Sweet Paprika Recensione: la piccante trilogia di Mirka Andolfo

Sweet Paprika: vediamo più da vicino questa divertente fiaba tutta italiana della famosa illustratrice Mirka Andolfo.

Sweet Paprika Recensione: la piccante trilogia di Mirka Andolfo
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Diavoli, angeli, intrighi ed eros, queste sono le caratteristiche fulcro di Sweet Paprika, fumetto italiano che ha fatto il suo ingresso nelle fumetterie e librerie del nostro Paese in collaborazione con Star Comics a maggio dello scorso anno, e pubblicato sotto l'etichetta "occidentale" di Astra dell'editore toscano. Nato dalle mani dell'autrice Mirka Andolfo, famosa illustratrice e fumettista italiana conosciuta per altre opere di spicco come Sacro/Profano (Dentiblù, 2013), Contronatura (Panini Comics, 2016) e Mercy (Panini Comics, 2019 e approfondito nella nostra recensione del secondo volume di Mercy), è ora tornata nuovo in pista con questa sua freschissima opera, distribuita in svariate versioni che hanno visto la trilogia abbondare di cover dalle differenti illustrazioni, anche internazionali.

Abbiamo quindi l'edizione "Sweet", che possiamo trovare sia in versione regular che variant cold foil per ogni volume della trilogia e dalle cover realizzate rispettivamente da Stanley "Artgerm" Lau per il primo volume, Stjepan Sejic per il secondo e Derrick Chew per il terzo e ultimo fumetto della serie. L'edizione "Hot", come è facilmente intuibile dal nome, è consigliata a un pubblico adulto visto il suo contenuto più osè. Di questa versione è disponibile inoltre un'edizione esclusiva definita "DeLust" dove vi sono dei piccoli extra come una sovraccoperta e pagine a colori.

Dopo questa breve presentazione delle colorite varietà di copertina di quest'opera, ma soprattutto, in seguito l'uscita del terzo ed ultimo volume di Sweet Paprika al Comicon di Napoli, possiamo dare un'occhiata più da vicino alla trilogia completa firmata Mirka Andolfo.

Una trama diabolicamente piccante

La trama di questa nuova serie tutta italiana parla di Paprika, una giovane diavolessa che vive in un lussuosissimo superattico a New York. Ha una personalità forte e determinata che le ha permesso di raggiungere i vertici all'interno di una delle aziende più importanti del settore: L'infernum Press.

Lavorando come chief creative officer (C.C.O.), Paprika da sempre tutta sé stessa per il lavoro esercitando la sua autorità in modo fin troppo autorevole e facendo trasparire quel lato del suo carattere molto severo che la fa spesso figurare come capo tiranno agli occhi dei suoi dipendenti. Proprio per essere riuscita a costruirsi questa stimata carriera degna della più ostinata delle workaholic, la nostra Paprika è arrivata ad isolarsi del tutto fino a privarsi completamente di tutti quei piccoli piaceri della vita, che essi siano dettati da un sano rapporto interpersonale di amicizia o d'amore. Questo finché non conosce Dill, angelo estroverso e giocherellone che riesce a portare un po' di scompiglio nella rigida vita della protagonista. Sarà proprio l'improvviso sconvolgimento del suo modo di pensare che le farà mettere in discussione le sue priorità e il suo stile di vita, portandola alla ricerca di cosa desidera realmente.

Sentirsi in (dis)agio con sé stessi

Quello di Mirka Andolfo è uno stile che si avvicina molto a quello dei manga sebbene il suo disegno risulti unico e altamente riconoscibile: al di là della retinatura tipica dei famosi fumetti giapponesi, è la decisa espressività dei personaggi, la naturalezza delle pose e l'anatomia a tratti spigolosa e particolareggiata che rendono unica questa meravigliosa avventura parallela a fumetti.

Uno dei particolari più distintivi è sicuramente il contrasto tra bianco, nero e rosa fluo: scelta azzeccata che ha saputo regalare originalità e importanza alle scene di spicco di quest'opera costellata di disegni cartooneschi e pepati che nascondono dietro la loro intensa comicità diverse tematiche importanti e molto contemporanee.
"Perchè sono giovane, donna e diavola, in un mondo di demoni e angeli guerrieri che fanno a gara a chi ce l'ha più lungo" pensa Paprika in uno dei dialoghi iniziali del volume. Frase di una donna forte e indipendente che cerca di superare le proprie paure e incertezze in un mondo che non ti permette di mostrare il tuo lato più fragile. Il mondo di Sweet Paprika ci mostra la faccia competitiva della nostra collettività, affrontando tematiche serie ed attuali che ci vengono presentate in modo più leggero grazie alla comicità dirompente che coinvolge i due protagonisti principali. Infatti, l'intrecciarsi di due personalità così diametralmente opposte come quelle di Paprika e Dill segna il vero e proprio punto di svolta della storia, dando così origine a tanti momenti esilaranti riguardo tematiche concrete (soprattutto femminili), condite a puntino da quel giusto piccante spesso presente nelle opere dell'autrice.

