Spider-Man: Blu, la Recensione del fumetto di Jeph Loeb e Tim Sale

Loeb e Sale, con il secondo capitolo della Tetralogia dei Colori, ci raccontano il primo incontro tra Peter Parker, Gwen Stacy e... Mary Jane Watson.

recensione Spider-Man: Blu, la Recensione del fumetto di Jeph Loeb e Tim Sale
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"So che non sentirai mai questa registrazione, ma un giorno... potrebbe esserci qualcuno che vorrà sapere di te. Di noi. Ti chiamavi Gwen Stacy. Io sono Peter Parker. Questa è la storia di come ci innamorammo. O meglio, di come rischiammo di non innamorarci".
Spider-Man: Blu, opera datata 2002 scritta da Jeph Loeb e illustrata da Tim Sale, si apre con un toccante monologo di Peter Parker che, attraverso due mirabolanti splash page, volteggia tra i grattacieli di New York intriso di una luce azzurrina e ci trasmette tutta la sua malinconia attraverso un poderoso flusso di coscienza. L'opera, che Panini Comics ha portato sui nostri scaffali in un elegante volume cartonato nel corso della primavera 2018, rappresenta il secondo capitolo della Tetralogia dei Colori della Marvel, un ciclo di racconti dedicati ad alcuni eroi ai quali gli autori hanno associato un diverso colore. Spider-Man: Blue, attraverso le sue pagine umoristiche, dolorose e toccanti al tempo stesso, ci racconta il lutto di un Peter che ricorda il suo primo incontro con il suo originale e grande amore: perché, prima della focosa e storica Mary Jane, prima della stabilità e della vita coniugale, prima di essere un tigrotto, il cuore di Spider-Man batteva per Gwen Stacy.

Un'opera romantica

La costante di queste storie è sempre la stessa: Loeb e Sale, attraverso le mini-serie in questione che risalgono ai primi anni 2000, pescano a piene mani da un preciso momento editoriale nella storia degli eroi che hanno preso in esame. Dopo l'ottimo Daredevil: Giallo, che racconta il primo incontro tra Matt Murdock e uno dei suoi principali amori, la bella e sfortunata Karen Page, i due autori non potevano non approcciarsi a una delle creature più amate e popolari partorite dalla mente del buon vecchio Stan Lee: il nostro amichevole Uomo Ragno di quartiere, appunto.
Chiuso nel buio di una soffitta, illuminato dai raggi di una luna che creato un'atmosfera bluastra a pervadere ogni singola tavola dell'opera targata Marvel Comics, un affranto Peter Parker trascorre un San Valentino malinconico ricordando i giorni di gioventù passati ad ammirare la bella Gwen. Mentre le parole scorrono attraverso un registratore, l'eroe rivanga ogni momento che determinò il primo incontro tra i due, il suo tormento per non riuscire a togliersela dalla testa, i consigli amorosi del suo amico Harry Osborn e finalmente i primi appuntamenti con l'ambita figlia del capitano Stacy, bella e statuaria come una dea e intelligente come poche. Ma, esattamente come illustrano le premesse della trama, Spider-Man: Blu non è soltanto la storia di come Pete e Gwen si sono conosciuti e innamorati, ma anche di come hanno rischiato di non innamorarsi: il principale ostacolo nella neonata relazione tra i due, oltre ogni villain che ha sempre minacciato la vita privata del povero Parker, porta un nome e un cognome specifico. Mary Jane Watson.

