Spider-Man : la storia della mia vita, la Recensione del fumetto Marvel

E se Spidey fosse invecchiato insieme al mondo attorno a lui? Chip Zdarsky e Mark Bagley portano in scena un racconto che vi farà semplicemente emozionare.

recensione Spider-Man : la storia della mia vita, la Recensione del fumetto Marvel
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L'immortalità è la caratteristica più elettiva che, da sempre, segna il confine tra la realtà e il simil-realismo supereroistico. Un dogma scolpito su carta dai padri fondatori del genere fumettistico che, pur passando generazioni su generazioni di autori e lettori, non viene in alcun modo intaccata: il poter vivere per sempre. la più alta e bramata utopia umana. Ne avrete lette di tutti i colori riguardo ad alcune fra le morti più iconiche di casa Marvel ma, al tempo stesso, sarete stati anche testimoni delle più classiche operazioni di "rinascita" dettate da uno schema editoriale utile, con giusti intervalli temporali, a dar fiato all'eroe di turno per poi tornare, magari affiancato da un'artista rampante, con più smalto e vigore di prima. Ma... Siete mai stati testimoni di un inizio e una fine di un qualsiasi personaggio a voi caro? C'è sempre una prima volta e, fortunatamente, anche di qualità grazie a Spider-Man: la storia della mia vita.


Edito da Panini Comics Italia, l'albo è ufficialmente disponibile all'acquisto e noi non possiamo far altro che consigliarvelo con una solenne motivazione: è uno dei migliori "What If" che siano mai stati realizzati. Prodotti del genere possono essere apprezzati ancor più dai fan del personaggio, visto che potranno cogliere ogni possibile dettaglio e differenze rispetto allo script originale. Eppure, una storia come questa risulta perfetta anche per chi non conosce il classico filone narrativo originale. Ambo le parti, non ci sono dunque scusanti per non dare una bella occasione a questo prodotto Marvel.

Il senso di colpa ragnesco

Stan Lee e Steve Dikto nel 1962 crearono Peter Parker/Spider-Man inserendolo perfettamente in quell'epoca temporale. Da quel momento, pur con piccole modifiche, nessun autore ha mai voluto invecchiare il personaggio pur facendolo ambientare in epoche contemporanee. Ma cosa succederebbe se Spidey fosse invecchiato proprio dal giorno della sua creazione? A questo interessante quesito provano a dar risposta Chip Zdarsky, vincitore del premio Eisner Awards 2019 (proprio con la suddetta opera), e Mark Bagley, iconico disegnatore di Spider-Man sin dagli anni '90.

L'operazione svolta è da elogiare vista l'abile bravura nel sintetizzare, in un breve ciclo narrativo, le voluminose e poliedriche avventure che l'amichevole arrampicamuri di quartieri ha vissuto nella sua intensa e mai banale vita quotidiana. Costruito nella più basica delle formule, Spider-Man: la storia della mia vita andrà a ripercorre (con numerosi cambiamenti che troverete di pagina in pagina) l'inizio, il vissuto tra gioie e dolori e la fine del personaggio più amato da Stan Lee e, forse, del mondo intero dato il suo imponente simbolismo. Già parlando proprio del simbolo che Spider-Man rappresenta per la Marvel, è Zdarsky stesso a sottolinearlo in maniera roboante grazie alla sua precisa volontà di renderlo ancor più vicino a noi stessi, esaltandone il lato umano come i dubbi sul proprio operato e sulla fragilità emotiva da sempre ancora sulle spalle di Peter Parker.

Un vero e proprio senso di colpa ragnesco che, partendo dalla ben nota morte di Zio Ben (anche qui riproposta nella maniera più fedele possibile), lo porterà più volte a rasentare lo zero assoluto dell'autostima e porsi domande esistenziali quali il mettere davanti il bene comune anziché quello personale. O scegliere quale guerra fosse giusta o sbagliata, se parteciparvi o meno e se, per assurdo, andare contro la nazione da lui stesso amata e protetta fino all'ultimo respiro. Questo albo dona dei momenti intimi tra Peter Parker e il suo IO interiore tanto da far soffermare il lettore stesso a pensare a sua volta alla propria vita.

Un pregevole affresco di vita vissuta

Facile affermare che il disegno sia di livello, soprattutto se c'è di mezzo un totem come il buon vecchio Bagley. Difficile però gestire al meglio il proprio tratto in un qualcosa di tanto familiare, dati i suoi anni trascorsi a inchiostrare le avventure di Spidey su carta, quanto bizzarro, poiché ci sono alcuni sostanziali cambiamenti sotto l'aspetto della narrativa. Il disegnatore è riuscito nel compito di enfatizzare ancor più del solito l'espressività di alcuni personaggi chiave, il Norman Osborn di turno per esempio, dando quella tonalità di disperata rassegnazione che solo l'avanzare del tempo riesce perfettamente a incidere sul volto umano.

Un tratto ben supportato da una paletta di colore ben fedele a ogni decennio narrato nell'opera e che, soprattutto nel capitolo più oscuro della vita di Spider-Man (l'incontro col simbionte), farà rimanere il lettore letteralmente estasiato. Si avrà voglia di ammirare ogni dettaglio tecnico/artistico presente sulle tavole dell'opera. Insomma, un affresco di vita vissuta da Peter Parker e dalla sua caotica vita colma d'amore e odio. Un dicotomico rapporto interiore che vi porterà, alle ultime battute di questa revisione supereroistica, a provare dei sentimenti che, forse, fino a quel momento non avrete mai provato nei confronti di questo personaggio.

Spider-Man - La storia della mia vita Se amate Spider-Man, o in generale il fumetto d’autore, dovete fare vostro "La storia della mia vita". Mai come stavolta, siamo certi che non ve ne pentirete affatto. Menzione d’onore all’edizione brossurata presente sul mercato italiano geazie a Panini Comics, rapporto qualità/prezzo di primissimo livello.

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