Spider-Man Bianco e Nero, Recensione della raccolta di Stan Lee e John Romita Recensione

Dopo il sontuoso Capitan America di Jack Kirby e Civil War di Milla e McNiven, anche il leggendario Uomo Ragno di Stan Lee e John Romita in bianco e nero.

recensione Spider-Man Bianco e Nero, Recensione della raccolta di Stan Lee e John Romita
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Anche in questa era di cinecomics e di stravolgimenti fumettistici, quando si pensa al concetto di supereroe mascherato due sono i nomi che ci vengono immediatamente in mente: Batman e Spider-Man.
Impossibile negarlo, anche al di là dei gusti. Il Cavaliere Oscuro e il Tessiragnatele sono indissolubilmente due pilastri del genere, per popolarità e immaginario collettivo. Sono gli eroi che si trovano più spesso sui poster, sulle cartelle e sui quaderni dei ragazzini, sulle magliette. Pur essendo lontanissimi tra di loro, editorialmente e caratterialmente, entrambi incarnano i principi chiave del supereroe, tuttavia con una differenza sostanziale: Batman incute timore e rispetto, lo vorresti come difensore e custode della città dove vivi per sentirti al sicuro, Spider-Man invece lo vorresti come amico. Ed il successo dell'arrampicamuri probabilmente è proprio tutto qui: Peter Parker è uno di noi, condivide con noi difficoltà economiche, problemi sentimentali, questioni familiari, sogni e obbiettivi da conquistare non solo col proprio costume addosso. Queste sue caratteristiche lo hanno reso con buona probabilità il supereroe mascherato più popolare e amato di sempre, forse addirittura l'eroe che ognuno di noi sogna di essere.
Editorialmente parlando, le ragioni di questo strepitoso successo sono cristalline e hanno un bel sorrisone stampato sopra, quello del leggendario Stan Lee, che ha saputo cavalcare i tempi e le opportunità come nessun altro prima di lui.
La collana Eroi Marvel In Bianco E Nero di Panini Comics, dopo l'iconografico Capitan America di Lee e Kirby e Civil War di Millar e McNiven arriva sulle nostre librerie con uno dei cicli più belli e importanti della Silver Age del fumetto americano: quello Spider-Man del 1967, scritto dal sorridente baffone Stan Lee e con i disegni, incredibili, di John Romita, che subentrò al compianto Steve Ditko della prima era - che non ringrazieremo mai abbastanza per il suo contributo nei comics americani e per aver dato all'Uomo Ragno la forma che tanto abbiamo amato, oltre che i famosi spara-ragnatele...

Spider-Man negli anni Sessanta

La cosiddetta Summer Of Love fu esplosiva. I numeri contenuti in questo splendido volume da collezione vanno dal '47 al '56 dell'edizione originale e contengono uno spaccato assolutamente vivo e completo della seconda metà degli anni Sessanta americani, tra amicizia, amore, vita universitaria, cultura beat, costume e ovviamente scazzottate con super villains.
Il nostro Peter Parker stringerà finalmente amicizia con Harry Osborn, figlio della sua arcinemesi Norman Osborn a.k.a. Goblin, e si troverà nel bel mezzo del più famoso triangolo sentimentale della storia dei comics, tra le due splendide Gwen Stacy e Mary Jane Watson. Proprio le due splendide ragazze saranno ben più che personaggi comprimari nelle vicende del nostro amichevole Uomo Ragno di quartiere e la loro resa grafica, grazie al talento di Jazzy John, diventerà poi negli anni un punto di riferimento per tutta l'industria del fumetto americano.
Tutti i personaggi acquisiranno spessore durante la conduzione Lee/Romita così come le vicende narrate si faranno più complesse rispetto al passato. Tra le pagine di questa mitica serie sarete testimoni addirittura del debutto di Wilson "Kingpin" Fisk che fin da subito mostrerà i suoi (giganteschi) tratti caratteristici nell'ambiente della mala.
Di questo rinnovato spessore ne è un esempio concreto tutta la storia legata a Blackie Drago, l'uomo che per un periodo assumerà l'identità del villain Avvoltoio.