Jeph Loeb e Tim Sale, infatti, raccontano anche il momento in cui Mary Jane è entrata nella vita di Spider-Man: l'incontro tra i due giovani fu orchestrato dalle rispettive zie dei due, che erano vecchie amiche e desideravano ardentemente che Peter e MJ si conoscessero. Nel momento in cui la più famosa delle rosse dell'universo Marvel bussa alla porta di casa Parker, esordendo con la storica frase: "Ammettilo, Tigrotto, hai appena fatto centro!" e con un Tim Sale in stato di grazia che ha rielaborato storiche tavole ispirate ai numeri originali di Amazing Spider-Man degli anni Sessanta, la vita dell'arrampicamuri diventa un vortice di equivoci, dubbi, illusioni e situazioni imbarazzanti, diviso tra la sua attrazione per Gwen e la figura ingombrante dell'esplosiva MJ. La Watson diventa ben presto un elemento invasivo nel rapporto tra Pete e Gwen, nonostante abbia suscitato l'infatuazione del buon Harry, al punto che l'amore tra i due rischia di non sbocciare a causa di gelosie e fraintendimenti.

Cara Gwen...

In questo vortice sentimentale, che non disdegna l'azione e l'epica tipiche delle storie legate a Spider-Man - una pletora di criminali, tra cui Avvoltoio, non si farà scrupoli nel rendere la vita di Peter un inferno peggiore di quanto non sia già - prende vita una storia dalle tinte tenere e delicate, venata di momenti umoristici che fanno da intermezzo alle riflessioni profondamente drammatiche e malinconiche di Parker.

Le tavole di Sale si districano attraverso vignette altisonanti e roboanti splash page, tingendo questa volta il racconto di una malinconica illuminazione bluastra a differenza del giallo "noir" smorto che permeava le ambientazioni di Daredevil: Yellow. Vere protagoniste del fumetto di Loeb e Sale sono le donne, in particolare le due esplosive amanti di Spidey, rappresentate dall'illustratore mantenendosi il più fedele possibile alle loro silhouette originali tratteggiate dalla matita leggendaria di John Romita Senior, figure sinuose e sensuali che si snodano tra le pagine del racconto con la forza di un uragano; in generale, comunque, il comparto visivo di Spider-Man: Blu si pone a metà strada tra l'omaggio alle vignette classiche della Golden Age targata Marvel e uno stile deliziosamente cartoon, un mix che rende il tratto di Sale un esponente unico nel panorama di disegno offerto dalla Casa delle Idee.

Pur non presentandoci scene action particolarmente sontuose o battaglie spettacolari, il fulcro narrativo di Spider-Man: Blue viaggia sul filo della delicatezza e della nostalgia, nel rimpianto di un amore andato e destinato a non tornare mai più, seppur il cuore spezzato di Peter sia stato consolato dalla figura di Mary Jane: Gwen Stacy fu brutalmente uccisa da Green Goblin, infatti, in una scena destinata a rimanere come una delle più drammatiche e intense della Marvel Comics. La ragnatela di Spider-Man non riuscì a salvare in tempo la giovane, che perse la vita a causa del contraccolpo provocato dalla tensione del filo spezzandosi il collo e spirando i suoi ultimi respiri tra le braccia dell'Uomo Ragno.
Un evento che ha segnato profondamente Peter che, alla fine del racconto di Jeph Loeb e Time Sale, viene sorpreso dalla sua nuova fiamma (MJ) a registrare il suo particolare messaggio alla sua vecchia amata: di fronte all'ennesima dimostrazione d'amore da parte della rossa, chiude il messaggio con un ultimo saluto alla sua Gwen, ricordando che fu proprio la giovane a insegnargli che la vita può essere grandiosa.

Spider-Man: Blu Spider-Man Blu si districa tra le sue pagine con una malinconia profonda e dolce, rafforzata dalle tinte bluastre e dal tratto che caratterizza le tavole di Tim Sale meravigliosamente ispirate ai fumetti degli anni Sessanta, non senza una forte vena di autorialità personale. Sacrificando una componente d'azione centellinata e non così necessaria ai fini della storia, la penna di Jeph Loeb serpeggia tra i disegni del suo storico collega con precisione e romanticismo, riuscendo a concludere un racconto che difficilmente non riuscirà a commuovere anche il lettore più duro.

8.3