Tekkaman: Recensione della serie anime prodotta dalla Tatsunoko

Rimasta incompiuta al 26° episodio, la serie anime della Tatsunoko torna oggi anche in formato Blu-Ray grazie a Dynit.

recensione Tekkaman: Recensione della serie anime prodotta dalla Tatsunoko
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All'ombra dei giganti, molto spesso, vivono delle realtà che hanno faticato a scolpirsi nella mente degli appassionati, vuoi per interesse o per motivi anagrafici. Tekkaman - Il Cavaliere dello Spazio è una serie che ha vissuto un iter davvero travagliato: realizzato dalla Tatsunoko Productions, studio di animazione giapponese attivo soprattutto tra gli anni Sessanta e Settanta e che vanta un palmares di produzioni dal valore storico assoluto, l'anime vide la luce nel 1975 sotto la direzione di Hiroshi Sasagawa e Hisayuki Torumi, con character design di Yoshitaka Amano e direzione artistica di Mitsuki Nakamura. Tekkaman vide la luce nella golden age del genere mecha, in un decennio che andava lentamente evolvendosi nelle incarnazioni più fulgide in grado di plasmare l'era dei cosiddetti Real Robot. La serie ha però avuto un destino infelice: originariamente prevista per la trasmissione di 52 episodi, fu interrotta alla ventiseiesima puntata a causa degli scarsi risultati in termini di ascolti e risulta priva di un vero e proprio finale a cui, rispettivamente nel 1992 e nel 1994, si tentò di porre rimedio con due nuove produzioni. Parliamo, per la prima, di Ucho no Kishi Tekkaman Blade (noto in Italia col semplice nome di Teknoman) e di un OVA. Oggi, tuttavia, non è difficile recuperare una pietra miliare dell'animazione nipponica novecentesca, sia in streaming egrazie a Dynit, che ha edito la serie in un elegante cofanetto disponibile sia in edizione DVD che in formato Blu-Ray, un prodotto che di certo farà gola agli amanti del collezionismo.

I Cavalieri dello Spazio

Gli anni Settanta hanno costituito un embrione fondamentale per la cultura pop moderna: la corsa allo spazio da parte delle principali potenze militari mondiali diede modo all'industria culturale di far propria quella frontiera, trovando nella cosiddetta space opera una cruciale fonte di intrattenimento per qualunque frangia del mondo audiovisivo. Dal cinema alla televisione, passando per la letteratura e i fumetti, il fenomeno ha attraversato in egual misura tanto il mondo occidentale quanto quello orientale, pur destreggiandosi diversamente per stili, poetiche e storie da raccontare. Tekkaman è sostanzialmente questo: una space opera, prima ancora che un anime mecha, in grado di far suoi tutti gli stilemi del genere ispirandosi finanche alla tradizione cavalleresca occidentale. Non è un caso, infatti, se il sottotitolo della produzione è proprio "Il Cavaliere dello Spazio": l'anime della Tatsunoko Productions contribuì a creare, agli occhi del popolo orientale, una figura mitologica che univa la figura classica del cavaliere con quella dei robottoni, facendo convergerne la caratterizzazione in un vero e proprio supereroe moderno. Siamo nel ventunesimo secolo, rappresentato chiaramente come un millennio di opportunità e di enormi progressi scientifici: nulla di più lontano, in apparenza, dal panorama contemporaneo, ma al tempo stesso anche un'interessante lettura in prospettiva nel nostro immaginario. A causa di un letale inquinamento globale, infatti, l'umanità è stata costretta ad abbandonare la Terra e a dare il via a una massiccia operazione di colonizzazione spaziale: l'obiettivo è chiaramente quello di trovare nuovi pianeti da abitare e in cui dar vita a una nuova era per il genere umano. Per questo motivo, il governo decide di stanziare una speciale unità militare chiamata Space Angel, che ha l'obiettivo di mettersi alla ricerca di una superficie abitabile nell'infinito ecosistema che l'universo ci mette a disposizione. La spedizione, purtroppo, finisce in tragedia: accerchiati dalle truppe di un esercito alieno chiamato Waldaster, i membri della Space Angel vengono decimati dagli spietati invasori. Tra le vittime della catastrofe c'è il padre di Joji Minami (che, nella versione italiana della serie, viene chiamato George): Joji è il protagonista del racconto, che rimane profondamente segnato dalla morte del genitore e decide di votare la sua vita alla vendetta nei confronti dei letali Waldaster.

Quello che Minami non sa è che il governo ha in serbo una nuova e potente arma: un gigantesco robot scudiero di nome Pegas, in grado di unirsi a un essere umano per dar vita a Tekkaman. Viaggiando in groppa al mecha, e indossando a sua volta una fiammante armatura, George diventa il Cavaliere dello Spazio e decide in questo modo di fare guerra agli alieni che hanno trucidato suo padre.

