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The Asterisk War: recensione completa dell'anime approdato su Netflix

La nuova serie disponibile per lo streaming è ricca di travolgenti duelli, conditi da inaspettati colpi di scena. Eppure non riesce a convincere.

recensione The Asterisk War: recensione completa dell'anime approdato su Netflix
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Yuu Miyazaki non è molto noto nel mondo dell'intrattenimento nipponico, ma si è fatto un nome con il suo primo lavoro: la light novel, oramai conclusa, The Asterisk War, con la quale fa immergere il lettore in un mondo distrutto da una catastrofe, l'Invertia, e narra di come il genere umano abbia reagito a questo evento. Una volta terminata l'opera, Miyazaki non si è fermato e ha iniziato la serializzazione di un manga tratto dal suo lavoro, ancora inedito in Italia. La light novel ha riscosso un discreto successo in Giappone, tanto da spingere la A-1 Pictures (Bugie d'aprile e Sword Art Online) a realizzare un'anime, affidando la regia a Manabu Ono, già regista di Horizon in the Middle of Nowhere e che a breve rivedremo all'opera in Sword Art Online: Alicization, previsto per ottobre. La serie di The Asterisk War è stata suddivisa in due stagioni di 12 episodi l'una, nonostante Netflix abbia raggruppato tutti gli episodi sotto un'unica stagione.

La città dei desideri

A fronte del cataclisma che ha sconvolto la Terra, le nazioni, vedendo la loro influenza ridimensionata, decisero di unirsi sotto un unico nome per riacquisire potere: nasce la Fondazione Impresa Integrata. Il disastro, inoltre, portò alla nascita di un nuova specie umana, in grado di usare abilità fisiche fenomenali: i Genestella. I migliori tra loro sono selezionati per iscriversi ad una delle sei prestigiose scuole (Garrardworth, Arlequint, Jie Long, Rewolf, Queenvail, e Seidoukan) della città sull'acqua Rikka, meglio nota con il nome di Asterisk. Ogni anno si tiene tra le scuole il Festa: un torneo di puro intrattenimento in cui gli studenti si affrontano in battaglie, per dimostrare chi sia il più forte; al vincitore verrà offerta la possibilità di veder esaudito un desiderio dalla scuola di cui fa parte, se realizzabile.
Ayato Amagiri è da poco arrivato in città per frequentare la Seidoukan. Il primo giorno di lezioni non trascorre certo senza intoppi: ha dovuto affrontare in duello la principessa di Lieseltania (in Europa) Julis Riessfeld, una dei pochi Genestella ad essere una Strega. Sebbene all'apparenza Julis abbia un carattere molto irascibile e testardo, in realtà cerca sempre di aiutare e proteggere le persone a cui tiene: nel corso degli episodi scopriamo che ha deciso di partecipare al Festa per raccogliere fondi per la propria nazione e aiutare gli orfani. Durante lo scontro, Ayato dimostra una forza fuori dal comune per un novellino, dando l'impressione di nascondere un potere inimmaginabile. I combattimenti si svolgono con armi simil-laser chiamate Lux, che spaziano dalle armi bianche a quelle da fuoco, tutte di forme e dimensioni diverse. Al termine del duello, lo studente viene convocato dalla sin troppo espansiva Claudia Enfield, la presidentessa del consiglio studentesco, la quale gli rivela che, viste le sue particolari abilità, vorrebbe che vincesse la competizione per ridare prestigio alla scuola, dopo i risultati negativi ottenuti negli ultimi anni. Ayato in realtà vorrebbe solo scoprire cosa è accaduto alla sorella, iscrittasi all'istituto e scomparsa misteriosamente cinque anni prima. Quando era ancora bambino era molto legato alla sorella maggiore, sua maestra di spada, tanto da volerla proteggere ad ogni costo: ora che è sparita è più determinato che mai a ritrovarla.

In quanto neo studente può scegliere un'arma a piacimento: la sua scelta ricade sulla Ser-Versta, una Ogre Lux, ovvero una dei tipi più rari in circolazione e che si dice abbia una volontà propria in grado di sottomettere il suo possessore, appartenuta alla sorella.
Nonostante la loro diatriba iniziale, Ayato e Julis in breve tempo imparano ad andare d'accordo, seppellendo l'ascia di guerra, tanto da diventare quasi inseparabili. Nei primi episodi, il giovane riesce a trovare il suo obiettivo: proteggere Julis ad ogni costo, anche durante i Festa, quasi a volersi redimere per non aver fatto lo stesso con la sorella. Si uniranno a loro Saya Sasamiya, amica d'infanzia di Ayato, sin troppo gelosa, e la timida Kirin Toudou, la numero uno della scuola: le due si alleano per vincere la competizione e liberare i loro padri.
Il gruppo prenderà parte al primo torneo per vedere realizzati i propri desideri: il Phoenix Festa.
Nell'arco delle 24 puntate, seguiremo le vicende di Ayato e di Julis, e della loro graduale crescita sia fisica che psicologica; ma al contempo impareremo anche a conoscere - e ad apprezzare - gli altri partecipanti.

