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Sirius the Jaeger: recensione della serie disponibile su Netflix

Con la nuova produzione Netflix i vampiri tornano a seminare il panico nelle città; gli unici che possono fare qualcosa sono gli Jaeger.

recensione Sirius the Jaeger: recensione della serie disponibile su Netflix
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Sin dalle epoche più remote si narra di creature che, al calar delle tenebre, nascoste nell'ombra, attaccano chi meno se lo aspetta, succhiando loro il sangue: i vampiri. Tuttavia, c'è qualcuno che si oppone alle forze del male ed insegue i succhiasangue, affinché il genere umano possa dormire sonni tranquilli: i cacciatori di vampiri. Negli anni queste figure hanno assunto svariate sembianze, fino a giungere agli anni ‘30 alla nascita di un'organizzazione dedita alla caccia dei vampiri, con sede a Londra, che agisce globalmente: gli Jaeger (termine arcaico inglese traducibile in cacciatore).

Questo è ciò che viene raccontato nell'anime Sirius the Jaeger, realizzato da P.A. Works, disponibile su Netflix, anche con doppiaggio italiano. Armati anche noi di paletti, croci, ed una buona scorta di aglio, ci siamo immersi tra le ambientazioni macabre ed horror di questa nuova esclusiva Netflix.

Eredi di Van Helsing

La serie è ambientata negli anni ‘30, in un mondo controllato dai vampiri ormai da millenni. Camuffandosi tra gli esseri umani, e muovendosi con il favore delle tenebre, i mostri si nutrono del sangue di ignare vittime. I vampiri, in questo universo immaginario, si dividono in due categorie: Reali e Schiavi.

I primi si celano abilmente tra gli umani, riuscendo anche a sopravvivere senza difficoltà all'esposizione della luce solare, e sono abili nel combattimento, anche senza assumere un aspetto vampiresco. I secondi, invece, sebbene riescano a passare inosservati agli occhi dei mortali, devono indossare delle particolari lenti per proteggere gli occhi e per non essere ridotti in cenere a contatto con i raggi del sole; inoltre, non possono lottare senza assumere le loro vere sembianze da succhiasangue. A cercare di fermare le belve assetate di sangue, vi sono gli Jaeger: un manipolo di uomini che dà la caccia ai vampiri e che agisce nell'ombra. Tra i più abili cacciatori vi sono Yuliy, Philip, Fallon, e Dorothea, guidati da Willard, detto il Professore. Questi si celano dietro la compagnia marittima internazionale V-shipping, e si spostano per tutto il globo per dare la caccia alle loro prede, indagando su sparizioni e morti misteriose.
Sebbene ad un primo impatto possa sembrare che la produzione sia corale, è chiaro sin dalle battute iniziali che i riflettori sono puntati su Yuliy. Questi era ancora un bambino quando, in una gelida notte, i vampiri assaltarono il villaggio della sua tribù (liberamente ispirata agli Ainu), uccidendo ogni abitante. Yuliy, aiutato dal fratello maggiore, riuscì a scappare nella foresta circostante, finché non venne soccorso da Willard, che lo prese sotto la sua ala protettrice.

Da quel giorno, il giovane ha preso la decisione di eliminare ogni vampiro che infesta il mondo, per vendicare le persone a lui care. Questo suo desiderio di vendetta lo porta spesso ad agire in solitaria e a non seguire gli ordini, rischiando di mettere in pericolo l'intero gruppo.
Gli Jaeger stanno inseguendo dei succhiasangue nella lontana Cina, ma i Reali sono riusciti a scappare prima che potessero raggiungerli. Gli indizi raccolti conducono i cacciatori in Giappone, precisamente a Tokyo, la Città Imperiale.

Qui la V-Shipping viene ospitata dal barone Naoe. La città sta vivendo un periodo di terrore: da un lato vi è il partito anti governativo Hyakko (Cento Tigri nella versione italiana), che vuole riportare in auge i valori dei samurai, e vuole aiutare i poveri, prendendo di mira i ricchi; dall'altro vi è un efferato assassino che, dopo essere evaso di prigione, è tornato a seminare il panico per le strade, riprendendo a commettere omicidi. Willard si rende conto che sono due avvenimenti troppo singolari per essere ignorati, e decide di indagare sul killer.
Durante il soggiorno in Giappone, i cacciatori fanno la conoscenza di Ryoko, figlia del barone, che s'innamora del freddo Yuliy, e che vuole esseregli d'aiuto in qualsiasi modo. Contemporaneamente, al maggiore Iba viene affidato l'incarico di formare una piccola task force per indagare sul partito Hyakko e sugli efferati omicidi che si stanno consumando. Le strade degli Jaeger e dell'esercito sono destinate ad incrociarsi.In breve tempo gli Jaeger si rendono conto che, come sospettavano, dietro a questi efferati omicidi e dietro lo Hyakko ci sono i vampiri, che mirano ad un obiettivo ben più grande, che sembra essere in qualche modo collegato a doppio filo alla tribù scomparsa di Yuliy e alla sorte dei signori della notte.