Eroi nell'universo

Inizia, per il protagonista, un lungo e complicato cammino che lo porterà, da semplice agente della vendetta, a diventare un paladino in difesa dei più deboli. Lo farà incontrando, sulla propria strada, una serie di personaggi che inizieranno pian piano a mutare la sua caratterizzazione, rendendolo un protagonista atipico, imperfetto, pieno di mille sfumature psicologiche e mai davvero maturo per l'incarico affidatogli.

Attraverso il suo rapporto con svariati comprimari, a partire dalla complicata amicizia con il misterioso Andro Umeda, un essere alieno dal fare ambiguo in grado di assumere sembianze antropomorfe (e nel cui nome non si fa troppa fatica a riconoscere la pronuncia fonetica di Andromeda, rimando sia alla mitologia greca che alla Galassia di riferimento), quello di Joji Minami assume le tinte di un cinecomic spaziale misto a un romanzo di formazione, in cui la figura dell'eroe deve attraversare un profondo processo di crescita prima di poter essere definito tale. Purtroppo, sotto questo punto di vista, il prodotto finale risulta incompleto, e con esso la sceneggiatura imbastita dallo staff di realizzazione: un'avventura spezzata, purtroppo, dalle dure leggi produttive dell'industria culturale, che hanno portato Tekkaman - Il Cavaliere dello Spazio a interrompersi anzitempo prima che la serie giungesse a un'effettiva conclusione, che avrebbe rappresentato la chiusura di un cerchio e di un'epopea maestosa.

L'importanza dell'opera

Tekkaman racchiude in sé tutti i punti di forza che i suoi generi di riferimento hanno introdotto tra gli anni Sessanta e Settanta: il character design, tipicamente realistico come nelle corde della Tatsunoko Productions, si alterna a un mecha design imponente e sontuoso. Le fattezze di Tekkaman sono state rifinite nei minimi particolari, al fine di restituire un rimando quanto più verosimile alla tradizione cavalleresca medievale: a partire dal disegno dell'armatura, attento a ogni dettaglio proprio come se costituisse le vestigia di un'antica e sacra corazza del millennio scorso. La cura riposta nella caratterizzazione delle vesti di Tekkaman è a nostro parere centrale, capace di non sfigurare neanche di fronte a mostri sacri in tal senso come i Power Rangers o I Cavalieri dello Zodiaco.

Dal punto di vista tecnico, invece, l'anime si dimostra superbo sin dai primi episodi: le tecniche di animazione, che in quegli anni erano all'avanguardia, rendono la serie anime una produzione di eccelsa fattura, capace di restituire espressioni intense e una buona fluidità d'azione, senza contare la rappresentazione immaginifica di una space opera che non avrebbe avuto nulla da invidiare, col senno di poi, alle imponenti Guerre Stellari di George Lucas.
Tekkaman è disponibile per lo streaming sulla piattaforma VVVVID, ma gli amanti del collezionismo potranno optare anche per un elegante cofanetto Blu-Ray confezionato da Dynit: l'edizione, che porta con sé una sontuosa sovracopertina ad avvolgere la confezione base, include tutti i 26 episodi della serie, incluso un piccolo artbook in cui è possibile trovare descrizioni, storie, character design e alcune interviste ai producer dell'anime. Dal punto di vista del comparto sonoro, la versione home video include le storiche e appassionanti sigle giapponesi, ma non è presente invece la versione italiana eseguita dai Micronauti. La conversione in alta definizione della serie, infine, non riesce chiaramente a reddere il Full HD, ma viene piuttosto proposta in un formato 4:3 che rende il comparto visivo estremamente più rifinito rispetto alla sua versione originaria, con colori più accesi e un character design ancora più in risalto.

Tekkaman Tekkaman fu, nel 1975, un'operazione di grande intelligenza che non ebbe l'opportuno e meritato riscontro in termini di audience, un destino che gli è valsa la cancellazione anzitempo del progetto. La serie anime di Tatsunoko Productions seppe amalgamare sapientemente il genere mecha con la space opera di stampo supereroistico, il tutto condito da una serie di riferimenti alla tradizione cavalleresca del medioevo. Il Cavaliere dello Spazio è un prodotto tecnicamente superbo il cui character design dai tratti realistici si incontrava con un mecha design finemente dettagliato. La serie, oltre che su VVVVID, è reperibile anche in un nuovo e fiammante cofanetto Blu-Ray a cura di Dynit, che di certo farà gola agli amanti del collezionismo.

7.9