Super Dragon Ball Heroes: recensione del primo manga tratto dal videogioco

Pubblicato in Italia da Star Comics, Super Dragon Ball Heroes: Missione nell'Oscuro Mondo Demoniaco è un manga frettoloso e carente sotto molti aspetti.

Super Dragon Ball Heroes: recensione del primo manga tratto dal videogioco
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Nato nelle sale giochi nipponiche, quello di Super Dragon Ball Heroes è un fenomeno dilagante ormai impossibile da ignorare, specie ora che i suoi adattamenti animati e a fumetti, senza dimenticare gli spin-off per console (a tal proposito vi suggeriamo di consultare la nostra recensione di Super Dragon Ball Heroes: World Mission per Nintendo Switch), vanno moltiplicandosi sempre più. Mentre l'anime promozionale continua la sua corsa su YouTube, proponendo ogni mese un nuovo mini episodio ai tanti fan di Son Goku e compagni, nel 2021 Edizioni Star Comics si è infine decisa a portare in Italia i vari manga tratti dall'omonimo gioco arcade e finalizzati a raccontarne la storia principale, seppur con qualche piccola variazione (come la giustificabile rimozione dei Charisma, ossia gli avatar utilizzati dagli stessi giocatori di DBH).

Pubblicati nel Bel Paese a cavallo tra i mesi di maggio e luglio, i tre volumi di cui si compone Super Dragon Ball Heroes: Missione nell'Oscuro Mondo Demoniaco riassumono ad esempio i primi tre archi narrativi della saga, ossia gli eventi non canonici che hanno condotto alla resurrezione del malvagio Re Megicabula. Ingolositi dall'opportunità di conoscerne meglio l'antagonista principale - che a suo tempo comparve nello speciale episodio 20 di SDBH - ed i guerrieri demoniaci al suo seguito, abbiamo recentemente posto sotto esame la miniserie disegnata da Yoshitaka Nagayama e ve ne proponiamo le nostre consolidate impressioni.

A spasso nel tempo

Una volta distrutti C-17, C-18 e la versione imperfetta di Cell, l'eroe che nel corso dei decenni abbiamo imparato a identificare come Future Trunks (al fine di distinguerlo dalle altre sue incarnazioni) si risveglia nel Nido del Tempo, ovvero il luogo remoto dal quale la minuta Chronoa osserva e protegge il normale scorrere delle epoche.

Come spiegato dalla Kaioshin del Tempo - che i fan di Dragon Ball hanno già conosciuto attraverso i due XenoVerse - le azioni sconsiderate del ragazzo, che utilizzando la macchina del tempo costruitagli dalla madre Bulma ha creato un passato alternativo in cui Goku e gli altri Guerrieri Z sono sopravvissuti, stanno purtroppo mettendo in grave pericolo il continuum spazio-temporale e un luogo mai esistito prima è improvvisamente sbucato dal nulla. Sebbene il giovane figlio di Vegeta non abbia nulla a che fare col misterioso luogo menzionato da Chronoa, il Saiyan, sentendosi in colpa per aver manomesso il regolare corso degli eventi, si offre subito volontario per aiutare la divinità a identificare il vero responsabile dell'anomalia e porvi rimedio. In qualità di membri della neonata Pattuglia Temporale, i due giungono quindi nello strano sito che nella linea temporale non esisteva, dove i loschi Towa e Mira stanno raccogliendo quanto più Kiri possibile. Il loro intento è infatti quello di utilizzare a cosiddetta "Energia dell'Anima" per liberare l'Oscuro Mondo Demoniaco e il suo terribile sovrano, che in tempi remoti vennero appunto sigillati nella Faglia Temporale.

Sfortunatamente gli sforzi congiunti di Trunks e Chronoa, che trovano in un soggiogato Bardack un impensabile quanto prezioso alleato, i due demoni riescono a fuggire e a liberare il potente Re Megicabula, Dio dell'Oscuro Mondo Demoniaco, che tuttavia nei 75 milioni di anni trascorsi in prigionia è molto invecchiato e ha pertanto perso buona parte del suo originario potere magico.

Per ovviare al problema, un Dende controllato mentalmente dalla diabolica Towa è in seguito costretto a creare le Sfere del Drago Oscure, che sotto gli occhi infastiditi dei demoni si disperdono nel tempo e si incastrano nei corpi degli storici avversari dei Guerrieri Z (inclusi Janemba, Broly e gli altri minacciosi guerrieri comparsi esclusivamente nei lungometraggi di Dragon Ball Z). A ragion veduta, sia i fedeli servitori di Megicabula, che vorrebbero usare i mistici artefatti per far ringiovanire il sovrano, che la Pattuglia Temporale, cui pian piano si aggiungono Goku, Vegeta, Gohan, Goten e persino Pan, si vedono costretti a visitare varie epoche per recuperarli e ad affrontare di volta in volta i già malvagi antagonisti del passato che le nuove sfere create da Dende hanno potenziato a dismisura.