Chiamata nel sangue

Sirius the Jaeger forse risente troppo di una sceneggiatura che ha dell'ottimo potenziale, ma che non riesce a convincere del tutto. Sebbene alcune scelte narrative ci siano sembrate alquanto forzate, solo per portare avanti il canovaccio, e nonostante alcuni personaggi ci siano apparsi del tutto superflui, aggiunti per arricchire il cast, l'anime cerca di essere una serie sui vampiri il più originale possibile, seppur con scarso successo, con un'ambientazione storica, che sfoggia elementi steampunk, e con colpi di scena e rivelazioni, anche se non molto convincenti, che invogliano a proseguire e a conoscere meglio i vari personaggi.

Una delle pecche della narrazione, purtroppo, è la scelta degli attori, in quanto non tutti hanno una propria identità e molti sono superficiali. I personaggi presenti sono strutturati in maniera altalenante: alcuni sono ben approfonditi, se ne conosce anche il passato, seppur con qualche sporadico accenno; altri, poco scandagliati, riescono comunque a ritagliarsi un piccolo spazio; altri ancora, invece, sono abbandonati a se stessi e vorrebbero tanto avere un ruolo rimarchevole, in quanto teoricamente principali, ma sono ridotti ad essere semplicemente delle comparse, senza avere un forte impatto sugli eventi.

La situazione si aggrava ulteriormente con i vampiri: viene introdotta quella che sembra essere una gerarchia tra i succhiasangue, in cui i più anziani hanno più potere dei "giovani", ma questa suddivisione non viene mai approfondita. Gli autori avrebbero dovuto focalizzare maggiormente la loro attenzione su un'esaustiva costruzione dei vari ruoli e sulla suddivisione gerarchica dei mostri, in modo da avere una produzione più complessa.

Questo si riflette negativamente su un character design variegato ed ispirato, che si adatta perfettamente all'ambientazione storica ed ai singoli ruoli, anche se a volte ci è sembrato essere eccessivamente fuori dagli schemi, ma che non riesce a spiccare particolarmente proprio perché alcuni attori sono messi in secondo piano; diversamente, il design dell'aspetto reale dei mostri non ci ha colpiti particolarmente, poiché semplice e basilare, essendo pipistrelli dalle fattezze umanoidi e senza ali, e inevitabilmente lo abbiamo accostato, per certi versi, ai vampiri di Blood+.

A fare da contraltare alla scarsa strutturazione dei personaggi vi sono elementi splatter, che rendono l'opera più violenta e intrisa di elementi horror, oltre a spettacolari (seppur pochi) combattimenti, degni dei film d'arti marziali. Il protagonista affronta le belve armato di un bastone a tre sezioni, con lame alle estremità, e sfoggia uno stile di lotta molto simile alle arti marziali cinesi.

Un ruolo chiave, in queste istanze, lo gioca anche il comparto tecnico: i disegni si mantengono su livelli medi, con una minuziosa cura nei dettagli, anche se nelle riprese più ampie non eccellono particolarmente. Spesso viene utilizzata una CGI, limitata a sporadici oggetti scenici, che salta all'occhio, spiccando sul resto del tratto manuale; ma è durante gli scontri che è possibile notare come i disegni sono chiari e puliti, con animazioni fluide, al fine di renderli adrenalinici e coreografici, lasciando con il fiato sospeso in più momenti per la loro spettacolarità.

Purtroppo, la narrazione prende una piega inaspettata quando siamo messi dinanzi ad un plot twist che avrebbe potuto dare una svolta alla sceneggiatura, ma che dà la sensazione che molto venga lasciato indietro, per giungere al finale. La situazione non migliora, perché non si sfruttano a dovere gli episodi restanti per cercare di migliorare l'intero ordito approfondendo alcuni dettagli trascurati.Arrivati a circa metà stagione, la serie si focalizza unicamente, e anche più di prima, su Yuliy, mettendo del tutto in secondo piano gli altri comprimari, che continuano ad essere poco rimarchevoli; crediamo che se avessimo avuto dinanzi secondari più completi, la produzione sarebbe stata più soddisfacente. Inoltre, dopo le numerose rivelazioni forniteci, la story line procede molto rapidamente, dando la sensazione che si stiano bruciando tappe importanti per cercare di risolvere il prima possibile tutti i quesiti rimasti aperti, ed arrivare, così, alla conclusione della storia, che risulta essere comunque soddisfacente.

Riteniamo che, per rendere la serie più convincente su vari fronti sfruttando tutte le carte a disposizione, l'ideale sarebbe stato aumentare la durata complessiva oltre i 12 episodi, per strutturare meglio i vari attori che si alternano sulla scena, tra vampiri ed esseri umani, senza necessariamente essere un'opera corale, ma riuscendo a rendere l'intero cast più partecipe e rimarchevole. Il potenziale per essere una produzione originale e che catturi lo spettatore in poche battute, non è stato impiegato a dovere e il risultato ottenuto è un corpo prosciugato di tutto il suo sangue.

sirius the jaeger Sirius the Jaeger è un’opera che ha delle buone frecce al suo arco, ma non riesce a dare il massimo di sé, risultando infine un'opera di poco impatto. I personaggi avrebbero dovuto essere analizzati in egual misura, ma l’attenzione si focalizza solo ed unicamente su Yuliy, che adombra tutti gli altri. Nonostante ciò, l’anime può vantare duelli al cardiopalma e una buona dose di sangue, che potrebbe attirare anche i vampiri più lontani.

6.8