Battle Start

Le premesse narrative hanno attirato le nostre attenzioni, mostrandoci un mondo post-apocalittico ancora avvolto nel mistero e un fratello alla ricerca della sorella. Purtroppo, non possiamo fare a meno di sottolineare come tali punti di partenza non vengano adeguatamente sviluppati, se non in poche circostanze: ciò si nota soprattutto nella prima metà, in cui passano del tutto in secondo piano. Questa decisione potrebbe lasciare alquanto amareggiati, vista anche la maturità che avrebbe potuto assumere la serie: dalle prime fasi vi è la convinzione di avere sotto gli occhi un prodotto interessante e coinvolgente, ma alla fine ci si rende conto che non sfrutta appieno le potenzialità della trama; come aggravante, in alcuni punti la sceneggiatura è incerta e non spicca in originalità, riciclando schemi utilizzati in altre produzioni, rendendo interazioni e avvenimenti prevedibili e scontati. Nel first look avevamo riposto le nostre speranze nel ricevere una spiegazione esaustiva sull'Invertia, dal momento che costituisce il motore che fa muovere gli ingranaggi del racconto, ma non siamo stati del tutto accontentati: nell'incipit e nelle fasi finali viene chiarita cosa sia, ma non le conseguenze che ha portato sulla Terra e quale legame abbia con i Genestella. Molto è ancora avvolto nell'ombra ed è lasciato alla libera interpretazione dello spettatore; ci avrebbe fatto piacere scoprire qualcosa di più a riguardo e che fosse una presenza più costante nella sceneggiatura, e non uno sfondo agli eventi. A cercare di porre rimedio a queste lacune, vi è la costante presenza nell'aria di un probabile plot twist che potrebbe sorprendere da un momento all'altro: una prima e parziale rivelazione si ha nella scena post credit dell'episodio 12, che cede il passo ad altri eventi di sempre maggior rilevanza, gettando le basi per qualcosa che potrebbe essere grandioso. Peccato che questa sensazione di "qualcosa sta per accadere" venga protratta troppo a lungo, sino alla puntata finale, senza che effettivamente questo atteso evento si palesi, lasciando lo spettatore piuttosto deluso. Ben poco può fare la seconda parte, che riprende elementi della trama cercando di portarla avanti, ma senza riuscirci appieno: le domande senza risposta sono ancora tante, e alla fine si ha l'impressione che il tutto fosse solo una fase preparatoria per un piano più grande di quanto sembri. Le ultime puntate sembrano quasi l'inizio di una nuova stagione, piuttosto che una conclusione per le due precedenti: vengono presentati nuovi personaggi e si aggiungono nuovi interrogativi che infittiscono la trama.

In compenso non possiamo negare l'attenzione dedicata alla caratterizzazione dei personaggi e agli scontri, tanto da indurci a pensare che i creatori si siano concentrati prevalentemente sulla loro realizzazione. Con il proseguire della narrazione impareremo a conoscere ogni aspetto dei nostri eroi, con informazioni date durante i flashback, in cui si fa uso di una fotografia sbiadita ed ingrigita che si contrappone a quella più accesa, usata per gli eventi contemporanei, in modo da poter comprendere appieno i loro stati d'animo. Bisogna dire che gli autori hanno strutturato adeguatamente i due protagonisti, con meno dedizione per gli altri; ma non per questo i comprimari sono meno apprezzabili, sebbene avrebbero potuti essere approfonditi ulteriormente.

Seconda chiave di volta sono i duelli, anche perché buona parte delle vicende si svolgono nel corso del Phoenix Festa. Questi sono una vera e propria scarica di adrenalina, in cui anche l'occhio vuole la sua parte, e vi è un graduale aumento della qualità, diventando sempre più intensi e coinvolgenti: si passa da quello iniziale tra Julis e Ayato, che è forse il meno convincente di tutti, agli ultimi più rocamboleschi. In questi momenti si può notare l'abilità dello staff tecnico nel concentrare tutte le forze per renderli avvincenti, e nel trovare un connubio tra regia e disegni: le inquadrature riescono a stare al passo con animazioni frenetiche; vi è un coesione tra il tratto manuale e una computer grafica niente affatto invadente, che è limitata solo ad alcuni oggetti, al fine da renderli più realistici. Il tutto è reso in modo tale da trasmettere epicità e da lasciare senza parole. Il loro carattere così dinamico è stato controproducente, per certi versi, perché sono forse la parte più attiva di tutta la serie: si prosegue non aspettando altro che assistere a nuovi scontri, mettendo così in ombra una trama dai risvolti potenzialmente interessanti, che, come detto in precedenza, procede a tentoni. L'ideale sarebbe stato trovare un giusto equilibrio tra narrazione e duelli...

the asterisk war The Asterisk War è una di quelle produzioni che hanno un alto potenziale ma che non riescono a sfruttarlo appieno, con personaggi interessanti sotto ogni aspetto e una sceneggiatura accattivante, se solo fosse stata sfruttata meglio. Questa viene oscurata dalla opprimente presenza di battaglie memorabili, rese tali da una componente artistica di tutto rispetto. L’opera di Yuu Miyazaki prosegue ben oltre rispetto a dove si è fermato l’anime, e prende pieghe inaspettate, con colpi di scena a dir poco esplosivi. A fronte di ciò, non ci resta altro da fare che sperare nella realizzazione di altre stagioni, che continuino a narrare le avventure di Ayato, Julis, e di tutto il gruppo della Seidoukan.

6.9