Steins;Gate 0: recensione finale del midquel di Steins;Gate

Il nuovo nato della serie "Science Adventures" ci trasporta in un universo alternativo in cui Rintaro Okabe si è arreso.

recensione Steins;Gate 0: recensione finale del midquel di Steins;Gate
Articolo a cura di

La storia di Steins;Gate, serie anime in 24 episodi del 2011 realizzata da White Fox per la regia di Hiroshi Hamasaki e Takuya Sato, ruota intorno alla casuale realizzazione da parte di un gruppo di ragazzi di una primitiva "macchina del tempo" in grado di inviare mail (rinominate per l'occasione D-mail, dove "D" sta per "DeLorean") nel passato con il risultato di mutarlo. L'unico a poter conservare il ricordo di queste modifiche è il fondatore del Laboratorio di Gadget Futuristici, lo studente universitario Rintaro Okabe, il quale non si fa scrupoli a cambiare la Storia a piacimento per andare incontro ai desideri dei suoi amici, i Lab Mem. Ogni modifica tuttavia porta allo slittamento in una nuova "linea di universo", una sorta di dimensione parallela. Il frutto di tutte queste alterazioni dello spaziotempo è la morte di Mayuri Shiina, amica carissima del protagonista, il quale scoprirà ben presto di poter risolvere la situazione solo sacrificando la vita di un'altra persona a lui molto cara: la scienziata diciottenne Kurisu Makise. Una vita per una vita. Un scelta apparentemente impossibile. Grazie a un suggerimento da parte del sé stesso del futuro, Okabe riesce ad aggirare il problema e salvarle entrambe, entrando nella cosiddetta "linea di universo di Steins;Gate", una dimensione ideale che è il risultato delle sue scelte e frutto della propria incrollabile decisione. Per analizzare Steins;Gate 0, midquel di Steins;Gate che racconta il non-mostrato fra il ventitreesimo e il ventiquattresimo episodio proseguendo gli eventi della linea di universo Beta, è però opportuno parlare un po' delle Science Adventures e del meraviglioso universo fantascientifico di cui entrambe le serie fanno parte.

Steins;Gate Animated Universe

In principio furono le Science Adventures, una serie di visual novel di genere fantascientifico ambientate nel medesimo universo narrativo e sviluppate da 5pb. in collaborazione con Nitroplus. Al primo titolo della serie, Chaos;Head, rilasciato nel 2008, seguirono Steins;Gate, Robotics;Notes, Chaos;Child, Steins;Gate 0 e vari spin-off, adattamenti manga, spettacoli teatrali e così via. Dato il successo delle Science Adventures non sorprende che vari studi di animazione ne abbiano curato degli adattamenti anime, fedeli il giusto, a loro volta di notevole impatto. A fare da apripista alla versione animata delle "avventure scientifiche" è il già citato Chaos;Head, anime realizzato nel 2008 da Madhouse e ambientato in una Shibuya onirica e orrorifica, abitata da strani individui dotati di poteri paranormali, ragazze giovani e bellissime e NEET impenitenti che dovranno trovare il coraggio di uscire dal proprio guscio. Come detto poc'anzi, le avventure narrate nelle diverse serie appartengono al medesimo universo narrativo ed ecco perché Nerdheim il Fulmineo, protagonista di Chaos;Head, viene citato nella successiva Steins;Gate. Seconda da un punto di vista cronologico ma prima per qualità del narrato e popolarità, quest'ultima serie è stata sviluppata dallo studio White Fox nel 2011 ma è ambientata nell'Akihabara del 2010.

Steins;Gate è la storia di un manipolo di ragazzi capeggiati dal folle Hououin Kyouma, al secolo Rintaro Okabe, che inventano casualmente un sistema per inviare messaggi nel passato, modificando di fatto il corso della storia. Così facendo attireranno l'attenzione di una organizzazione criminale che mira al controllo del mondo e nella sua seconda metà la serie, meraviglioso connubio fra thriller, sci-fi e commedia sentimentale, subirà un'impennata della propria componente "drama" per giungere a un finale brillante ed emozionante. Steins;Gate, che potete recuperare in streaming sulla piattaforma Netflix, è un felice miscuglio fra generi diversi e ha saputo radicarsi nel cuore di milioni di appassionati in tutto il mondo. La trama principale è stata arricchita con vari episodi speciali: il 23B, da posizionarsi fra il 23 e il 24, considerabile come un prologo a Steins;Gate 0; l'OVA Egoistic Poriomania che prosegue la storia introducendo il personaggio di Yuki Amane; quattro brevi ONA promozionali; e per finire un lungometraggio del 2013 intitolato Steins;Gate - The load legion of déjà vu che prosegue la storia nella linea di universo di Steins;Gate dando ampio spazio al personaggio di Kurisu Makise. Nello stesso anno, lo studio Production I.G. ha pubblicato l'adattamento anime di una nuova Science Adventure: è il turno dell'agrodolce Robotics;Notes, ambientata nella linea di universo di Steins;Gate nel 2019 sull'isola di Tanegashima. Il collegamento con la realtà di Rintaro Okabe e i suoi fantastici amici è rimarcato dalla presenza nel cast principale di Nae Tennouji, la figlia di Yugo "Mister Braun" Tennouji ormai cresciuta e dalla comparsa "virtuale" di Itaru "Daru" Hashida detto Super Hacker. A colmare il vuoto cronologico fra Load Legion e Robotics;Notes abbiamo solo il sequel di Chaos;Head, Chaos;Child, realizzato dallo studio Silver Link: stavolta la guerra per il destino del mondo si gioca nella Shibuya del 2015 e avrà come conseguenza lo spostamento in una nuova linea di universo, il che secondo voci più che attendibili sarà alla base del sequel di Robotics;Notes, Robotics;Notes - DaSH, che dovrebbe recuperare il personaggio steinsgatiano di Daru.

