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Tenkai Knights: Recensione dell'anime mecha disponibile su Netflix

Patrocinata dalla ditta di giocattoli Spin Master, la serie mecha Tenkai Knights appare come un lungo spot ai mattoncini "shapeshifters".

recensione Tenkai Knights: Recensione dell'anime mecha disponibile su Netflix
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I mattoncini assemblabili sono fra i giochi più popolari di sempre. Oltre ai classici LEGO e ai sempreverdi Duplo, ne esiste un'altra tipologia, forse meno celebre nel nostro Paese: i cosiddetti mattoncini IONIX, linea di giocattoli realizzata dalla ditta canadese Spin Master, fondata a Toronto da Ben Varadi, Anton Rabie e Ronnen Harary negli anni '90 e tuttora in attività con un fatturato che nel 2015 era compreso fra i 750 milioni e il miliardo di dollari. La caratteristica dei mattoncini IONIX è la loro capacità di "cambiare forma" consentendo al fruitore di ottenere personaggi, veicoli e armi dall'aspetto complesso e accattivante. Nel 2013, per spingere una omonima linea di giocattoli IONIX, la Spin Master con la collaborazione della storica casa editrice Shogakukan e dello studio di animazione Bones (a cui si devono prodotti di grande successo come Eureka Seven, Soul Eater e My Hero Academia) ha realizzato una serie anime intitolata Tenkai Knights - I cavalieri Tenkai per la regia del misconosciuto Mitsuru Hongo e sceneggiature di Jin Kanada e di uno sprecato Hiroshi Onogi (sceneggiatore fra l'altro proprio di Eureka Seven e di serie di medio successo come Kekkaishi e Shangri-La). L'anime in 52 episodi è andato in onda su TV Tokyo, su Cartoon Network e sul canale canadese Teletoon prima di approdare nel nostro Paese nel 2014 su K2. Tenkai Knights - I cavalieri Tenkai è attualmente disponibile sulla piattaforma streaming Netflix doppiata in italiano.

L'antiquario, il cubo e il passaggio interdimensionale

Posto ai confini dell'universo, il pianeta cubico Quarton è stato devastato da una guerra innescatasi per il controllo dell'energia Tenkai. I due schieramenti vedono contrapporsi il crudele Vilius alla guida dell'esercito Corrotto e i cavalieri Corekai, capitanati dai cavalieri Tenkai originali, Bravenwolf, Tributon, Lydendor, Dromus e Valorn, guerrieri mecha dalle proporzioni infantili e dalla linea piuttosto simile a quella dei celeberrimi Transformers. Dopo un veloce riassunto del conflitto fra le forze del bene e quelle del male con tanto di arrivo di un poderoso drago, la narrazione si sposta sulla Terra nel prossimo futuro. In un contesto di blanda fantascienza (le automobili si guidano da sole, torri avveniristiche sembrano tenersi in piedi per magia) comincia la nuova vita del giovane Guren Nash, che si è trasferito al seguito del padre in una nuova città, Benham City. Nella sua nuova scuola fa subito amicizia con il simpatico Ceylan Jones (si capisce subito che sono i buoni dal fatto che hanno i capelli dello stesso colore dei vestiti che indossano). Guidato da una strana allucinazione, Guren conduce Ceylon in una bottega di antichità, il cui proprietario Mr. White sembra nascondere un segreto. Infatti la Bottega delle Meraviglie cela un passaggio per il pianeta Quarton attraversato il quale Guren e il suo nuovo amico Ceylon si ritroveranno trasformati in cavalieri Tenkai. Gli eventi evolvono in fretta: negli episodi successivi il party dei protagonisti si arricchisce di altri personaggi, Chooki Mason, Toxsa Dalton e l'ambiguo Gen Kurai che in puro stile super sentai rappresenta il personaggio dall'oscuro passato che infine passa al bene. Si costituisce così il gruppo dei prescelti che, dopo numerosi scontri, riusciranno a salvare Quarton e la Terra dalle mire del malvagio Vilius.

Un prodotto mediocre

Nel linguaggio comune utilizziamo in genere il termine "commerciale" in senso dispregiativo, per indicare un prodotto dozzinale, poco curato e con scarse ambizioni artistiche, destinato a incontrare il favore degli spettatori meno smaliziati. Nella sua accezione più letterale però, questa parola sta a indicare semplicemente un'opera pensata solo ed esclusivamente per vendere. In questo senso non si può negare a Tenkai Knights l'appellativo di commerciale, essendo una serie pensata solo ed esclusivamente per favorire le vendite dei mattoncini trasformabili. Tuttavia, il mondo dell'animazione è pieno di anime promozionali che riescono quantomeno a raggiungere un minimo livello di decenza in termini di narrazione o di grafica, e non accade spesso che le semplici esigenze del merchandising abbiano un tale impatto su una serie da renderla infruibile (storico il caso delle astronavi di Cowboy Bebop).

Prendendosi un po' meno sul serio e lavorando con un po' più di passione gli autori di Tenkai Knights avrebbero potuto confezionare un prodotto magari infantile ma godibile. Invece il risultato finale è scialbo e mediocre, privo di qualsiasi colpo di scena, lavoro sui personaggi, guizzo artistico a giustificarne la visione. Evidente da parte degli autori l'intenzione di creare un lunghissimo spot per i versatili mattoncini IONIX, e non è un caso se in rete troviamo molti più giudizi rivolti verso questi piuttosto che verso la serie animata. La CGI è poco curata e armonizzata male rispetto alla grafica tradizionale, i personaggi sono stereotipati e poco interessanti e le loro motivazioni sono spesso infantili (basti pensare a Beni, love interest del protagonista, che agli inizi della serie è intenzionata a distruggere la Terra e Quarton solo per una sorta di rivalsa nei confronti del padre, poco premuroso nei suoi confronti). Inoltre, il design dei mecha è sospettosamente simile a quello del popolare franchise dei Transformers, riproponendosi addirittura il dualismo buoni/mecha robotici - cattivi/mecha animaleschi. In generale il prodotto pecca di qualsivoglia ambizione, salvandosi dall'insufficienza piena solo perché non osa mai in termini narrativi: tutto è talmente prevedibile e già visto da non far mai gridare allo scandalo.

Tenkai Knights Tenkai Knights - i cavalieri Tenkai è un prodotto infantile, rivolto ai più giovani e meno smaliziati. Personaggi stereotipati, scrittura scialba e prevedibile e una grafica non proprio eccelsa lo rendono un anime tutt'altro che imperdibile, una serie da guardare a cervello spento che offre ben poche emozioni e intrattenimento. Sebbene Tenkai Knights non giunga mai a livelli di esagerata insufficienza (in questo senso c'è molto di peggio in circolazione) si tratta di un'opera piuttosto banale, confezionata senza mai uscire dai binari di una narrazione senza pretese e già vista.

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