Un fanservice scatenato

Nonostante le premesse piuttosto seriose e la presenza di un'imminente catastrofe apparentemente inevitabile, quello di Super Dragon Ball Heroes: Missione nell'Oscuro Mondo Demoniaco è un racconto eccessivamente leggero e frettoloso, in cui gli eventi si susseguono con un ritmo insostenibile.

Autentico tripudio di fanservice, il manga di Nagayama è infatti solo un esercizio promozionale mirato a incuriosire i fan di Dragon Ball circa i contenuti proposti dall'omonimo videogioco. Non sorprende, dunque, che questo trabocchi di fusioni e trasformazioni inedite, fugaci comparsate di personaggi non canonici, mostruosi power-up dell'ultimo minuto e combattimenti che nella timeline principale non potrebbero avere luogo. Come accennato poc'anzi, quella che poteva essere un'idea vincente, nonché volta a spettacolarizzare l'intera vicenda, è purtroppo penalizzata da una sceneggiatura superficiale, dove i personaggi coinvolti non trovano il giusto spazio e troppo spesso finiscono per entrare e uscire di scena nel corso di qualche pagina appena. A farne maggiormente le spese sono i combattimenti, che se in genere si risolvono con una velocità disarmante e sgradevole, nel terzo volume finiscono addirittura per consumarsi dietro le quinte, negando al lettore il piacere di assistere alla conclusione delle faide instauratesi nel corso dell'opera promozionale.

Premendo insistentemente sull'acceleratore e introducendo sempre più personaggi, il racconto non ne esplora minimamente la caratterizzazione, ma al contrario presuppone che il lettore sia già in possesso di una conoscenza enciclopedica circa l'universo creato da Akira Toriyama. Una scelta che tutto sommato poteva funzionare per i protagonisti e gli antagonisti storici, ma che sciaguratamente non ci ha permesso di conoscere nel dettaglio le personalità e le stesse doti belliche dei tanti nemici provenienti dall'Oscuro Mondo Demoniaco, qui ridotti a mere comparse chiamate a far numero.

A tal proposito, la decisione di adattare ben tre archi narrativi di SDBH con tre albi soltanto appare alquanto scellerata: se avesse avuto almeno un paio di tankobon in più a disposizione, l'autore non sarebbe stato costretto a effettuare dei tagli piuttosto bruschi, e nel complesso la narrazione ci sarebbe apparsa più equilibrata e meno rinunciataria.

Fanservice a parte, Super Dragon Ball Heroes: Missione nell'Oscuro Mondo Demoniaco ha pochi elementi davvero apprezzabili, come ad esempio la propensione dell'autore a incastrare gag e siparietti comici persino nei momenti più concitati della vicenda, similmente a quanto fatto a suo tempo da Toriyama nell'opera principale.

Il più grave difetto del prodotto va comunque ricercato nella componente artistica, in quanto il tratto di Nagayama - sicuramente più sporco di quello di Toyotaro o del fenomenale Dragongarow Lee - presta il fianco a diverse criticità. Come già sottolineato nella nostra anteprima di Super Dragon Ball Heroes: Missione nell'Oscuro Mondo Demoniaco, i personaggi disegnati dal mangaka risultano troppo squadrati e vi è una scarsissima attenzione verso le proporzioni, tant'è che il più delle volte questi appaiono deformi o addirittura ridicoli. Curiosamente, i fondali sono invece sempre ricchi di particolari, i che ha giovano alla ricostruzione delle varie location inedite. Caratterizzati dalla presenza delle alette, i volumetti di Star Comics sono dei tankobon in formato standard e purtroppo non includono alcuna pagina a colori. Se sulla qualità della carta non vi è nulla da eccepire, lo stesso non si può dire per la traduzione, ancora una volta imprecisa e per di più affetta da scelte di adattamento opinabili.

Super Dragon Ball Heroes: Missione nell'Oscuro Mondo Demoniaco Super Dragon Ball Heroes: Missione nell’Oscuro Mondo Demoniaco è un’opera imperfetta e fruibile soltanto dai fan più irriducibili del franchise, ossia gli unici che, potendo contare su vaste conoscenze pregresse circa l’universo nato dalle matite di Toriyama, potrebbero chiudere un occhio sull’appena abbozzata caratterizzazione degli attori coinvolti. Per quanto scorrevole, la narrazione innesta una marcia troppo elevata che non lascia il giusto spazio nemmeno ai combattimenti, che di conseguenza finiscono per risultare frettolosi o inconcludenti. Ne consigliamo quindi la lettura solo ai fan intenzionati a esplorare gli archi narrativi non adattati dall’anime promozionale di SDBH, che per qualche motivo a noi sconosciuto è appunto partito direttamente dai fatti ambientati sul Pianeta Prigione.

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