Come già accennato, Mirka Andolfo si serve in particolar modo dell'umorismo per mostrare quali difficoltà affronta una donna nella società attuale e che, il più delle volte, viene vista come inetta e mai all'altezza delle eccelse abilità dei colleghi maschi, sempre una spanna sopra qualsiasi altro dipendente che non produca testosterone. L'autrice vuole quindi sottolineare la "fermezza" della società che continua imperterrita ad essere alimentata da stereotipi e pregiudizi che portano le persone a focalizzarsi soltanto sui fallimenti a discapito dei successi: particolare che si nota fin dalle prime pagine, in cui si sottolinea da subito quanto le persone siano propense a giudicare ( in modo tutt'altro che positivo) la vita degli altri, mossi, probabilmente, dall'invidia o dalla semplice necessità di voler dare una giustificazione alla propria deludente posizione sociale, finendo così per sminuire i traguardi altrui.

Assisteremo quindi agli insistenti pettegolezzi dei dipendenti della Infernum nei confronti della nostra Paprika perché, secondo il loro modesto parere, avere una carriera invidiabilmente radiosa senza realizzarsi in altri ambiti importanti di vita è sinonimo di estrema arroganza e superbia, oppure, all'opposto, dimostrare di sapersi godere un po' la vita, ti fa etichettare come un'arrampicatrice sociale, nullafacente, o troppo lussuriosa. Aggettivo che "non si dovrebbe mai accostare" a una brava donna in carriera che si rispetti e con cui Paprika fa i conti tutti i giorni per via delle sue profonde insicurezze. Non a caso, lo stesso padre di Paprika, Artemisio, risulta fin troppo tradizionale ed invasivo nella vita della figlia tanto che, per via del suo regime educazionale estremamente severo, ha inculcato nella testa della giovane Paprika il concetto di "donnaccia" con cui viene additata ogni qualvolta che decide di portare scollature più "abbondanti". Infatti, in più di un'occasione, Artemisio rinfaccerà il modo di vestire di Paprika facendola sentire fin troppo a disagio con la sua libido visibilmente affamata.

Il più grande ostacolo da superare siamo noi stessi

Le vicende che ruotano intorno alla (quasi) inflessibile protagonista le permettono di comprendere qual è la strada giusta che deve prendere la sua vita. Il bello della trilogia di Sweet Paprika è proprio l'esplorazione di molti aspetti di tutti i giorni, di problemi e insicurezze che tutti abbiamo provato (o stiamo provando) almeno una volta nella vita. C'è una visione della propria intimità, un'osservazione del proprio mondo interiore che ci permette di capire quanto sia importante riuscire a fermarsi, riflettere, saper affrontare le situazioni prendendole di petto e ascoltare non solo gli altri ma soprattutto se stessi, per aiutarci ad avere una visione d'insieme della propria persona e dei nostri stessi desideri.

Questa è una delle lezioni che Sweet Paprika cerca di trasmettere ai suoi lettori mentre, tra le righe, cerca di sottolineare l'umanità e la fragilità insite in ognuno di noi ma che necessitano di essere affrontate indipendentemente dallo sguardo o dal giudizio altrui. Questo accade in particolar modo quando decidiamo di mettere in gioco noi stessi in una prima esperienza di apertura verso gli altri e che, nella storia, ha portato la rigida Paprika a mostrare quale sia la vera se stessa al di fuori del suo ruolo di capo tiranno alla Infernum Press. In questo modo ha avuto l'opportunità di riscoprirsi e liberarsi da paure represse dettate da semplici pregiudizi, concetti o convinzioni presenti solo nella sua testa e portandola infine, con un soave lieto fine, a realizzare i suoi sogni.

Ovviamente questa non è una prerogativa solo della protagonista, tanti altri personaggi vengono approfonditi nel corso dei tre volumi disegnati dalla talentuosa Mirka Andolfo e che, pagina dopo pagina, si rivelano per quello che sono: alcuni egoisti, altri dalle sfaccettature nascoste, alcuni invece incredibilmente sensibili cone una storia (il più delle volte triste e dolorosa) da raccontare. Sono tutte queste caratteristiche a rendere l'opera di Sweet Paprika brillante, innovativa e frizzantemente speziata, capace di far sorridere ma anche riflettere su tanti aspetti della vita: una vita dolce amara insita nell'ossimoro che è il titolo stesso dell'opera.

Sweet Paprika Commedia romantica dalle sfaccettature “Hot”, Sweet Paprika è un’opera leggera capace di mescolare situazioni comiche e tematiche largamente più seriose, dando modo al lettore di avere i suoi momenti di riflessione ma senza lasciare indietro quel pizzico di “speziato” che rende il tutto più eccitante. Non a caso, le personalità agli antipodi dei due protagonisti, con le loro diversità e conflitti, portano alla luce gli aspetti più umani e fragili di chi vive in una società fortemente competitiva come quella attuale.

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