L'originale Vulture, infatti, si trova sul letto di morte, desideroso solo di vedere realizzata la sconfitta dell'Uomo Ragno prima dell'ultimo respiro, e sarà costretto quindi a fare un patto con il compagno di carcere Blackie per cedergli l'ultimo costume rimasto in cambio di una vendetta comandata; Blackie, in realtà, ha come unico scopo quello di impadronirsi delle ali dell'Avvoltoio per avere la propria occasione nel mondo del crimine e, di proposito, ha avvelenato l'originale proprietario dell'outfit, proprio per costruirsi una chance. Inevitabilmente i due arriveranno alla resa dei conti, coinvolgendo nel frattempo il povero Spider-Man.
Gli inganni e i plot twist, la drammaticità della scena iniziale che mostra la debolezza di un vecchio morente, non più così spaventoso come villain, le forze di polizia poco attente perché sottopagate e la struttura stessa dell'intera narrazione rappresentano un gradino evolutivo enorme dalla precedente era Lee/Ditko, dove tutto era decisamente più "Amazing", ma anche più "giovane" ed inesperto.
Nella storia che vede coinvolto il cacciatore Kraven noterete il cambio radicale di Flash Thompson, che dopo aver essere stato vittima di un'aggressione ed essere stato salvato dall'Uomo Ragno, smetterà di essere uno sbruffoncello stereotipato, diventerà amico di Peter e deciderà addirittura di arruolarsi nell'esercito.
Insomma, era il 1967 e di li a poco il mondo avrebbe vissuto una delle sue rivoluzioni più importanti con i movimenti del 1968 ed anche le storie e il look dei fumetti comincia ad essere influenzato da quest'aria di cambiamento.

Uno di noi

Addirittura nel numero 50, Spider-Man è costretto a fare i conti con se stesso e con l'opinione pubblica che, nonostante sia al corrente di tutte le sue imprese eroiche, a causa della lotta senza quartiere che J.J. Jameson porta avanti sul Daily Bugle, si dimostra sempre più titubante e spaventata dalla figura dell'eroe in costume. Peter Parker vede la propria vita sfuggirgli di mano per colpa della maschera che indossa (sarà costretto a rinunciare al lavoro dei suoi sogni, Zia May avrà un malore senza che Peter possa essere presente per intervenire, Gwen e Mary Jane cominciano a mal digerire i continui ritardi e le occasioni mancate, Harry farà fatica a portare avanti la convivenza universitaria); sulle pagine di "Spider-Man No More" arriverà quindi a prendere una decisione cruciale che caratterizzerà il personaggio anche molti anni dopo (vedi Civil War): appendere il costume al chiodo e riappropriarsi della sua vita.

Ne nacque uno dei cicli più belli e amati di sempre, anche grazie ai disegni, resi iconografici, dal tratto morbido, rotondo eppure straordinariamente dinamico di Jazzy John Romita.
In questa versione in bianco e nero potrete apprezzare ancora di più i bellissimi dettagli, le proporzioni, le inquadrature che hanno reso l'Uomo Ragno il campione indiscusso di vendite del periodo dopo i Fantastici Quattro. Vi innamorerete di Gwen Stacy e Mary Jane Watson e del loro look così pop e curato (le vedrete persino cambiare acconciatura nelle varie storie, cosa davvero rara nel contesto seriale) e ogni scena di combattimento sembrerà saltare letteralmente fuori dalle pagine.

Questo ciclo di storie è stato così fondamentale che è stato fonte di ispirazione per quel piccolo gioiello che è Spider-Man: Blu di Jeph Loeb e Tim Sale, i quali lo hanno ripreso, tributato e approfondito nel famoso capitolo della loro Tetralogia dei Colori, di cui recentemente Panini Comics ha pubblicato anche Hulk: Grigio.
L'iniziativa degli Eroi Marvel in Bianco e Nero è molto bella e trasversale, perché riesce a rivolgersi tanto ai collezionisti, con volumi di grande pregio e formato impreziositi dal fascino del black and white, quanto a chi queste storie - per questioni anagrafiche - non ha potuto goderle in precedenza.
E' un'occasione quindi imperdibile per portarsi a casa un pezzo di storia e per lasciarsi cullare dolcemente dalle atmosfere dei tempi andati, che sanno ancora essere così affascinanti e accattivanti, proprio perché raccontano di un ragazzo come noi, che nonostante grandi poteri ha deciso di non fuggire di fronte alle grandi responsabilità. Scoprirete infine perché Peter Parker, anzi Spider-Man, è l'eroe che tutti noi vorremmo come amico.

Spider-Man Bianco e Nero Il volume Eroi Marvel in Bianco e Nero: Spider-Man è una lettura davvero preziosa per ogni grande appassionato di supereroi e di fumetti. Perché, con la magia che solo certe leggende riescono trasmettere, ci trasporta in un tempo in cui si forgiavano i miti con la creatività e con i disegni, piuttosto che con le sceneggiature zoppicanti che caratterizzano i cinecomic moderni. Non esiste un modo altrettanto piacevole di studiare la storia e di tornare ad essere innamorati di uno degli eroi più amati di sempre: Spider-Man, l’eroe che ci somiglia.

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