Dopo Chaos;Child, l'ultima Science Adventure in ordine di tempo è Steins;Gate 0, midquel di Steins;Gate ambientato nella linea di universo Beta, quella in cui Okabe - nel tentativo di salvare Makise - ha ucciso la ragazza per errore. Tratta dalla omonima visual novel rilasciata da Nitroplus nel 2015 per PS3, PS4 e Playstation Vita, la serie in 23 episodi (più un OAV di prossima uscita) è stata realizzata dallo studio White Fox per la regia di Kenichi Kawamura e la sceneggiatura di Jukki Hanada e potete recuperarla in lingua originale sottotitolata sulla piattaforma streaming VVVVID.

Un sequel che non è un sequel

L'impressione generale è che il successo di Steins;Gate abbia messo (brevemente) in crisi i suoi stessi autori. La necessità di un seguito era tanto lampante quanto difficoltosa, e lo vediamo ad esempio nella trama di Load Legion che di fatto pur essendo un film globalmente riuscito e godibilissimo non aggiunge pressoché nulla alla trama principale. In rete sono ancora recuperabili gli appunti relativi a un ipotetico seguito (che non ha mai visto la luce) intitolato Steins;Gate - The Committee of Antimatter in cui Okabe lo scienziato pazzo aveva appeso il camice al chiodo riciclandosi Detective Privato mentre coltivava una fruttuosa relazione a distanza con Kurisu. Questo seguito viene però cancellato, o forse soltanto sospeso, e gli autori si concentrano invece sull'esplorare il mondo della linea Beta, quella nel cui futuro è scoppiata la Terza Guerra Mondiale, Daru è diventato magro e Okabe è il capo di un movimento rivoluzionario con sede ad Akihabara che suggerisce al sé stesso del passato un metodo per "salvare capra e cavoli", che nella nostra analogia sono le due belle coprotagoniste Mayuri e Kurisu. Secondo lo stesso modello narrativo della prima serie, anche qui abbiamo una narrazione ricca di flashback, flashforward e ripetizioni, abbiamo ben chiaro il punto di partenza e il punto d'arrivo, che ancora una volta coincidono nel momento topico del secondo viaggio di Okabe con la macchina del tempo di Suzuha Amane una volta ricevuto il messaggio del sé stesso futuro. Con una breve D-mail questo Okabe "alternativo" riesce a riscrivere il passato e a "ingannare il mondo", ma qual è stata la sua storia?

Come ha vissuto questi anni di dolore gravati dal rimorso e dalla perdita dell'amore della sua vita? Steins;Gate 0 si propone di raccontare proprio l'esistenza di quel Rintaro Okabe, che ha abbandonato il camice bianco e la propria identità cialtronesca di Hououin Kyouma ed è caduto in depressione. Cerca di tirare avanti come può per coronare, magari un giorno, il suo sogno di diventare un vero scienziato, mentre su ogni cosa incombe l'incubo di una guerra totale. Sono trascorse alcune settimane dalla morte di Kurisu. Mayuri è depressa dal cambiamento occorso nel suo amato Okabe. Suzuha e Daru continuano le ricerche sulla Macchina del Tempo (Daru ha nel frattempo cominciato a frequentare Yuki Amane, futura madre di Suzuha) mentre Okabe, recatosi a un seminario del professor Alexis Leskinen all'università Viktor Chondria di Akihabara conosce quest'ultimo e la sua assistente Maho Hiyajo, che in passato lavoravano proprio con Kurisu.

Prima di morire infatti, la brillante neuroscienziata aveva lavorato a stretto contatto con i due allo sviluppo di un'intelligenza artificiale, Amadeus, basata sui suoi ricordi e così chiamata da Maho, in ossequio alla inarrivabile genialità della sua amica e kohai. Sbigottito dal realismo di Amadeus, che pare avere ereditato buona parte dell'essenza della ragazza, Okabe accetta di fare da "beta tester" utilizzando la propria intima conoscenza di Kurisu. La narrazione ha inizio da qui, da un Okabe che si lascia sempre più ossessionare dall'alter ego cibernetico della sua amata mentre i suoi amici cercano di venire a patti con il vuoto causato dal suo essersi arreso alla sua morte.

