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The Disastrous Life of Saiki K: Reawakened, recensione della nuova stagion

Saiki K. ritorna alle proprie origini con una serie di episodi spassosi e irreverenti all'insegna dell'autoironia. Ma cosa ci riserva il futuro?

recensione The Disastrous Life of Saiki K: Reawakened, recensione della nuova stagion
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In maniera a tratti inaspettata, Saiki K., l'eccentrico personaggio creato dall'autore Shuichi Aso, è tornato di recente sulla piattaforma di streaming Netflix con la nuova serie The Disastrous Life of Saiki K.: Reawakened, capace di riportare il personaggio ai fasti delle origini senza snaturarlo.

Seppur in realtà il semi revival della serie (che sembrava arrivata alla conclusione dopo gli episodi finali dell'anime di Saiki K) non aggiunga nulla di nuovo alla formula vista in passato, il risultato finale può dirsi soddisfacente, soprattutto per il modo con cui è stata gestita l'ironia durante gli vari episodi.

Superpoteri super inutili

Questa nuova stagione ci trasporta ancora una volta a osservare da vicino gli psicodrammi vissuti dal protagonista, un giovane dotato di numerosi poteri psichici capaci di risolvere (quasi) ogni tipo di problema. La serie, composta da sei puntate dalla durata di circa 20 minuti, presenta una struttura narrativa scorrevole, soprattutto in funzione della natura a micro episodi con cui è impostata l'intera trama principale.

The Disastrous Life of Saiki K.: Reawakened non punta a rimescolare le carte in tavola, optando invece per una dimensione narrativa autoconclusiva in cui lo spettatore è portato a vivere delle mini avventure - sempre ovviamente con protagonista Saiki - incentrate su un registro comico dalla forte impronta satirico/parodistica.

Il personaggio principale, che passa le sue giornate barcamenandosi tra l'andare a scuola e il sopravvivere alle piccole grandi seccature del vivere quotidiano, si impegna al massimo per passare inosservato, sforzandosi al tempo stesso di impiegare i propri poteri per risolvere qualsiasi problema. La comicità tipica della serie (che non si risparmia di prendere in giro numerosi aspetti della cultura pop), torna nuovamente in scena mettendo alla berlina anche vari stereotipi dei manga shonen, riproponendo l'immancabile carrellata di comprimari che i fan della serie non tarderanno sicuramente a riconoscere.

La piccola variazione contenutistica rispetto al passato riguarda il modo con cui Saiki si approccia al mondo esterno; nonostante infatti il carattere del protagonista risulti fondamentalmente immutato, nel corso degli episodi possiamo vedere come lui stesso tenda a mostrare una maggiore empatia verso il prossimo.

In numerosi casi vedremo quindi il nostro psichico preferito schierarsi apertamente a favore di uno o l'altro personaggio, quasi a voler allontanare il profondo senso di noia che lo pervade sfruttando i propri poteri alla ricerca di una tranquillità esistenziale che forse non arriverà mai.

L'opera non disdegna di fare anche autorinoia sullo stesso Saiki, intaccando la sua aura semi-divina mostrandoci cosa succede quando i suoi superpoteri iniziano a funzionare in modo anomalo.
Estremamente spassoso, da questo punto di vista, il secondo episodio, in cui lo spettatore farà davvero fatica a contenere le risate vedendo quanto inutili possano essere alcune delle sue abilità, tra cui il generare dalle mani una quantità esagerata di matrioske senza alcun motivo logico.

Insegnanti un po' inquietanti

In questo nuovo blocco di episodi il contesto scolastico torna a giocare un ruolo fondamentale all'interno della serie, forse anche più che in passato. Seppur non manchino i momenti ricreativi tra Saiki e i suoi numerosi amici (come ad esempio quando li vediamo giocare a carte in pieno stile Yu-Gi-Oh!), la location scolastica comparirà varie volte nel corso degli episodi, facendo leva su numerosi cliché legati al fenomeno dei teppisti.

Da questo punto di vista, la serie non si è però focalizzata nel condannare il sistema scolastico - oggetto di molte critiche da parte di numerosi mangaka - quanto nel voler attaccare ogni forma di pregiudizio.
Dall'insegnante con la faccia da maniaco (ma in realtà buono) fino all'allieva perseguitata dalla sfortuna ma del tutto innocente riguardo i disastri - involontari - da lei provocati, ogni personaggio incarna l'essenza della spontaneità.

Anche Saiki, quando si ritrova a dover affrontare la vita di tutti i giorni senza i propri poteri, appare comunque come una persona in grado di empatizzare con il prossimo, capace quindi di comprendere appieno l'affetto che gli altri provano per lui nonostante la sua indole caratteriale (almeno in apparenza) fredda e distaccata.

Questa nuova serie risulta quindi capace di far divertire lo spettatore attraverso una formula narrativa e stilistica ormai collaudata; l'unico reale problema risiede nella potenziale ripetitività dell'opera che, in caso decidesse di ripercorrere la medesima via vista in passato anche nella prossima stagione, potrebbe perdere la forte carica di originalità delle origini.

The Disastrous Life of Saiki K.: Reawakened The Disastrous Life of Saiki K: Reawakened svolge il suo compito in maniera soddisfacente, riuscendo a intrattenerci e a farci sorridere grazie a un registro comico in grado di puntare efficacemente anche sull'autoironia. Continuare però a riproporre la solita formula vista in passato potrebbe portare la produzione a diventare ripetitiva e poco incline alle novità. Guai in vista?

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