato che i meriti della prima colmano alcune piccole mancanze della seconda. Il rammarico più grande è forse in un finale che sembra tranciare di netto una storia che avrebbe probabilmente meritato di concludersi in maniera meno repentina.

7.7