Più che 0, 2.0

Non è corretto parlare di difetti di Steins;Gate, che pur non essendo un capolavoro è certamente un prodotto dai numerosissimi pregi. In un numero tutto sommato contenuto di episodi, pur con qualche lungaggine iniziale (che peraltro ritroviamo anche nel suo seguito) riusciva a raccontare una storia appassionante e emozionante operando una netta decostruzione dei normali archetipi nipponici, la tipica tsundere, la megane che si esprime solo via mail, la ragazzina moe, il nerd dei computer, la maid sexy e così via. Quasi senza accorgersene lo spettatore finiva con l'identificarsi totalmente con Okabe e la sua ossessione di salvare tutti mentre l'eroe, abbandonando gradualmente la sua "sindrome adolescenziale" si ritrovava a soffrire e crescere sondando gli aspetti peggiori del proprio carattere, la sua debolezza che gli impediva paradossalmente di arrendersi. Inoltre, la maggior parte dei personaggi godeva di un proprio spazio all'interno del quale gli autori riuscivano a fargli percorrere sentieri esistenziali difficilmente prevedibili all'inizio. Cercando di guardare al di là della semplice trama, a suo modo rivoluzionaria per il modo di approcciare lo stra-abusato tema dei viaggi nel tempo, Steins;Gate andava già molto oltre la semplice caratterizzazione psicologica dei suoi protagonisti.

Tuttavia, per quanto possa sembrare difficile a credersi, Steins;Gate 0 riesce ad avventurarsi ancora oltre, dando ancora maggior spessore ai personaggi di Okabe e Mayuri (di cui vengono esplorati i sentimenti per lui e il suo lato materno nel rapporto con la "piccola" Kagari); Daru e Suzuha vengono mostrati con una complessità mai mostrata in precedenza man mano che il loro strano rapporto padre-figlia si sviluppa; l'assenza quasi totale di Kurisu, sostituita dal suo alter ego elettronico Amadeus, dota la serie di un ulteriore strato di malinconia tragica; i nuovi personaggi, alcuni dei quali introdotti nella storia in maniera forse un po' meccanica, si rivelano alfine sfaccettati e intriganti, regalandoci molti momenti di pura emozione. Da un punto di vista narrativo l'introduzione del tema dell'intelligenza artificiale (connesso con la memoria e quindi con l'essenza stessa dell'essere umano) funziona perfettamente e la serie costruisce attorno al suo protagonista un crescendo di tensione che esplode, esattamente come nel suo predecessore, a due episodi dal finale, dove la qualità del racconto e grafica giungono al proprio apice.

Steins;Gate 0 non abbandona totalmente l'atmosfera scanzonata della prima serie, ma ne abbassa notevolmente la tonalità inserendo qui e là poche (e assolutamente non fastidiose) pennellate di frivolezza che aiutano a mostrare e sviluppare le interazioni fra i protagonisti. Forte di ciò che ha già mostrato in precedenza la serie si costruisce pian piano e con ritmo sempre più sostenuto sa farsi strada nel cuore dello spettatore come e più di quanto Steins;Gate già non facesse. La rinascita di Hououin Kyouma è forse uno dei momenti più emozionanti dell'intero brand e i momenti ambientati nel futuro sono angoscianti come pochi. Sempre buona la componente tecnica, con un design opera di un Inayoshi Tomoshige peculiare e affascinante, linee morbide e colori tenui che rendono la serie immediatamente riconoscibile. Eccellente la colonna sonora, opera di Takeshi Abo, Nobuaki Nobusawa e Moe Hyuga, sempre sognante, incisiva e romantica, ma con quel quid di inquietudine che ben restituisce il trovarci in una "dark timeline".

Come già la serie di partenza, questo amabile e curatissimo midquel si rivela essere un prodotto complesso, costruito intorno ad un pool di personaggi indimenticabili. Dopo una serie interminabile di scontri, tradimenti, sacrifici e salti temporali, Steins;Gate 0 ci traghetta verso un finale aperto e luminoso carico di speranza in cui Okabe, novello Hikoboshi, risplende al termine di un doloroso percorso umano che lo ha reso un vero eroe. E anche se alla fine non tutto sembra tornare alla perfezione la nuova serie targata White Fox si guadagna un posto speciale nel cuore di chiunque abbia amato il caro, vecchio, complesso, sciocco, dolce e drammatico Steins;Gate.

Steins Gate 0 Quello di Steins;Gate è un universo complesso e affascinante, che funziona in ognuna delle proprie incarnazioni grazie a un cast perfetto nel suo rielaborare figure classiche della narrazione nipponica costruendo personaggi realistici, reali e indimenticabili. Per ovvie ragioni un midquel ambientato in una linea di universo alternativa, peraltro con finale già mostrato nella serie originaria, poteva facilmente risultare un vero e proprio flop. Tuttavia, gli autori di Steins;Gate 0 hanno vinto la loro scommessa, riuscendo a replicare il successo qualitativo della precedente serie e realizzando un piccolo gioiello che ha saputo coinvolgere milioni di spettatori.

8.8